Opinioni consapevoli per districarci nel marasma delle mezze verità quotidiane!
Autore: opinioniweb - Roberto Nicolini
Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!
Se fossimo stati in Sicilia avremmo potuto fare il raro miele di nespolo, ma pazienza, ci accontentiamo vedere le api fare l’ultimo e prezioso bottino di stagione!
Siamo quasi al tramonto di questa bella giornata di novembre, le api amano uscire con il sole ma le temperature miti per il periodo, intorno ai 15 gradi, le spingono fuori per succhiare fino all’ultima goccia di nettare da mettere come scorta nell’alveare.
Quando poi le temperature scenderanno costantemente sotto i 10 gradi, le api formeranno il glomere e non usciranno quasi più dall’alveare. Il loro compito sarà quello di mantenere in vita la regina, il glomere vibrerà costantemente come un vero e proprio cuore pulsante creando il calore necessario alla sopravvivenza. Qui vediamo proprio cosa significa il concetto di superorgamismo alveare: ogni ape è come una cellula di un organismo superiore con compiti ben precisi, compresa la futura riproduzione di un’altra famiglia attraverso la sciamatura primaverile. Ma questa è un’altra storia e avremo modo di riparlarne in futuro.
La nebbia a gl’irti colli piovigginando sale, e sotto il maestrale urla e biancheggia il mar;
ma per le vie del borgo dal ribollir de’ tini va l’aspro odor de i vini l’anime a rallegrar.
Gira su’ ceppi accesi lo spiedo scoppiettando: sta il cacciator fischiando sull’uscio a rimirar
tra le rossastre nubi stormi d’uccelli neri, com’esuli pensieri, nel vespero migrar.
Giosuè Carducci
La poesia di Carducci ha questo titolo perché il giorno di Martino cade l’11 novembre, data in cui in Italia si festeggia la maturazione del vino, a cui si fa riferimento nel poema.
Ormai è chiarissimo e sono stati dei maestri del “dividi ed impera”, bisogna riconoscerlo, sono stati bravissimi! Sono riusciti a dividere gli italiani in due precisi schieramenti: quello dei sìvax e sì green pass e quello dei novax e no green pass uno di maggioranza ed uno di minoranza nel quale mi riconosco anche io, dopo che tutta la popolazione è stata infarcita di paura verso questa nuova, sconosciuta e terribile malattia denominata COVID-19. La malattia esiste! Ci mancherebbe altro. Malattia che, nella sua forma veramente pericolosa, si è manifestata soprattutto per due o tre mesi a partire da marzo 2020 dopodiché sono stati individuati e codificati diversi protocolli di cura che avrebbero permesso la guarigione, ma le istituzioni e gli organi di informazione generalisti ne hanno di fatto soffocato la sperimentazione ufficiale ed anche la divulgazione, impedendo in tal modo ai cittadini di esercitare quel diritto di scelta terapeutica che molto probabilmente avrebbe permesso di salvare tante vite. Oltre alla paura, è stata contemporaneamente indotta una fiducia cieca e fideistica verso la cosiddetta “scienza”, che per definizione non può essere dogmatica, per spingere a ritenere la stessa medicina una scienza medica, anziché ARTE MEDICA quale è. Ma si sa, gli interessi in gioco sono tali per cui chi detiene il “banco” cerca di vincere sempre. In tal modo si è esercitato un condizionamento mediatico potentissimo, visibile però solo agli occhi di chi sia riuscito a tenere sveglia l’opinione personale, l’uso della ragione critica e soprattutto la non disponibilità a rinunciare ai propri diritti ed alle proprie libertà fondamentali. La bravura, dicevo, dei maestri del “dividi ed impera” si è esplicata anche e soprattutto nella modalità sfruttata (o indotta?) per dividere le singole persone tra loro: “Distanziamento Sociale!”. Usare espressioni come distanziamento personale, o interpersonale, sarebbe stato meno impattante, ma SOCIALE… è veramente pesante! La modalità sfruttata è stata quella di renderci tutti nemici, indipendentemente dallo schieramento cui si appartiene. Ricordo che quando ero ragazzo ci fu un grosso terremoto nella mia città e l’immagine che mi restò maggiormente impressa fu quella di famiglie, anche vicine di casa, ma completamente sconosciute, che si ritrovarono a condividere il calore di un fuoco acceso sotto il tetto di un capannone metallico in costruzione, per difendersi insieme dalle fredde notti. Nuove amicizie sono nate in quell’occasione, nuove solidarietà. Un altro ricordo risale a pochi anni fa quando, qui nel paese dove abito adesso, ci fu una grossa nevicata. Per tre giorni non feci altro che spalare neve per assicurare il passaggio pedonale davanti alla mia casa e a quella dei miei vicini. Tutti insieme, prima si spalava davanti a casa di uno poi di un altro. Poi ricominciava a nevicare ed anche noi riprendevamo con pale e badili. Anche in quell’occasione ho conosciuto gente praticamente sconosciuta, ho aiutato e sono stato aiutato. Nelle disgrazie succedono questi miracoli: mal comune mezzo gaudio, si dice, si riscoprono umanità e solidarietà. In tutte tranne in questa. Qui ognuno è il potenziale appestato, il pericolo pubblico, un bambino è colui che attenta alla vita dei nonni, chi ti stringe la mano con calore è colui che provocherà il tuo contagio. Ogni occasione di divertimento, di svago e di cultura, di stare insieme, deve essere abolito. Tranne, ovviamente, per chi è dotato di museruola, di verde passo… a scadenza, ma comunque alla distanza di sicurezza. Ok, dicevo, io appartengo a quella minoranza che, a torto o a ragione, ritiene che anche questa disgrazia debba essere sfruttata come una ghiotta occasione per ritrovare quei valori fondanti l’umanità: l’amicizia, la solidarietà, la collaborazione e, parola grossa, l’amore. È triste dirlo, ma è in atto una guerra tra i due schieramenti. Da una parte all’altra ci si definisce: “sorci da chiudere in gabbia” o “schiavi del sistema”. Ora parlerò a nome dei “sorci”, appartenendo io a quello schieramento. È purtroppo una cattiva abitudine cercare di far valere il proprio ego al di sopra dell’ideologia del gruppo e, piuttosto che concentrarsi sulla lotta comune, ci si spende per trovare nei PROPRI compagni le incongruenze, le contraddizioni, le appartenenze e ci si perde in genere in tutte le dietrologie. Così, ogni volta che un qualche personaggio si distingue nella informazione alternativa, subito riceve le critiche, i sospetti ed il discredito da parte di altri volti noti o anche di semplici commentatori. Non dico che non ci siano delle legittime differenze di opinione tra ognuno, ma ora che ci sarebbe da fare fronte unito contro la preponderanza del mainstream non mi sembra proprio il caso di indebolirsi in inutili polemiche. È sempre il solito dividi ed impera. L’inoculazione di un siero ignoto e sperimentale, obbligatorio o ricattatorio, è un abominio? La verde tessera discriminatoria è un abominio? Sììì? E allora concentriamoci su questo!!! Se un personaggio sostiene cose condivisibili, che vibrano con la nostra frequenza, seguiamolo! Se fosse in malafede prima o poi si tradirà, se cambia frequenza lo stesso ed a quel punto non lo seguiremo più, ma intanto facciamo dei passi in avanti insieme: alle singole differenze, alle peculiarità, alle dietrologie ci penseremo dopo, dopo e SE vinceremo questa guerra. Ma è certo che se continueremo a scontrarci tra di noi la guerra, quella vera, l’abbiamo già persa.
“Ciò che resta originario nell’operaio è ciò che non è verbale: per esempio la sua fisicità, la sua voce, il suo corpo. Il corpo: ecco una terra non ancora colonizzata dal potere.” Pier Paolo Pasolini
Domande: A che punto siamo? Cosa resta ancora da completare?
Svolgimento: Controllare il lavoro–>cancellare i diritti sociali–> criminalizzare ogni forma di dissenso–>ricattare–>controllare il lavoro…
Mezzi: vaccini e greenpass; greenpass e vaccini.
Fini: colonizzare il corpo, incatenare la mente.
“Detesto soprattutto il potere di oggi. Ognuno odia il potere che subisce, quindi odio con particolare veemenza il potere di questi giorni. È un potere che manipola i corpi in un modo orribile.” Pier Paolo Pasolini
Le parole del fondatore del movimento degli scout, Baden Powell, ci insegnano l’amore per la vita e il rispetto verso il mondo che ci è stato donato.
Cari scout,
…Io ho trascorso una vita felicissima e desidero che ciascuno di voi abbia una vita altrettanto felice. Credo che il Signore ci abbia messo in questo mondo meraviglioso per essere felici e godere la vita. La felicità non dipende dalle ricchezze né dal successo, né dalla carriera, né dal cedere alle nostre voglie…
Lo studio della natura vi mostrerà di quante cose belle e meravigliose Dio ha riempito il mondo per la vostra felicità. Contentatevi di quello che avete e cercate di trarne tutto il profitto che potete. Guardate al lato bello delle cose e non al lato brutto.
Ma il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri. Preoccupatevi di lasciare questo mondo un po’ migliore di come lo avete trovato…Siate preparati così, a vivere felici e a morire felici: mantenete la vostra promessa di esploratori, anche quando non sarete più ragazzi, e Dio vi aiuti in questo.
Se guardate con attenzione questo grafico vi renderete conto che in Italia non nasce più nessuno, di fatto la VITA si sta fermando e con essa il futuro! Infatti più dei morti lascia allibiti il crollo delle nascite: che cosa possiamo pensare dei vari governi che nell’ultimo decennio si sono succeduti alla guida del nostro paese conseguendo questo bel risultato? Quali politiche economiche e sociali hanno portato avanti? Una devastazione sociale paragonabile solo ai danni inferti dalle guerre, per me non ci sono crisi o giustificazioni possibili di fronte a questi dati!
Ma il grafico si ferma al 31 dicembre 2019 e sappiamo tutti cosa è accaduto dopo! Dico solo una cosa: la crisi pandemica è stata gestita dalla stessa classe politica ed istituzionale che ha gestito la crisi economica nell’ultimo decennio. Siamo passati da “l’euro ci ha salvato” al “vaccino ci sta salvando”, entrambi soluzioni ideologiche destinate ad essere travolte dai fatti. Ideologie che diventano muri inattaccabili dietro ai quali stanno nascondendo le loro devastazioni. Giustificano con esse l’asservimento dei popoli, annullando però la complessità delle interazioni che avvengono all’interno delle società. Oggi è sempre più chiaro che è in gioco il futuro, ma dobbiamo iniziare a riflettere seriamente sul fatto che il pericolo vero non è il virus o la crisi che verrà. Dobbiamo restare uniti e protestare con fermezza, la lotta per la vita non può essere divisiva. Approfittiamo ora delle proteste in atto e facciamo sentire anche la nostra voce. Oppure cosa possiamo fare? Attendere fiduciosi un miracolo?La crisi finanziaria che si è sommata alla crisi sanitaria e ha avuto come rimedio ulteriori restrizioni sociali ed economiche lascia forse speranze per il futuro? Si dai ora è diverso, quelli di adesso non c’entrano, la colpa è del virus e abbiamo Draghi alla guida del governo dei migliori, di cosa mai dovremmo preoccuparci?
Mi trovavo in una città importante. Mi si avvicinò un mendicante e mi disse: <<Madre Teresa, tutto il mondo le regala cose per i suoi poveri. Anch’io voglio farle un regalo. Il fatto è che in tutto il giorno non mi è stato possibile racimolare che poche lire. Voglio che siano per lei, le accetti!>>.
Pensai:”Se accetto, probabilmente dovrà andare a letto senza mangiare. Se non le accetto, potrebbe sentirsi offeso”.
Le accettai. Non ho mai visto sul volto di nessuno, dopo aver regalato denaro o cibo, una gioia come quella di quel mendicante che si sentiva felice di poter dare qualcosa anche lui. Ecco la gioia dell’amore.
Tratto da I fioretti di Madre Teresa di Calcutta. Vedere, amare, servire Cristo nei poveri, Edizioni San Paolo di Josè L. Gonzales Balado
A commento personale della riflessione di Stefano cito un passo del Vangelo: <<…Parlate apertamente e senza timore. 6Non li temete dunque, poiché non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. 27Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti. 28E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna.>> (Mt10,26-28)
Post di Stefano
Premesso che se il potere ti vuole ammazzare lo fa. LO FA! Semplicemente, non ha nessun problema. Anche in questo periodo in cui l’omicidio o la pena di morte non è socialmente accettabile… può “suicidarti”, oppure “incidentarti”, “infartuarti”, “cancrizzarti”… di metodi ce ne sono a bizzeffe, potrei fare mille esempi di personaggi che hanno fatto questa fine, ma non è di questo che voglio parlare. Quand’è che il potere ti ammazza? Quando diventi un problema! Quando la tua esistenza in vita potrebbe smascherare il potere, potrebbe far superare la paura ad altri 100, 1000, un milione… allora il potere ne uccide uno, ma ne salva tanti. Può continuare comunque a contare su “n” schiavi. Quando la pena di morte era la prassi, ricordate bene, che cosa si faceva? Si metteva in piazza, si costruiva un bel palco alto e si incoraggiava la gente a venire a vedere. Quando poi si accendeva il rogo ad ognuno degli spettatori cominciavano a scottare i piedi, così ognuno pensava: meglio comportarsi bene altrimenti farò quella fine lì. SBAGLIATO! Il potere non ha alcun interesse ad uccidere tutti i suoi schiavi. Sì certo, ci sono periodi in cui il potere ha bisogno di fare le guerre, di fare dei mega attentati, di ridurre la popolazione mondiale, ma sempre di noi ha bisogno, ed anche in grande numero, poiché siamo noi che gli diamo energia. Lui vuole da noi qualcosa, fosse anche la carne da cannone. Può ricattarci, può minacciare i nostri cari, può infonderci ogni paura per farci accettare l’inaccettabile, può arrivare a puntarci la pistola alla tempia: “Tu devi fare questa cosa per me altrimenti ti uccido!” Se a quel punto gli fai una pernacchia, o uno sberleffo o qualsiasi altra cosa, anche niente, l’importante che sia tu a decidere, è molto probabile che non sparerà, sprecherebbe una pallottola e comunque non avrebbe avuto ciò che voleva. Se avesse voluto veramente ucciderti lo avrebbe già fatto e senza avvertirti o minacciarti. Il potere è così stupido e privo di emozioni che non cercherebbe neanche la vendetta. In quel momento sei tu che hai il potere non lui. Tu lo hai ucciso, perché senza la tua energia lui muore.
Leggendo il post di Stefano mi è venuto da pensare al ruolo delle minoranze all’interno del sistema democratico. Perché la democrazia dovrebbe essere certamente il governo della maggioranza nel rispetto però delle minoranze. Fu John Stuart Mill, infatti, che evidenziò per primo la grande differenza tra il governo della maggioranza, e quello realmente democratico. Il governo della maggioranza, previsto negli stati democratici, deve però evitare di dimenticare l’esistenza della minoranza, di quella parte del governo che, seppur più piccola, è la principale fonte di confronto con idee diverse e pertanto non va sottovalutata; poiché farlo equivarrebbe ad accomunare ad un’idea unica ogni membro dello Stato, rischiando di confondere il cittadino con il suddito. E qui secondo me c’è tutto quello che serve a capire la necessità di un contrasto efficace al greenpass. Uno strumento per certificare “il diritto ad esercitare i propri diritti” che divide le persone come fossero prodotti sul banco di un supermercato, dove ci sono alimenti a lunga (12 mesi) o a breve scadenza (48 ore)! Trattare come sudditi irresponsabili una parte importante della popolazione che tale strumento lo rifiuta può essere cosa compatibile con la democrazia?.
Post di Stefano
Da alcuni miei amici di FB mi è arrivata questa sequenza, a mio modesto parere, di scemenze. Ovviamente posso solo parlare per me ma, nella mia presunzione, credo che la stragrande maggioranza di questa minoranza dei cosiddetti “no green pass” (perché questa è l’unica definizione in cui credo) la pensi come il sottoscritto. Ora proverò a smontare una per una le scemenze:
Avete negato il virus.
Mai fatto, anche se credo sia un virus artificiale e diffuso intenzionalmente, ma è una mia opinione.
Negato i morti.
Mai fatto, anche se credo che quelli riportati siano un numero enormemente superiore a quelli effettivamente morti di Covid, ne ho anche molte prove testimoniali.
Deriso i morti.
Lungi da me, ne ho anche pianto.
Deriso medici, infermieri e operatori del 118 sfatti di stanchezza per aver cercato di salvare vite umane. Disperati per averne perse troppe.
Mai fatto, ho avuto ed ho grande ammirazione e gratitudine per il lavoro fatto.
Avete inseguito ambulanze, filmato sale d’attesa dei PS vuote, per dimostrare che non c’era emergenza.
Chi l’ha fatto e poi ha veramente documentato le tante esagerazioni del mainstream ha fatto bene.
Avete poi minacciato il personale sanitario, vandalizzato le macchine.
Chi l’ha fatto va perseguito a norma di legge. Però non condivido questa generalizzazione.
Avete infranto le regole, organizzando feste e grigliate e creando focolai di contagio.
Avete trovato ogni possibile scappatoia per uscire di casa, perché voi siete voi e gli altri non sono un cazzo.
Fin da poco dopo l’inizio dell’epidemia sono state rese note delle cure valide, per cui ho smesso di aver paura del contagio iniziando a considerarlo una delle tante possibilità che può provocare la morte, non certo il motivo per smettere di vivere. Morire è l’unica certezza che abbiamo, ma fino a quel momento e nel frattempo voglio vivere… senza paura, se no non è vivere.
Però avete fatto le vittime sacrificali quando vi hanno richiamato al lavoro. In banca, magari.
Mai fatto, non ne potevo più dello smart working.
Avete pianto miseria per mesi, morivate di fame e di stenti.
Mai fatto, ma io sono fortunato ho sempre avuto il mio stipendio, al contrario di tanti che hanno perso il loro reddito e loro sì che ne avevano tutto il diritto.
Poi però vi siete ammassati in discoteche per Vip in Sardegna, per poter postare sui social le foto e i filmati.
Beh, non certo io, in cambio ci sono le foto di tanti politici che in TV chiedevano di stare a casa e poi facevano quelle cose.
Avete postato ogni sorta di stronzate, condiviso le opinioni di ciarlatani raccattati chissà dove come fossero il verbo divino, inventato complotti e strane teorie, dando degli ignoranti a chi cercava di farvi capire quanto fossero assurde.
Queste sono libere espressioni, con le quali il confronto e la discussione tra opinioni diverse può portare al reciproco arricchimento, anziché all’atteggiamento arrogante di dover convincere l’altro.
Poi è arrivato il vaccino.
Correggo: terapia genica sperimentale (basta leggere il bugiardino).
Avete iniziato a deridere e insultare chi si vaccinava, con la stessa arrogante ignoranza di sempre, immersi nei vostri siti sempre più pieni di cazzate e di professori di filosofia che si improvvisavano medici e vi dicevano che invece del vaccino era meglio ammalarsi e poi curarsi con un vermifugo per cavalli.
Mai deriso nessuno, di cazzate ne ho sentite da ogni direzione, anche da veterinarie che si improvvisano virologhe. L’ivermectina (il vermifugo) è una cura valida, ma purtroppo costa poco, ora la Pfizer sta per far uscire una molecola simile, non perfettamente uguale e quindi neo-brevettabile, ma costerà tantissimo. La cura al plasma iperimmune del dottor De Donno è una cura validissima, ma economica. Gli anticorpi monoclonali sono la stessa identica cura, ma prodotta in laboratorio e carissima.
Continuate a sentirvi un’élite, il popolo eletto, i detentori della conoscenza mentre gli altri(la maggioranza ormai) sono dei poveri idioti, i *punturati*, le cavie, gli scemi del villaggio.
Mi sono sempre considerato parte del popolo e certamente non un eletto. Trattandosi di una terapia sperimentale, purtroppo, le cavie attualmente sono gli inoculati. Per carità, magari questo consentirà un grande progresso alla scienza, ma sinceramente avrei preferito che le cavie umane avessero potuto scegliere senza inganni. Anche le “sperimentazioni” di Josef Mengele dettero un grande impulso alla medicina…
Adesso manifestate per la libertà, la vostra come sempre, senza rendervi conto di essere manovrati da estremisti a cui della vostra libertà, del vostro lavoro, della vostra vita non frega una beata ceppa.
La libertà va sempre cercata e manifestata, gli estremisti che cavalcano questa giusta protesta vanno combattuti, così come vanno combattuti gli infiltrati da questo stato neo-dittatoriale nelle manifestazioni. La verde tessera, verde, guarda caso, come quella di adesione al partito fascista, è la prima discriminazione, su base ideologica, che viene applicata al popolo italiano fin dalla promulgazione della Costituzione. Il mio timore è che resti per sempre, magari per altri motivi di volta in volta decisi dall’autorità. Quello che contesto è il principio e non va fatto passare. Non è tollerabile, in uno stato democratico, che l’esercizio di libertà fondamentali siano vincolate ad una tessera che divide i buoni dai cattivi.
Non cercate solidarietà o empatia ora dalla maggioranza silenziosa, quella che ha sempre rispettato leggi e regole, che ha sopportato e stretto i denti e la cinghia davvero, che si è vaccinata non soltanto per proteggere se stessa ma anche per chi non può farlo e per interrompere il ciclo mortale della pandemia.
L’ho sempre cercata, provo sincera empatia per i danneggiati e per i tanti morti dall’inoculazione, non credo che la strada per vincere questa infezione sia quella della prevenzione, quanto quella della cura, non dimentichiamoci che è una influenza.
Ne abbiamo le palle piene di voi e delle vostre cavolate.
Sinceramente anch’io delle vostre, ma continuerò comunque ad esporre le mie opinioni, mi illudo, per il bene di tutti.