
Post di Stefano…
All’improvviso, dalla piazza principale della grande città italiana, tutti gli occhi della gente che passava di lì si rivolgono verso l’alto, attirati da un suono strano, mai udito prima: un “disco volante” precipita verso terra. Sembra aver preso di mira lo spiazzo più grande, accanto alla fontana. L’astronave si ferma ad un metro da terra. Nel fuggi fuggi generale qualcuno cade, ma poi si rialza aiutato da altri, per terminare la sua corsa nei veicoli che si dipanano a raggiera dalla grande piazza. La gente resta a sbirciare lo strano oggetto a distanza di sicurezza: bello nella sua semplicità, perfettamente rotondo con il bordo leggermente smussato, un ingrossamento regolare al centro, maggiore verso l’alto ed inferiore in basso. Ora è completamente silenzioso e la sua vitalità è resa evidente solo dalla serie di luci cangianti del bordo. Dopo pochi minuti di apparente tranquillità la gente viene di nuovo terrorizzata da una voce ad alto volume in un italiano scolastico: «Siamo venuti in pace! Non provate a compiere atti ostili poiché sarebbero inutili, inoltre avremmo la capacità di distruggervi completamente, ma non intendiamo farlo in quanto questa è una missione pacifica!»
Dopo alcuni secondi di silenzio il messaggio viene ripetuto con l’aggiunta finale di: «…vorremmo contattare direttamente le vostre autorità. Vi preghiamo chiamare i vostri governanti. Ripetiamo che si tratta di una missione di pace.»
In breve il Sindaco, un Generale dei Carabinieri ed il Questore, insieme ad una scorta improvvisata di uomini armati si avvicinano cautamente all’oggetto alieno fino a fermarsi ad una diecina di metri. All’improvviso, ma gradualmente, il rigonfiamento inferiore del disco comincia a diventare trasparente fino a sparire del tutto, mentre scendono levitando due umanoidi alti circa 130 cm con grande testa, occhi oblunghi, naso, bocca e orecchie appena accennate, vestiti di tute aderenti color blu elettrico. Senza preamboli uno di loro comincia a parlare: «Il nostro pianeta è abbastanza vicino al vostro, come abbiamo già fatto con altri mondi di questa porzione di galassia, vorremmo promuovere una reciproca amicizia tra i nostri popoli ed una collaborazione di tipo commerciale e turistica!»
Mentre il Sindaco si appresta a rispondere si odono nel cielo, rumorosi, dei caccia militari, i due extraterrestri restano indifferenti.
«Io… io non credo di avere l’autorità per prendere decisioni di così alto livello…»
«Noi, ovviamente, non abbiamo nessuna fretta e possiamo aspettare per parlare con chi abbia questa autorità.»
Nel frattempo la piccola delegazione si era arricchita del Prefetto e di un Generale dell’Esercito. Il Sindaco riprende la parola: «Ci adopereremo affinché possiate contattare al più presto chi di dovere!»
«Ve ne siamo grati, intanto vorremmo toglierci una curiosità: sorvolando la vostra penisola ci siamo accorti che nella dorsale montagnosa che vi percorre tra i due mari, ci sono molti paesini e cittadine distrutti. Avete avuto dei terremoti recenti?»
«Sì, ci sono stati vari terremoti… non proprio recenti, quello della città dell’Aquila sono più di 10 anni, ma…»
«Eh lo sappiamo! E’ una piaga anche nel nostro pianeta, ma come mai non avete ancora ricostruito e messo in sicurezza il popolo?»
Il Sindaco arrossisce. «Beh, abbiamo avuto dei problemi.»
«Vi mancano i materiali da costruzione? Mattoni, cemento, ferri da carpenteria?»
«No! No, quelli ce li abbiamo, ci sono un sacco di Ditte che sarebbero felici di produrli!»
I due alieni si guardano stupiti, poi il primo riprende: «Ah, allora vi mancano le maestranze… i muratori?»
Comincia a sudare visibilmente. «Beh no… anche quelli ce li abbiamo, anzi ci sono tanti disoccupati che potrebbero…»
Prima di replicare i due sembrano imbarazzati: «Abbiamo capito: non avete gli ingegneri o gli architetti!»
Il Sindaco, imbarazzato pure lui, darebbe lo stipendio di sei mesi per non essere lì. «Ve… veramente ci sono anche quelli!»
Allargando le esili braccia l’alieno replica prontamente: «Ma insomma che vi manca???»
Sconfitto guarda a terra. «I soldi!»
«I… soldi? Come si producono? Possiamo aiutarvi noi?»
Il Sindaco è terreo in viso mentre scuote la testa. «No, quelli basta stamparli o… creare dei numerini in un computer della Banca Centrale… ma non si può! Le convenzioni europee lo vietano!»
I due si guardano ed annuiscono risoluti: «Bene! Come vi dicevamo noi non abbiamo nessuna fretta, ora andiamo a fare un giro sopra il vostro bel pianeta e… torneremo presto… contateci!!!»
In men che non si dica il disco volante decolla e schizza via nel cielo lasciando tutti molto stupiti.




Nasce così l’idea di un presepio “riciclato”, fatto di materiali di scarto come vassoi di polistirolo usati, bottiglie di plastica vuote, contenitori in pvc precedentemente utilizzati che però ritagliati, incollati e dipinti diventano case, fattorie, castelli, mulini, ponti e perfino la famosa stalla di Betlemme.
L’entusiasmo ha pian piano preso la forma di un disegno geometrico, tracciato prima sulla carta e poi accuratamente ritagliato sul polistirolo. La geometria piana è uscita dal quaderno di classe per diventare una casetta, un solido, una ringhiera, delle scale, per far ruotare le pale di un mulino a vento, la manovella di un pozzo.
La speranza che il mondo possa essere un luogo migliore per tutti, dove creatività e bellezza si rispettino e si fondano, può nascere anche da qui.
Le api si stanno estinguendo? Troverete in rete le principali motivazioni che stanno


