Opinioni consapevoli per districarci nel marasma delle mezze verità quotidiane!
Autore: opinioniweb - Roberto Nicolini
Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!
Una volta un dromedario, incontrando un cammello, gli disse: – Ti compiango, carissimo fratello; saresti un dromedario magnifico anche tu se solo non avessi quella brutta gobba in più.
Il cammello gli rispose: – Mi hai rubato la parola. E’ una sfortuna per te avere una gobba sola. Ti manca poco ad essere un cammello perfetto: con te la natura ha sbagliato per difetto.
La bizzarra querela durò tutto una mattina. In un canto ad ascoltare stava un vecchio beduino e tra sé, intanto, pensava: “Poveretti tutti e due, ognun trova belle soltanto le gobbe sue. Così spesso ragiona al mondo tanta gente che trova sbagliato ciò che è solo differente!”
G.Rodari, Il libro delle filastrocche, Toscana nuova
Luca 6,37-38
«Non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati; perdonate, e vi sarà perdonato. Date, e vi sarà dato; vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi»
Anche le due immagini sopra le possiamo aggiungere alla lista di bestialità sull’era covid scritte sotto da Stefano! Ormai tutto ciò che sta accadendo va oltre ogni logica, sia essa scientifica o sanitaria poco importa, per diventare in un vero e proprio culto! Una neo-religione dotata di un’efficace Santa inquisizione, in grado di giustificare qualsiasi nefandezza in nome di presupposti principi superiori!
Post di Stefano
Dal sito dell’Avis: ai donatori di sangue non verrà richiesto il Green Pass, ma per ricevere il ristoro nei locali stessi del centro trasfusionale, il GP è necessario altrimenti verrà consegnato un cestino da consumare fuori… cioè: non ci fate lavorare, ma volete il nostro sangue.
Corriere della Sera: chi è senza GP fa perdere più di un milione di Euro al giorno a Bar e Ristoranti… cioè: NOI vorremmo andare nei bar e nei ristoranti ma, siccome VOI ce lo impedite, NOI siamo i colpevoli di questa tragedia economica.
Wired: l’effetto nocebo potrebbe essere la causa delle reazioni avverse al vaccino… cioè: ammettete che il vaccino sia pericoloso, ma solo perché i no vax costretti alla inoculazione hanno paura del vaccino stesso.
Istituto Mario Negri: alla domanda se un vaccino possa impedire la circolazione del virus, la risposta è stata: “Sì, ma solo se i vaccinati non contraggono l’infezione e se non la trasmettono qualora venissero contagiati”… cioè: boh, mi rifiuto di commentare, se volete provare voi… solo non riuscivo a crederci, qualcuno ha veramente scritto questa cosa!
È da un po’ che la logica si è andata a far benedire. Gli esempi di cui sopra sono solo i più recenti genialmente evidenziati da Massimo Mazzucco, ma basta andare un po’ indietro nel tempo e ricordare, a memoria: il coprifuoco, come se il virus avesse avuto un orario di contagio preferenziale; la mascherina, da indossare nel lato est del Corso ma non in quello ovest; il GP, obbligatorio per consumare un caffè ma non per comperare le sigarette nella stessa cassa; gli inseguimenti anche con droni fino agli arresti di chi, durante il lock down, faceva jogging da solo in una spiaggia deserta.
Siamo arrivati ad indossare la mascherina anche quando guidiamo da soli in auto! Altre assurdità? Il cattivo funzionamento di un farmaco è provocato da chi non lo assume, anteprima assoluta in medicina; gli asintomatici (cioé coloro che stanno bene) ora rappresentano una nuova e pericolosa categoria umana; l’obbligo all’inoculazione pena sanzione pecuniaria avviene con il contemporaneo obbligo a firmare il consenso volontario, così da sollevare da ogni responsabilità la classe politica e quella medica; il consenso “informato” va sottoscritto da tutte le persone, anche da quelle che non essendo laureate in medicina non hanno il diritto di dubitare sulla innocuità e validità del siero magico. E così a seguire….quante contraddizioni e violazioni costituzionali, ma già questo è materiale sufficiente per scompisciarsi! Su, anche voi provax, vi prego, fatevela una salutare risata, visto mai che l’effetto placebo non vi tenga al riparo dal terribile covid
1 Mentre Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. 2 Gesù disse loro: «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata». 3 Sedutosi poi sul monte degli Ulivi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo». 4 Gesù rispose: «Guardate che nessuno vi inganni; 5 molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. 6 Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. 7 Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; 8 ma tutto questo è solo l’inizio dei dolori. 9 Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. 10 Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno e odieranno a vicenda. 11 Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; 12 per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà. 13 Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato. 14 Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine. 15 Quando dunque vedrete l’abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo – chi legge comprenda -, 16 allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, 17 chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, 18 e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 19 Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. 20 Pregate perché la vostra fuga non accada d’inverno o di sabato. 21 Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. 23 Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete. 24 Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. 25 Ecco, io ve l’ho predetto. 26 Se dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci andate; o: È in casa, non ci credete. 27 Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. 28 Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi. 29 Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte. 30 Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. 31 Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli. 32 Dal fico poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. 33 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte. 34 In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada. 35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 36 Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre. 37 Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. 38 Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, 39 e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. 40 Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l’altro lasciato. 41 Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l’altra lasciata. 42 Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 43 Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 44 Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà. 45 Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l’incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? 46 Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! 47 In verità vi dico: gli affiderà l’amministrazione di tutti i suoi beni. 48 Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, 49 e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi, 50 arriverà il padrone quando il servo non se l’aspetta e nell’ora che non sa, 51 lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti.
La poesia è già stata pubblicata QUI. E il tema è sempre e comunque quello della fede, declinata nelle mille sfumature della vita. Perché come mi ha ricordato alcuni giorni fa il mio amico Andrea, il credente è colui che crede che l’impossibile diventi reale e che il reale sia l’impossibile. Oscar Wilde affermava che gli uomini crederanno sempre nell’impossibile, ma mai nell’improbabile. Perché l’improbabile riguarda la ragionevolezza, l’impossibile invece riguarda il cuore che con il supporto della ragione ci proietta oltre il nulla che sembra circondare le nostre esistenze. Nel Vangelo di Luca è lo stesso Gesù a parlare della fede, sempre umanamente fragile, riferendosi a Pietro: «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; ma io ho pregato per…
Poesia di padre Turoldo, tratta da Anche Dio è infelice, ed. Piemme
Ragione
è necessitata a credere
ma prodigio ancora più grande
è credere
Poesia di padre Turoldo, tratta da Anche Dio è infelice, ed. Piemme
Padre Turoldo affermava che la libertà dell’uomo è un limite di Dio, ciò significa che la nostra libertà è alla base della stessa creazione. Quindi il mondo è mondo proprio per il gioco tremendo delle libertà e solo il misterioso agire della provvidenza rende possibile realizzare il bene anche dal male. La provvidenza è un argine, ma al contempo non è il limite al nostro agire che si mantiene libero.
Il male invece è limite, schiavitù, oppressione, esso è opera dell’uomo e si manifesta ogni volta che i nostri orgogli e le nostre avidità scavano una fossa invalicabile, un grande abisso che è capace di inglobare tutto e tutti. Per questo la storia cade ciclicamente nella disperazione, per questo sempre nuove nubi si scorgono all’orizzonte. Il grande abisso è sempre lì, fa parte del gioco delle libertà. Dobbiamo accorgerci in tempo che abbiamo dei fratelli, capire che rinunciare ad amare significa rinunciare alla salvezza. Avere fede, credere, questo si che è un atto rivoluzionario, forse l’unico capace di modificare il divenire, sia quello personale, sia quello della storia dell’uomo…
Lotta di Giacobbe con l’angelo di Eugène Delacroix
Genesi 32,25-34 25 Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. 26 Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. 27 Quegli disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l’aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!». 28 Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe». 29 Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!». 30 Giacobbe allora gli chiese: «Dimmi il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse. 31 Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel «Perché – disse – ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva».
Scossi da Dio gridiamo giustiz ia affinché la sua voce emerga dalla profondità del suo silenzio! Del resto un Dio che libera dal male non può che fondare il suo amore verso le proprie creature attraverso una vera e propria ribellione amorosa! La nostra opposizione e ribellione è il fondamento del nostro essere liberi, del nostro essere diversi ma complementari al suo amore.
Giacobbe secondogenito di Isacco e fratello di Esaù infrange la Legge ingannando la propria famiglia e andando contro il volere dello stesso Dio, il tutto per diventare la guida del suo popolo. Non una scelta dettata dall’egoismo ma piuttosto da una consapevolezza interiore che lo guida e gli infonde coraggio in questa impresa disperata. E Dio premia questa sua caparbietà e lo benedice. Ma questa lotta è anche l’emblema del nostro rifiuto di Dio, del nostro volere fare da soli ed ergerci al di sopra delle nostre nullità. Dio, in questa lotta, riconosce e mantiene il nostro essere, dà dignità e vita alle nostre pretese.
La vita dello spirito implica una continua lotta interiore. Anche il pittore Delacroix sembra impegnato in una lotta contro Dio e nel 1 gennaio del 1861 durante la realizzazione della sua opera nella chiesa di Saint Suplice diceva: “… Le cose che sembravano essere le più facili da superare presentano difficoltà sconvolgenti e interminabili. Come è, allora, che invece di buttarmi giù, questo combattimento eterno mi solleva, non mi scoraggia, ma mi consola?”
Qui c’è tutto il tormento di vivere, il tormento di lottare incessantemente alla ricerca di Dio e una volta trovato non aver paura di gridargli in faccia le proprie ragioni, l’esigenza infinita delle sue benedizioni affinché ogni vuoto diventi pieno e ogni ingiustizia venga finalmente colmata.
La galline e i galli razzolano, cioè raspano il terreno in cerca di semini o insetti da beccare. Attività incessante e rilassante allo stesso tempo, sia per i polli che la praticano sia per chi si ritrova ad osservarli. Ma in questo breve video potete vedere anche altro, per esempio il breve balletto del gallo nero di razza Cemani nei confronti della gallina grigia di razza Amrok, idem il balletto del gallo grigio Amrock sempre intorno alla stessa gallina. I galli fanno un mezzo giro intorno alle galline allargando al contempo un’ala nel tentativo di corteggiarla. Sentite inoltre il gallo Amrock cantare, lui è diventato da poco il nuovo re del pollaio sovvertendo la gerarchia che era appartenuta invece del gallo nero Cemani per più di un anno. Infatti vedete il gallo Cemani avanzare curioso ma cauto verso la fine del filmato, ora è lui che deve stare attento a non infastidire il nuovo capo.
I galli ricominciano la loro attività riproduttiva anche perché le galline dopo un lungo fermo dovuto prima alla muta poi alla diminuzione delle ore di luce che è un’importantissima fonte di stimolo per loro, nel mese di gennaio, nel caso non l’abbiano già fatto, dovrebbero riprendere a deporre le uova. Infatti un vecchio detto recita così:
<< A gennaio non c’è gallinaccia che l’uovo non faccia!>>
Per dire appunto che ormai è proprio ora di riprendere a fare le uova e magari qualche cova primaverile per rifornire il pollaio con dei bei pulcini.
Non so Stefano, personalmente credo che la situazione sia un po’ più elaborata di come la descrivi tu. Per esempio il cosiddetto “potere”, ma sei sicuro che ce ne sia solo uno? O meglio che fra i pochi, pochissimi detentori ci sia davvero una convergenza verso un fine? Io no! Anzi credo che se le guerre o le dittature o le varie forme di imperialismo nei secoli si sono disgregate è perché nel medio e lungo periodo gli interessi di ESSI sono divergenti. Del resto pure te li definisci estremamente egocentrici e squilibrati, te pare che possono davvero durare a lungo i loro piani? Poi ci sono i lacchè, certo esseri spesso spregevoli, ma anch’essi sempre esistiti e soprattutto pronti a vendersi o a scendere dalla nave che affonda. Penso che presto ne vedremo delle belle, come c’è stata una tangentopoli sono certo che ci sarà una “vaccinopoli”, pesci piccoli da sacrificare al sistema ce ne saranno a iosa ma sinceramente non sarà una grande soddisfazione se le cose non cambieranno anche nella sostanza per il popolo (e non cambieranno). Infine i cosiddetti “risvegli”, anche lì ho degli appunti da fare, nel senso che secondo me ci son persone che pur essendo assai sveglie e molto più evolute di quanto lo sono io (ci vuole poco) hanno idee diametralmente opposte alle mie o alle tue in merito alla pandemia. Resta il fatto che la “pandemia”, pur con distinguo dai luoghi comuni dei media, ha diverse interpretazioni dovute anche ai vissuti e all’esperienza personale. Concordo abbastanza sul finale: gente come Gandi o Martin Luther King erano leader in grado di infondere fiducia e unire la gente attraverso forme pacifiche di protesta. Il loro era un vera message di uguaglianza universale e da lì dobbiamo partire. Peccato solo che non vedo nessun leader all’orizzonte! Tutto ciò che ho scritto non è comunque una critica al post di Stefano sotto, solo una mia personale riflessione.
Post di Stefano
In questa situazione psico-pandeminchia possiamo distinguere 4 tipi di persone:
1- I detentori del vero potere. Sono gli agenti del male, sono pochissimi ed assolutamente ignoti, hanno ricchezze pressoché infinite, anche perché sono i detentori della finanzia mondiale e presiedono alla creazione del denaro. Sono psicopatici malati di potere e di controllo assoluto sul genere umano, su tutto l’ecosistema e, se potessero, sull’intero universo. Posto che se, per assurdo, ci riuscissero ad ottenerlo, non ne sarebbero comunque soddisfatti. In questo periodo le loro mire sono quelle di ridurre drasticamente la popolazione mondiale e di controllare capillarmente i sopravvissuti. 2- Gli emissari del vero potere. A mio avviso è questo il genere più disgustoso. Sono gli intermediari, pagati con briciole di denaro e di posizioni di prestigio, assolutamente sostituibili all’istante, per cui facili, anche se falsi, bersagli. Anime vendute al diavolo e senza speranza: qualche esempio? I vari super ricchissimi, di solito “filantropi”, che giocano a riunirsi nei vari convegni tipo Bilderberg o Davos, ma solo per ricevere le istruzioni dall’alto; la stragrande maggioranza dei politici, dei giornalisti e degli intrattenitori, dei televirologi, dei medici compiacenti… 3- La maggioranza del popolo. Persone per lo più vittime del loro perbenismo e della loro innata e pigra fiducia verso le istituzioni, con poco senso critico per carattere o educazione. Oppure vittime di una situazione culturale o sociale svantaggiata. Oppure, ancora, vittime di un legittimo senso di insicurezza e paura, indotto dolosamente dai media. 4- La minoranza del popolo. Gente in via di risveglio, senza particolari meriti tranne forse la capacità di essere curiosa, di alimentare i propri dubbi a favore della ribellione verso ogni imposizione. Con forte anelito di libertà. Persone sui generis, originali a volte in forma coatta, con tendenza a pensare in autonomia a dispetto delle convenzioni e persino anche della convivenza civile.
Per uscire dalla situazione attuale che porta inevitabilmente all’autodistruzione dell’umanità, visto che le prime due categorie sono granitiche, occorrerebbe che gli appartenenti al quarto facciano lo sforzo di abbandonare il loro senso di superiorità ed il loro ego e che, soprattutto attraverso l’esempio, compiano gesti amorevoli ed empatici che possano spingere gli indecisi, appartenenti al terzo gruppo, ad uscire dalla loro apatia. Solo con la maggioranza del popolo contro il piano folle del primo gruppo l’umanità si può salvare. A coloro del quarto gruppo che pensano che la situazione possa risolversi attraverso l’uso della forza, dico che questa sarebbe proprio la scelta auspicata dai primi: purtroppo saremmo nel loro campo di battaglia e sarebbe come combattere i cannoni con arco e frecce.
Vivo sempre nel presente. Non conosco il futuro. Non ho più il passato. L’uno mi pesa come possibilità di tutto, l’altro come realtà di nulla. Non ho speranze né nostalgie. […] Non sono mai stato altro che un residuo e un simulacro di me stesso. Il mio passato è ciò che non sono riuscito ad essere. Tratto da Il libro dell’inquietudine, di Fernando Pessoa
Simulacri, copie evanescenti di non- realtà, questa davvero è la nostra vita? Forse! Forse l’impronta del nulla da cui emergiamo corrode il nostro animo. Continueremo a vivere ben oltre la realtà apparente, almeno finché non riusciremo a scegliere fra l’essere e il nulla.
La natività, Chiesa del Campo dei pastori, Brit Sahour, Betlemme
Il nostro viaggio verso Betlemme è molto più lungo di quanto non sia stato quello dei pastori ai quali bastò prendere il bastone, e scendere, lungo i sentieri della Giudea. Per noi ci vuole molto di più che una mezz’ora di strada. La civiltà occidentale, pur qualificandosi cristiana, stenta a trovare l’antica strada che ci può portare alla stalla del presepe dove è nato Gesù. Possiamo dire che in qualsiasi parte del mondo si nasce, non si vive nella solitudine della propria casa, ma in strada, a scoprire ciò che ci circonda e ad esplorare la vita. Ecco perché i pastori, gli ultimi e gli emarginati, sono i primi a scoprire la nascita del Salvatore. Noi invece troppo spesso ci rifugiamo nel nostro stesso egoismo, costruiamo muri e comode dimore, chiudiamo gli occhi ad ogni ricerca e scomoda verità. Perché la verità è sempre scomoda, luminosa ma accecante, davanti a noi ma irraggiungibile…
<<Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.>> (Isaia 9,1)
Per fortuna c’è la Grazia a salvarci! Buio e luce, quante analogie hanno il Natale e la Pasqua! Nella grotta buia di Betlemme i pastori trovano il bambino e lo vedono; invece al sepolcro le donne, Pietro e l’altro discepolo non trovano Gesù e non lo vedono; – a Betlemme Maria “lo avvolse in fasce e lo depose nella mangiatoia”; nella sepoltura Giuseppe d’Arimatea “lo avvolse in bende e lo depose nella tomba” – a Betlemme i pastori trovano Gesù avvolto in fasce; a pasqua nella tomba non si trova Gesù ma solo le bende in cui era stato avvolto nella sepoltura. https://www.latheotokos.it/modules.php?name=News&file=print&sid=273
Nella vita c’è il mistero della morte e viceversa nella morte c’è il mistero della vita! La loro unione sfocia nell’eternità intesa come il nulla o come l’Essere che colma ogni fessura e non lascia spazio al divenire! Due eternità con densità diverse, eppure… Il Natale vive in noi, che siamo un non-nulla grazie all’Essere; Egli colmo di ogni Amore, andando oltre sé stesso, ha permesso l’esistenza. La vedete, ora, quella luce splendente emersa dal buio della grotta di Betlemme?