
Il cielo di notte
è pieno di stelle
luminose o
spente.
Se guardi in alto
diventi una di loro
tra i miliardi di stelle
diventi gioioso.
*poesia di Tommaso (14 anni)

Il cielo di notte
è pieno di stelle
luminose o
spente.
Se guardi in alto
diventi una di loro
tra i miliardi di stelle
diventi gioioso.
*poesia di Tommaso (14 anni)

Dove sei verità?
Non so più
dove trovarti.
Vago
tra le ombre
che mi costruisco
e non ho
neanche il sogno di te.
Che cosa è successo?
Non trovo in me
neanche una briciola di vero.
Non lasciarmi
mio Sole
fa che io
veda veramente
questo nero,
così da
rifuggirgli
come da mostri orrendi.
Non lasciarmi
morire
come un’ombra;
fammi sentire
antichi sapori
e dammi la forza
di non distrarmi.
Accogli
questo grido.
Ora
non ho più niente.
*Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI!

Un pieno di vuoto!
Ecco ciò che ho realizzato vivendo
nella speranza di ottenere
l’impossibile.
*Che poi pensateci, chi mai può andare oltre? Un vuoto che dà le vertigini, sempre in bilico sul filo della vita. Ma nonostante tutto, l’impossibile è il motore e l’origine del Tutto!

…che è in me!
Striscia, parla, si nasconde nelle fronde della mia mente. Nel mito mai è stato “fuori”, sull’Albero, essere o animale fra gli animali del Giardino! E’ sempre stato in noi il Peccato come frutto della Ragione, come opposizione all’Essere che è Vita, come baratro senza fine ed eterna solitudine. Franare nel proprio stesso io, morire e frantumarsi in infinite morti senza mai diventare Nulla assoluto, un’esistenza senza Essere o essere un non-Nulla! Mai più il Nulla, scintille, spirali, frammenti ma pur sempre essere un non-Nulla grazie a Lui!
Affidarsi all’Essere, atto di fede in quel principio luminoso che è sostanza della stessa ragione, ciò è l’inizio della Vita. Essere un non-Nulla, lontano da ogni fondamento che non sia Dio, è scegliere di morire in sé stessi nell’Eterna solitudine della ragione umana, ricolma di superbia e di falsità. Ne cogliamo i suoi frutti in ogni forma di potere sulla terra, si manifesta in ogni gesto e manifestazione della ragione separata dalla fede, essa ci divinizza ma crea al contempo un infinito vuoto di dolore e irrazionalità. Affidarsi alla grazia, al fatto che Dio segue in ogni dove, sostiene le sue creature pur allontanandole da sé a causa della disobbedienza della ragione!
Il fine della Storia è forse cogliere il nuovo frutto donato dall’Amore e riempire il vuoto di Dio con Dio, un Dio che si umanizza divinizzando l’uomo, donandogli quella che sarà la vera vita eterna?
Solo
tra milioni di esseri
Solo
sicuro che Tu
sia qui
ma rimane la paura…
Perché l’urlo
nel mio cuore
non ha mai fine?
*La donna è l’ultima e quindi la più perfetta tra le creature, l’anello che tiene unita l’intera creazione. Nudi e senza maschere o contorcimenti della mente, vagavano nel giardino, dove lo stesso Dio passeggiava. Dio li chiama… “Chi ti ha detto che eri nudo?”. Nudo in quanto pura esistenza in balia di sé stessa, ora divenuta conoscenza incarnata in un’essenza, il serpente, in grado di penetrare, strisciare, avvolgere con le sue spirali e dare la Morte! In questo male oscuro, in questo pozzo della conoscenza in cui si è calato l’uomo agli albori dell’esistenza rimane forse lo spazio per la salvezza dopo la creazione.

Il mare cambia umore
da blu
a rosa
ad arancione
a rosso.
Può essere un buon amico
anche se alcune volte è infuriato
ma ti accoglie sempre
tra le sue grandi braccia.
*Poesia di Tommaso Nicolini (14 anni)

Innocenza
prima io ero
ma non la conoscevo.
L’ho indossata anch’io
la divisa azzurra della Purezza
ma ora non più.
L’ho tinta con il nero dell’odio,
il violaceo dell’invidia,
il rosso della rabbia
e della supremazia.
Eppure
l’ho indossata anch’io
la Purezza
come un bambino
indossa la vita in un respiro
riceve e dà in eguale misura
non cerca che amore
è egli stesso amore.
E non si può non amare
l’Innocenza
se puoi vederne il colore
che avvolge in fili sottili
in trame senza tempo
il bozzolo divino
del tuo stesso animo.
Poesia già pubblicata QUI

Dove sei Amore,
Luce,
zampillo di vita?
Parlami,
concedimi
un tuo lieve alito
che mi scaldi il cuore.
Riempimi gli occhi
di lacrime
che io possa
sentirti appena….
Io sono
un’ombra grigia
in questa grotta
e il ricordo di te
mi avvolge
e mi strazia.
Stillami
una tua goccia
e concedimi
di non sprecarla.
*Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI
una prigione senza porte
dov’è impossibile scappare
in profondità infinite
prigionieri di sé stessi.
Cuori infranti vagano
alla ricerca di risposte
illudendosi che il passato
straripante di speranze
s’imponga sull’avvenire.
Ma riaprire gli occhi al buio
annulla tutte le apparenze
e cancella gioie costruite
tentando d’ingannare il destino.
Tasto al buio le pareti
alla ricerca di un’uscita,
poi richiudo gli occhi disperato
tornando a sognare una vera vita!
Questa poesia, scritta da me tanti anni fa e pubblicata sul blog nel mese di novembre 2017, è attualmente la più letta del blog con oltre 500 letture! Non c’è ancora una risposta in grado di cancellare quel buio, ma la consapevolezza con cui si affronta il destino, al di là di ogni inganno o illusione che ci presenta la vita, è l’unica strada per uscire dal buio! L’UNICA!!!

Dio aprì il tesoro delle melodie,
prese il canto dell’uccello e il brusio della foresta,
il fremito soave della brezza che agita i rami,
il sussurro delle foglie,
il mormorio delle sorgenti e dei ruscelli,
il canto di chi è stato toccato dalla grazia
e ne fece un’anima, quella di un uomo
nato per lodare l’Eterno.
Quando, venendo al mondo, il suo sguardo
incontrò la luce delle stelle,
intonò un canto nuovo:
“Ti cercherò Signore,
fra miriadi di stelle,
incontrerò i tuoi occhi
il tuo sguardo d’amore
indescrivibile euforia
ritorno alla vera vita”.
Ma il ricordo dell’Eterno
inquieterà il suo animo per la mancanza
di ciò che è il pieno rispetto al nulla
rispetto alla miseria di una realtà evanescente
pur se impastata da Te.
E la lode diventerà il suo stesso respiro,
il canto un’invocazione,
la preghiera il respiro della sua anima
sola pur se illuminata dalla Tua luce
che la rende visibile
una creatura strumento della tua lode
che tenta di uscire fuori
di aprirsi alla vita
con gemiti inesprimibili.
* Lode tratta in parte dal trattato giudaico “Benedizioni” o “berakhot” , che narra la creazione dell’anima del re Davide. Tale anima trae origine dal Malkuth, la prima sephirat. Malkuth significa abbassamento, cioè capacità di sacrificare sé stessi e di assumersi grandi responsabilità!
Post già pubblicato QUI

La casa
è il proprio regno
una specie di fortezza.
Ognuno la costruisce
la modifica
e l’arreda con affetto.
La casa è sempre lì
ti aspetta
e non si muove.
La casa non è un oggetto qualunque
ma una fonte d’amore.
* Poesia di Tommaso Nicolini
Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !
Guai a prendersi troppo sul serio. Racconti allegri pensieri idee di un allegro pessimista
Le emozioni mi strabordano
Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo
A quoi servent les images que l'on ne montre pas ?
appunti criptici di una sfinge in erba
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Uno sguardo sul mondo