
Nel tramonto la bellezza di una vita

A volte nascosta agli occhi dei più
misteriosa
luce dell’universo intero
ultima scintilla prima del buio
nessuno può cambiare il proprio destino
Ti prego
non abbandonarmi mai

Nel tramonto la bellezza di una vita

A volte nascosta agli occhi dei più
misteriosa
luce dell’universo intero
ultima scintilla prima del buio
nessuno può cambiare il proprio destino
Ti prego
non abbandonarmi mai

Filosofia
significa cercare tremanti
la Verità delle cose
al di là delle illusioni
che costituiscono certezze
oltre il divenire, apparenza invalicabile
ma anche ingiustizia di ideali vivi.
Presente attuale della coscienza
mia coscienza d’individuo unico, irripetibile,
nel dubbio e nella certezza.
Ciò che cerco mi costituisce già adesso,
oltre il tempo nell’immutabile divinità:
Padre di ogni Io,
Madre nel bisogno,
Figlio che è fratello di ogni essere
nel dolore e nella mancanza
speranza irrinunciabile che sia Amore.
Come potrei parlare di Te se non ti conoscessi?
Nei recessi più profondi del mio essere
ho sentito la tua voce valicare il nulla
per far coincidere ogni istante nell’Eternità.
Hai placato il vento che soffiava sui miei anni,
che alzava la polvere davanti agli occhi
e lasciava i ricordi alle spalle
come foglie secche ormai cadute.
Ancora miriadi di strade dovrò percorrere
per arrivare di nuovo a Te,
per colmare la mia infinità alla ricerca di Dio.

No, non voglio baciarti
in una giornata di sole.
Non voglio che sia estate.
Non voglio che sia in mezzo alla folla.
Vorrei baciarti in una di queste sere d’inverno,
quando il sole scolora nel grigio e nel freddo;
quando sarà più facile
trovare, insieme,
l’alba dentro l’imbrunire.
– Pablo Neruda –
Da: “20 poesie d’amore e una canzone disperata”, Edizioni Accademia
https://opinioniweb.blog/2022/09/13/prospettiva-nevski-franco-battiato/

Dove sei verità?
Non so più
dove trovarti.
Vago
tra le ombre
che mi costruisco
e non ho
neanche il sogno di te.
Che cosa è successo?
Non trovo in me
neanche una briciola di vero.
Non lasciarmi
mio Sole
fa che io
veda veramente
questo nero,
così da
rifuggirgli
come da mostri orrendi.
Non lasciarmi
morire
come un’ombra;
fammi sentire
antichi sapori
e dammi la forza
di non distrarmi.
Accogli
questo grido.
Ora
non ho più niente.
*Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI!

Odi
il canto invisibile del vento;
ora, ecco
due figure stagliarsi sul cielo della notte.
Noi, solo una pallida luce.
Quanta ricchezza
in uno sguardo verso il cielo.
No, esiste l’Eterno
lo sento così come
la forza nuda del vento
le minacce della notte
lo sguardo concesso
dall’immenso cielo.
Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI.
Oggi, domenica di Pasqua, presto
un’improvvisa tempesta di neve
si è abbattuta sull’isola.
Tra i cespugli verdeggianti c’era neve. Il mio ragazzo
mi ha portato verso un piccolo albicocco attaccato alla casa
strappandomi ad un verso in cui puntavo il dito contro coloro
che stanno preparando una guerra che
puo’ cancellare
il continente, quest’isola, il mio popolo,
la mia famiglia e me stesso. In silenzio
abbiamo messo un sacco
sopra all’albero tremante di freddo.
Isola di Fionia (nel paesino di Svendborg) Bertolt Brecht
Poesia scritta da Brecht in esilio, quando ormai il gelo della guerra si abbatteva inesorabilmente su tutta l’Europa. Non ci sono più stagioni o rinascite a scandire la vita;un esile sacco, un gesto d’amore che vuol fare sembrare la natura umana meno crudele di fronte alla vita. Eppure ciechi, ignoranti e senz’anima continuiamo a cadere nella voragine insensata della guerra. Quando arretreranno, la scia di sangue sarà troppo lunga per parlare di pace, li conosciamo dà sempre, li conosciamo. La pace è adesso, una croce annunciata, imperativo che risorge. Nonostante tutto, Lui non ci abbandona

La prima rondine
venne iersera
a dirmi: “È prossima
la Primavera!
Ridon le primule
nel prato, gialle,
e ho visto, credimi,
già tre farfalle”.
Accarezzandola
così le ho detto:
“Sì è tempo, rondine,
vola sul tetto!
Ma perché agli uomini
ritorni in viso
come nei teneri
prati il sorriso
un’altra rondine
deve tornare
dal lungo esilio,
di là dal mare.
La Pace, o rondine,
che voli a sera!
Essa è per gli uomini
la primavera”.
Gianni Rodari
Nel gelo dell’inverno, cielo cupo dell’ipocrisia, la rondine non trova rifugio nel cuore degli uomini. Una speranza viene dalla fede nell’infinito, l’Amore non ha nemici da sconfiggere.

Fiori appassiscono
baluardi del senso
svaniscono come ombre
nella notte.
Poi uno sguardo
una coscienza sparuta
ricostruisce un contorno
linee, atti, relazioni…
Ogni uomo riempie il mondo
fede nel presente
in ogni cosa bella.
Svanisce la notte
inizia la Creazione
passato e futuro si uniscono
per l’eternità.
Effimerici atti
contingente,
umano
scintilla dallo spazio
porta sul divino
infinito

Dopo la pioggia viene il sereno
brilla in cielo l’arcobaleno.
È come un ponte imbandierato
e il sole ci passa festeggiato.
È bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede, questo è male
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questa sì che sarebbe una festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.
Gianni Rodari

Carnevale vecchio e pazzo
s’è venduto il materasso
per comprare pane, vino,
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.
Beve, beve all’improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia.
Così muore il Carnevale
e gli fanno il funerale:
dalla polvere era nato
e di polvere è tornato.
di Gabriele D’Annunzio
Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !
Guai a prendersi troppo sul serio. Racconti allegri pensieri idee di un allegro pessimista
Le emozioni mi strabordano
Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo
A quoi servent les images que l'on ne montre pas ?
appunti criptici di una sfinge in erba
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