Karl Friedrich Schinkel, Apparizione della Regina della notte, per una scenografia del Flauto magico (1815)* – Fonte Wikipedia
Ascolta
la voce del silenzio…
Nessun suono è così intenso
come quello che nasce
nell’animo illuminato dall’amore
capace di volare
nelle infinite note
della propria solitudine
dove c’è un solo sentire
traboccante
la musica della divinità.
* luce e tenebre si equivalgono nella vita di ognuno con continui inciampi e ricadute. Ma è nel passaggio – faticoso e graduale – dalle tenebre alla luce che il singolo, specchio dell’umanità intera, può portare saggezza e bene nel mondo se avrà imparato a viverli profondamente nel proprio cuore…
La mente umana secondo Freud assomiglia ad un iceberg – immagine tratta da Wikipedia
In questa seconda parte ci sono accenni autobiografici concreti (ma non troppo) che iniziano a dare forma alla mia in-voluzione interiore. In realtà il racconto farà continui salti “avanti e indietro” nel tempo, questo perché io non sono poi così convinto che nella coscienza attuale ci sia davvero un prima e un poi, quanto piuttosto un essere ora nell’istante presente tutto ciò che sono (stato?). Ma lasciamo le questioni filosofiche da parte e facciamo parlare il racconto…
Entriamo nel vivo…
Comunque quando nasciamo un manipolo di persone “precise” ci stanno accanto, sono quelle con cui dovremmo tentare la scalata verso una meta mai del tutto compresa, da soli non si va da nessuna parte, questa è intanto una somma verità. E’ difficile parlare di verità nel mondo dei veli, delle cosiddette ri-velazioni, velare e rivelare, cioè coprire e vedere in controluce: questa con tutti i suoi limiti è la nostra verità.
Partiamo dall’infanzia, la mia naturalmente: mi ritrovo bambino, pieno di timori, di dubbi, di sensazioni contrastanti. Mai stato in un bozzolo di protezione, il timore di vivere, non so perché, mi stringeva l’animo in ogni istante, così mi ero creato una realtà molto diversa da quella esteriore, lì i miei eroi ed amici erano i fumetti, con i personaggi con cui riuscivo ad instaurare un dialogo in un mondo parallelo che per me era vivo. Certamente avevo amici fra i miei coetanei, ma il mondo detto sopra era il frutto di una fantasia creativa in grado di convivere e interagire con la mia realtà di bambino dandogli un ulteriore senso e consolidando i punti deboli che mi rendevano insicuro e timoroso. I bambini nascono nella fede e piano piano la vita, con il suo controllo, gliela toglie insinuando il dubbio: Babbo Natale non esiste, il magico ad un certo punto scompare, l’impossibile rimane tale.
Nelle era passate si potevano “vedere” i fantasmi, i libri sono pieni di storie di fantasmi, la coscienza collettiva era plasmata dal mondo parallelo dei non-vivi che riuscivano a interagire con noi. Mia nonna – vivevamo insieme – i morti li sentiva passeggiare avanti e indietro nel corridoio di casa e al mattino me lo diceva con la massima naturalezza possibile: “ Roberto, stanotte tuo nonno ha passeggiato sempre!” Significava un’inquietudine, un avvertimento, qualcosa che si stava mettendo di traverso. Pregare, la preghiera come un mantra dell’anima, per mia nonna era lo scudo, la soluzione al male che poteva venire. La “santa Caterina”, preghiera incomunicabile in quanto scritta su un foglietto che solo lei poteva interpretare, accozzaglia di frasi piene di errori eppure quando la sussurrava, come in uno stato onirico, sapeva leggere il presente e l’immediato futuro: “ Roberto, andrà tutto bene…oppure si era impuntata e diceva… faticavo, non scorreva…”. Era un modo per sapere le sensazioni, gli accadimenti della vita quotidiana, l’andamento a scuola piuttosto che un incidente, un imprevisto… La preghiera che chiede aiuto e quella che ti avverte, t’indirizza e ti spinge oltre l’ostacolo.
Avercelo noi uno scudo così: soccombiamo invece nella mancanza di fede e nella nullificazione quotidiana della pseudorealtà. Oggi il mondo parallelo, i fantasmi immateriali, sono scomparsi dalla nostra percezione sostituiti dalle immagini televisive e da quelle digitali con cui pensiamo di metterci in comunicazione con gli altri ogni giorno. Quindi quale fede rimane possibile per un bambino? Nel momento in cui la coscienza collettiva è plasmata dal nulla della non vita, nel momento in cui la mente domina il materiale e l’immateriale, in cui basta aver dimenticato un mezzo, come un cellulare o un pc, per sentirsi mutilati nell’animo, cosa rimane di fantastico e compensativo in cui credere per i bambini? Io CREDEVO e nel mio intimo da bambino ho sempre CREDUTO nell’oltre, nel mondo in cui non esistono vuoti di senso, ma solo sensazioni di equilibrio e protezione, figure amiche ti circondano e ti accompagnano in ogni istante e ti permettono di vivere senza timori, senza cadere nell’insensato. Certo questo mondo l’ho prolungato a tal punto da perdermi pezzi di vita reale, o meglio di pseudovita reale, fu così che mi risvegliai (o riaddormentai) adulto e inadeguato, panta rei, il divenire eracliteo in cui tutto scorre e nessuno può bagnarsi due volte con la stessa acqua nel fiume della vita. Il mio corpo era cresciuto, ma il mio animo in fondo cosa aveva perso? Parmenide a differenza di Eraclito non credeva nel divenire, affermava invece che “l’Essere è e non può non essere”, nulla cambia o si trasforma, il nostro io interiore, il nostro nucleo originario, è antico pur essendo nuovo! Ma confrontarsi con gli altri, quelli che il divenire (o l’apparenza del divenire) aveva portato avanti nel tempo insieme a me, era duro, loro sembravano avere vissuto “esperienze” che il sistema reputa normali, dunque io e il mio mondo eravamo anormali?!? Nella scacchiera della vita io ero rimasto fermo, le mosse e contromosse sembrava che non le avessi fatte e credo che a un certo punto avessi deciso di recuperare. Due fasi estreme, che come punti lontanissimi arrivarono poi a toccarsi per fondersi. Non ricordo bene quando, forse intorno ai 20 anni, mi gettai nell’estrema domanda di senso, nella ricerca di Dio scavando ancora più a fondo nel mio sé, cercando di annientare ogni senso e ogni speranza come nella tempesta più devastante, in un acuirsi di sofferenza e sensazioni. Ricordo che nel buio, nella negazione totale di Dio e di ogni bene vidi una luce… e NON ERA MIA!!! Fu l’inizio di una nuova speranza, nella quiete dopo la tempesta un barlume luccicava che non ero riuscito in nessun modo a spegnere, era lì, coscienza nel buio, a darmi una risposta, o meglio una non-risposta: era una presenza oltre il mio sé, il luogo dell’incontro con Dio, che pur guardandoci negli occhi con eterna benevolenza, noi nella vita non riusciamo mai a vedere.
Fu l’inizio di una nuova vita, abbandonai il mondo bambino e iniziai ad affacciarmi in quello dei giovani adulti. Certo, avete presente quegli eremiti che vengono ritrovati nella foresta dopo anni di assenza dalla civiltà? Così ero io allora, ma se fino ad un momento prima respingevo, ora, se pur debolmente iniziavo ad essere un polo d’attrazione. Sia chiaro, la vita va “vissuta”, ci sono dei motivi per cui siamo qui, le pulsioni, gli istinti, vanno assecondati perché sono innati: ci spingono a fare il necessario per vivere e sopravvivere in questo mondo, sono oltre il controllo anche se il sistema riesce a cristallizzarli trasformandoli in forme precostituite da somministrare in dosi massicce e ripetitive. Uno pensa di essere diverso magari solo perché trasgredisce le regole del sistema sociale, quando invece è lo stesso sistema a volerlo e non importa come vivi, quello che fai, l’importante è rimanere nel limbo dell’inconsapevolezza, non c’è qui una sostanziale differenza tra uno stimato ingegnere, un prete o un rocker sballato!!! Ora ritornando a me, tralasciando le farneticazioni, io ho scelto una non vita piuttosto normale dopo il risveglio, non mi interessava più tanto la spiritualità estrema, quanto piuttosto la materia e il riuscire ad entrare in relazione con le monadi che fino a quel momento avevo ignorato pensando di poter farne a meno. Altro che reincarnazione, credo piuttosto che l’esperienza la facciamo nel risveglio, su un piano d’eternità (ricordate Parmenide) che ci culla e ci permette al contempo di vedere il tutto da diverse prospettive! Infatti c’erano si quelle persone precise a cui ho fatto riferimento sopra, ma prima erano ininfluenti. Monadi senza finestre, la più chiusa e inespressiva era la mia e una volta aperto uno spiraglio il risucchio fu molto forte. Non riuscivo più a fermarmi, la necessità di un contatto e il rigetto di qualsiasi forma di chiusura divennero irrefrenabili. Crearmi una non vita nel sistema precostituito era dunque il mio obiettivo e gli equilibri gravitazionali necessari a compensare queste esigenze si misero in moto. Il difficile era scegliere dove andare e a che cosa rinunciare. Il mondo femminile fu senza dubbio uno dei poli vincenti, come già precisato finché respingevo tale mondo mi era ignoto, ma dopo l’apertura, nel mio piccolo iniziai anch’io ad attrarre esperienze e nel mio consueto stile capai quelle peggiori, in grado cioè di amplificare a dismisura l’illusione, che nei rapporti amorosi è sempre in agguato. Il desiderio e l’illusione, diceva Budda, sono fonti di dolore e sofferenza, per lui la vita è sofferenza e io non mi sono tirato indietro di fronte a tali esperienze. Però per uno che era vissuto in un modo parallelo andarsi a cacciare nel mondo di specchi di una donna plurimmagine, a tal punto che a volte oltre l’immagine c’era il nulla. Ebbene ne conobbi una che in televisione mai era apparsa pur recitando per le varie comparse della sua vita amore intenso e tragici abbandoni, per poi ricatapultarsi in nuove illusioni e avvinghiare in intrecci inestricabili gli infelici personaggi che capitavano a tiro delle sue angoscianti persecuzioni. La più perseguitata, glielo riconosco, era lei stessa, il suo farsi del male era però un distribuire ustioni di primo grado alle persone che gli si avvicinavano. Non esiste miglior antidoto per il risveglio: se sbatti contro il muro e riesci a rialzarti poi dovresti perlomeno cambiare direzione. Eccome se mi servì per orientarmi, ho capito che come in tutte le esperienze la corda non la puoi tirare troppo a lungo, anch’io pur sognatore e platonico mi spezzai e dopo un paio d’anni intensi passati a sbattere la testa contro il muro (tanto ci volle a cambiare verso) troncai di netto l’ennesima esperienza al di fuori del mondo pseudoreale delle regole e intrapresi un cammino insieme ad una vera anima gemella, con lei non sono mai deragliato, il sistema ha quindi apparentemente risucchiato entrambi in un contesto di vita standardizzato, quello della “famiglia”! E come mi disse un giorno (anzi come ci dissimo) era (eravamo) stata (stati) in balia delle onde del mare, un momento spinta verso il largo, senza più punti di riferimento, nel suo deserto di perlaceo grigiore, un momento riportata verso riva (o alla deriva)… così ci incontrammo perlomeno per iniziare a navigare insieme tenendoci per mano.
Interesse Zio…nanale, o Na..leziona, o forse Le…zionana! Questo è più o meno il balbettio che le nostre istituzioni(?!?!?) tutte pronunciano quando devono o perlomeno dovrebbero difendere l’interesse della nazione che rappresentano. Nel dire balbettano, non sono state programmate ad affrontare un’anomalia come quella dell’esempio francese che impone prioritariamente il LORO (dei francesi) interesse NAZIONALE in Libia piuttosto che nella gestione dei cantieri Saint-nazaire (questioni in realtà collegate), andando contro gli interessi del mercato (una barzelletta) che in questo caso coincide con gli interessi italiani. I sonori schiaffoni che puntualmente i nostri statisti al governo portano a casa non possono essere mascherati più di tanto neanche dai fedeli tiggì. Urlino pure ora : “Dov’è il mercato quando serve all’Italia?”
Se accetti di cancellare la tua Nazione in nome di un progetto superiore, L’Europa dei popoli, ma poi ti accorgi che tale progetto non esiste come ideale di unità ma solo come mezzo coercitivo per avvantaggiare alcuni a danno di altri, ebbene constatato ciò pur se con enorme ritardo, cosa dovresti fare?
Reintrodurre nel vocabolario la parola Nazione e condirla con altre importanti parole demonizzate quali ad esempio – investimenti pubblici per la tutela degli interessi nazionali (nazionalizzando aziende strategiche o banche quando serve) – ebbene tutto ciò sarebbe il minimo. Ma loro non lo faranno, continueranno fiduciosi ad affidarsi alle sorti del sMer…cato con regole puntualmente scritte su cata igenica!
Ripropongo sotto un articolo pubblicato sul blog alcuni mesi fa (27 ottobe 2016 – post originale ), tornato attuale anche a seguito del recente terremoto in Grecia.
Italia e Grecia sono infatti accomunate da eventi drammatici come quelli dei terremoti e delle migrazioni di massa, ma anche dall’essere cavie di un modello economico liberista volto all’impoverimento dei nostri popoli tramite cancellazione dei diritti costituzionalmente garantiti.
Visto? Avete aperto una mappa sismica tratta da questo sitodove si vede chiaramente che l’Italia e la Grecia sono i paesi dell’Eurozona a più alta pericolosità sismica! Altrettanto evidente è che nella mappa sopracitata i paesi del centro e del nord Europa sono prevalentemente in zone a bassa probabilità sismica, aree caratterizzate dal colore celeste (del cielo) e in contrasto con il giallo e soprattutto con il rosso che caratterizza il territorio italiano e quello greco (per precisione aggiungerei anche i paesi balcanici).
Ma passiamo all’immigrazione e vediamo le strane ed inquietanti “analogie”: l’Italia è un vero e proprio ponte fra l’Europa e l’Africa, con forti flussi migratori dal Nord Africa e dal Medio Oriente; idem la Grecia, che nonostante la crisi economica devastante amplificata dalla “cura” impostagli dalla troika assorbe i migranti che provengono dal Bangladesh, Pakistan, Afghanistan, Iran, Turchia e Siria. Possiamo dire che in primis sono questi due stati a contendersi il triste primato dei maggiori eventi sismici oltre che del maggior arrivo di immigrati!
In entrambi i casi è gente che fugge da un “mare” di disperazione, trovando spesso la morte o perdendo tutto ciò che a loro è più caro: casa, persone, la propria terra, a volte perfino la speranza di poter ricominciare a vivere! Nel Mondo, come rappresentato nel soprastante e antico planisfero, prevale il blu-celeste del cielo e del mare, un colore che indica anche la purezza, avvolge tutta l’umanità e sembra volerla proteggere con la sua immensità! Un colore che come abbiamo visto nella mappa sismica dell’Europa prevale però solo in alcuni paesi ed è praticamente assente in altri! Eppure commentavamo ieri un articolo del Corriere dove si affermava che la Commissione UE sarebbe pronta a bocciare la manovra del governo minacciando una possibile (probabile) procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia nel caso non si realizzino gli “aggiustamenti” indicati al deficit, naturalmente attraverso i soliti tagli e tasse, uniche cose in cui ancora (per poco) l’Italia è sovrana! Ma all’Europa dei buuuu-rocrati interessano solo gli “aggiustamenti di-strutturali” e a poco valgono le dichiarazioni rilasciate dal Ministro dell’economia Padoan sulsole 24 oredi oggi: ” E il sisma che ha colpito nelle ultime ore il Centro Italia non fa che avvalorare la tesi che il nostro è un Paese molto esposto a eventi sismici gravi e pertanto qualsiasi spesa affrontata per la ricostruzione o la messa in sicurezza non dipende da scelte politiche discrezionali dell’esecutivo.” Capito!?!?!?! E’ come un bambino pronto a giustificarsi con la mammina severa! Perché al di là di quello che ci raccontano i media l’esecutivo NON HA alcuna discrezionalità che non sia quella imposta delle regole europee. Le stesse regole con cui la Germania e la quasi totalità dei paesi UE ci si puliscono il posteriore, gettando poi la carta sporca dalla finestra quando un vento favorevole porta puntualmente tali lezzosi fogli (delle regole naturalmente) sul lindo tavolo del nostro premier, che insieme ai suoi lungimiranti ministri si affretta a leggere ed immantinente ad applicare. Ma quando le regole sono “impossibili da applicare” perché ci sono “eventi sismici gravi” e/o “immigrazione incontrollata in continua ed allarmante ascesa” la risposta della Commissione a tali richieste, aiutare i terremotati a ricostruirsi una vita e affrontare l’emergenza immigrazione, è stata essenzialmente un “vedremo, se e quando ci arriveranno le richieste dal governo italiano!” Perché LORO, per “spese per l’emergenza” intendono SOLO quelle volte a ricostruire strade, ripristinare utenze ed edifici pubblici, non quelle rivolte ad aiutare direttamente i cittadini coinvolti dal sisma. Quelle sono SEMPRE E COMUNQUE SPESA PUBBLICA IMPRODUTTIVA! Una spesa da tagliare insieme al deficit dello Stato. E uno Stato che non può più spendere alcunché per i propri cittadini è solo un’ombra, un’entità fittizia, un mezzo in mano ad élite per controllare la società a proprio uso e consumo.
Idem, lo stesso dicasi, identico destino avran, i cosiddetti “immigrati economici”, cioè quelli che seguedo l’onda dei profughi fuggiti dalle guerre, vengono spinti verso l’Europa attraverso l’Italia, la Grecia, i paesi balcanici e quelli dell’Europa dell’Est, guarda un po’ il caso proprio nel momento di miglior realizzazione delle RIFoRME: la precarizzazione selvaggia del lavoro e la disoccupazione stabile sopra il 10% ha già portato un notevole esercito di disperati italici ed europei pronti ad accettare voucher e condizioni lavorative fino a ieri da secondo e terzo mondo. Ma cosa c’è di meglio che portare direttamente nelle nostre città chi la povertà l’ha vissuta “in diretta”, un esercito di disperati che a volte in modo parassitario, altre integrandosi nel modello lavorativo euroimposto, aiuterà i padroni a sfruttarci tutti insieme per un tozzo di pane. E come già è accaduto nelle moderne e civili città del nord europa (es. Belgio), si creeranno i ghetti, le nuove generazioni di immigrati perderanno presto la speranza di aver trovato una terra migliore dove vivere, con il rischio fin troppo probabile di odio, violenze e terrorismo come rigetto di un modello sociale ed economico destinato a distruggerci! InZomma, noi futuri cittadini di serie Z, loro, gli attuali immigrati poi dis-integrati nell’accogliente Euro-pa dei popoli, cittadini di serie sotto Z: tutti inZieme vittime di un modello antisociale destinato a sfociare in tragici e purtroppo fin troppo predibili fallimenti.
* Le pagine che seguono sono frutto di riflessioni personali filosofico-esistenziali , non so se abbiano un senso o se perlomeno risultino comprensibili, ma ho deciso comunque di condividerle a puntate (i mattoni difficilmente si digeriscono). Ecco quindi la prima parte di un lungo discorso iniziato anni fa e in cammino, come la vita, verso mete sconosciute!
Avanti e indietro, indietro e avanti…
NON RIESCO A USCIRE DALLA GABBIA! Eppure in questo mondo nero un’ascesa e forse più di una l’ho avuta, una spinta per cambiare, in meglio, l’ho data, un’iniezione di speranza più volte, qualcuno, me l’ha regalata. Non tutto è da buttare, ma io sono incontentabile e annaspo: di che ho (abbiamo) bisogno per essere felici? Tutto astratto vero sto ragionamento? Non sono Budda, non vado in cerca il Nirvana, né lo voglio, ma la vita senza Verità e senza Dio (sinonimi che superano ogni fede) non so proprio a che serva, chiudi gli occhi e sei già polvere e quindi è un sicuro non senso: capite il perché non si può fare a meno di credere? Siamo indubbiamente eterni altrimenti non saremmo ORA, ma il dono è tutt’altro che facile da gestire. I saggi delle varie epoche che ci hanno preceduto i semi li hanno piantati eccome, ma va un po’ a gestirla tutta sta roba nella tua vita!!! Che poi ti accorgi che tanto tua non è.
Partiamo dall’orticello che coltivi giorno dopo giorno, ti circondi di abitudini, di normalità, ne hai bisogno ma quando l’imprevisto s’insinua e spezza il TUO sistema di regole… dove te le ficchi, come continui sulla strada della normalità apparente?
Poi c’è il campo, quello che ti coltivano attorno e da cui dipende anche la pseudo normalità di prima: la società con i suoi sistemi ti accoglie e ti insegna a ragionare su dei binari prestabiliti. Nei vari stadi di società e di realtà possibili, quello che vince è anche il più lontano da quello che sei o meglio dovresti essere, cioè una persona libera volta all’amore per se stessa e per chi gli sta accanto. Ma quando mai lo siamo?
Regna l’ingiustizia sociale e spirituale, vincono i controllori che godono nel poter dettare le regole adatte a normalizzare una non-realtà piena di male, in cui Dio (e quindi l’uomo che è una sua immagine) è assente e tenuto lontano in ogni modo, basta pensare che l’immateriale è ormai dominio dei controllori, c’è di fatto una rete telematica in cui ci riconosciamo e da cui dipendiamo. La nostra mente che MAI vuole perdere il controllo non ci lascia un solo istante: come fare a meno dei telefoni, dei pc, della RETE! Chi pensa a Dio come all’IMMATERIALE, ebbene si sbaglia, perché il REGNO DI DIO è il REGNO DELL’INCONTRO, Dio è colui che ti tiene per mano in ogni istante della tua vita, ma che tu ignori anche mentre lo stai guardando negli occhi, l’indifferenza con cui viviamo è agghiacciante, come ho detto sopra, annaspo, non ho molte cose da dire, eppure intuendo l’assurdo di questa vita non riesco comunque a rigettare il controllo, a rivoltare i falsi abiti che indosso, a guardare veramente oltre le apparenze.
Ricapitoliamo: cos’è l’uomo, l’uomo di ogni tempo e di ogni epoca?
L’uomo nella “storia”, quella dei documenti e delle testimonianze, è controllo, cioè dualismo perenne di controllori-controllati!!!
Cosa c’è oltre l’apparenza?
C’è Dio-Verità, colui che ci tiene per mano in ogni istante della nostra esistenza!
Perché viviamo nella pseudo-normalità, vero male di ogni epoca, ora giunta al culmine attraverso la massificazione immateriale della rete?
Perché Dio è persona vivente, è l’incontro, l’amore, la reciprocità, mentre la materia, così come l’immateriale in cui ci ostiniamo a vivere è l’oblio, l’indifferenza, il male che vuole in ogni modo costringerci alla non-vita lontano dal vero bene. L’uomo insomma attraverso il libero arbitrio può vivere lontano da Dio pur essendo morto, cioè svuotato della sua anima, una parvenza d’amore colmata dall’odio più puro dell’indifferenza. Non è forse questa la realtà che nei secoli, nei millenni abbiamo plasmato? Quanti di noi di fronte alle occasioni d’incontro con il bene, gli voltano, poco o tanto consapevolmente, le spalle? Chi ha il coraggio di uscire dal sistema di controllo a cui ci sottoponiamo più o meno liberamente? Si fa finta di vivere, per cosa?!? Provate a domandarvelo veramente VOI per cosa vivete e in che cosa credete!! Vi accorgerete che non troppe parole usciranno dalla vostra bocca, nulla o quasi attenuerà il torpore della vostra mente…pseudorisposte, forse neanche quelle, per poi affrettarsi a tornare nel sonno dell’incoscienza!
Una filastrocca per esorcizzare la morte, probabilmente di origini inglesi, inventata al tempo della peste nera quando mieteva vittime a migliaia e lasciava pochi dubbi sulla triste sorte di noi miseri umani.
Barrea e il suo lago
Sulle sponde del lago di Barrea, formato da uno sbarramento artificiale all’inizio degli anni 50, nel 2005 a seguito di lavori realizzati per una pista ciclabile, è stata rinvenuta una necropoli sannita risalente al primo secolo avanti Cristo, gli antichi abitanti della valle del fiume Sangro appunto. Essa ha proprio una forma circolare, i defunti “tutti giù per terra” ma comunque vicini alla luce, a pochi centimetri dalla superficie, sono riaffiorati a ricordarci insieme alle nostre fiere origini “italiche”, il legame con l’eternità che il cerchio, figura senza inizio e senza fine, simboleggia da sempre.
Il nome Italia deriva dall’antica lingua dei sanniti e significa libertà: dalle oppressioni, dalle ingiustizie e forse perfino dalla morte. La libertà è un peso per niente lieve da portare, un diritto ma anche un dovere per ogni uomo e di ogni popolo che creda nella vita (il cerchio) e giochi con la paura e con la morte (tutti giù per terra) esorcizzandola ancora e ancora e ancora verso l’infinito.
Per ogni corruZione c’è una cricca in funZione, con persone sempre pronte a tramare a proprio vantaggio i più loschi e criminali affari! Gli esempi in tivvù e media nostrani sono sempre attuali e infiniti: si va dalla cricca delle banche fallite a quella sulla gestione dei rifiuti o a quella sulla ricostruzione post terremoto… Non c’é fine al corruZionismo e ad una delle sue tante rime puntualmente sciorinate dai media: opportunismo, nepotismo, clientelismo,… esso si rivela un mezzo efficace per spianare la strada alle tante riforme, dolorose ma necessarie, per poter recuperare virtù e cancellare i “mali dell’Italia”. Un ultimo appunto: il corruZionismo è (quasi) sempre sinonimo di Stato (ladro, brutto, corrotto, cattivo, invasivo…), sono i virtuosi liberisti nostrani a calcare la mano sulle inefficienze del “pubblico” e sui virtuosismi del “privato”.
Ora, riflettendo su quanto accaduto a partire dal 2011, anno fatidico dell’arrivo di Monti che ha inaugurato l’era virtuosa dell’austerità, dovremmo pensare che si sono fatti enormi passi avanti nella lotta alla corruZione! Anche perché la corruZione dovrebbe proliferare laddove ci sono i soldi e la possibilità di lauti guadagni, non certo in era di vacche magre come questa. Eppure leggendo i giornali i “casi” sono ben lungi dal diminuire e anzi proseguono inesorabili verso aumenti esponenziali ad infinitum tempus!!!
Ecco i datisulla corruzione nel pubblico . Notare che l’articolo di Repubblica parla prima di “percezione” della corruzione e poi continua legando gli episodi di corruzione nel settore pubblico e nella politica all’aumento dei cosiddetti “populismi”. Ora la “percezione” di un fenomeno viene certamente amplificata dalla “narrazione” che i media fanno dello stesso. E noi tutti sappiamo a che razza di martellamento ci sottopongono quotidianamente! Ecco perché i “populismi”, che per i liberisti sono sinonimo di sovranità e democrazia, aumenterebbero e influenzerebbero la percezione dei cittadini riguardo la corruzione. Tali populismi non sono altro che proposte politiche alternative (almeno apparentemente) al sistema di potere imperante. Essi sono l’effetto causato dalle mancate risposte del sistema politico attuale, forse l’unica alternativa democratica ancora praticabile. Quindi più che di corruzione, l’articolo mette in risalto la nostra percezione del sistema di potere in atto ed essa interessa assai, è un termometro che misura la tenuta del modello sociale, più la febbre sale, più siamo vicini alla fine e il popolo (populista) rischia di ribellarsi.
Ma se il pubblico è corrotto, il privato cosa fa? Guardiamo le banche (private) come affrontano la crisi. Esemplare è il caso delle “venete” e di MPS: in entrambi i casi il governo (?) si è fatto dettare-imporre delle regole europee totalmente al di fuori di ogni logica di mercato (vedi svendita delle sofferenze bancarie) e contro l’interesse nazionale di tenuta dell’intero tessuto economico industriale (perlomeno quello che è rimasto)! Fra le macerie troviamo, oltre ai risparmi bruciati di tante persone, anche la chiusura di centinaia di filiali e migliaia di posti di lavoro perduti. Ma il peggio rimane non aver neanche scalfito la montagna di sofferenze bancarie che continua a incombere sul sistema bancario italiano, andando ben oltre il sistema di “corruZionismo” messo in piedi a livello locale dai vari responsabili delle banche fallite. Le sofferenze più che frutto della corruZione sono invece l’effetto dell’austerità, anch’essa euro-imposta, che deprime l’economia, aumenta la disoccupazione e fa fallire le imprese. Non pagare i propri debiti si traduce con un crollo della redditività del sistema bancario, tanto più elevato quanto tale sistema è stato vicino alle imprese e alle famiglie cercando di sostenerle con prestiti, fidi e mutui…Non c’è speranza di uscire dalla crisi se non si immettono nell’economia soldi pubblici in grado di sostenere il lavoro e quindi le stesse imprese che vivono oltre che di export anche e soprattutto di consumi interni fatti dalle famiglie.
Dicevamo: armi di distrazione di massa… tali si rivelano i tanti casi di corruzione, che analizzano e focalizzano il problema a livello locale, girando (o aggirando) completamente intorno alle cause che innescano e creano i molteplici fallimenti: fallimento delle banche, del “sistema lavoro”, della sanità pubblica, della previdenza… ogni cosa pubblica diviene sempre più insostenibile e per ognuna di esse si è sempre creata una cortina fumogena che parla di sprechi e corruZionismi vari. Ma le cause vere non vengono mai rimosse, anzi si aggravano giorno dopo giorno, a tal punto che ormai il disagio a livello sociale (la febbre di cui parlavo sopra) è pronto a deflagrare in modalità imprevedibili.
Mi riferisco al modello liberista globalista che si sta rivelando un nuovo tipo di colonialismo, non rispetta la diversità delle culture e deprime l’economia reale impedendo un vero sviluppo delle persone e delle comunità umane. La vera corruzione è quindi quella che scambia le cause con gli effetti: il degrado della nostra società e l’aumento incontrollato di varie forme di corruzione sono prevalentemente causate dall’aver adottato un modello economico anti-sociale, che comprime prioritariamente i salari dei lavoratori, porta precarizzazione e disagio sociale diffuso e non lascia scampo alle generazioni future destinate a vivere in condizioni di povertà e di sfruttamento. In Italia e più in generale nell’UE lo strumento principe di tali politiche è l’euro, un vero e proprio sistema di governo in grado di ricattare a suon di spread i paesi “ribelli”, di deprimere l’economia dei paesi “deboli” e avvantaggiare, via svalutazioni permanenti causate proprio dall’adozione di una moneta unica, i paesi “forti”.
Qualsiasi discorso che volti le spalle al “problema euro” e apra le porte al corruZionismo è fatto al fine esclusivo di andare avanti, inesorabilmente, verso il disastro economico e sociale attualmente in atto. Ma il corruZionismo non cura la febbre sempre più alta della società, non indirizza abbastanza il disagio verso pseudo-problemi minori che non curano alcunché. La vera corruzione è prioritariamente quella di chi nega il problema euro e non vuole portare nel dibattito pubblico la scelta e possibilità concreta di un cambiamento per via democratica. Ma laddove ci fosse questa possibilità di scelta, di un partito o una coalizione che si faccia portatrice dei valori costituzionali e punti al recupero della sovranità (monetaria e non solo) spetterà poi al popolo saperlo riconoscere e sostenere con il voto, al di là dei localismi o dei voti e delle ideologie di appartenenza, che in questo contesto politico e sociale in cui viviamo oggi sono morti e sepolti da tempo, anch’essi rilegati fra le armi di distrazione di massa.
* primo esempio di corruZionismo, la colpa era di Eva mentre il serpente (corruttore), era lì per caso (e il Capo non c’era)!