Simulacro

Vivo sempre nel presente. Non conosco il futuro. Non ho più il passato. L’uno mi pesa come possibilità di tutto, l’altro come realtà di nulla. Non ho speranze né nostalgie. […] Non sono mai stato altro che un residuo e un simulacro di me stesso. Il mio passato è ciò che non sono riuscito ad essere. Tratto da Il libro dell’inquietudine, di Fernando Pessoa

Simulacri, copie evanescenti di non- realtà, questa davvero è la nostra vita? Forse! Forse l’impronta del nulla da cui emergiamo corrode il nostro animo. Continueremo a vivere ben oltre la realtà apparente, almeno finché non riusciremo a scegliere fra l’essere e il nulla.

In viaggio verso Betlemme

La natività, Chiesa del Campo dei pastori, Brit Sahour, Betlemme

Il nostro viaggio verso Betlemme è molto più lungo di quanto non sia stato quello dei pastori ai quali bastò prendere il bastone, e scendere, lungo i sentieri della Giudea. Per noi ci vuole molto di più che una mezz’ora di strada. La civiltà occidentale, pur qualificandosi cristiana, stenta a trovare l’antica strada che ci può portare alla stalla del presepe dove è nato Gesù. Possiamo dire che in qualsiasi parte del mondo si nasce, non si vive nella solitudine della propria casa, ma in strada, a scoprire ciò che ci circonda e ad esplorare la vita. Ecco perché i pastori, gli ultimi e gli emarginati, sono i primi a scoprire la nascita del Salvatore. Noi invece troppo spesso ci rifugiamo nel nostro stesso egoismo, costruiamo muri e comode dimore, chiudiamo gli occhi ad ogni ricerca e scomoda verità. Perché la verità è sempre scomoda, luminosa ma accecante, davanti a noi ma irraggiungibile…

<<Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.>> (Isaia 9,1)

Per fortuna c’è la Grazia a salvarci! Buio e luce, quante analogie hanno il Natale e la Pasqua! Nella grotta buia di Betlemme i pastori trovano il bambino e lo vedono; invece al sepolcro le donne, Pietro e l’altro discepolo non trovano Gesù e non lo vedono;
– a Betlemme Maria “lo avvolse in fasce e lo depose nella mangiatoia”; nella sepoltura Giuseppe d’Arimatea “lo avvolse in bende e lo depose nella tomba”
– a Betlemme i pastori trovano Gesù avvolto in fasce; a pasqua nella tomba non si trova Gesù ma solo le bende in cui era stato avvolto nella sepoltura. https://www.latheotokos.it/modules.php?name=News&file=print&sid=273

Nella vita c’è il mistero della morte e viceversa nella morte c’è il mistero della vita! La loro unione sfocia nell’eternità intesa come il nulla o come l’Essere che colma ogni fessura e non lascia spazio al divenire! Due eternità con densità diverse, eppure… Il Natale vive in noi, che siamo un non-nulla grazie all’Essere; Egli colmo di ogni Amore, andando oltre sé stesso, ha permesso l’esistenza. La vedete, ora, quella luce splendente emersa dal buio della grotta di Betlemme?

BUON NATALE

Blackout Natale?

Premessa: ma te pare? Natale è la festa della Luce, mai e poi mai passeremo questo periodo al buio! La nascita del Salvatore illumina i cuori e dovremmo augurarci che arrivi anche alle menti ottuse dei governanti del nostro mondo. Perché lì dentro (alle loro teste) buon senso e soprattutto amore non trovano mai ospitalità!

Il costo del gas ha raggiunto livelli 7 volte superiori rispetto ad un anno fa. Il 30 novembre il ministro Giorgetti parlando all’assemblea di Confartigianato proprio del costo elevato dell’energia ha detto che in Italia e più in generale nell’UE non possiamo escludere il rischio di possibili blackout generali. E siccome l’Italia fa parte di un sistema di rete elettrica interconnessa che mette insieme oltre 30 paesi, un eventuale blackout non sarebbe facilmente gestibile e potrebbe durare per molti giorni. Questo evento potrebbe essere causato da una molteplicità di fattori: un eccesso di domanda di energia rispetto a quanto viene effettivamente prodotto oppure proprio dalla criticità sul fronte delle scorte e l’aumento dei prezzi dei combustibili. Riguardo alle scorte di gas naturale l’UE sembra aver scelto di tagliare i rapporti commerciali con la Russia ostacolando eventuali incremeti di produzione. Peccato che attualmente l’alternativa al gas siano proprio i blackout programmati sempre più probabili. Per capire la criticità della situazione potete leggere questo articolo Enel, riacceso il gruppo a carbone e sospeso lo sciopero Sospendono lo sciopero e interrompono la procedura di spegnimento della centrale elettrica a carbone per far fronte ad eventuali emergenze nazionali! Ma mi raccomando non ditelo a Greta!!

Un altro tema caldo è anche l’aumento dell’inflazione: possiamo affermare che un blackout insieme ai lockdown potrebbe far comodo per calmierare le impennate inflazionistiche dovute proprio al costo dell’energia. Perché? Perché ridurre i consumi è un ottimo sistema per riequilibrare la bilancia dei pagamenti di uno stato fortemente indebitato con l’estero come l’Italia.E fra i beni importati che pesano di più c’è proprio -guarda un po’ il caso – l’energia elettrica! Se il pil non cresce come possiamo pagare i beni importati? O facendo politiche espansive, in cui lo stato investe soldi in infrastrutture, messa in sicurezza del territorio, scuole, sanità, pensioni, contratti di lavoro, ecc., ecc. ecc. Oppure continuando a bastonare i cittadini, imponendo tasse e/o restrizioni, precarizzando il lavoro, finendo di distruggere un’economia già agonizzante. Direte: ma chi potrebbe essere così pazzo da fare una cosa del genere? Purtroppo avete la risposta sotto ai vostri occhi: lo stanno già facendo, anzi lo HANNO GIA’ FATTO!!! Pochi consumi= poche spese= conti in ordine! La chiamavano AUSTERITÀ ESPANSIVA, poi divenuta CRISI SANITARIA, che forse diventerà CRISI ENERGETICA! Perché non so se vi siete accorti che da ormai un decennio i conti in ordine li fanno sulla pelle di noi cittadini? Quindi non dovreste avere tanti dubbi su quale strada continueranno a seguire per mantenerci in uno stato di repressione permanente. Ricordo infine che l’euro fino ad oggi è stato il principale strumento di controllo delle democrazie europee. Questo strumento lo possono mantenere solo grazie all’austerità e continuando ad impoverendo la gente, ma – ripeto – senza crisi economica, sanitaria o energetica le folli imposizioni a cui ci stanno sottoponendo come le giustifichi? Ecco a cosa servono greenpass e vaccini loro collegati, a pilotare il gregge e renderlo mansueto in qualsiasi situazione. Ormai perfino l’euro è diventato superfluo, se la crisi lo spazzerà via per le élite finanziarie forse non sarà più un grande danno. E fino ad ora abbiamo visto solo la punta dell’iceberg, ci aspettano tempi bui (in tutti i sensi).

Gite spaziali

Viaggi nello spazio

Nell’articolo sopra potete leggere le mirabolanti avventure che i ricconi più creativi del pianeta potranno proporre ad altri ricconi in cerca di nuove emozioni. C’è da capirli – poverini – dovranno trovare un modo per passare il tempo, qualcosa da raccontare ad amici e/o nipotini.

Poi nell’articolo sotto possiamo leggere come altri scienziati iniziano a fare i conti sulla CO2 e surriscaldamento globale: “Le emissioni di un singolo volo spaziale di 11 minuti ammontano ad almeno 75 tonnellate, che supererebbero le emissioni nell’arco della vita di uno dei miliardi di persone più povere della Terra.”

Carbonio di lusso

C’è quindi da chiedersi perché mai – se essere ricchi significa poter consumare quantitativi di energia illimitati – i vati del Global warming si rivolgano solo ai governi e quindi a noi poveri che da essi siamo governati? A sì è vero, non ci avevo pensato, perché noi siamo tanti e quindi inquiniamo tanto e quindi dobbiamo accettare le politiche green che col bastone aumentano i prezzi dell’energia e disincentivano l’acquisto delle auto a metano, mentre sempre con il bastone vogliono rendere invendibili gli immobili che non sono efficienti dal punto di vista energetico Proposta ue su riqualificazione energetica.

E la carota? Si inZomma la carota, il contentino a noi poveri ce lo danno oppure no? Perché a ben guardare ESSI dicono che i poveri NON sono GREEN (ma devono essere SUPER e GREEN e PASS)! Ma i ricchi invece? Loro cambieranno le loro abitudini climatiche? Certo, certo, possiamo stare tranquilli che i nostri sforzi non saranno vani e comunque vada a finire quello che conta è l’intenzione. ESSI dallo spazio penseranno alla salute della Casa Comune e si prodigheranno per salvare Madre Natura. Le varianti – ci dicono – sono tante e mica possiamo prevedere tutto! La ricchezza non dà la felicità (ai poveri) ma mette i ricchi nelle condizioni di fare quello che cazz… ehm quello che serve per trasformare il mondo in un paradiso. E se non ve ne siete accorti, non vorrete mica entrare a fare parte dei gomblottisti noclimaxvaxgrennpasstax?

Zombi

<<Secondo le credenze popolari haitiane, alcuni sacerdoti detti bokor sarebbero in grado di catturare una parte dell’anima e detenerla in una piccola fiasca, sotto forma di piccolo angelo guardiano. Il rito produrrebbe nella vittima uno stato di letargia simile alla morte. Tali bokor sarebbero in grado di resuscitare la vittima, anche dopo diversi anni dalla sepoltura, restituendogli una piccola parte dell’anima sottratta, tanto per renderlo uno schiavo abulico. Le popolazioni haitiane non temerebbero gli zombi in quanto minaccia, “bensì di divenire zombi essi stessi”[2]. Il regime dittatoriale della famiglia Duvalier, al potere fino agli anni Ottanta, esasperava il clima di superstizione sugli zombi.>> https://it.wikipedia.org/wiki/Zombi

Ora sto “regime haitiano” puntava sulle superstizioni, ma io mi chiedo quante forme di superstizione siano davvero presenti nelle nostre società e soprattutto quante di esse vengano appositamente fomentate per imbambolare la gente. I motori della superstizione sono l’ignoranza e la paura. Nell’antichità il culto della paura era alimentato dagli stregoni e in alcuni casi dalla stessa chiesa. Ma oggi non è poi così diverso, la paura rende deboli e i fomentatori si travestono da sacerdoti della modernità. I media per esempio, fanno informazione o creano mantra martellanti per convincerci delle loro verità e creare assuefazione? Riti pseudo scientifici ne abbiamo? Credo di si e pensare a quanto essi possano indebolirci psichicamente e fisicamente ci fa capire che trasformarsi in “zombi” non è un’ipotesi così remota. Ma resta un fatto indubitabile secondo me, la questione dell’anima. Essa non è “attaccabile” da alcuna forza terrena e resta l’unica cosa davvero incorruttibile, ciò che ci appartiene in quanto individui unici e irripetibili. Quindi non dobbiamo avere paura di vivere, rinunciare alla nostra anima è opzione non disponibile nemmeno a sé stessi. Le “infezioni” dell’anima portano però la sua degenerazione e rischiano di annientare l’individuo. Nel nostro mondo assistiamo alla nascita di numerose metafore della zombificazione, prima su tutte il mondo dei media con le sue rappresentazioni degradate di stereotipi frutto di una società neoliberista. Le figure di innumerevoli zombi sfilano quotidianamente davanti ai nostri occhi, provocano assuefazione e abitudine, cancellano l’indignazione e amplificano la rassegnazione. Esse sono l’anziano abbandonato a sé stesso, il malato senza cure, l’immigrato naufragato, la donna stuprata e uccisa, il terremotato che ha perso tutto… Tragedie senza soluzione che le TV “mettono in scena” come fossero zombi da annientare, esseri anonimi senza anima e dignità. Ci stiamo abituando a tutto, questa è la vera tragedia. E i veri zombi siamo noi quando il veleno che ci installano addormenta la nostra anima.

Alla fine c’è il Lager

Fanno venire i brividi le parole di Primo Levi, descrivono con terrificante chiarezza la genesi di ogni fascismo (“un” fascismo fra i tanti possibili). Cosa avrebbe pensato Levi di ciò che sta accadendo oggi? Purtroppo, credo, non ne sarebbe affatto sorpreso. Io a volte provo un’angoscia così profonda e radicata da perdermi nella disperazione, eppure siamo solo al preludio. Rimane appesa ad un filo lo speranza che Levi si sbagli, che dopo l’ennesima distinzione fra un NOI e un LORO, alla fine – davvero – non ci sia ancora una volta il Lager!

In questo giorno dell’Immacolata non ci resta che affidarci alla fede anche per chi l’ha perduta o non l’ha mai avuta. Preghiamo affinché il bene trionfi sul male lenendo le ferite della storia.

San Nicola, una stella nel cuore!

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Michele_di_Baldovino,_Dossale_San_Nicola_e_storie_della_sua_vita,_II_meta_del_XIII_secolo,_Peccioli,_Prepositura_di_San_Verano.jpgRipropongo questo breve post aggiungendo una riflessione: figure leggendarie come quella di Santa Claus scristianizzano il Natale? Personalmente non credo. È vero che la nascita di Gesù bambino è stata progressivamente messa da parte dal consumismo e lo stesso Babbo Natale è molto legato all’esigenza del donoconsumo! Ma i valori cristiani del Natale, quelli della famiglia e della gioia del donare, non vengono meno; è una festa che rimanda sempre il suo fondamento ad un mistero che trascende l’umano, ad un qualcosa in più che è necessario alla vita per dare senso ad ogni cosa, a ciò che siamo soliti definire Amore.

La storia di questo santo vescovo, i cui resti la tradizione vuole siano stati traghettati fino in Italia da alcuni marinai nell’antichità, si diffonde come un vento improvviso in ogni luogo della terra, in particolare dopo l’anno mille, fino a sconfinare in epoca moderna nella figura leggendaria di…

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Di male in…mostruoso!

Alcuni mesi fa è stato pubblicato uno studio della ricercatrice Sara Gandini il quale affermava che la stragrande maggioranza dei contagi NON avvengono a scuola: <<“Il rischio zero non esiste ma sulla base dei dati raccolti possiamo affermare che la scuola è uno dei luoghi più sicuri rispetto alle possibilità di contagio”. Il lavoro è stato pubblicato su “Lancet Regional Heath”, un portale-satellite che ruota intorno al prestigioso e autorevole “The Lancet”>> Da docente della scuola primaria in base alla mia personale statistica empirica posso tranquillamente affermare che questo è vero, il bambino positivo, quasi sempre asintomatico o paucisintomatico, scopre la sua condizione a seguito di altra positività riscontrata a livello familiare o comunque extrascolastico. La Gandini in un intervista radiofonica che ho ascoltato affermava che “le scuole dovrebbero essere le prime a riaprire e le ultime a chiudere”! Ebbene tale studio che inizialmente era stato presentato dai media come estremamente affidabile già nei primi mesi del 2021 è stato abilmente ridimensionato dal mainstream e poi considerato inaffidabile dal governo e CTS allegato! Di fatto oggi le scuole sono diventate le nuove RSA, luoghi crogiolo dei contagi, pericolose fonti di diffusione ecc. ecc. ecc… Per fortuna che c’è la soluzione – dicono – vacciniamo i bambini subitissimissimo, crediamoci e avanti andiamo senza remore. Concludo affermando che già Israele sta pensando alla fascia di età 0-3 anni, presto vedrete che sarà propagandata su tutti gli schermi anche da noi. A me queste giravolte condite da leggerezza e troppa foga fanno paura quando si tratta di bambini e giovanissimi in generale. Non credo che nessuno scienziato serio possa davvero affermare – su solide basi scientifiche – che tali vaccini siano sicuri in fascia pediatrica o perlomeno utili ed efficaci nel prevenire la diffusione dell’infezione ( per questo è sufficiente vedere l’alto tasso di positività fra persone vaccinate negli stessi dati ISS). InZomma se non immunizza ai bambini a che serve? Spero almeno che siano i genitori a fare scelte consapevoli e ponderate. Vi lascio al post di Stefano..

Post di Stefano

Immenso Michele Giovagnoli, vi consiglio di seguirlo.

Giorni fa su FB mi auguravo che istituissero un lockdown “personalizzato” per i Novax, così, all’inevitabile aumento dei contagi, si sarebbe scoperto l’inganno del falso vaccino, si sarebbe soprattutto scoperto che i vaccinati infettano e si contagiano come i non. È vero che il diavolo fa solo le pentole… ma non è affatto stupido! Sarebbe stata una mossa falsa fin troppo facile da smascherare. Invece l’hanno fatto, o quasi, ma non sarà un autogol. Il super ignobile verde passo assomiglia molto alla chiusura di cui sopra, ma la scappatoia che avranno sarà mostruosa. Io non ci ero arrivato da solo, ma Giovagnoli lo ha capito. Dunque, se nella narrazione i benedetti dal siero sono puri come colombe ed i maledetti irresponsabili sono agli arresti domiciliari, di chi sarà la colpa? Ma è semplice: dei bambini! È da un po’ che si preparano, tutte le Agenzie del farmaco (tutte pagate da big pharma) hanno dato l’OK, negli USA ed Israele hanno già cominciato. La nuova frontiera della sperimentazione di questi farmaci genici si spingerà ai bambini dai 5 agli 11 anni!

A me viene da piangere!

Non sono un virologo, né un medico, ma ragiono con la logica, come chiunque normodotato. Allora: a che cosa serve un qualsiasi vaccino? A che cosa si pretende serva questo siero? Perché i guariti sono giudicati immuni? Perché hanno sviluppato gli anticorpi!

Se i bambini hanno una incidenza ad ammalarsi di covid dello zerovirgolazerozero… è perché hanno la capacità di sviluppare gli anticorpi, come i famigerati asintomatici, cioè quelli SANI! E che cosa fanno gli anticorpi? Uccidono il virus! In pratica le persone SANE, compresi i bambini, sono i veri sterilizzatori di questo virus per il resto della società.

Si dice che inoculandoli difenderanno i loro nonni…

Ma anche se fosse vera questa logica, considerando che ci sono un sacco di reazioni avverse (dati ufficiali) e tantissimi morti (dati ufficiali) nel brevissimo periodo, mentre nel medio/lungo periodo le case farmaceutiche non conoscono gli effetti… si preferisce mettere a rischio la vita dei bambini per salvare quella dei nonni?

E… quale sarebbe quel nonno degenerato che preferirebbe questo?

Da molto tempo ho smesso di andare al cimitero dove sono sepolti i miei. Sapete perché? Perché nella parete di loculi attigua ci sono solo bambini morti nei bombardamenti della 2° guerra mondiale. Inevitabilmente mi venivano le lacrime agli occhi e pensavo: “non è giusto, i bambini non possono morire, devono poter vivere la loro vita!” Poi guardavo le foto dei miei, sono morti entrambi ottantenni, la loro vita l’hanno vissuta e, per quanto sia straziante visto che li amavo, non mi fanno la stessa pena dei bambini.

Fantozzi e il Megadirettore, dialogo sull’oggi

Guardate il filmato, i protagonisti dell’oggi ci sono tutti: personalità illuminate, paternalismo, popolo sottomesso, ambiente ecclesiastico, il poverello d’Assisi… Una “commedia distopica” potremmo definirla. Quando citiamo Orwell o Huxley per parlare della loro capacità di descrivere con anni di anticipo quanto sta accadendo oggi, forse dovremmo ricordarci di aggiungere Paolo Villaggio. Riflettendo sulla funzione di questo tipo di letteratura rimangono aperte due strade. La prima è quella di aiutarci a leggere i segni dei tempi per saperlo affrontare con più consapevolezza. La seconda invece ci porta di fronte ad un vicolo cieco: nessuna speranza hanno i protagonisti di questi racconti, quindi è inutile qualsiasi reazione da parte nostra, meglio lasciarsi trasportare inerti dagli eventi, remare controcorrente non fa che aumentare le nostre sofferenze. Del resto cosa dice il Megadirettore a Fantozzi alla fine del filmato: “…posso aspettare fino a mille anni!”. Riflettiamo gente, riflettiamo…

Lettera ad un “pro” vax pass

Photo by Angela Roma on Pexels.com

Post di Stefano

Eh già… non pretendo, anzi non voglio cambiare la tua idea, è la tua ed io la rispetto. Voglio, anzi VORREI, solo insinuarti il dubbio. Non è possibile che una persona della tua intelligenza non abbia mai qualche dubbio. Si dice che solo gli stupidi abbiano esclusivamente certezze e non è sicuramente il tuo caso. Vorrei solo farti notare che l’opinione che ognuno ha su un qualsiasi argomento, per lo più, deriva dalle informazioni che si ricevono. La fonte o le fonti, inoltre, da cui si sceglie di informarsi derivano dalla cultura, dall’educazione e dal carattere. Comunque tutti questi elementi concorrono nel creare una opinione, è illusorio credere che si sia totalmente indipendenti e “liberi” anche solo per sviluppare una opinione. Di tutti gli elementi solo il carattere è innato, mentre gli altri vengono, in qualche modo, imposti o favoriti dall’esterno. Ora, perché mi piace soffermare l’attenzione sulla scelta delle fonti di informazione? Perché, appunto, è l’unica scelta che ci è concessa. Ammetto che sia una scelta scomoda, spesso stride con la nostra cultura, educazione ed anche col carattere. Spesso stona con la voglia di tranquillità, con la pigra voglia di fidarsi delle “istituzioni”, un po’ come il bimbo che, avendo tanto da imparare e da giocare, avendo tanto da fare, preferisce affidarsi ciecamente ai genitori.

Nel caso specifico del periodo che stiamo vivendo, si sono delineati due grossi schieramenti, anzi tre: uno di maggioranza, perfettamente concorde alla narrazione dominante e corrispondente grosso modo al 50% della popolazione; uno di minoranza, irriducibile e totalmente in disaccordo, o meglio, in accordo con un’altra narrazione, attestabile al 20% circa; ed infine uno intermedio, composto dal restante 30%, che si è trovato a dover cedere, suo malgrado, ai ricatti posti in essere dal potere dominante, pur non avendo alcuna empatia o pur nutrendo grossi dubbi nei riguardi della narrazione “ufficiale”.

All’interno di ognuno dei tre aggregati ci sono, ovviamente, tutte le tipologie di persone: dalle più istruite alle meno, dalle più informate alle meno, dalle più intelligenti alle meno… Spero almeno che la Tua intelligenza ti faccia condividere questo. Spero che tu non cada nel tranello di considerare le altre due categorie come totalmente negative: stupide, disinformate ed ignoranti, o addirittura in malafede! Magari ci sarà pure qualcuno così, ma… tutti? Ogni categoria è composta da milioni di persone!

Ripeto: le opinioni dipendono dalle fonti di informazione a cui ognuno attinge.

Quindi: ci sono negli “altri” schieramenti delle persone informate, colte e persino intelligenti.

Com’è possibile?

Semplicemente perché hanno ricevuto delle informazioni diverse dalle tue.

Ma quali sono le informazioni “giuste”?

Probabilmente neanche esistono delle informazioni giuste in assoluto, quindi, forse, l’atteggiamento migliore è quello di ascoltarle tutte. O perlomeno il più possibile. Possibilmente le più discordanti tra loro. Magari soffermarsi su quelle che “vibrano” meglio con la propria sensibilità, ma senza tralasciare del tutto quelle che stridono di più.

Semplicemente coltivare il dubbio, uscire dalla pigrizia e sforzarsi a dubitare.

I dubbi e le curiosità sono le uniche molle che spingono l’uomo a crescere ed a creare.

Siogiovanni

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