Fantozzi e il Megadirettore, dialogo sull’oggi

Guardate il filmato, i protagonisti dell’oggi ci sono tutti: personalità illuminate, paternalismo, popolo sottomesso, ambiente ecclesiastico, il poverello d’Assisi… Una “commedia distopica” potremmo definirla. Quando citiamo Orwell o Huxley per parlare della loro capacità di descrivere con anni di anticipo quanto sta accadendo oggi, forse dovremmo ricordarci di aggiungere Paolo Villaggio. Riflettendo sulla funzione di questo tipo di letteratura rimangono aperte due strade. La prima è quella di aiutarci a leggere i segni dei tempi per saperlo affrontare con più consapevolezza. La seconda invece ci porta di fronte ad un vicolo cieco: nessuna speranza hanno i protagonisti di questi racconti, quindi è inutile qualsiasi reazione da parte nostra, meglio lasciarsi trasportare inerti dagli eventi, remare controcorrente non fa che aumentare le nostre sofferenze. Del resto cosa dice il Megadirettore a Fantozzi alla fine del filmato: “…posso aspettare fino a mille anni!”. Riflettiamo gente, riflettiamo…

Lettera ad un “pro” vax pass

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Post di Stefano

Eh già… non pretendo, anzi non voglio cambiare la tua idea, è la tua ed io la rispetto. Voglio, anzi VORREI, solo insinuarti il dubbio. Non è possibile che una persona della tua intelligenza non abbia mai qualche dubbio. Si dice che solo gli stupidi abbiano esclusivamente certezze e non è sicuramente il tuo caso. Vorrei solo farti notare che l’opinione che ognuno ha su un qualsiasi argomento, per lo più, deriva dalle informazioni che si ricevono. La fonte o le fonti, inoltre, da cui si sceglie di informarsi derivano dalla cultura, dall’educazione e dal carattere. Comunque tutti questi elementi concorrono nel creare una opinione, è illusorio credere che si sia totalmente indipendenti e “liberi” anche solo per sviluppare una opinione. Di tutti gli elementi solo il carattere è innato, mentre gli altri vengono, in qualche modo, imposti o favoriti dall’esterno. Ora, perché mi piace soffermare l’attenzione sulla scelta delle fonti di informazione? Perché, appunto, è l’unica scelta che ci è concessa. Ammetto che sia una scelta scomoda, spesso stride con la nostra cultura, educazione ed anche col carattere. Spesso stona con la voglia di tranquillità, con la pigra voglia di fidarsi delle “istituzioni”, un po’ come il bimbo che, avendo tanto da imparare e da giocare, avendo tanto da fare, preferisce affidarsi ciecamente ai genitori.

Nel caso specifico del periodo che stiamo vivendo, si sono delineati due grossi schieramenti, anzi tre: uno di maggioranza, perfettamente concorde alla narrazione dominante e corrispondente grosso modo al 50% della popolazione; uno di minoranza, irriducibile e totalmente in disaccordo, o meglio, in accordo con un’altra narrazione, attestabile al 20% circa; ed infine uno intermedio, composto dal restante 30%, che si è trovato a dover cedere, suo malgrado, ai ricatti posti in essere dal potere dominante, pur non avendo alcuna empatia o pur nutrendo grossi dubbi nei riguardi della narrazione “ufficiale”.

All’interno di ognuno dei tre aggregati ci sono, ovviamente, tutte le tipologie di persone: dalle più istruite alle meno, dalle più informate alle meno, dalle più intelligenti alle meno… Spero almeno che la Tua intelligenza ti faccia condividere questo. Spero che tu non cada nel tranello di considerare le altre due categorie come totalmente negative: stupide, disinformate ed ignoranti, o addirittura in malafede! Magari ci sarà pure qualcuno così, ma… tutti? Ogni categoria è composta da milioni di persone!

Ripeto: le opinioni dipendono dalle fonti di informazione a cui ognuno attinge.

Quindi: ci sono negli “altri” schieramenti delle persone informate, colte e persino intelligenti.

Com’è possibile?

Semplicemente perché hanno ricevuto delle informazioni diverse dalle tue.

Ma quali sono le informazioni “giuste”?

Probabilmente neanche esistono delle informazioni giuste in assoluto, quindi, forse, l’atteggiamento migliore è quello di ascoltarle tutte. O perlomeno il più possibile. Possibilmente le più discordanti tra loro. Magari soffermarsi su quelle che “vibrano” meglio con la propria sensibilità, ma senza tralasciare del tutto quelle che stridono di più.

Semplicemente coltivare il dubbio, uscire dalla pigrizia e sforzarsi a dubitare.

I dubbi e le curiosità sono le uniche molle che spingono l’uomo a crescere ed a creare.

Avvento e profezie

L’Avvento è un tempo d’attesa! Attesa per la nascita del Salvatore, ma anche attesa di una Sua nuova venuta nel mondo, un secondo Avvento di Gesù nella gloria.

Ma dobbiamo ricordare che prima del nuovo Avvento di Cristo si verificherà una prova finale per la sua Chiesa scossa nella fede di molti credenti, con l’inganno del “Mistero d’iniquità” offrirà agli uomini una falsa soluzione ai loro problemi e infine l’Anticristo cioè un falso messia, con l’autoglorificazione dell’uomo di fronte a Dio.

Tanti sono i riferimenti delle Sacre Scritture a questi eventi:

2Giovanni 7: “Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l’anticristo! I tempi predetti per la venuta dell’Anticristo sembrano non essere così tanto vicini, ma dobbiamo riconoscere che non è la distanza di tempo a contrassegnare la sua venuta, ma il mistero dell’iniquità di cui il Vangelo e gli Apostoli ci dicono, cioè quel tempo di Apostasia della fede cattolica, di male assoluto, pervertimento assoluto che porterà grande dolore e sofferenza al piccolo Gregge di Fedeli rimasto saldo e diventato santo, che vedranno poi l’ultima grande battaglia con il figlio della Perdizione, l’Anticristo, sempre accompagnati dall’aiuto di Dio, che alla fine, porrà fine ad ogni ingiustizia e al tempo concesso a Satana. Preghiamo affinché Dio ci doni un tempo più lungo per permettere a molti suoi figli di scegliere da che parte stare prima che arriverà quel tempo…”

Molte altre sono le profezie dei Santi riguardo alla Venuta di Cristo, preceduta dai terribili avvenimenti che accadranno sulla terra durante il regno dell’anticristo:

Gesù a Giovanna Le Royer (1798)

“Più si avvicinerà il regno dell’Anticristo e la fine del mondo e più le tenebre di Satana saranno diffuse sulla terra. Quando poi si abbandonerà nella chiesa la lingua delle catacombe (il latino), Satana sarà prossimo a ingaggiare la sua tremenda lotta, perché sarà questo il tempo in cui il suo diletto figliolo (L’Anticristo) starà per giungere (…) I capi, ritornati numerosi e forti, con scritti porranno in dubbio alcuni dogmi e la stessa divinità di Gesù Cristo.. …Aboliranno tutti i SS. Sacramenti. Per loro mezzo Satana farà falsi prodigi, pseudo-profeti annunzieranno imminente l’Anticristo, il vero preteso Messia. Quindi verrà suscitata un’orrenda persecuzione alla Chiesa e ai suoi seguaci. Il numero dei martiri sarà allora uguale a quello dei primi secoli della Chiesa. Il Papa subirà il martirio ed il suo seggio sarà occupato dall’Anticristo.”

Profezie di Santa Ildegarda,XII secolo

“…gli ultimi tempi saranno più cattivi e corrotti agli occhi di Dio. I figli di Dio saranno perseguitati con mezzi estremamente odiosi agli occhi di Dio. Il Trono dell’ultimo Impero Cattolico Romano crollerà, e lo scettro cadrà dalla mano tremante di colui che siede sul trono. Da quel momento cesserà ogni giustizia, o sarà calpestata.”

“Dopo la nascita dell’Anticristo gli eretici predicheranno le loro false dottrine indisturbati, col risultato che i cristiani avranno dubbi sulla loro santa Fede cattolica.

Verso la fine del mondo l’umanità sarà purificata per mezzo delle sofferenze. Ciò sarà vero soprattutto per il clero, che sarà derubato di tutte le sue proprietà.”

“Nel periodo in cui l’Anticristo nascerà, ci saranno molte guerre e il giusto ordine sarà distrutto sulla terra. L’eresia dilagherà e gli eretici predicheranno i loro errori apertamente e senza ritegno. Persino fra i cristiani ci saranno dubbi e scetticismo a proposito delle credenze del cattolicesimo.”

“Dopo avere trascorso una giovinezza silenziosa in mezzo a uomini molto perversi e in un deserto dove ella sarà stata condotta da un demonio travestito da angelo di luce, la madre del figlio di perdizione lo concepirà e lo darà alla luce.

Egli farà morire quelli che si rifiuteranno di credere in lui, si assocerà ai re, i principi, i grandi e i ricchi che disprezzano l’umiltà, ed avrà stima solo per l’orgoglio; infine soggiogherà l’universo intero con mezzi diabolici…”

Messaggio della Madonna a Rosario Toscano, Belpasso, 1 maggio 1988

“…Dopo il periodo di pace che concederò al mondo per mezzo del Mio Cuore, accadrà che molti si allontaneranno da Dio, si vergogneranno di Lui.
Finito il periodo di pace, accadranno molti eventi spiacevoli, per ogni famiglia, per ogni città, per ogni nazione, per il mondo intero; questo perché molti si adageranno di nuovo e si dimenticheranno di Dio e delle Sue Leggi…”
http://www.jesusmariasite.org/it/profezie-sulla-venuta-delluomo-iniquo-lanticristo/ In questo link trovate altre profezie sui tempi ultimi.

Questione di stile

https://www.ilsole24ore.com/art/la-variante-sudafricana-manda-borse-profondo-rosso-milano-crollano-banche-e-petroliferi-AEyjCJz?fbclid=IwAR3pr1Fi_iBEpC6V1Sx9QxcPnSCRZdmTcdsmeYb3Y2lbSH95ph4YX4Hus5I

<<…timori globali per la variante sudafricana che – con le sue 32 mutazioni e l’alta contagiosità – potrebbe rendere di colpo meno efficaci gli attuali vaccini anti-Covid (con Pfizer e BioNTech che prevedono un verdetto entro due settimane)>>. Tradotto per chi ancora non ha capito come funziona il sistema: prepariamoci ad un nuovo lockdown generalizzato e chi manovra i fili come al solito ne approfitterà per incrementare le già stratosferiche speculazioni finanziarie e imporre ai governi nuove forme di restrizioni! Poi mi raccomando, tutti a dare la caccia ai soliti capri espiatori mentre vi porteranno via anche le mutande senza che ve ne accorgiate! Comunque no Stefano, qui i diversi non sono solo i cosiddetti no-vax, ma ad essi accumunati e a volte considerati peggiori dei primi ci sono i no-greenpass. Per quel che mi riguarda si può essere favorevole a questi vaccini senza però giustificare in alcun modo l’utilizzo di pass con finalità tutt’altro che sanitarie. E per far capire ciò inizio a pensare che non sia utile davvero mescolare le due questioni e fomentare una guerra tra poveri senza possibilità di conciliazione. Riguardo alle tue considerazioni penso che le discriminazioni che stanno nascendo siano sempre più evidenti, ma la cosiddetta dittatura non ha ancora mostrato davvero il suo vero volto. Tant’è vero che molta gente condivide i metodi di governo che vengono adottati proprio perché considera ancora il virus il vero nemico da sconfiggere. Ma se così non fosse, se cioè come dici te il sistema usa il virus per imporre nuove forme di oppressione ammantate da buone intenzioni, la propaganda non potrà funzionare per sempre e allora si che dovremo avere paura di quello che potrebbero fare. Perché a quel punto – temo – non sarà più una questione di stile!

Post di Stefano

La cosa che fa più imbestialire i sostenitori della vulgata pandemica è il paragone che spesso si fa ai totalitarismi del secolo scorso. Non si accetta che la discriminazione nei confronti dei non vaccinati venga paragonata a quella degli ebrei. Non si accetta che il modello attuale venga paragonato alle dittature che siano fasciste, naziste o comuniste. Non si accetta che “quel” periodo storico possa essere paragonato a “questa” modernità che, nell’immaginario collettivo, sembra libera e democratica. Quel periodo rappresenta una specie di tabù, una cosa di cui si può solo parlare inorriditi, talmente lontano nel tempo e nei modi che riproporlo in chiave moderna suona come iconoclasta e blasfemo.

In effetti qualche differenza c’è, ma, secondo me, è solo nello stile.

Ogni potere dittatoriale ha bisogno di creare un nemico per canalizzare l’energia negativa del popolo e per far accettare le misure restrittive delle libertà e dei diritti in cambio della “protezione” da tale nemico. Il nemico, poi, può essere reale o fittizio. E’ ovvio che gli ebrei, gli zingari, gli omosessuali, gli invalidi, eccetera, non potessero in alcun modo rappresentare un pericolo reale, ma così sono stati abilmente dipinti, da una propaganda pervasiva ed univoca. La tecnologia di un secolo fa, per di più, non andava molto oltre alle rotative dei giornali, alle armi da fuoco ed al treno. Sulle brevi distanze si girava a piedi o a cavallo. Di conseguenza il potere dittatoriale usava i mezzi che aveva ed era costretto ad applicare metodi spicci per placare il dissenso, che comunque era ed è inevitabile. Anche se ogni dittatura è sempre riuscita ad ammantarsi di buone azioni e di “buon governo” per mantenere i dissidenti nella minoranza. La maggioranza, in ogni dittatura, viene sempre convinta che sta vivendo in uno Stato forte, ma giusto.

Ora cercherò di fare un parallelo su alcuni aspetti di ieri e di oggi.

Il nemico di allora erano quelli di un altra “razza”: inferiori, brutti, tristi, parassiti, cattivi ed infelici. Mischiandosi alla razza pura l’avrebbero imbastardita e resa simile alla loro.

Oggi: inizialmente il nemico era di tutti ed era invisibile, ma rendeva tutti potenzialmente pericolosi reciprocamente. Era un nemico contrario alla socialità, all’amicizia ed alla familiarità. Fino a diventare finalmente identificato ed a prendere le sembianze del “No Vax”: Opportunista, irresponsabile, disertore, parassita ed, ultimamente, anche idiota.

Ok, il nemico ce l’abbiamo.

I diritti e le libertà di allora erano certamente compressi a suon di manganello, ma era per una “nobile” causa: non permettere al nemico di infangare la purezza della razza.

Nel tecnologico oggi, chi si affida al salvifico siero ha l’autorizzazione all’esercizio delle libertà più fondamentali. Ma attenzione!: Per esercitare le più basilari prerogative devi esserne autorizzato, persino per lavorare e procurarti la sussistenza per te e per i tuoi figli.

C’è una bella differenza tra il libero esercizio dei diritti fondamentali ed il dover essere autorizzato.

Ok, abbiamo anche la compressione dei diritti primari.

I dissidenti di allora non avevano vita facile, erano perseguitati anche fisicamente, ma tutto ciò derivava dalla scarsa tecnologia che non permetteva l’oblio mediatico, per cui questo era l’unico modo per silenziarli.

Oggi la propaganda viaggia su tanti canali differenti, ma tale varietà, visto che al 99% è di proprietà del potere, non permette comunque la diffusione delle idee diverse. Quando lo permette lo fa travisando completamente il messaggio. Ammanta ogni affermazione di scientificità e si affida alla scarsa memoria del pubblico per occultare le contraddizioni.

Ok, anche la dissidenza è domata.

Ed ora affronterò un altro tema che, chissà perché, contraddistingue tutte le dittature: la sperimentazione medica su cavie umane. In quella nazista, però, le cavie appartenevano alla razza “inferiore”. In questa nuova dittatura sono addirittura gli appartenenti alla maggioranza, quelli sottoposti alla sperimentazione. Sotto questo aspetto è peggiore di quella del passato.

Si tratta quindi di una dittatura diversa solo nella forma, più suadente, adeguata a questi tempi in cui c’è l’illusione della libertà, tecnologica e tecnocratica.

Sono perciò ben giustificati i meme ispirati alle vecchie dittature.

Pixel life 2.0.2.1.

Era una fresca domenica di fine estate, ormai le vacanze stavano per finire e avrei presto dovuto interrompere l’uso del software”Happy holiday special” per tornare alla normalità! Quest’anno ho meritato ben due settimane di interruzione dal portale sociale, una piattaforma governativa volta a tutelare i cittadini dalle fake news diffuse da pericolosi virus di sistema: foto, video, mostrano un mondo “strano”, dove le persone interagiscono su un piano materiale a noi totalmente sconosciuto. Quella è la vera realtà – dicono – svegliatevi dal torpore e iniziate a percepire il vostro vero corpo! Corpo? Certo, il corpo “di carne”, diverso dal corpo etereo fatto dai pixel della Rete! Oggi noi tutti sappiamo che la mente è in grado di modellare la materia e che il mondo è virtualmente immateriale, la natura è il programma che sta alla base della vita di tutte le svariate connessioni attive nella Rete!

Quello che le varie fake ci dicono relativamente al concetto di “corpo materiale”, vorrebbero convincerci che oltre l’etere in cui tutti viviamo c’è una dimensione limitata dal tempo e dallo spazio, soggetta all’invecchiamento che si materializza come la peggiore e inevitabile della malattie, la morte! Perché parlo di queste baggianate? Sono affascinato dai complotti? Diciamo che l’idea di essere in una dimensione di precarietà, potersi muovere con dispositivi “meccanici” totalmente soggetti all’abilità umana e non gestiti da remoto come accade nel nostro mondo etereo, mi terrorizza e incuriosisce contemporaneamente. Pensateci un attimo: imprevedibilità, incidenti, caos, malattie… Ma anche scoperte, come in quelle fantastorie che raccontano di esplorazioni, di amori, di tragedie… Esseri strani si muovono in una natura selvaggia che è governata da gerarchie fra le varie specie

La mente domina e il corpo muta, questo è ciò che siamo, un’immagine nella rete adatta alle varie interazioni a cui dobbiamo sottoporci. Il lavoro dell’insegnante per esempio necessita di un’immagine severa e ispiratrice allo stesso tempo. Ma per insegnare cosa? La rete è maestra di vita per ognuno di noi, serve però una guida che possa portare i discenti a trovare la loro auto realizzazione nel sistema d’interazioni a cui siamo connessi. La mente ha infinite possibilità evolutive, alcune potenzialmente pericolose per sé stessi e per gli altri; la mente erge barriere che servono per identificarsi come individui e per esprimere delle potenzialità. Quando si espandono i confini della mente oltre ogni limite inizia davvero ad essere pericoloso, si percepisce prima una specie di sfarfallio, di tremore quasi materiale, ma per fortuna la piattaforma sociale non permette anomalie, io non ho mai dubbi su cosa sia giusto o sbagliato fare. Il dubbio, così come la libertà, sono concetti contraddittori quando mettono in discussione l’unica realtà che ha un senso, quella in cui siamo stati integrati e addestrati a vivere al meglio le nostre vite. C’è però una cosa, sopita, nascosta, quasi estranea a me stesso, eppure… Emerge a volte e stringe forte al centro del mio sé più profondo. Potrei aprire una porta in questa mia interiorità, potrei farlo abbastanza facilmente, ma ogni volta non ci riesco e torno indietro pronto a rioccupare il posto che mi è stato assegnato. Se io esisto allora DEVO stare al mio posto, perché qui non è in discussione il singolo ma l’intera società, gli antenati parlavano di BENE COMUNE, un modello di pensiero che ha salvato il nostro mondo portandoci pace e speranza per il futuro. Il motto è sempre quello: siamo ciò che pensiamo e pensiamo quello che è giusto pensare. PUNTO! Tutto, ripeto TUTTO è giusto così e non potrebbe essere altrimenti. Del resto siamo solo pixel, dove mai potremmo andare, o cosa potremmo fare se non fonderci in immagini virtuali attinenti al ruolo che ci ha assegnato il sistema. Eppure c’era un temo, un tempo diverso che si erge imponente a lato della coscienza profonda. Esso si erge in me e non riesco ad evitarlo, per quanto io faccia non posso negarlo e devo confrontarmi con una parte misteriosa, estranea ma viva, lontana ma presente, oscura ma luminosa. Chi sono o meglio chi sono stato? E soprattutto CHI ERANO GLI UMANI?

Continua

Assegno unico: dare o avere questo è il problema?

L’assegno unico taglia il cedolino

Leggete, leggete l’articolo che ho linkato qui sopra e poi traete le vostre riflessioni. Intanto provo a scrivere qualcosa anch’io: <<Gli importi saranno identici solo per i nuclei con Isee fino a 25mila euro, se quest’anno stanno intascando l’assegno familiare, e solo fino a dicembre 2022, grazie a una clausola d’invarianza. Da marzo 2025, al termine di tre anni di transizione, il nuovo welfare sarà a regime, decretando vincitori e vinti in base all’unico parametro: l’Isee.>>

Si laveranno la bocca gridando che è giusto così perché è un provvedimento progressivo, peccato che togliere ai non ricchi per dare ai quasi poveri non è certo un fatto di equità sociale! Livellare la società verso il basso è la soluzione? E no, per me qui non ci sono vincitori o vinti, semplicemente ci stanno chiudendo in una gabbia sempre più stretta e senza più vie d’uscita. Chi ancora riesce a sopravvivere decentemente verrà anche lui presto a contatto con la durezza del vivere: lavoro, pensione, casa, famiglia… non ci sono più porti sicuri, ne certezza alcuna ma solo una vita in bianco e nero imposta dall’alto da uno Stato “controllore” che condiziona ogni cosa e potrà addirittura fregarsene di ribellioni o proteste varie (fra l’altro lo sta facendo anche ora, PROPRIO ORA E SENZA PROBLEMI RILEVANTI)! Da tempo stanno mettendo a punto il sistema, perché da tempo i cittadini non hanno più un peso concreto nel processo elettorale, infatti chiunque abbia vinto le elezioni in Italia o in Europa o in USA in questi anni, nulla ha fatto per arginare la deriva antidemocratica a cui siamo arrivati, infatti il pilota automatico delle riforme è andato avanti indisturbato: essenzialmente più mercato, meno stato o meglio meno cittadini più schiavi! In realtà c’è poco da scegliere, entrambi sono principi che lavorano in perfetta sinergia. E il vero obiettivo lo stanno raggiungendo ora grazie alla macchina da guerra chiamata greenpass, alzeranno l’asticella delle richieste a dismisura ma vedrete che alla fine saremo tutti felici e ubbidienti. Perché è proprio questo il vero miracolo dei nostri tempi. La frusta sarà implacabile e non gli sfuggirà nessuno, né ribelli, né ubbidienti, né responsabili! Anzi questi ultimi sono or ora quelli che sono al centro dell’attenzione mediatica: fate la terza dose, fate la terza dose FATE LA TERZA DOSE!!! Guai a tirarsi indietro, guai ad avere dubbi in questo momento così delicato. Devono essere loro gli ingranaggi ben oliati di una macchina implacabile che altrimenti si potrebbe inceppare. Si ma gli altri, i ribelli e gli indecisi? Se non ci sarà un rallentamento ora verranno travolti, triturati assorbiti, in-globalizzati! La stessa società cambierà totalmente vestito e non ci sarà più spazio per divisioni perché potrebbe accadere che tutto avrà un unico triste e indistinto colore, quello della rassegnazione.

Si chiamava Gesù

Testo di Fabrizio De André

Venuto da molto lontano
A convertire bestie e gente
Non si può dire non sia servito a niente
Perché prese la terra per mano
Vestito di sabbia e di bianco
Alcuni lo dissero santo
Per altri ebbe meno virtù
Si faceva chiamare Gesù Non intendo cantare la gloria
Né invocare la grazia e il perdono
Di chi penso non fu altri che un uomo
Come Dio passato alla storia
Ma inumano è pur sempre l’amore
Di chi rantola senza rancore
Perdonando con l’ultima voce
Chi lo uccide fra le braccia di una croce E per quelli che l’ebbero odiato
Nel Getzemani pianse l’addio
Come per chi l’adorò come Dio
Che gli disse sia sempre lodato
Per chi gli portò in dono alla fine
Una lacrima o una treccia di spine
Accettando ad estremo saluto
La preghiera l’insulto e lo sputo E morì come tutti si muore
Come tutti cambiando colore
Non si può dire non sia servito a molto
Perché il male dalla terra non fu tolto Ebbe forse un pò troppe virtù
Ebbe un nome ed un volto: Gesù
Di Maria dicono fosse il figlio
Sulla croce sbiancò come un giglio

Breve commento personale

De André pare che fosse ateo, sinceramente non so se durante la sua vita avesse mai cambiato questa posizione. Però questa canzone lascia comunque spazio alla grandiosità della figura di Cristo. <<…non fu altri che uomo, come Dio passato alla storia ma inumano è pur sempre l’amore di che rantola senza rancore perdonando con l’ultima voce chi lo uccide fra le braccia di una croce>>. Inumano o divino o superiore è la grandiosità di chi perdona ciò che altrimenti sarebbe imperdonabile! Cristo che pianse per l’intera umanità un male che continua a flagellare la terra, un male che è radicato nel cuore dell’uomo. Ma far spazio all’amore è diventato possibile attraverso un Dio che è nato nel mondo per convertire il cuore di tutti. Questa è la porta che Cristo ha aperto nella storia e che nessun male potrà mai richiudere.

Oracolo di Delfi

Foto da pixabay

Si dice che Zeus volendo sapere quale fosse il centro del mondo, fece volare due aquile dalle estremità del mondo orientale e occidentale: esse si incontrarono proprio sotto il monte Parnaso, a Delfi, e quel luogo divenne così l’ombelico del mondo antico.

Nacque così Delfi, dove, circa mille anni prima di Cristo, sorgeva un santuario dedicato al dio Apollo, sede del più famoso oracolo del mondo antico.

Secondo un mito Apollo uccise il serpente Pitone custode di quel luogo e fondò il proprio santuario, nel quale pronunciava le sue divine risposte, attraverso la voce dei sacerdoti che ricevevano l’oracolo da una sacerdotessa chiamata Pizia o Pitone.

Oracolo di Delfi

Ti avverto, chiunque tu sia.

Oh. tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,

se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi

non potrai trovarlo nemmeno fuori.

Se ignori le meraviglie della tua casa,

come pretendi di trovare altre meraviglie?

In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.

Oh, uomo conosci te stesso

e conoscerai l’Universo e gli Dei.

Dal libro “Amore è…” Raffaello editore

Bottinatrici d’autunno!

Se fossimo stati in Sicilia avremmo potuto fare il raro miele di nespolo, ma pazienza, ci accontentiamo vedere le api fare l’ultimo e prezioso bottino di stagione!

Siamo quasi al tramonto di questa bella giornata di novembre, le api amano uscire con il sole ma le temperature miti per il periodo, intorno ai 15 gradi, le spingono fuori per succhiare fino all’ultima goccia di nettare da mettere come scorta nell’alveare.

Quando poi le temperature scenderanno costantemente sotto i 10 gradi, le api formeranno il glomere e non usciranno quasi più dall’alveare. Il loro compito sarà quello di mantenere in vita la regina, il glomere vibrerà costantemente come un vero e proprio cuore pulsante creando il calore necessario alla sopravvivenza. Qui vediamo proprio cosa significa il concetto di superorgamismo alveare: ogni ape è come una cellula di un organismo superiore con compiti ben precisi, compresa la futura riproduzione di un’altra famiglia attraverso la sciamatura primaverile. Ma questa è un’altra storia e avremo modo di riparlarne in futuro.

San Martino

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La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Giosuè Carducci

La poesia di Carducci ha questo titolo perché il giorno di Martino cade l’11 novembre, data in cui in Italia si festeggia la maturazione del vino, a cui si fa riferimento nel poema.

L’estate di San Martino

Un’estate

nella nebbia dell’autunno

breve ricordo della maturità passata.

La vita non torna indietro

ma i gesti che scaldano

vivono insieme a noi.

Un manto rosso

avvolge l’orizzonte

Martino dona la speranza

di vedere più lontano

non ci sono confini

ma verità da scoprire.

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

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