
Stefano approfondisce e rilancia il post Dietrologia (parte prima). Personalmente credo che anche se i numeri ufficiali dei malati sono contenuti, – giovedì 5 marzo 3858 persone sono risultate positive – preoccupano i casi di ricovero in terapia intensiva che sono circa l’8% dei contagiati. Persone che non riescono più a respirare autonomamente, è vero che i deceduti sono in prevalenza persone anziane o con patologie gravi ma molti di questi in terapia intensiva sono giovani e senza le macchine per la ventilazione e farmaci antivirali o sperimentali potrebbero mai guarire da soli? Per dire che la situazione a me sembra assai preoccupante, soprattutto se l’onda dei contagi, mal gestita, diventasse uno tsunami in grado di far collassare il sistema sanitario e replicare numeri che non hanno nulla da invidiare ad epidemie del passato. Non mi sembra affatto comparabile al 1% scarso di mortalità dei comuni virus influenzali. Detto questo sono anch’io convinto che spegnere le televisioni e scollegarsi dall’informazione sarebbe il primo passo per spingerci tutti verso una vera guarigione collettiva (non solo dal virus corona). Armi di distrazione di massa sempre al servizio del sistema di potere imperante. Ma per quello che riguarda l’Italia, nel nostro piccolo, fa ben sperare l’esempio che ne hanno fatto i nostri s-governanti: una sovraesposizione che ha dimostrato al modo come ESSI sono davvero capaci di tutto ma al contempo incapaci di azzeccarne una giusta che sia una! Manco per sbaglio ci riescono! Quindi perché mai i GROSSI dovrebbero essere diversi?
Post di Stefano
Voglio parlare di nuovo del corona virus, tanto ne parlano tutti. Dicevo nella mia precedente indagine dietrologica che la seconda arma usata è quella dell’informazione, ora, indipendentemente se il virus sia stato fabbricato o no in laboratorio, la bomba informativa è stata lanciata e già solo questo mi fa propendere per l’origine artificiale. Non si possono allarmare così interi paesi, interi continenti per una influenza… una normalissima influenza! Un amico mi ha girato su WhatsApp un filmato del 1969, un telegiornale che parlava dell’influenza di quell’anno che proveniva, guarda caso, da Hong Kong e che aveva una mortalità di gran lunga superiore all’attuale. Di questa influenza muoiono solo persone con, alle spalle, già grossi problemi di salute. Non che questo sia meno grave, ogni vita è sacra! Per cui se qualcuno ha diffuso questo morbo spero sprofondi all’inferno (anche se all’inferno non credo). Ma è quello che fa ogni comunissima influenza. La bomba informativa agisce sull’economia, agisce aumentando le paure e le incertezze, agisce facendo accettare condizioni repressive altrimenti inaccettabili. E’ una strategia precisa messa in moto dagli stessi che promuovono lo stile di vita precario, della felicità dell’istante in cui si acquisisce il bene effimero e consumistico, della ricerca continua di qualcosa di acquistabile sul mercato, di esterno a sé. La spasmodica ricerca “preoccupata” della sopravvivenza, in alcuni casi, o dell’effimero in altri casi. In generale di chi promuove l’infelicità perché sa benissimo che l’infelice è più facilmente sottomissibile.
L’altra volta parlavo di dietrologia di primo livello: quella in cui il virus potrebbe essere sfuggito dal laboratorio cinese per errore.
Oppure di secondo livello: in cui gli americani infettavano appositamente Wuhan per ammazzare l’economia del paese competitore.
Ma ci potrebbe essere anche un livello superiore: in cui i cinesi stessi, o una loro élite, si auto infettano per dimostrare al mondo intero, sul lungo periodo, la superiorità del loro sistema sanitario e della loro economia. Mentre gli altri paesi, infettati per contagio, annaspano.
O andando più su: dove la élite apolide trasnazionale infetta il mondo intero, partendo dalla potenza emergente, per attuare una “prova tecnica di regime”. Avrebbero potuto provare attraverso un black-out generale e prolungato, o altro.
O al top: in cui malthusiani mirano ad una drastica riduzione del numero degli esseri umani, attraverso le morti per malattia o per la povertà indotta dalla bomba economica sganciata.
E poi chissà quanti altri livelli ci potrebbero essere? Magari potrebbero anche coesistere. I servizi segreti e supersegreti degli stati più potenti fanno queste cose qui.
A me resta il sospetto, ormai quasi la certezza, che c’è qualcosa che non va.










