Bambini e bambole

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La mia bambina ha una bambola,
e la sua bambola ha tutto:
il letto, la carrozzina,
i mobili di cucina,
e chicchere, e posate, e scodelle,
e un armadio con i vestiti
sulle stampelle, in folla,
e un’automobile a molla
con la quale
passeggia per il corridoio
quando le scarpe le fanno male.
La mia bambina ha una bambola,
e la sua bambola ha tutto,
perfino altre bamboline
più piccoline,
anche loro con le loro scodelline,
chiccherine, posatine eccetera.
E questa è una storiella divertente
ma solo un poco, perché
ci sono bambole che hanno tutto e bambini che non hanno niente.

Filastrocca di Gianni Rodari, Bambini e bambole, Emme edizioni

Il principio di ogni fede

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Alberto Moravia ne Gli indifferenti diceva che ” Quando non si è sinceri, bisogna fingere e a forza di fingere si finisce per credere. Questo è il principio di ogni fede.”

Il libro è del 1929 e Moravia presenta i personaggi come impotenti di fronte ad una vita concepita come un destino da subire, qualcosa di ineluttabile da cui farsi travolgere tentando magari di seguirne l’onda per mantenersi a galla senza troppi sforzi.

Sopportare una vita simile significa proprio accettare di vivere nella finzione e trasformare la menzogna in una fede cieca e incrollabile, un vero e proprio totem sacro! Mi chiedo anch’io se questa non sia diventata davvero il fondamento delle società occidentali: il motore delle guerre, dell’odio sociale, della povertà culturale, della rassegnazione al meno peggio, della sottomissione alle regole irrazionali, della paura del presente che annienta ogni prospettiva e impedisce la vita e l’evoluzione collettiva e personale.

Nel 1939, assistendo al comizio di un antifascista, Orwell fece un’affermazione incredibile: «Non è la guerra che conta, è il dopoguerra. Il mondo nel quale stiamo precipitando, il mondo a base di odio, il mondo a base di slogan».

Un mondo dove regna l’incertezza e la verità è nascosta nel profondo, impossibile da trovare. Il mondo che abbiamo costantemente davanti, così incrinato dalla menzogna da spingerci a fare l’unica cosa “giusta”, per tornare a vivere, abbracciarla con intensità!

Proprio come Winston Smith, il protagonista del romanzo di Orwell 1984. Lui viene indotto con la violenza a mentire costantemente a sé stesso, fino a rinunciare alla propria identità. Così la verità diventa menzogna e due più due a volte fa tre e altre volte fa cinque. Quando? Lo decide il Partito. Il Grande Fratello, che lo libera solo quando Winston è pronto ad amarlo con sincerità.

Non resta che domandarci: chi è “veramente” Winston?

Nell’indifferenza continueremo a naufragare, ogni parola, azione, pensiero verrà portato via, senza ricordi non avremo più nulla da rimpiangere e forse cominceremo anche noi ad amare quella menzogna che prima ci indignava impedendoci di vivere!

Questo corpo

Questo corpo
è l’unica cosa che perderai
è l’unica cosa che non ti appartiene.

Ero lì, migliaia di anni fa
quella vita durò un attimo!

Coscienza
replicata all’infinito
come in uno specchio…

Invece che finire
si resta sospesi nel tempo
antico, il preludio è antico
ma coincide con il presente.

E ancora…

Questo corpo
è l’unica cosa che perderai
è l’unica cosa che non ti appartiene.

Chi sa vivere
non pensa al destino.

Metodo scientifico

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Condivido con Stefano che spesso ci vengono presentati “fatti” che fanno acqua da tutte le parti! Di solito basta il mantra della ripetizione ossessiva per farli diventare veri al di là di ogni ragionavole dubbio! Anzi il dubbio diventa “negazione” di verità incontestabili. Si, questo è il metodo (scientifico?) con cui si danno molte informazioni, sta a noi credere a tutto o perlomeno porsi delle domande .

Post di Stefano

Io lo adoro, sarà che sono un maledetto razionalista, anche troppo, ma a me piace proprio! A me piace il ragionamento logico, l’osservazione dei fenomeni naturali, la teorizzazione, la sperimentazione e la ripetitività della dimostrazione sperimentale. Magari non riesce a spiegare tutto, e ci mancherebbe! Siamo forse a conoscenza di tutta la struttura della natura stessa? La scienza progredisce, gradualmente. Basta non essere presuntuosi, non pensare di aver raggiunto chissà quali conoscenze e, con umiltà, cercare di avvicinarsi sempre di più al disvelamento delle verità insite nella struttura dell’universo stesso. Questo è il MIO scientismo, uno scientismo aperto a rimettere sempre in discussione tutto ciò che dovrebbe essere messo in dubbio in seguito a nuove scoperte o a nuove teorie rivoluzionarie.

Tutt’altro è ciò che ci viene raccontato da chi ha il potere e che è di suo interesse farlo.

Perché affermo questo? Semplicemente perché, oltre ad avere una minuscola base di conoscenze scientifiche elementari, posseggo anche un forte senso della logica.

Per dimostrare il mio scetticismo riguardo la narrazione “scientifica” sulla presunta pandemia da Covid 19, essendo un evento di portata eccezionale per il destino dell’umanità, al pari delle grandi guerre o dei grandi progressi tecnologici, sono costretto a riportare la fallacia nella narrazione inerente ad alcuni grandi eventi passati. Narrazione ufficiale che di scientifico non ha nulla e che non ha nulla di sensato, se solo ci si approccia senza pregiudizi, con minime conoscenze e, soprattutto, con  l’uso della logica.

Potrei fare un numero enorme di esempi e potrei approfondire ogni singolo “argomento”, ma mi limiterò ad illustrare alcune “pistole fumanti”, cioè alcune cose indiscutibili che basterebbe conoscere per cambiare opinione su fatti storici narrati in maniera palesemente falsa. Fatti storici che hanno avuto un forte impatto sullo sviluppo della società umana.

Un paio di cosette sulla seconda guerra mondiale: gli stessi banchieri che hanno finanziato Hitler hanno finanziato anche Churchill… oltretutto ebrei! (esistono ebrei di serie A ed ebrei di serie B?). I giapponesi avevano già presentato la resa ufficiale e quasi incondizionata agli Stati Uniti, non c’era motivo dunque di “testare” le bombe atomiche, né di mandare un avvertimento così palese all’URSS.

Kennedy è stato ucciso da 3 pallottole provenienti da direzioni diverse, non può essere stato vittima di un killer solitario.

La Luna dista 400000 Km dalla Terra, il segnale radio per andare e venire impiega quasi 3 secondi: il “presunto astronauta” non avrebbe potuto rispondere a stretto giro di parola, come invece si nota un paio di volte nei filmati ufficiali rilasciati dalla Nasa.

Tre grattacieli non potevano essere abbattuti da due aerei e soprattutto non potevano venir giù a velocità di caduta libera, come invece normalmente avviene in caso di demolizione controllata.

Eccetera, eccetera.

Ora, una cosa è essere fiduciosi nella scienza e una cosa è credere supinamente a ciò che viene narrato, per quanto la fonte “narrante” sia ufficiale.

L’ufficialità della fonte è spesso determinata dal potere che si ha di poter narrare.

Si dice che la storia la scrive chi vince le guerre, ma anche chi controlla i giornali ed i telegiornali impone la sua versione dei fatti. Anche chi controlla le riviste scientifiche pubblica ciò che vuole. Chi presiede all’assegnazione dei premi Nobel, premia quelle ricerche che più fanno comodo al sistema.

Perché non dovrebbe essere così? Se sono state raccontate delle balle così colossali all’umanità intera, perché non dubitare riguardo la narrazione ufficiale sul Covid?

Quindi non si possono definire antiscientifici tutti quei medici, virologi e ricercatori che, sulla base delle loro conoscenze, non accettano di sottoporsi alle terapie geniche sperimentali ingannevolmente presentate come vaccini. Chiunque può consentire di fare la cavia, se vuole, ma di certo nessuno può essere costretto.

Il Cenacolo, un tuffo nel passato!

La genialità di Leonardo gli ha permesso di inventare macchine che sarebbero state realizzate solo molti secoli più tardi. Nel Codice atlantico possiamo vedere un elicottero, un carroarmato meccanico, un paracadute e una calcolatrice… molte di queste invenzioni sono state costruite recentemente seguendo le sue indicazioni dimostrando di essere perfettamente funzionanti. Ma se Leonardo sapeva “vedere il futuro”, perché non pensare che avesse altrettanta capacità di portarci indietro nel tempo di fronte a straordinari eventi del passato? Mi riferisco chiaramente proprio alla sua “Ultima cena”, questo affresco “a secco” che ci mostra quello che sarebbe potuto accadere quando Gesù pronunciò queste parole: <<Questa sera uno di voi mi tradirà!>>

I Dodici si agitano, ognuno reagisce in modo differente a queste parole tragiche. Leonardo divide i dodici in quattro gruppi di tre.

Da destra a sinistra: Matteo, Taddeo e Simone

A destra Taddeo e Simone, cercano di ragionare, mentre Matteo li osserva e, con le braccia che vanno in direzione opposta allo sguardo, porta il gruppo al centro della tavola, verso Gesù che ha pronunciato le parole all’origine del loro agitarsi.

Bartolomeo, Giacomo il minore, Andrea

A sinistra Bartolomeo si alza di scatto appoggiando le mani sul tavolo. Giacomo il minore si gira allungando la mano, mentre Andrea, fratello maggiore di Pietro, alza le mani come per respingere ogni accusa.

Pietro, Giuda e Giovanni

A sinistra, vicino ad Andrea, Pietro si alza con rabbia e appoggia la mano sinistra sulla spalla di Giovanni come a chiedergli spiegazioni su quanto detto da Gesù. Con la mano destra impugna il coltello pronto a colpire il traditore.

Giuda (seduto, Pietro è dietro di lui) si sente scoperto, ha paura, è come paralizzato e vorrebbe scomparire. Nella mano ha il sacchetto con le monete. Il suo volto è l’unico in ombra, un’ombra che ormai fa parte di lui è ha corrotto il suo animo in profondità.

Giacomo il maggiore, Tommaso e Filippo

Subito alla destra di Gesù c’è Filippo, che con le mani al petto chiede a Gesù: “Sono forse io?”.

Tommaso invece alza il dito come a chiedere le prove di una simile accusa. Di lì a pochi giorni metterà il suo dito nelle piaghe di Gesù per poter superare la propria mancanza di fede.

Giacomo Maggiore sembra scandalizzato dalle parole del Signore e allarga le braccia come a volersi allontanare da Gesù.

Chi rimarrà acconto al Signore quella sera nell’orto degli ulivi? Ma del resto, chi di noi lo avrebbe fatto? Chi avrebbe mai capito l’enormità di quanto stava per accadere?

Il tempo e lo spazio si sono piegati e Leonardo ci ha proiettati lì, di fronte a Cristo che pur ritreaendo la mano dal piatto dove Giuda stava mangiando, non si sottrae al suo tragico destino e lava il peccato di ogni uomo col suo stesso sangue!

Siate il meglio

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Se non puoi essere un pino su un monte,

sii una saggina nella valle,

ma sii la migliore piccola saggina

sulla sponda del ruscello.

Se non puoi essere un albero,

sii un cespuglio.

Se non puoi essere una via maestra,

sii un sentiero.

Se non puoi essere il sole,

sii una stella.

Sii sempre il meglio

di ciò che sei.

Cerca di scoprire il disegno

che sei chiamato ad essere,

poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita.

liberamente tratto da Martin Luther King (dal libro In volo come farfalle 5 Elledici scuola)

La ruota del criceto è diventata virale!

Loop infernale

Gira, gira, gira… la vita è tutta una corsa, dormi, mangi e riprendi a correre il un loop infinito!

Di ruote ce ne sono tante, si assomigliano ma la velocità con cui girano dipendono anche dalla robustezza del perno: amore, lavoro, religione, …. virus!

Criceto felice al lavoro

Lockdown—>>Distanziamento sociale—>>Mascherine—>>Tamponi—>>Vaccini—>> Passaporto vaccinale—>>lockdown—>><<—Distanziamento sociale<<—Mascherine<<—Tamponi<<—Vaccini<<—Passaporto vaccinale<<—lockdown—>>…..

Osserva, rilassati e lasciati andare…

Potente, coinvolgente, allucinante, terrorizzante, in-negabilmente vera, in-contestabile!

Smetterà mai di girare?

Deduzioni viro-illogiche

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1)

Il lockdown serve

Dobbiamo evitare il lockdown

Facciamo il lockdown per evitare il lockdown

2)

Si deve isolare il virus per impedirne la diffusione

Le persone vanno isolate per impedire la diffusione del virus

Le persone sono il virus

3)

Il vaccino è sicuro

Il vaccino è sicuro, nessuna correlazione

Sospendiamo il vaccino

Oh che bel castello

Oh, che bel castello

Marcondirondirondello

Oh, che bel castello

Marcondirondirondà

Oh, che bel castello

Marcondirondirondello

Oh, che bel castello

Marcondirondirondà

Il mio è ancora più bello

Marcondirondirondello

Il mio è ancora più bello

Marcondirondirondà…

Meditazioni

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tramonto-luna-gruppo-poperaPoesie di Lorenzo

Odi

il canto invisibile del vento;

ora, ecco

due figure stagliarsi sul cielo della notte.

Noi, solo una pallida luce.

Quanta ricchezza

in uno sguardo verso il cielo.

No, esiste l’Eterno

lo sento così come

la forza nuda del vento

le minacce della notte

lo sguardo concesso

dall’immenso cielo.

Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI.

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Inizio

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Prologo

Era sempre stato lì, ad attenderlo,… era sempre stato lì! Generazioni di ombre passate in superficie, ma mai un volto amico da guardare. Quando la vita ricomincia capita spesso di smarrirsi, eppure non so. Non so proprio perché il vuoto che mi stringe sia sempre così grande. Un volto amico, per favore, datemi un volto amico in cui possa riconoscermi!

Era estate e pensare che oggi io le odio proprio le estati, con la loro immobilità, sembra di vivere inchiodati ed oppressi dall’afa e dall’azzurro languido del cielo. La cosa buffa, fra l’altro, è che sono nato in estate, proprio nel pieno della sua maturità. Le città si svuotano, tutto si ferma ma tu decidi di fare capolino nella vita. Quando mi guardo dentro lo sento proprio quel dolore caratteristico di ogni nascita, un trauma senza tempo che accompagna da sempre l’umanità. È il nostro Big bang, la genesi di ogni genesi, il punto, l’inizio, la fine del tutto indistinto e dell’anonimato.

Cerchiamo di districarci da questo ingarbugliato gomitolo di ricordi. I tasselli sono molti, ma tutti si incastrano inevitabilmente. Questa, sapete, è l’unica palese verità di ogni vita. Fateci caso, guardate indietro, avanti e poi tornate in voi stessi. Non vedete che tutto combacia? Cosa c’è di strano, di casuale, nella vostra vita?

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Inizio degli anni ’80

Luca aveva quasi 11 anni e una grande fantasia, ogni cosa nel suo mondo da bambino era color pastello, un mondo a fumetti dove tutti i personaggi erano suoi amici. In quel mondo ci si poteva rifugiare, cullare, avventurare, ma fuori era un’altra cosa. Fuori era misterioso, anzi addirittura pauroso! Questo non significa che Luca fosse un disadattato, piuttosto doveva crescere e sentirsi pronto ad uscire, a rinascere. Aveva amici reali, certo che sì! Una di queste era Anna che riappariva nella sua vita all’inizio di ogni estate, verso la fine di Giugno per le vacanze estive. Quando finalmente arrivava era come un vento fresco in mezzo all’immobilità dell’afa opprimente dell’estate. Sconvolgeva, smuoveva, esaltava ogni cosa in cui si imbatteva con il suo entusiasmo.

Luca viveva con i suoi genitori in un appartamento in affitto costruito alla fine degli anni ’30 del ventesimo secolo. Ancora i pavimenti e gli infissi erano quelli originali ed entrando in casa era come fare un salto indietro nel tempo! Una casa vecchia ma solida al di là di ogni ragionevole dubbio, perché costruita con una tecnica mista, aveva muri maestri fatti di mattoni pieni, ma anche solidi pilastri di cemento armato. Erano le prime case veramente antisismiche che venivano costruite con criteri rigorosi e negli anni avevano superato indenni già altri terremoti di rilievo! E al piano terra, in parte seminterrato, oltre alle cantine, sul davanti dell’edificio affacciate su dei giardini c’erano delle stanzone utilizzate come abitazione da una zia di Anna. Ed è lì che lei e i suoi genitori passavano l’estate fuggendo dal caos della città dove vivevano nel resto dell’anno, Roma! Vivevano un po’ accampati e senza troppe pretese, ma a differenza di oggi non gli mancava niente perché era la semplicità a riempire le loro vite. Al mattino andavano al mare, perché Ancona è una città di mare, poi al pomeriggio si rilassavano lasciando passare il tempo fra una chiacchierata e l’altra, godendo al calar della sera la frescura dei vicini giardini e degli alti alberi frondosi che ombreggiavano la casa. Perché i piccoli giardinetti, sopraelevati rispetto alla strada, erano proprio davanti alla casa, uno per ognuno dei sei appartamenti della palazzina dove abitavano Luca e la zia di Anna.

<<Cavoli Luca, ma quanti fumetti hai? Passi più tempo a leggere che a respirare un po’ d’aria fresca! Stasera facciamo un picnic nel giardino dei tuoi? Invitiamo pure Carla e suo fratello Aldo così ci divertiamo>>

I fumetti erano sacri per Luca, ormai la pila che puntualmente costruiva partendo dal pavimento, era diventata più alta di lui e sarebbe continuata a crescere ancora per molti anni. Però le proposte di Anna erano sempre interessanti, coinvolgenti al punto da distoglierlo dai suoi amati fumetti.

<<Ok Anna, mangeremo dei panini con wurstel e patatine fritte, il tutto annaffiato con un fiume di coca cola! Ascolteremo pure la cassetta di Vasco Rossi “Bollicine” che mi ha comperato mia madre>>

Crogiolarsi nella semplice delizia della propria reciproca presenza, avere la gioia del mondo intero a tua disposizione perché sai che l’altro è un universo in cui puoi specchiarti e vederci attraverso, l’altro in quel momento è tuo amico vero e l’amicizia è dono! Ma quanto dura questa magia? Sfugge dalle mani come sabbia fine, stringi ma continua a cascare e si sparge nel vento della vita. Il vento dei pensieri, del tenere sotto controllo, del diventare adulti.

Una foto sfuocata quei ricordi, ma a che servono le foto? Ci focalizziamo su un’immagine perdendo di vista l’insieme di cui facciamo parte. Ma il racconta continua… (forse)

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

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