Vivi di noi

Vivi di noi:

Sei

la verità che non ragiona:

un Dio che pena
nel cuore dell’uomo

Poesia di padre Turoldo, tratta da Anche Dio è infelice, ed. Piemme

Ragione

è necessitata a credere

ma prodigio ancora più grande

è credere

Poesia di padre Turoldo, tratta da Anche Dio è infelice, ed. Piemme

Padre Turoldo affermava che la libertà dell’uomo è un limite di Dio, ciò significa che la nostra libertà è alla base della stessa creazione. Quindi il mondo è mondo proprio per il gioco tremendo delle libertà e solo il misterioso agire della provvidenza rende possibile realizzare il bene anche dal male. La provvidenza è un argine, ma al contempo non è il limite al nostro agire che si mantiene libero.

Il male invece è limite, schiavitù, oppressione, esso è opera dell’uomo e si manifesta ogni volta che i nostri orgogli e le nostre avidità scavano una fossa invalicabile, un grande abisso che è capace di inglobare tutto e tutti. Per questo la storia cade ciclicamente nella disperazione, per questo sempre nuove nubi si scorgono all’orizzonte. Il grande abisso è sempre lì, fa parte del gioco delle libertà. Dobbiamo accorgerci in tempo che abbiamo dei fratelli, capire che rinunciare ad amare significa rinunciare alla salvezza. Avere fede, credere, questo si che è un atto rivoluzionario, forse l’unico capace di modificare il divenire, sia quello personale, sia quello della storia dell’uomo…

“… Essere Amore è sua

inevitabile pena”

Lottare con Dio

Lotta di Giacobbe con l’angelo di Eugène Delacroix

Genesi 32,25-34
25 Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. 26 Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. 27 Quegli disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l’aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!». 28 Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe». 29 Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!». 30 Giacobbe allora gli chiese: «Dimmi il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse. 31 Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel «Perché – disse – ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva».

Scossi da Dio gridiamo giustiz ia affinché la sua voce emerga dalla profondità del suo silenzio! Del resto un Dio che libera dal male non può che fondare il suo amore verso le proprie creature attraverso una vera e propria ribellione amorosa! La nostra opposizione e ribellione è il fondamento del nostro essere liberi, del nostro essere diversi ma complementari al suo amore.

Giacobbe secondogenito di Isacco e fratello di Esaù infrange la Legge ingannando la propria famiglia e andando contro il volere dello stesso Dio, il tutto per diventare la guida del suo popolo. Non una scelta dettata dall’egoismo ma piuttosto da una consapevolezza interiore che lo guida e gli infonde coraggio in questa impresa disperata. E Dio premia questa sua caparbietà e lo benedice. Ma questa lotta è anche l’emblema del nostro rifiuto di Dio, del nostro volere fare da soli ed ergerci al di sopra delle nostre nullità. Dio, in questa lotta, riconosce e mantiene il nostro essere, dà dignità e vita alle nostre pretese.

La vita dello spirito implica una continua lotta interiore. Anche il pittore Delacroix sembra impegnato in una lotta contro Dio e nel 1 gennaio del 1861 durante la realizzazione della sua opera nella chiesa di Saint Suplice diceva: “… Le cose che sembravano essere le più facili da superare presentano difficoltà sconvolgenti e interminabili. Come è, allora, che invece di buttarmi giù, questo combattimento eterno mi solleva, non mi scoraggia, ma mi consola?”

Qui c’è tutto il tormento di vivere, il tormento di lottare incessantemente alla ricerca di Dio e una volta trovato non aver paura di gridargli in faccia le proprie ragioni, l’esigenza infinita delle sue benedizioni affinché ogni vuoto diventi pieno e ogni ingiustizia venga finalmente colmata.

Razzolando!

La galline e i galli razzolano, cioè raspano il terreno in cerca di semini o insetti da beccare. Attività incessante e rilassante allo stesso tempo, sia per i polli che la praticano sia per chi si ritrova ad osservarli. Ma in questo breve video potete vedere anche altro, per esempio il breve balletto del gallo nero di razza Cemani nei confronti della gallina grigia di razza Amrok, idem il balletto del gallo grigio Amrock sempre intorno alla stessa gallina. I galli fanno un mezzo giro intorno alle galline allargando al contempo un’ala nel tentativo di corteggiarla. Sentite inoltre il gallo Amrock cantare, lui è diventato da poco il nuovo re del pollaio sovvertendo la gerarchia che era appartenuta invece del gallo nero Cemani per più di un anno. Infatti vedete il gallo Cemani avanzare curioso ma cauto verso la fine del filmato, ora è lui che deve stare attento a non infastidire il nuovo capo.

I galli ricominciano la loro attività riproduttiva anche perché le galline dopo un lungo fermo dovuto prima alla muta poi alla diminuzione delle ore di luce che è un’importantissima fonte di stimolo per loro, nel mese di gennaio, nel caso non l’abbiano già fatto, dovrebbero riprendere a deporre le uova. Infatti un vecchio detto recita così:

<< A gennaio non c’è gallinaccia che l’uovo non faccia!>>

Per dire appunto che ormai è proprio ora di riprendere a fare le uova e magari qualche cova primaverile per rifornire il pollaio con dei bei pulcini.

La psico-pandemia

Non so Stefano, personalmente credo che la situazione sia un po’ più elaborata di come la descrivi tu. Per esempio il cosiddetto “potere”, ma sei sicuro che ce ne sia solo uno? O meglio che fra i pochi, pochissimi detentori ci sia davvero una convergenza verso un fine? Io no! Anzi credo che se le guerre o le dittature o le varie forme di imperialismo nei secoli si sono disgregate è perché nel medio e lungo periodo gli interessi di ESSI sono divergenti. Del resto pure te li definisci estremamente egocentrici e squilibrati, te pare che possono davvero durare a lungo i loro piani? Poi ci sono i lacchè, certo esseri spesso spregevoli, ma anch’essi sempre esistiti e soprattutto pronti a vendersi o a scendere dalla nave che affonda. Penso che presto ne vedremo delle belle, come c’è stata una tangentopoli sono certo che ci sarà una “vaccinopoli”, pesci piccoli da sacrificare al sistema ce ne saranno a iosa ma sinceramente non sarà una grande soddisfazione se le cose non cambieranno anche nella sostanza per il popolo (e non cambieranno). Infine i cosiddetti “risvegli”, anche lì ho degli appunti da fare, nel senso che secondo me ci son persone che pur essendo assai sveglie e molto più evolute di quanto lo sono io (ci vuole poco) hanno idee diametralmente opposte alle mie o alle tue in merito alla pandemia. Resta il fatto che la “pandemia”, pur con distinguo dai luoghi comuni dei media, ha diverse interpretazioni dovute anche ai vissuti e all’esperienza personale. Concordo abbastanza sul finale: gente come Gandi o Martin Luther King erano leader in grado di infondere fiducia e unire la gente attraverso forme pacifiche di protesta. Il loro era un vera message di uguaglianza universale e da lì dobbiamo partire. Peccato solo che non vedo nessun leader all’orizzonte! Tutto ciò che ho scritto non è comunque una critica al post di Stefano sotto, solo una mia personale riflessione.

Post di Stefano

In questa situazione psico-pandeminchia possiamo distinguere 4 tipi di persone:

1- I detentori del vero potere. Sono gli agenti del male, sono pochissimi ed assolutamente ignoti, hanno ricchezze pressoché infinite, anche perché sono i detentori della finanzia mondiale e presiedono alla creazione del denaro. Sono psicopatici malati di potere e di controllo assoluto sul genere umano, su tutto l’ecosistema e, se potessero, sull’intero universo. Posto che se, per assurdo, ci riuscissero ad ottenerlo, non ne sarebbero comunque soddisfatti. In questo periodo le loro mire sono quelle di ridurre drasticamente la popolazione mondiale e di controllare capillarmente i sopravvissuti.
2- Gli emissari del vero potere. A mio avviso è questo il genere più disgustoso. Sono gli intermediari, pagati con briciole di denaro e di posizioni di prestigio, assolutamente sostituibili all’istante, per cui facili, anche se falsi, bersagli. Anime vendute al diavolo e senza speranza: qualche esempio? I vari super ricchissimi, di solito “filantropi”, che giocano a riunirsi nei vari convegni tipo Bilderberg o Davos, ma solo per ricevere le istruzioni dall’alto; la stragrande maggioranza dei politici, dei giornalisti e degli intrattenitori, dei televirologi, dei medici compiacenti…
3- La maggioranza del popolo. Persone per lo più vittime del loro perbenismo e della loro innata e pigra fiducia verso le istituzioni, con poco senso critico per carattere o educazione. Oppure vittime di una situazione culturale o sociale svantaggiata. Oppure, ancora, vittime di un legittimo senso di insicurezza e paura, indotto dolosamente dai media.
4- La minoranza del popolo. Gente in via di risveglio, senza particolari meriti tranne forse la capacità di essere curiosa, di alimentare i propri dubbi a favore della ribellione verso ogni imposizione. Con forte anelito di libertà. Persone sui generis, originali a volte in forma coatta, con tendenza a pensare in autonomia a dispetto delle convenzioni e persino anche della convivenza civile.

Per uscire dalla situazione attuale che porta inevitabilmente all’autodistruzione dell’umanità, visto che le prime due categorie sono granitiche, occorrerebbe che gli appartenenti al quarto facciano lo sforzo di abbandonare il loro senso di superiorità ed il loro ego e che, soprattutto attraverso l’esempio, compiano gesti amorevoli ed empatici che possano spingere gli indecisi, appartenenti al terzo gruppo, ad uscire dalla loro apatia. Solo con la maggioranza del popolo contro il piano folle del primo gruppo l’umanità si può salvare. A coloro del quarto gruppo che pensano che la situazione possa risolversi attraverso l’uso della forza, dico che questa sarebbe proprio la scelta auspicata dai primi: purtroppo saremmo nel loro campo di battaglia e sarebbe come combattere i cannoni con arco e frecce.

Simulacro

Vivo sempre nel presente. Non conosco il futuro. Non ho più il passato. L’uno mi pesa come possibilità di tutto, l’altro come realtà di nulla. Non ho speranze né nostalgie. […] Non sono mai stato altro che un residuo e un simulacro di me stesso. Il mio passato è ciò che non sono riuscito ad essere. Tratto da Il libro dell’inquietudine, di Fernando Pessoa

Simulacri, copie evanescenti di non- realtà, questa davvero è la nostra vita? Forse! Forse l’impronta del nulla da cui emergiamo corrode il nostro animo. Continueremo a vivere ben oltre la realtà apparente, almeno finché non riusciremo a scegliere fra l’essere e il nulla.

In viaggio verso Betlemme

La natività, Chiesa del Campo dei pastori, Brit Sahour, Betlemme

Il nostro viaggio verso Betlemme è molto più lungo di quanto non sia stato quello dei pastori ai quali bastò prendere il bastone, e scendere, lungo i sentieri della Giudea. Per noi ci vuole molto di più che una mezz’ora di strada. La civiltà occidentale, pur qualificandosi cristiana, stenta a trovare l’antica strada che ci può portare alla stalla del presepe dove è nato Gesù. Possiamo dire che in qualsiasi parte del mondo si nasce, non si vive nella solitudine della propria casa, ma in strada, a scoprire ciò che ci circonda e ad esplorare la vita. Ecco perché i pastori, gli ultimi e gli emarginati, sono i primi a scoprire la nascita del Salvatore. Noi invece troppo spesso ci rifugiamo nel nostro stesso egoismo, costruiamo muri e comode dimore, chiudiamo gli occhi ad ogni ricerca e scomoda verità. Perché la verità è sempre scomoda, luminosa ma accecante, davanti a noi ma irraggiungibile…

<<Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.>> (Isaia 9,1)

Per fortuna c’è la Grazia a salvarci! Buio e luce, quante analogie hanno il Natale e la Pasqua! Nella grotta buia di Betlemme i pastori trovano il bambino e lo vedono; invece al sepolcro le donne, Pietro e l’altro discepolo non trovano Gesù e non lo vedono;
– a Betlemme Maria “lo avvolse in fasce e lo depose nella mangiatoia”; nella sepoltura Giuseppe d’Arimatea “lo avvolse in bende e lo depose nella tomba”
– a Betlemme i pastori trovano Gesù avvolto in fasce; a pasqua nella tomba non si trova Gesù ma solo le bende in cui era stato avvolto nella sepoltura. https://www.latheotokos.it/modules.php?name=News&file=print&sid=273

Nella vita c’è il mistero della morte e viceversa nella morte c’è il mistero della vita! La loro unione sfocia nell’eternità intesa come il nulla o come l’Essere che colma ogni fessura e non lascia spazio al divenire! Due eternità con densità diverse, eppure… Il Natale vive in noi, che siamo un non-nulla grazie all’Essere; Egli colmo di ogni Amore, andando oltre sé stesso, ha permesso l’esistenza. La vedete, ora, quella luce splendente emersa dal buio della grotta di Betlemme?

BUON NATALE

Blackout Natale?

Premessa: ma te pare? Natale è la festa della Luce, mai e poi mai passeremo questo periodo al buio! La nascita del Salvatore illumina i cuori e dovremmo augurarci che arrivi anche alle menti ottuse dei governanti del nostro mondo. Perché lì dentro (alle loro teste) buon senso e soprattutto amore non trovano mai ospitalità!

Il costo del gas ha raggiunto livelli 7 volte superiori rispetto ad un anno fa. Il 30 novembre il ministro Giorgetti parlando all’assemblea di Confartigianato proprio del costo elevato dell’energia ha detto che in Italia e più in generale nell’UE non possiamo escludere il rischio di possibili blackout generali. E siccome l’Italia fa parte di un sistema di rete elettrica interconnessa che mette insieme oltre 30 paesi, un eventuale blackout non sarebbe facilmente gestibile e potrebbe durare per molti giorni. Questo evento potrebbe essere causato da una molteplicità di fattori: un eccesso di domanda di energia rispetto a quanto viene effettivamente prodotto oppure proprio dalla criticità sul fronte delle scorte e l’aumento dei prezzi dei combustibili. Riguardo alle scorte di gas naturale l’UE sembra aver scelto di tagliare i rapporti commerciali con la Russia ostacolando eventuali incremeti di produzione. Peccato che attualmente l’alternativa al gas siano proprio i blackout programmati sempre più probabili. Per capire la criticità della situazione potete leggere questo articolo Enel, riacceso il gruppo a carbone e sospeso lo sciopero Sospendono lo sciopero e interrompono la procedura di spegnimento della centrale elettrica a carbone per far fronte ad eventuali emergenze nazionali! Ma mi raccomando non ditelo a Greta!!

Un altro tema caldo è anche l’aumento dell’inflazione: possiamo affermare che un blackout insieme ai lockdown potrebbe far comodo per calmierare le impennate inflazionistiche dovute proprio al costo dell’energia. Perché? Perché ridurre i consumi è un ottimo sistema per riequilibrare la bilancia dei pagamenti di uno stato fortemente indebitato con l’estero come l’Italia.E fra i beni importati che pesano di più c’è proprio -guarda un po’ il caso – l’energia elettrica! Se il pil non cresce come possiamo pagare i beni importati? O facendo politiche espansive, in cui lo stato investe soldi in infrastrutture, messa in sicurezza del territorio, scuole, sanità, pensioni, contratti di lavoro, ecc., ecc. ecc. Oppure continuando a bastonare i cittadini, imponendo tasse e/o restrizioni, precarizzando il lavoro, finendo di distruggere un’economia già agonizzante. Direte: ma chi potrebbe essere così pazzo da fare una cosa del genere? Purtroppo avete la risposta sotto ai vostri occhi: lo stanno già facendo, anzi lo HANNO GIA’ FATTO!!! Pochi consumi= poche spese= conti in ordine! La chiamavano AUSTERITÀ ESPANSIVA, poi divenuta CRISI SANITARIA, che forse diventerà CRISI ENERGETICA! Perché non so se vi siete accorti che da ormai un decennio i conti in ordine li fanno sulla pelle di noi cittadini? Quindi non dovreste avere tanti dubbi su quale strada continueranno a seguire per mantenerci in uno stato di repressione permanente. Ricordo infine che l’euro fino ad oggi è stato il principale strumento di controllo delle democrazie europee. Questo strumento lo possono mantenere solo grazie all’austerità e continuando ad impoverendo la gente, ma – ripeto – senza crisi economica, sanitaria o energetica le folli imposizioni a cui ci stanno sottoponendo come le giustifichi? Ecco a cosa servono greenpass e vaccini loro collegati, a pilotare il gregge e renderlo mansueto in qualsiasi situazione. Ormai perfino l’euro è diventato superfluo, se la crisi lo spazzerà via per le élite finanziarie forse non sarà più un grande danno. E fino ad ora abbiamo visto solo la punta dell’iceberg, ci aspettano tempi bui (in tutti i sensi).

Gite spaziali

Viaggi nello spazio

Nell’articolo sopra potete leggere le mirabolanti avventure che i ricconi più creativi del pianeta potranno proporre ad altri ricconi in cerca di nuove emozioni. C’è da capirli – poverini – dovranno trovare un modo per passare il tempo, qualcosa da raccontare ad amici e/o nipotini.

Poi nell’articolo sotto possiamo leggere come altri scienziati iniziano a fare i conti sulla CO2 e surriscaldamento globale: “Le emissioni di un singolo volo spaziale di 11 minuti ammontano ad almeno 75 tonnellate, che supererebbero le emissioni nell’arco della vita di uno dei miliardi di persone più povere della Terra.”

Carbonio di lusso

C’è quindi da chiedersi perché mai – se essere ricchi significa poter consumare quantitativi di energia illimitati – i vati del Global warming si rivolgano solo ai governi e quindi a noi poveri che da essi siamo governati? A sì è vero, non ci avevo pensato, perché noi siamo tanti e quindi inquiniamo tanto e quindi dobbiamo accettare le politiche green che col bastone aumentano i prezzi dell’energia e disincentivano l’acquisto delle auto a metano, mentre sempre con il bastone vogliono rendere invendibili gli immobili che non sono efficienti dal punto di vista energetico Proposta ue su riqualificazione energetica.

E la carota? Si inZomma la carota, il contentino a noi poveri ce lo danno oppure no? Perché a ben guardare ESSI dicono che i poveri NON sono GREEN (ma devono essere SUPER e GREEN e PASS)! Ma i ricchi invece? Loro cambieranno le loro abitudini climatiche? Certo, certo, possiamo stare tranquilli che i nostri sforzi non saranno vani e comunque vada a finire quello che conta è l’intenzione. ESSI dallo spazio penseranno alla salute della Casa Comune e si prodigheranno per salvare Madre Natura. Le varianti – ci dicono – sono tante e mica possiamo prevedere tutto! La ricchezza non dà la felicità (ai poveri) ma mette i ricchi nelle condizioni di fare quello che cazz… ehm quello che serve per trasformare il mondo in un paradiso. E se non ve ne siete accorti, non vorrete mica entrare a fare parte dei gomblottisti noclimaxvaxgrennpasstax?

Zombi

<<Secondo le credenze popolari haitiane, alcuni sacerdoti detti bokor sarebbero in grado di catturare una parte dell’anima e detenerla in una piccola fiasca, sotto forma di piccolo angelo guardiano. Il rito produrrebbe nella vittima uno stato di letargia simile alla morte. Tali bokor sarebbero in grado di resuscitare la vittima, anche dopo diversi anni dalla sepoltura, restituendogli una piccola parte dell’anima sottratta, tanto per renderlo uno schiavo abulico. Le popolazioni haitiane non temerebbero gli zombi in quanto minaccia, “bensì di divenire zombi essi stessi”[2]. Il regime dittatoriale della famiglia Duvalier, al potere fino agli anni Ottanta, esasperava il clima di superstizione sugli zombi.>> https://it.wikipedia.org/wiki/Zombi

Ora sto “regime haitiano” puntava sulle superstizioni, ma io mi chiedo quante forme di superstizione siano davvero presenti nelle nostre società e soprattutto quante di esse vengano appositamente fomentate per imbambolare la gente. I motori della superstizione sono l’ignoranza e la paura. Nell’antichità il culto della paura era alimentato dagli stregoni e in alcuni casi dalla stessa chiesa. Ma oggi non è poi così diverso, la paura rende deboli e i fomentatori si travestono da sacerdoti della modernità. I media per esempio, fanno informazione o creano mantra martellanti per convincerci delle loro verità e creare assuefazione? Riti pseudo scientifici ne abbiamo? Credo di si e pensare a quanto essi possano indebolirci psichicamente e fisicamente ci fa capire che trasformarsi in “zombi” non è un’ipotesi così remota. Ma resta un fatto indubitabile secondo me, la questione dell’anima. Essa non è “attaccabile” da alcuna forza terrena e resta l’unica cosa davvero incorruttibile, ciò che ci appartiene in quanto individui unici e irripetibili. Quindi non dobbiamo avere paura di vivere, rinunciare alla nostra anima è opzione non disponibile nemmeno a sé stessi. Le “infezioni” dell’anima portano però la sua degenerazione e rischiano di annientare l’individuo. Nel nostro mondo assistiamo alla nascita di numerose metafore della zombificazione, prima su tutte il mondo dei media con le sue rappresentazioni degradate di stereotipi frutto di una società neoliberista. Le figure di innumerevoli zombi sfilano quotidianamente davanti ai nostri occhi, provocano assuefazione e abitudine, cancellano l’indignazione e amplificano la rassegnazione. Esse sono l’anziano abbandonato a sé stesso, il malato senza cure, l’immigrato naufragato, la donna stuprata e uccisa, il terremotato che ha perso tutto… Tragedie senza soluzione che le TV “mettono in scena” come fossero zombi da annientare, esseri anonimi senza anima e dignità. Ci stiamo abituando a tutto, questa è la vera tragedia. E i veri zombi siamo noi quando il veleno che ci installano addormenta la nostra anima.

Alla fine c’è il Lager

Fanno venire i brividi le parole di Primo Levi, descrivono con terrificante chiarezza la genesi di ogni fascismo (“un” fascismo fra i tanti possibili). Cosa avrebbe pensato Levi di ciò che sta accadendo oggi? Purtroppo, credo, non ne sarebbe affatto sorpreso. Io a volte provo un’angoscia così profonda e radicata da perdermi nella disperazione, eppure siamo solo al preludio. Rimane appesa ad un filo lo speranza che Levi si sbagli, che dopo l’ennesima distinzione fra un NOI e un LORO, alla fine – davvero – non ci sia ancora una volta il Lager!

In questo giorno dell’Immacolata non ci resta che affidarci alla fede anche per chi l’ha perduta o non l’ha mai avuta. Preghiamo affinché il bene trionfi sul male lenendo le ferite della storia.

Siogiovanni

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