<<Dammi le anime e prendi tutto il resto>>, questo era il motto che Don Bosco teneva nella sua camera!
Don Bosco morì il 31 gennaio 1888. Egli fu un grande educatore e un grande santo.
Ogni insegnante o educatore dovrebbe ricordare sempre queste parole di Don Bosco:
“Ricordatevi che l’educazione è cosa del cuore, e che Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l’arte, e non ce ne mette in mano le chiavi”.
Oggi più che mai sono parole luminose, soprattutto per una scuola devastata da riforme scellerate che hanno ribaltato il suo compito fondamentale: EDUCARE ISTRUENDO!
Non certo addestrare oppure colmare le menti con nozioni o fantomatiche competenze. È l’uomo, anzi la “persona” a dover essere formata in ogni suo aspetto, affettivo e (anche) cognitivo. Essa sarà così il cittadino e il…
Pensandoci bene anch’io una volta amavo ridere e fare sorridere. Anzi inventare storie assurde con finali esilaranti era una mia specialità. Anche la coscienza collettiva è importante nel creare il giusto clima, purtroppo le previsioni vedono solo nubi nere e temporali nel medio e lungo termine. E con sto clima cosa c’è di meglio che rilassarsi davanti ad un bel film dell’orrore (o ad un terrorizzante telegiornale)?
Post di Stefano
Sarà un caso, ma a me ha fatto venire un tarlo all’orecchio. Fate attenzione all’intera narrazione ed alle misure adottate per contenere la “pandemia”. Intanto c’è il martellamento continuo, da parte dei media generalisti, di notizie terrificanti: numero di contagiati (non importa se asintomatici e cioè sani), numero di pazienti in terapia intensiva e, dulcis in fundo, numero dei morti da Covid. Tra le misure: le muser… mascherine, che coprono il volto e quindi, anche se si ride, di sicuro non si contagia, il riso intendo! Poi c’è la chiusura dei Bar e dei Ristoranti, luoghi di convivialità e risate. Poi è stato vietato lo spettacolo, di ogni tipo, ci si può divertire solo davanti alla TV o al Computer, per lo più da soli… tristemente. Ricordo al cinema o al teatro, quando c’era da ridere: il sentire intorno tanta gente che si divertiva come te… ti contagiava di allegria. Trucchetto adottato anche in alcune Sit-com americane quando alle battute degli attori si sentono risate registrate di sottofondo. Le palestre, i centri sociali, le sale da ballo… insomma, tutti i luoghi di spensieratezza e divertimento sono stati chiusi. Ho fatto un semplice collegamento col motivo di fondo de “Il nome della rosa” di Umberto Eco in cui il monaco “assassino” avvelenava chiunque andasse a leggere un manoscritto dedicato alla commedia e al riso. Il monaco in questione, ovviamente, rappresentava il potere imperante all’epoca, la chiesa oscurantista. Ho fatto come al solito 2+2: al potere non piace che il popolo stia bene, sia felice, si diverta… rida! Semplicemente perché così esprime libertà. Chi ha la capacità di ridere in quel momento è libero, ragiona con la sua testa, dà sfogo alle sue emozioni più costruttive ed è più creativo. Si dice: “una risata li seppellirà”… O forse no, al potere, fondamentalmente, non gliene frega niente se il popolo è felice o no. Infatti in altri periodi storici è stato concesso anche il “circense”, come ad esempio quello del cinema “hollywoodista” vissuto dalla mia generazione. In quel caso era importante dimostrare che nel ricco e capitalista occidente si era felici e spensierati a differenza del cinema russo e della sua “Corazzata Potemkin” di fantozziana memoria. Evidentemente in questo periodo bisogna aver paura e le risate, si sa, la paura la scacciano. Sarà un caso, ma io intanto rido! Male non fa.
<<La tragedia principale della mia vita è, come ogni tragedia, un’ironia del Destino. Rifiuto la vita reale come una condanna; rifiuto il sogno come una liberazione ignobile. Ma vivo la parte più sordida e più quotidiana della vita reale; e vivo la parte più intensa e più costante del sogno. Sono come uno schiavo che si ubriaca durante il riposo: due miserie in un unico corpo.>> Tratto da “Il libro dell’inquietudine” di Fernando Pessoa, Feltrinelli editore
Viviamo nell’inganno perpetuo e siamo noi i peggiori nemici di noi stessi! Il detto evangelico “Ama il tuo prossimo come te stesso” è un vero paradosso: come si fa ad amare il prossimo fuggendo continuamente da sé stessi? L’a-moralità, l’assenza di valori e di tradizioni è alla base dell’inconsistenza delle nostre società. “Ama rifiutando te stesso”, cioè odia ciò che si avvicina all’unica verità che ti è permesso di conoscere davvero! Che destino può avere un sistema di vita fondato sulla menzogna?
Come avevo promesso nel post “Cemani, la gallina nera“, eccomi ora a parlare della mia coppia di Amrok, le galline barrate! Le “barre” ben definite sono la caratteristica colorazione di questa razza. La gallina ha una colorazione più scura e le barre nere sono circa il doppio più larghe rispetto a quelle del gallo, che invece ha una colorazione che tende al grigio chiaro (puoi vedere il gallo e la gallina vicini nella foto sopra a destra). Questa razza è rustica, dal folto piumaggio adatto ai climi freddi e certamente pesante (il 🐓 arriva anche a 4 kg)! Probabilmente è stata creata in Massachusetts per la carne, ma le galline risultano ottime ovaiole. Sicuramente, a differenza delle Cemani che sono parecchio “selvagge”, leggere e addirittura volatrici, le Amrock sono docili e timorose. La gallina sopra fotografata è stata l’attrice protagonista della scena che ho descritto in questo post: “Cervello di gallina?” !
Altra caratteristica interessante di questa razza è la possibilità di riconoscere il sesso dei pulcini alla nascita: essi hanno il piumaggio nero e se presentano una macchia bianca sulla testa abbastanza estesa sono femmine, invece i maschi oltre ad una macchia occipitale piccola hanno i tarsi e il becco giallo più chiaro. Avere un eccesso di maschi nel pollaio non è mai una cosa gradita dagli allevatori, essi stressano le povere galline e bisognerebbe mantenere un giusto equilibrio che dicono sia di 6-8 galline per ogni gallo. A dire il vero nel mio pollaio le due coppie (gallo e gallina) di Amrock e di Cemani e sembrano convivere pacificamente. Il gallo Amrock nonostante la sua stazza notevole (sarà almeno il doppio del gallo Cemani), viene in subordine al gallo Cemani che è il padrone incontrastato del pollaio. Il Cemani sfida senza chiunque si metta sul suo cammino, compresi noi umani che dobbiamo dimostrare nei fatti di rispettarlo e non farci intimorire dalla sua aggressività. Delle due galline la più stressata è certamente la povera e piccola Cemani; essa viene ripetutamente “coperta” dal gallo nero suo compagno, dietro la testa gli mancano infatti un po’ di piume perché il gallo ci si aggrappa con col becco e con le zampe per salirgli sopra. Inoltre lei ha la cresta leggermente inclinata, segno di probabile stress. Per ovviare a ciò cerco di liberarli al pascolo il più possibile. Entrambe le razze mantengono fedelmente le coppie, esse si riconoscono e si preferiscono a vicenda anche se fanno gruppo e come tutte le galline hanno creato una gerarchia e un ordine di beccata all’interno del pollaio.Vedremo nel tempo quali fra queste due coppie si dimostrerà più adatta alla riproduzione, si adatterà al meglio all’ambiente con il passare delle stagioni e riuscirà a stabilire un rapporto di fiducia con noi umani. Riconoscono anche noi (padroni?) e amano gironzolarci attorno, vedremo fino a che punto potremo diventare amici.
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Post di Stefano
Sento spesso dire: la Cina sta diventando la prima potenza mondiale, la Cina sta prendendo il posto dell’America; oppure: l’America sta posizionando i propri armamenti ai confini della Russia, ma la Russia influisce sulle elezioni americane ed ha hackerato i server americani; oppure: l’India sta diventando una potenza emergente e si teme una mega alleanza con la Russia; ancora: Cina ed India si schierano contro l’America; la Germania e la Francia stanno prendendo possesso dell’intera Europa per poi dividersela… ma di quali tedeschi o francesi stiamo parlando, di tutti? Indistintamente?
Io non metto in dubbio il fatto che vi sia una identità di gruppo per ogni popolo che contraddistingue il nazionalismo e la cultura diffusa di ogni Stato: ma quanto conta il popolo?
Mi spiego meglio con un esempio: alla tesi “complottista” secondo la quale i fatti dell’11 settembre 2001 avvenuti in America siano stati provocati da auto attentati, la risposta è stata: “Gli americani non si sarebbero MAI fatti una cosa del genere!”
Ok, in un certo senso sono d’accordo anch’io, ma di quali “americani” stiamo parlando?
Oppure: la Cina si sta comperando il mondo intero e, senza combattere nessuna guerra, sta conquistando tutto! Come se la Cina fosse un unico individuo, un unico Paperon de Paperoni che con i suoi Fantastiliardi si compera il pianeta. Poi entri nei negozi cinesi e trovi individui molto umili che spesso ti aiutano con gentilezza negli acquisti. Mai e poi mai potresti paragonarli a dei Paperoni. Inoltre, tutti sanno che lavorano come schiavi per quattro soldi, senza alcuna sicurezza né tutela.
Nell’immaginario collettivo parlare di una nazione equivale a parlare di un individuo: l’America vuole continuare ad essere egemone nel mondo, ma la Cina vuole prendere il suo posto… l’Imperatore Tizio scatena una guerra contro l’Imperatore Caio il quale, intanto, conquista il regno di Sempronio per rafforzarsi…
È una semplificazione, forse indotta artificialmente dal potere stesso, per indottrinare e depistare la narrazione e la comprensione delle dinamiche reali.
Invece io mi sono fatto una opinione diversa, è ovviamente una mia opinione e quindi discutibile, ma ho parecchie frecce al mio arco.
Intanto ho analizzato il ruolo dei politici, in tutto il mondo: mai nessuno che faccia veramente l’interesse della sua nazione! Si potrebbero forse tollerare se perseguissero anche il mero interesse personale, ma qualora si disinteressassero del bene comune, prima o poi verrebbero sconfitti elettoralmente da altri candidati, capaci invece di curare non solo il proprio interesse ma anche e soprattutto quello del popolo. Un po’ come ha funzionato la “prima repubblica” quando, tutto sommato, le cose andavano bene. Ora invece no: in Europa in particolare, ma anche nel resto del mondo, non importa quale partito o coalizione vada al potere, tutti governano sempre nello stesso modo, come se seguissero direttive esterne finalizzate al globalismo, neoliberismo e iperfinanza. Tutti indistintamente favoriscono i “grandi” a danno dei piccoli, tutti favoriscono le produzioni a basso costo, anche se localizzate lontanissimo ed anche se il risparmio è ottenuto a danno dei lavoratori. Tutti favoriscono l’indebitamento infinito delle persone e degli Stati. I sistemi di debito/credito si chiamano “Assets” e valgono più dei soldi: avete mai notato che si ottengono più sconti se si acquista un’automobile a rate piuttosto che in contanti?
Ho analizzato inoltre quale impronta culturale potrebbe, più di altre, determinare l’identità di una nazione come se fosse un unico individuo, America, Cina, Russia, Germania…
Faccio un esempio che mi viene in mente, il cibo: l’Italia ha il cibo più buono del mondo, però quando i ragazzi vanno a cena insieme, preferiscono mangiare Sushi e, fino a poco tempo fa, anche Hamburger piuttosto che la Pizza, considerata da sfigati!
Di esempi se ne possono fare in ogni campo e tutti dimostrano che viene favorita sempre l’omologazione, la globalizzazione, la perdita di identità culturale. Quindi ha senso ancora parlare di americani, cinesi, russi?
Le omologazioni non si fermano qui. Sappiamo che tutte le migrazioni vengono favorite e spesso forzate. Non ho nulla in contrario alla migrazione in sé, a condizione che sia basata sulla scelta volontaria e non sulla costrizione: per fame (dall’Africa), per disoccupazione (dall’Europa), per sovrappopolazione (dall’Asia), eccetera.
La veloce e massiccia mescolanza tra le etnie sta uniformando le culture, con la perdita delle singole identità (quella Americana, Cinese…..)
Addirittura si cerca di omologare anche la differenza tra i generi attraverso la filosofia gender!
Quindi mi sono persuaso che non ha più senso considerare le nazioni come individualità che agiscono all’unisono e per i loro interessi. Ora le nazioni si configurano come strumenti, piattaforme logistiche, economiche ed anche militari, ad uso e consumo di qualcuno…come fossero delle automobili. Fino a ieri era utile avere una Ferrari (l’America): la più bella, la più veloce, la più affascinante. Ma consumava un po’ troppo, le spese di manutenzione erano veramente care. Non è detto che tra poco non sia più utile guidare una Mercedes (la Cina), sempre molto bella e potente, ma decisamente più economica, e così via.
Ma chi è che dirige queste automobili, chi è l’autista o chi sono, come spero, gli autisti?
Sempre le solite élite, ed ai loro appartenenti non frega niente essere Americani, Cinesi o del Burkina Faso, perché sono sostanzialmente apolidi e considerano il popolo (noi) più o meno come mandrie da sfruttare, da dirigere con i loro cani da pastore (i politici), per far girare il motore delle loro belle macchine.
L’amico Emanuele (in arte Brunello) mi ha inviato queste immagini scattate proprio il 7 gennaio dalla Piana di Castelluccio. Troverete in rete moltissime foto della spettacolare fioritura delle lenticchie che avviene fra la fine di giugno e i primi di luglio, ma anche in inverno ha il suo fascino. Bellissimo luogo dove si è fermato il tempo, adatto a ciaspolate o sci di fondo. I due giorni di zona gialla e un giorno di ferie azzeccato ha permesso ad Emanuele di respirare la sua aria pura e allontanarsi almeno per un po’ dalla pseudo-società del covid! Grazie per questo bellissimo regalo.
Quello che è ormai certo al di là di ogni ragionevole dubbio è che in questa strana neo-società del covid siamo TUTTI MALATI A PRESCINDERE!! Quindi Stefano hai purtroppo utilizzato una parola inesatta, che presto verrà cancellata dal vocabolario: SANI!!! In questa società non c’è più spazio per i sani, i cittadini avranno un patentino di sanità provvisoria e condizionata, che chiaramente non certificherà il nostro stato di salute, quanto piuttosto il nostro status di persone “responsabili”. Cittadini “di diritto” della neo-società del virus…
Post di Stefano
Certamente sì, se si tratta di mantenere in piena efficienza e in salute il nostro corpo. Come? Con l’adottare nel proprio stile di vita una dieta equilibrata, una buona attività fisica, una buona rete di relazioni e di affetti, una soddisfacente vita sessuale, una immersione nell’ossigeno e nel sole dell’aria aperta, eccetera e con l’evitare tutti i veleni fisici e psicologici: insomma, le solite cose che conosciamo tutti. Nonostante ciò, può capitare che il nostro corpo si ammali e, in tal caso, bisogna curarsi: oltre alla “medicina ufficiale”, sono disponibili mille altre medicine e pratiche che, per chi le ritiene valide, o al limite anche per il solo effetto placebo, funzionano altrettanto bene. Sembra un discorso lapalissiano: chi sta male va dal dottore! Chi è malato si cura… o no? Ma in quello che sento nei notiziari noto una inversione di logica. Parlo della medicina ufficiale e dei suoi presidi principali, i farmaci, ovvero sostanze chimiche o biologiche che vengono fatte assumere dal medico al malato per favorirne la guarigione. Queste sostanze, in generale, vanno però a interferire sul naturale corso di auto guarigione che il corpo avrebbe adottato. In generale, il corpo di ogni malato reagisce alla malattia attraverso una serie di sintomi e di stati finalizzati a riportare equilibrio e a superare la malattia stessa. Ovviamente non metto in dubbio il fatto che il corpo possa non riuscire ad auto-guarirsi o che la reazione sintomatica possa essere essa stessa causa di morte. In ogni caso, non metto in discussione l’efficacia e l’utilità dei farmaci. Però! Non esistono farmaci completamente innocui, non esistono farmaci senza controindicazioni, senza effetti collaterali immediati o differiti nel tempo. Non esistono farmaci che non diano rischi di reazioni allergiche o di effetti spiacevoli in caso di assunzione contemporanea con altri farmaci o con altre sostanze. Tutto rigorosamente, credo, riportato nei “bugiardini”. In pratica TUTTI i farmaci sono dei blandi o potenti veleni da dosare con cura. È una questione di rischi e benefici che un buon medico deve valutare attentamente e che il paziente deve conoscere e deve approvare, come sancito dalla Costituzione: in sintesi, assumere veleni quando effettivamente utili o addirittura salvavita. Ma sempre su corpi malati! Ora, se un corpo è sano… SANO, che sta bene e che non ha sintomi o disturbi di alcun genere, perché dovrebbe assumere un farmaco? Un veleno? Per quanto testato, approvato da tutti gli Istituti Superiori e da tutte le Organizzazioni Mondiali, sempre di veleno si tratta. Sto parlando, ovviamente, dei vaccini, importante presidio medico che “forse” ha aiutato a debellare malattie come il vaiolo o la poliomielite. Ho sentito importanti virologi ed epidemiologi asserire che ai fini della guarigione sono state più determinanti le migliorate condizioni igieniche in cui l’umanità ha iniziato a vivere dall’inizio del ‘900: abbiamo smesso di mangiare e defecare nello stesso luogo e, come diceva Grillo tanti (troppi!) anni fa: “Un idraulico ha eliminato più malattie di un medico!” Ecco, in questo caso la prevenzione è importante, ma coincide con le normali e naturali norme salutistiche, mentre, a me sembra, far assumere un farmaco a delle persone sane non è prevenzione: è business!
E si, qualche mese fa ho preparato un bel gabbione per mettere al sicuro le mie galline dagli attacchi delle volpi, adesso hanno addirittura un parchetto esterno dove pascolare anche quando non posso andare nell’orto per liberarle qualche ora, che tanto al crepuscolo tornano sempre da sole nel pollaio. Soddisfatto ho pensato: “Saranno galline felici?”. E con questo dubbio nella mente sono tornato a casa. Ma davanti alla tv ho poi capito: “Certo, felici… anch’io lo sono no?”. Quante gabbie e quanti recinti ci vengono continuamente costruiti intorno per la nostra quotidiana felicità? Ci adattiamo e spesso accettiamo di incatenarci da soli. Del resto dove potremmo mai andare? Come non af-fidarci? Bisogna avere fiducia, anzi FEDE nella (pseudo) vita. Schiavi felici che sanno incatenarsi ben benino e tante volte uno si scorda di chiudere il lucchetto c’è sempre quello attento che fa un fischio al padrone e mette tutti in sicurezza! Quindi è certo, è certo che anche loro, le mie galline, sono felici! Ed io, padron-divino e benevolo, farò del mio meglio per ingabbiarle, perché il loro bene viene prima di tutto!
Post di Stefano
Secondo me, ed è un concetto che ripeto spesso, le grandi religioni organizzate sono uno dei più potenti strumenti di potere. Non parlo ovviamente del genuino sentimento religioso che eleva lo spirito umano e lo fa evolvere verso il rilegare (religione = re-ligere = rilegare) (dell’uomo) con la divinità, comunque voglia essere concepita. Parlo invece della strumentalizzazione che viene attuata dal potere per sottomettere il popolo attraverso l’imposizione di dogmi, la somministrazione di sensi di colpa e, soprattutto, la falsa promessa di una felicità raggiungibile, ma solo nell’aldilà… se qui ci si è comportati “bene”, ovvero, in accordo coi dettami del potere stesso. È lampante che il sentimento religioso, intendo quello dell’adepto, qui in occidente è in netto calo. I matrimoni in chiesa sono in calo costante e così i battesimi, le vocazioni alla vita sacerdotale… ormai la maggior parte dei preti e delle monache hanno la pelle scura o gli occhi a mandorla. Le chiese sono sempre di più visitate dai turisti che dai fedeli. I motivi di questo abbandono risiedono soprattutto nell’edonismo materialista e consumistico voluto dal potere stesso, per altri motivi. Ma è evidente che un tale potente strumento non poteva essere abbandonato del tutto, per cui si è fatto un tentativo negli anni ‘70 con il New Age di mescolare approcci orientali al permissivismo epicureo ed auto-assolvente. Questo movimento ha avuto un discreto successo nel dirottare verso un binario morto, se non verso la droga, gran parte delle persone dotate di una naturale pulsione verso la spiritualità. Occorreva però controllare parallelamente anche tutta la crescente popolazione atea o agnostica. Queste persone sono più difficilmente manipolabili, in quanto inclini al ragionamento logico e matematico, ma il potere ha sempre qualche asso nella manica! C’era da trovare un nuovo Dio e una nuova religione: che cosa c’è di meglio di un qualcosa che per sua struttura e connotazione poggia proprio sulla logica e sulla matematica? Esatto, sto proprio parlando della Scienza! Beninteso, io sono innamorato della Scienza e del metodo scientifico solo che, la vera Scienza, è per principio in continua evoluzione, in continua contraddizione. Semplicemente perché ancora non si conosce tutto e forse non si riuscirà mai a conoscere tutto. Infiniti sono ancora i fenomeni naturali privi di una spiegazione. Negli ultimi 200 anni si sono acquisite tali e tante conoscenze come mai avvenuto prima nella storia o, per lo meno, in quella che conosciamo… Ma ad ogni nuova scoperta si sono aperti altri mille enigmi da risolvere. La vera Scienza per vivere ed evolvere ha bisogno di una dialettica continua, tra pareri discordanti e teorie a confronto, soprattutto nell’approcciare le cosiddette scienze NON esatte come, ad esempio, la medicina. Ma per tornare alla nuova Scienza “divina”, è ovvio che questa invece debba essere dogmatica e quindi non può essere soggetta a discussione. Ha bisogno di un pulpito: I MEDIA GENERALISTI. Ha bisogno di ministri, ogni religione organizzata ha i suoi intermediari tra Dio ed il popolo: GLI SCIENZIATI, ma solo quelli ammessi dai media generalisti. Ha bisogno di dogmi: OGNI VERITÀ ASSURTA COME TALE dai media generalisti in cui ogni discussione o è vietata o è derisa. Ha bisogno di sensi di colpa: OGNI NOSTRO MALE È A CAUSA NOSTRA. Ha bisogno di una promessa di un bene futuro: IL RITORNO ALLA LIBERTÀ, solo se faremo i bravi e ci comporteremo secondo le “REGOLE” imposte. Poco importa se le fandonie pseudo scientifiche del nuovo Dio travalicano ogni metodo scientifico ed anche la logica elementare. Purtroppo la pigrizia nel cercare la verità caratterizza qualsiasi fedele a qualsiasi Dio.
Anche quest’anno, com’è tradizione del blog, pubblico i numeri relativi alle visualizzazioni totali realizzate, una piccola operazione di trasparenza verso i lettori, magari importerà a pochi ma ritengo opportuno farla. Come potete vedere dall’immagine che riporta la serie storica (settembre 2016 – dicembre 2020) è in forte decrescita rispetto all’anno 2019 (circa 9000 visualizzazioni in meno). Ma se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno posso dire che pur essendo diminuite le visualizzazioni dalla piattaforma wordpress (che rimangono comunque circa il 70% del totale) sono praticamente raddoppiate le visite al blog tramite i motori di ricerca e i social (e questo significa una migliore indicizzazione). Ecco perché ritengo i numeri del 2020 pochi ma nel complesso buoni!
Qui potete vedere la distribuzione delle visualizzazioni e alcuni articoli in alto alla classifica delle letture di quest’anno. Faccio notare che i primi due articoli (Sant’Alselmo… e Il cielo è di tutti) sono articoli vecchi ma costantemente ricercati!
Per finire metto la serie storica del blog mese per mese e le visualizzazioni totali comprensive del numero dei visitatori. Checché se ne dica i numeri fanno sempre piacere quando sono consistenti dato che chiunque di noi apra un blog vuole comunque mettersi in contatto con una platea più o meno ampia di lettori. Per quello che mi riguarda mi ritengo più che soddisfatto dei risultati raggiunti in questi anni. Nel 2020 ho rallentato molto la mia presenza attiva sul blog, spesso e volentieri ho pubblicato post inviatimi dall’amico Stefano e sinceramente senza il suo aiuto mi sarei praticamente fermato. Grazie a lui ho pubblicato molti post nella sezione “attualità” e “politica-economica”. Purtroppo poche novità hanno riguardato le sezioni “poesie” (ho ripubblicato quasi sempre quelle di Lorenzo e alcune mie). Anche la sezione “filosofia e religione” ha visto pochi post nuovi pubblicati. Spero di riuscire a recuperare nel 2021. Un grazie sincero a tutti i visitatori e ai commentatori, senza la loro presenza il tutto diventerebbe assai sterile ed autoreferenziale. Le critiche e i diversi modi di leggere le tematiche che abbiamo presentato nel blog sono sempre un’opportunità di crescita preziosa e credo reciproca. Concludo nella speranza di lasciarci definitivamente alle spalle questo terribile anno 2020! Un anno nefasto che ha purtroppo portato con sé tanto dolore e sofferenza. Anche se è impossibile fare previsioni sul nuovo anno, la strada per uscire dalla crisi sanitaria e sociale in atto è ancora lunga e difficile, sono sicuro che riusciremo ad affrontare le nuove sfide che ci si presenteranno con più forza e determinazione.