,“… domani rivedremo li sovrani che se scambieno la stima, boni amichi come prima so’ cuggini, e fra parenti nun se fanno complimenti. Torneranno più cordiali, i rapporti personali e riuniti fra de loro SENZA L’OMBRA DI UN RIMORSO ce faranno un bel discorso, sulla pace e sul lavoro, per quel popolo coglione, risparmiato dal cannone”.
Il vestito di Arlecchino

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduja, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta!”.
Gianni Rodari
Regalalo…
Ogni petalo è un gesto d’amore!
L’amore è l’unico tesoro che
si moltiplica per divisione,
è l’unico dono che aumenta
quanto più ne sottrai,
è l’unica impresa nella
quale più si spende più si
guadagna: regalalo, buttalo
via, spargilo ai quattro venti,
vuotati le tasche, scuoti il
cesto, capovolgi il bicchiere e
domani ne avrai più di prima.
Autore anonimo *
*La poesia l’ho letta in un libro e subito pubblicata: semplicemente bella o bella perché semplice. Mi sono permesso di aggiungere un titolo nella speranza che renda fede al testo.
La curiosità di Pandora

Giove ordinò a Vulcano di costruire una donna.
– Voglio che sia bellissima,- disse – giovane e affascinante come una dea: rendila viva con una scintilla del tuo fuoco.
Vulcano obbedì e diede forma e vita a una giovane di straordinaria bellezza, che fu la prima antenata di tutte le donne.
La dea Minerva le insegnò a filare la lana, a tessere e ricamare. La dea Venere le diede il dono di fare innamorare tutti di sé. Il dio Mercurio, invece, le mise nel cuore la vanità, ostinazione e molta curiosità.
Quando la fanciulla fu pronta tutti gli dèi l’ammirarono e Giove, soddisfatto disse:- Gli uomini si rallegreranno molto di questo mio dono, non sapendo che questa donna sarà l’origine di tutte le loro disgrazie.
Poi egli prese la fanciulla per mano e la presentò agli dèi dicendo:- Poiché ha ricevuto doni da tutti voi, si chiamerà Pandora (che significa “tutti i doni”).
Dopo una breve pausa soggiunse:- Anch’io le farò un regalo – e le mise tra le mani un vaso di terracotta con il suo coperchio ben chiuso.
Pandora scese sulla terra e si presentò ad Epimeteo, che fu felice di accogliere quella bella creatura.
– È proprio come ci si aspetta che sia un dono dal cielo – disse tra sé meravigliato e commosso – la farò mia sposa e la terrò sempre con me.
Pandora dunque abitò nella casa di Epimeteo con il suo vaso ben chiuso. Ricordava bene che Giove le aveva ordinato di non aprirlo mai, ma moriva dalla voglia di sapere che cosa contenesse. << Chissà,>> fantasticava << ci sarà dell’oro dentro o una magica crema di bellezza o dei gioielli. Del resto che regalo è un regalo che non si può guardare, toccare, godere? Potrei sollevare il coperchio solo un pochino, tanto per rendermi conto di cosa si tratta. Una sbirciatina soltanto e poi lo richiuderò e non lo toccherò più. Nessuno se ne accorgerà.>>
Un giorno che era sola, quasi senza accorgersene allungò la mano verso il coperchio del vaso e lo sollevò poco poco con l’unghia, ma non vide nulla. Allora lo aprì del tutto e dal vaso si levò come una nebbia in cui si intravedevano tre orribili fantasmi, che tesero verso di lei scarne braccia di scheletri.
– Ah! – gridò Pandora terrorizzata. – Che cos’è questo?
Erano la Febbre, la Malattia e la Morte, che silenziosamente sì dileguarono dalle fessure delle porte e dalle finestre e si diffusero in ogni angolo della Terra. Fino ad allora gli uomini non avevano conosciuto i mali che portano alla morte: per questo erano simili agli dèi immortali. La curiosità di Pandora li rese invece fragili, esposti alle malattie, destinati a morire, prima o poi, tutti, inevitabilmente.
In fondo al vaso però, era rimasta una cosa buona, la sola cosa buona che Giove vi aveva messo: la Speranza. Una sola cosa buona, che, però, dà all’uomo la forza di resistere al dolore.
Gretinismo

Nel 2019 la Nasa dai satelliti ci informava che per la prima volta la superficie verde della Terra tornava ad aumentare del 5% Terra più verde, merito di Cina ed India
La scelta di puntare sulle rinnovabili è certamente politica, rendere sconveniente l’utilizzo del gas è attualmente l’unico modo per spingere l’auto elettrica e incentivare Lil cosiddetto green! Fuffa eco-illogica ed auto elettrica Il clima sta cambiando, ma l’atteggiamento predatorio dei potenti del mondo rimane sempre lo stesso. ESSI mireranno come al solito a trarne il massimo profitto cosa che spesso corrisponde ad una grande regressione economica e sociale per tutti noi comuni mortali! Vedremo…
Post di Stefano
Mi rifaccio al mio post precedente “Abbiamo scherzato” e ne ribadisco appieno i contenuti. Quello che sto notando è una accelerazione costante, irremovibile e ostinata dell’agenda mondialista, come quando un treno viaggia alla massima velocità su un rettilineo: impossibile fermarlo, forse deragliarlo, pur se con enormi danni e distruzione.
Credo che l’incognita ecologico-energetica costituisca un problema ormai non più rimandabile e sia alla base dell’attuale cambio di paradigma. Non certo, però, quello narrato dalle varie Grete e g(c)retini… il clima non è in pericolo! Non lo dico io, ma tanti scienziati “seri”, tra cui Rubbia, secondo i quali la causa va attribuita al normale avvicendarsi dei cicli solari e non certo all’attività umana. Però, il cambio climatico verrà preso come alibi per dirottare l’organizzazione della società in senso meno energivoro. Con il beneplacito della fazione buonista/progressista. Beninteso, io credo fortemente siano già disponibili tecnologie per la produzione di energia gratuita ed infinita, quali quelle probabilmente messe a punto da Tesla e Majorana, ma messe sottochiave da secoli poiché si tratterebbe di energia troppo “democratica” e toglierebbe potere alle grandi famiglie che da sempre governano il mondo. È altrettanto vero, per non essere frainteso, che io odio l’inquinamento, ogni spreco di risorse, il consumismo sfrenato e l’obsolescenza programmata; amo, invece, riutilizzare, aggiustare e riciclare. Qui però non voglio evidenziare il mio modo di pensare, ma quello dei potenti. Il potere vuole i GRANDI impianti, le grandi centrali, per poterne avere il controllo assoluto. Vanno benissimo i pozzi petroliferi e le centrali termoelettriche, le centrali nucleari a fissione, andranno benissimo le grandi centrali a fusione nucleare calda del futuro, tutti impianti cioè non gestibili dalle persone comuni, mentre non può andar bene la fusione nucleare a bassa temperatura, le LENR, troppo facilmente utilizzabili da tutti, troppo, appunto, democratiche.
Il petrolio e le altre fonti fossili stanno per esaurirsi, inoltre una gran parte dell’umanità, come quella della Cina e dell’India, si sta emancipando dalla povertà cui era stata condannata e vorrà godere dei privilegi finora riservati al ricco occidente e che comportano, in primis, il consumo di tanta energia. Ora, per mantenere lo status quo della piramide del potere, obiettivo da sempre perseguito da chi il potere lo ha, è indispensabile avere il controllo di due parametri, la spinta consumistica e l’incremento demografico. Per il primo parametro sono state già avviate politiche totalitarie giustificate dall’emergenza sanitaria ed ecologica.
Per il secondo parametro… lascio a voi indovinare.
Nostra Signora di Lourdes

L’11 febbraio 1858 la Madonna apparve per la prima volta a Bernardette Subirous nella grotta di Massabielle. Da allora, questo luogo è divenuto meta incessante di pellegrinaggi da ogni parte del mondo. Sono circa una settantina i miracoli di guarigione giudicati inspiegabili e riconosciuti dalla Chiesa. L’11 febbraio, come voluto dal papa San Giovanni Paolo II, la Chiesa celebra la Giornata mondiale del malato.
La Vergine le apparve per ben diciotto volte a Bernadette in una grotta, lungo il fiume Gave. Le parlò e le indicò il punto in cui scavare con le mani per trovare quella che si rivelerà una sorgente d’acqua, al contatto con la quale sarebbero scaturiti molti miracoli. Tutto ebbe inizio giovedì, 11 febbraio 1858, quando Bernadette si recò a raccogliere legna secca nel greto del fiume Gave, insieme ad una sorella e ad una loro amica. Un rumore che proveniva dal cespuglio che si trovava nella grotta attirò la ragazzina alla quale apparve la Vergine presentandosi come Immacolata concezione e confermando quindi il dogma del concepimento immacolato di Maria promulgato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854, quattro anni prima. Bernadette aveva solo 14 anni!
Il 18 febbraio, finalmente, la Signora parla. “Non vi prometto di farvi felice in questo mondo – le dice – , ma nell’altro. Volete farmi la cortesia di venire qui per quindici giorni?”. La Signora, quindi, confida a Bernadette tre segreti che la giovane deve tenere per sé e non rivelare mai a nessuno.
La veggente visse da religiosa il messaggio di penitenza e di preghiera che aveva ricevuto alla grotta. Morì santamente il 16 aprile 1878, all’età di trentatré anni; età significativa visto le enormi sofferenze che contrassegnarono la sua vita. Fu beatificata nel 1925 e canonizzata nel 1933.
Le apparizioni di Lourdes vennero ufficialmente riconosciute dal vescovo di Tarbes il 18 febbraio del 1862. Ben presto fu eretta una grande chiesa così come la Vergine aveva richiesto.
A Massabielle, il simbolo della roccia che ospita la statua della Beata Vergine Maria di Lourdes è di notevole importanza, in quanto rappresenta la fortezza, la solidità, la protezione e una sorta di rifugio verso una nuova vita. Inoltre la roccia simboleggia Dio che è il nostro rifugio, la nostra certezza pronto ad accoglierci tra le sue braccia sempre. Il messaggio della Vergine è stato si quello della guarigione fisica e spirituale, ma ancora più importante è la conversione, l’affidarsi alla salvezza che può venire solo da Dio in quanto l’uomo da solo non è in grado di eliminare il male che appartiene al mondo e a sé stesso in quanto imperfetto e peccatore.
Motivi per una pandemia organizzata

Aggiungerei all’elenco fatto da Stefano la notizia qui sopra: di fatto i non greenpassati perdono il diritto all’elettorato passivo, non avendo più la possibilità di accedere alle camere senza questo requisito. E sembra logico pensare che per l’elettorato attivo accadrà la stessa cosa, cioè il greenpass sarà requisito necessario per poter votare!Ma tranqui, non c’è da preoccuparsi, sono solo misure “sanitarie” dettate dall’emergenza e quindi temporanee! O no? E non sorprende neanche il fatto che gli obiettivi connessi all’evento pandemico siano in realtà già stati in parte realizzati dalle politiche economiche in atto da decenni nei governi occidentali, Italia in primis. Semmai dovremmo chiederci il perché di tutta questa fretta nel voler avere tutto e subito. Forse questo è l’unico vero segno di debolezza del sistema che ci permette ancora di avere qualche speranza…
Post di Stefano
Ogni grande evento/narrazione destinato a cambiare radicalmente la struttura della società viene studiato e pianificato con largo anticipo in modo da ottenere più risultati contemporaneamente e favorire anche diversi interessi.
Tutto questo con il minore dispendio di energie e risorse, ma anche con la massima resa. In tutta questa farsa organizzata e chiamata: “pandemia da Covid 19” ho individuato i seguenti moventi.
Non è detto che non ce ne siano altri, ma secondo me questi sono i principali:
- Garantire un lautissimo guadagno a Big Pharma, anche se credo questo sia l’obiettivo più marginale.
- Introdurre il principio che il corpo umano possa essere violato dall’autorità, per effettuare forzatamente sperimentazioni mediche.
- Sperimentare nuove tecniche (MRNA) su cavie umane, avendo anche come campione di riferimento i Novax.
- Abituare il popolo a rinunciare alle libertà fondamentali in cambio della sicurezza.
- Fomentare ed incrementare la divisione e l’odio sociale, il divide et impera, per annullare la possibilità che il popolo si unisca per ribellarsi alle coercizioni.
- Distruggere il potenziale creativo ed artistico dell’essere umano e, di conseguenza, ogni forma di individualità e quindi di imprevedibilità, attraverso l’instaurazione di uno stato sociale fondato sulla paura, affinché solo i bisogni primari vengano presi in considerazione.
- Abituare il popolo ad abbassare il tenore di vita, evidentemente poiché il potere ha realizzato che la presente struttura consumistica non è sostenibile.
- Minare fortemente la salute e la capacità riproduttiva dell’essere umano per limitare o invertire l’attuale tendenza demografica.
- Spostare il risparmio e la ricchezza, soprattutto dei beni immobili, verso i grandi gruppi finanziari per ottenere in tal modo un senso di precarietà e un’ulteriore sottomissione popolare.
- Spostare l’economia dalle piccole imprese ai grandi gruppi gestiti dai poteri mondialisti.
- Sdoganare il concetto che i diritti umani non siano un patrimonio inalienabile, ma premi che vengono concessi dalle autorità solo in cambio di comportamenti obbedienti e compiacenti.
- Dirottare la prevalenza delle attività umane su piattaforme digitali di modo che il potere possa, da remoto, intromettersi sulla sussistenza ed anche esistenza stessa degli individui, grazie anche e soprattutto all’eliminazione del denaro contante.
Considerate che il periodo vissuto dal dopoguerra ad oggi nella parte ricca del globo è una eccezione assoluta nella storia degli ultimi secoli. Non si erano mai realizzate analoghe situazioni di eguaglianza, libertà, riconoscimento dei diritti fondamentali e democrazia. Per quanto questi ideali non siano stati nemmeno lontanamente concretizzati appieno, soprattutto quello della democrazia, eppure ad oggi rappresentano il più alto grado espresso nella storia contemporanea. Evidentemente si è trattato di un semplice esperimento e le grandi élite, che da sempre governano il mondo, stanno facendo marcia indietro, per riportarci ad una situazione di totalitarismo che, seppur tecnologico, è pur sempre medioevale.
Il limoncello non ha fretta

6 gennaio 2022 – alcool 95° e bucce di 4 limoni
Buongiorno a tutti, il mio non è un blog di ricette ma oggi ho deciso di fare un’eccezione. Come potete capire dal titolo e dalle immagini proverò a consigliarvi una ricetta per fare il limoncello. In realtà la ricetta è semplicissima e la trovate ovunque, quello che a me interessa consigliarvi sono i tempi di esecuzione! Ho personalmente provato due tipi di ricette per fare il limoncello, quella rapida (15 giorni ) e quella lenta (30-40 giorni) e secondo me quest’ultima dà i migliori risultati. Quindi anche se il limoncello è una bevanda estiva, se sceglierete di fare questa ricetta non sarà pronto prima di metà aprile!
Partiamo dalla prima foto, un mese fa ho messo a macerare in 500ml di alcool le bucce di 4 limoni. Naturalmente devono essere limoni con buccia edibile, belli e profumati. Molto importante è togliere con pazienza la parte interna della buccia, cioè quella bianca che renderebbe il limoncello amaro e meno gradevole. Le bucce devono rimanere nell’alcool per almeno 30 giorni in modo che esso estragga al meglio le loro essenze.

5 febbraio 2022 – 750 ml d’acqua e 400 g di zucchero
Dopo 30 giorni esatti mettiamo sul fuoco 750 ml d’acqua nella quale verseremo circa 400 g di zucchero (si può aumentare la quantità di zucchero a 500 g o più a seconda dei gusti). Non è necessario portare l’acqua ad ebollizione, basta scaldarla tanto basta per disciogliere al meglio lo zucchero.



La soluzione d’acqua e zucchero va fatta raffreddare e poi potete aggiungervi il contenuto del barattolo con alcool e bucce comprese.


Mescolate con cura e poi riversate il contenuto nel barattolo originale (o in più barattoli se non ne avete uno abbastanza capiente).

Adesso non vi resta che aspettare altri 30-40 giorni prima di poter imbottigliare il limoncello. Con queste quantità vengono due bottiglie da 700ml. Non ci sono particolari problemi nella sua conservazione, io tengo in frigo solo la bottiglia che utilizzo perché il limoncello “fresco” è ancora più gradevole.
Un manifesto politico

Alla tua lunga lista aggiungerei Marco Rizzo del PCI, che secondo me al momento è l’unico ad avere i voti per poter entrare in parlamento. Ma la vera domanda è: se non lo faranno – e secondo me non lo faranno – chiediamoci il perché. La risposta qualificherebbe assai la vera natura della cosiddetta contro- informazione, perché come si dice in Ancona “A discore né fadiga” e soprattutto non ci si sporcano le mani rimanendo puri…
Post di Stefano
Nel 2023 ci saranno le elezioni politiche, almeno credo… anzi spero. Bene, confido sia una ghiotta occasione per cercare di mandare un messaggio. Lo so che con “l’esperimento” 5 stAlle è stato dato, forse, il colpo di grazia alla speranza che, attraverso lo strumento democratico per eccellenza, si possano veramente cambiare le cose. Il successo del movimento sopracitato è stato, infatti, la dimostrazione di come sia facile dirottare il malcontento verso un binario che riconduce all’interesse dei soliti noti. Ma io sono un ottimista e voglio essere positivo (anche se questa accezione potrebbe essere malintesa). Leggo ed ascolto nei canali della contro (vera!) informazione che stanno nascendo una pletora di piccoli partiti e movimenti il cui scopo è quello di ribaltare la narrazione psico-pandeminchia e di stoppare il tecno-totalitarismo prossimo venturo. Ci sono: Matteo Brandi, Diego Fusaro, Matteo Gracis, Mauro Scardovelli, Francesco Toscano, Luca Teodori, Gianluigi Paragone, Sara Cunial, Valerio Malvezzi, Alessandro Fusillo ed altri, che spero non si offendano se non cito per mia ignoranza, che hanno fondato partiti, federazioni, movimenti e quant’altro.
A questi nomi aggiungerei anche, in qualità di consulenti per le loro competenze, i vari Massimo Mazzucco, Fabio Frabetti, Paolo Franceschetti, Fabio Duranti, Massimo Citro, Loretta Bolgan, Stefano Montanari, Riccardo Rocchesso, Silvana Mari, Michele Giovagnoli, Corrado Malanga, Claudio Messora, Stefano Re, Giuseppe Povia, Enrico Montesano, Nunzia Schillirò, Nino Galloni, Ugo Mattei, Paolo Maddalena, Barbara Balanzoni e tantissimi altri personaggi che con le loro idee hanno smascherato la fallace narrazione ufficiale ed arricchito noi tutti di buona energia.
Se tutti questi, prima delle elezioni, riuscissero a coagulare delle liste votabili, ci ritroveremmo la solita frammentazione di partitini con consensi pari allo zerovirgola e del tutto impotenti a contrastare la potenza di fuoco dei vari PiDioti, ItaloForzuti, PentaStAllati, Legati, eccetera.
È chiaro che ogni movimento/partito/federazione nasce dall’idea di uno o più personaggi e si contraddistingue per radici e cultura. È altrettanto evidente che i vari personaggi hanno personali e peculiari idee, maturate anche nelle varie militanze politiche di sinistra, destra e centro cattolico. Ed è anche ovvio che l’ambizione individuale porta al personalismo. Tutto ciò, anche se è assolutamente normale e rispettabile, non è funzionale alla causa. La vera lotta adesso non è tra destra e sinistra, ma tra l’alto ed il basso, dove l’alto è rappresentato da una minuscola porzione di ultra ricchi assetati di potere assoluto ed il basso è espresso non solo dalle classi povere e medie, ma anche dalla borghesia: i vecchi padroncini ora sono sotto attacco.
Quello che io chiedo è di focalizzare l’attenzione su chi sia il vero nemico comune del popolo, di accantonare temporaneamente le differenze e di fondare un UNICO partito votabile.
Chiedo che tutti gli ispiratori ed i fondatori dei vari agglomerati politici si riuniscano in una tavola rotonda con spirito costruttivo pur nelle lecite differenze, perché la differenza è ricchezza se viene rispettata ed accettata, affinché si giunga ad un programma comune e condiviso che abbia come scopo la rinascita della democrazia, della sovranità nazionale ed il superamento delle spinte di stampo neo-liberista provenienti dalle organizzazioni transnazionali e globaliste.
Propongo di nominare un portavoce che possa diventare il candidato alla Presidenza del Consiglio, una persona autorevole, rassicurante e stimabile, a me viene in mente Mauro Scardovelli, ma può essere chiunque.
Suggerisco ad ognuno di fare un passo indietro in favore della lotta comune, l’unica che può risultare vincente. Un Partito del genere attirerebbe non solo la schiera dei contrari al Green Pass, ma anche gran parte di quelle persone che hanno smesso di votare perché non si sentono rappresentate da nessun partito presente, dei tanti delusi dei 5stAlle e di tutte quelle persone che si stanno risvegliando dal lungo sonno dei tanti anni tranquilli.
Insomma vi prego, tutti voi che ho citato sopra e tanti altri ancora che avete tutta la mia stima, fate questo sforzo, rinunciate per ora ai personalismi, le differenze potranno essere evidenziate in futuro, dopo che questo schieramento sia risultato vincitore. Dopo che il popolo, prima di tutto, sia il vincitore.
La pistola fumante

Post di Stefano
Menzogne, continue e reiterate menzogne, quelle raccontate di continuo da chi detiene il potere e controlla l’informazione massiva. Di solito, però, un attento osservatore dei fatti, provvisto di una discreta familiarità con la logica e di una disincantata sfiducia verso il mainstream, riesce sempre a trovare almeno un fatto, all’interno di una narrazione menzognera, che risulta, al di là di ogni ragionevole dubbio, falso.
Una pistola fumante. Posso citare l’esempio dei DUE aerei che abbattono TRE grattacieli l’11 settembre del 2001; oppure quello dei “presunti” astronauti sulla Luna che rispondono all’istante alle domande fatte da terra quando, alla velocità della luce, il messaggio impiega 2 secondi e mezzo a percorrere la distanza Terra-Luna e viceversa; oppure quello di John Kennedy, ucciso da un cecchino singolo con tre pallottole provenienti da direzioni diverse, eccetera. In ogni fatto epocale, destinato a modificare radicalmente l’assetto della società, all’interno della narrazione ufficiale vi è sempre una “bugia” più grossa delle altre che un attento e disincantato osservatore può rilevare. Nella narrazione della psico-pandeminchia di assurdità ne vengono raccontate a bizzeffe, provvedimenti restrittivi delle libertà fondamentali che non hanno alcuna attinenza con la profilassi sanitaria palesemente in linea, invece, con il tentativo, purtroppo riuscito nella maggioranza dei casi, di abituare il popolo al nuovo totalitarismo reso possibile dalle tecnologie informatiche. Ora credo di aver individuato la pistola fumante di questa narrazione. Quando, da giovane, ero donatore di sangue, ricordo che era sempre indispensabile analizzare il mio sangue donato per scongiurare il pericolo di infezione da HIV (l’AIDS), virus molto meno contagioso dell’attuale corona virus. Quello si trasmetteva solo per contatto di sangue o sessuale, questo addirittura per contatto aereo. Bene, in questo assurdo momento è possibile per i non dotati di marchio verde, ritenuti secondo la LORO narrazione potenzialmente infettivi, donare il sangue. Salvo che, e questa è la parte comica, dover poi consumare fuori il ristoro, la colazione da sempre generosamente offerta dall’AVIS. Va da sé che il marchio verde NON serve a difendere la popolazione dal contagio, ma ha altri scopi. Questa, a mio avviso, è una delle più palesi Pistole Fumanti.
