I luoghi di confine: dal romito di Lampedusa al multiculturalismo globalista.

lampedusa

Nel XV secolo esisteva a Lampedusa uno strano luogo di culto, una grotta dedicata alla Madonna, dove si depositavano sia cimeli cristiani sia quelli musulmani, a cui si rivolgevano in preghiera pescatori, naviganti, marinai, corsari, di entrambe le religioni. Era un luogo di culto “doppio” appartenente contemporaneamente all’islamismo ed al cristianesimo. Secondo la leggenda il compito di accendere il lume per i naviganti era affidato ad un romito che si presentava a seconda del bisogno o cristiano o musulmano: questo rappresentava un modello di sincretismo religioso, cioè una convergenza di culture e religioni diverse. Nel libro di Lucetta Scaraffia “Rinnegati” leggiamo che un avventuriero spagnolo a cavallo tra ‘500 e ‘600, cavaliere di Malta, presentava nelle sue memorie una descrizione di questo luogo:  c’era un altare, posto sotto il quadro della Madonna, dove si trovavano   << molti oggetti che vi hanno lasciato in elemosina i cristiani e vi è perfino del biscotto, del formaggio, dell’olio, delle carni salate, del vino e del denaro>> e dall’altra parte della caverna <<si vede una tomba dove è sepolto un marabutto turco, uno dei loro santi a quanto si racconta>>e accanto ad esso <<le medesime elemosine della nostra Immagine Santa>>.

Quindi ieri come oggi Lampedusa costituiva un approdo speciale grazie alla sua posizione geografica. Sempre nel testo della Scaraffia sopracitato leggiamo: almeno a partire dal XV secolo risulta che fu acceso un lume per guidare i naviganti. Secondo una leggenda siciliana il compito di accendere il lume era affidato ad un romito, che viveva nella grotta sacra e si presentava come cristiano o come musulmano, a seconda della provenienza dei naviganti che vi sbarcavano, <<da ciò il comune detto in Sicilia “il romito di Lampedusa” per indicare una persona dalla doppia fede>>.  Possiamo parlare di multicultura e multireligione praticata già oltre 500 anni fa da chi viveva in questi luoghi di confine.

Isole poste al centro del Mediterraneo come Pantelleria, Lampedusa o Malta, videro convivere famiglie musulmane e cristiane e si parlava un dialetto arabo almeno fino a tutto il XV secolo. Si configuravano come luoghi “neutri” che riconoscevano tributi sia ai re cristiani sia ai califfi musulmani. Isole di libertà religiosa, politica, sociale dove si abolivano i confini fra l’islam e il cristianesimo e ciò era possible solo perché c’era un equilibrio di forze fra le due parti. Infatti nel XVIII secolo con la decadenza dell’impero ottomano i paesi barbareschi del nord africa persero la loro autonomia economica e iniziarono a diventare colonie degli stati europei, in particolare della Francia.Quando c’è qualcuno che comanda non si può più scegliere la neutralità, ma ci si deve decidere a favore di un’unica identità: quella che i colonizzatori imponevano con la forza della loro dominazione.

Nel mondo di oggi ha più senso parlare d’incontro tra diverse identità religiose? L’uomo occidentale ha in gran parte spezzato i legami identitari con la propria religione  cadendo nell’individualismo e perdendo tutti quei riferimenti gerarchici di tipo morale e sociale dati prima dalla Legge divina. La stessa Europa ha rifiutato di riconoscere le proprie radici cristiane e visto quello che sta accadendo con l’accelerazione incontrollata dei flussi migratori sembra sempre di più finalizzata ad accogliere in modo indiscriminato gli apporti culturali e religiosi che vengono dall’esterno. Non sappiamo più se definirci cristiani o se alla fine sia davvero importante difendere le nostre tradizioni e la nostra cultura. Per i musulmani invece un’Europa islamizzata è un’opportunità anche per procedere ad un’innovazione culturale altrimenti impossibile nei loro paesi d’origine: questa religione può infatti rispondere all’ateismo, all’individualismo, al recupero dei valori tradizionali come quello della famiglia in modo altrettanto efficacie del cristianesimo!

Eppure la Chiesa cattolica, proprio nel Compendio della dottrina sociale della Chiesa relativamente alla difesa delle identità così si esprime: “La Nazione ha <<un fondamentale diritto all’esistenza>>; alla propria lingua e cultura, mediante le quali un popolo esprime e promuove la sua “sovranità” spirituale>>; a <<modellare la propria vita secondo le proprie tradizioni, escludendo, ovviamente, ogni violazione dei diritti umani fondamentali e in particolare, l’oppressione delle minoranze>>”. In sostanza nel Compendio si dice che l’accoglienza non deve mai essere indiscriminata, cioè non deve mai arrivare a minare quelle tradizioni e quella cultura che son alla base dell’unità sociale e del bene comune che questa unità garantisce!

Mettiamo ora a confronto le affermazioni del Compendio sopracitate, con quelle di una rappresentante del globalismo moderno in salsa eurista, la presidente(a) della Camera Laura Boldrini:

“I migranti oggi sono l’elemento umano, l’avanguardia di questa globalizzazione e ci offrono uno stile di vita che presto sarà molto diffuso per tutti noi”, “Dobbiamo dare – spiegava la Boldrini – l’esempio concreto di una cultura dell’accoglienza come un nostro valore a 360 gradi che sappia misurarsi con la sfida della globalizzazione. Una sfida che porta anche una maggiore opportunità di circolazione delle persone perché nell’era globale tutto si muove”. Qui l’articolo e il video.

Si augurava che lo stile di vita portato dai migranti si sarebbe sostituito al nostro: non diceva che i migranti avrebbero avuto maggiori diritti, ma anzi che la loro precarietà e povertà sarebbe diventata un modello anche nella nostra società. La religione eurista ha nella sua essenza la mercificazione del lavoro e per fare questo è necessaria la libera circolazione delle persone funzionale all’impoverimento collettivo e alla cancellazione dei diritti sul lavoro: ci deve sempre essere qualcuno così disperato da accettare un salario sempre più basso, l’importante è che chi lavora ad un costo più elevato sia immediatamente licenziabile senza troppi problemi (vedi Jobs act).

Se la Chiesa vuole recuperare il suo ruolo di evangelizzazione della società deve necessariamente opporsi a queste idee che invece di mantenere in vita il confronto fra culture e civiltà, rischia di annientarle. Per instaurare un dialogo non si può perdere di vista se stessi. E proprio un musulmano, Fuod Allam,  in un articolo apparso sulla Repubblica del 23 settembre 2003 scriveva: “la questione delle radici cristiane dell’Europa, in un momento in cui si parla di eterogeneità delle culture e di multietnicità, suscita altre problematiche: come accogliere l’altro se si nega se stessi?… L’incontro è possibile soltanto se si è consapevoli delle proprie radici….L’Europa, faccia a faccia con se stessa, è ricca di saperi, ma restia ad accettarsi; ma per me essa rappresenta l’albero d’ulivo che nel Corano, al versetto 35 della Sura della luce, è né d’oriente né d’occidente”. Qui è evidente la preoccupazione nei confronti di una civiltà che sta perdendo di vista se stessa e i propri valori, che si riferisce solo a finalità utilitaristiche rischiando così di adottare stili di vita incompatibili con l’accoglienza e la pace, che spingono invece allo sfruttamento e all’odio reciprico.

In natura i luoghi di confine sono segnati dall’incontro degli elementi: l’acqua e la terra sul bagnasciuga di una spiaggia, le tenebre e la luce nel momento del crepuscolo e dell’alba…sono e rimangono linee di confine, d’incontro e separazione fra elementi diversi di due mondi! Come il romito di Lampedusa essi possono esistere e convivere solo in certi luoghi e in certi momenti. La civiltà occidentale è oggi indebolita dalla perdita della propria identità religiosa e culturale, non è in grado di dialogare ma solo di soccombere ad un modello che invece di integrare i popoli rischia di portare al rifiuto e all’odio, il tutto in nome della religione globalista che nega ogni forma di identità!

Il governo risponde all’UE: tranqui, continueremo a massacrare i cittadini…

uecommission

…ma tanto tranqui quelli della commissione europea non sembrano! Il buon Junker sta certamente sfogliando la margherita: li commissariamo o non li commissariamo, avviamo sta procedura d’infrazione o non l’avviamo?!?  Perché come dice  Repubblica  il presidente Junker è da sempre impegnato ad aiutare l’Italia (e pensa te se non ci aiutava come eravamo ridotti!!!).

Riassumendo: il ministro Padoan invia alla Commissione UE una  letterina in cui promette i soliti tagli conditi da tasse in salsa d’accise varie ed avariate, ma non detta i tempi per realizzare tali immond…ehm agognate e purificatrici manovre correttive. Pare che chiarirà i conti ad aprile, ma si sa che ” ad aprile è dolce dormire” e quindi i virtuosi del nord non si fidano degli inaffidabili italiani del sud… Pare che lo stesso Renzi, che sta preparando di gran lena la prossima (imminente?) campagna elettorale, abbia suggerito al suo (ex?) governo di prendere tempo, allontanando così i venti burrascosi dell’impopolarità dai suoi commilitoni di partito.

Ricapitolando: Junker a breve dovrà scegliere se fare campagna elettorale per l’uscità dall’euro commissariando l’Italia avviando la famigerata procedura d’infrazione (beatificando Salvini e la Meloni che da tempo dicono di uscire) o se dare tempo all’armata brancaleone eurista capeggiata (sembra) dal solito Renzi e condita dagli strasoliti Bersani, D’Alema, Vendola e compagnia bella, perdendo al contempo credibilità (n’do sta il rigore se – addirittura anche perfino – gli italiani se ne sbattono degli ordini made UE?).

Ma questi avranno capito che il vento è cambiato? Se la stampa è riuscita addirittura a riesumare dall’oblio la vicenda delle dimissioni premature del buon Ratzinger significa che dopo l’elezione di Trump si è scoperchiato un vaso di pandora che lascia alle élite mondialiste ben poche possibilità di vittoria. Speriamo che una volta tanto saranno i cittadini ad assistere alle loro disfatte, facendoci due risate quando, presi dal panico, dovranno lasciare le loro amate poltrone di comando!

Voto o non voto? Cosa faranno i nostri EUROi?

cerimonia_di_insediamento_del_governo_gentiloni_2016

Dopo la cancellazione del referendum sul Jobs act, ieri la Consulta si è espressa sull’Italicum dichiarandolo parzialmente incostituzionale, pur mantenendone diversi aspetti come il premio di maggioranza al 40% alla Camera. La cosa più interessante rimane però l’aver evidenziato l’immediata applicabilità delle leggi elettorali così uscite dal loro verdetto. E questo pur non avendo in alcun modo risolto la totale disomogeneità tra i sistemi elettivi di camera e senato, come aveva invece chiesto il Capo dello Stato Mattarella subito dopo il voto referendario del 4 dicembre: «È inconcepibile indire elezioni prima che le leggi elettorali di Camera e Senato vengano rese tra loro omogenee», «il risultato del referendum abbia confermato un Parlamento con due camere, regolate da due leggi elettorali profondamente differenti, l’una del tutto proporzionale, l’altra fortemente maggioritaria con forti rischi di effetti incompatibili rispetto all’esigenza di governabilità». QUI  l’articolo!

Ora noi sappiamo che la coerenza è una caratteristica delle nostre istituzioni, una coerenza che però fino ad ora li ha portati ad andare avanti sulle loro tanto amate riforme, perdendo totalmente di vista il popolo che non rappresentano più da tempo!

Ma per tornare al tema delle elezioni anticipate, la domanda è sempre la stessa: a chi giova? Tutti sappiamo quanto faccia gola ai nostri politici il vitalizio di fine legislatura, quindi non è meglio giocare e sacrificare sull’altare delle future e devastanti riforme di-strutturali il governo Gentiloni? Per provare a vedere oltre le nubi nere che si prospettano all’orizzonte facciamo un passo indietro…

Il 23 gennaio il Commissario agli affari economici dell’UE affermava riguardo al terremoto: C’è piena disponibilità della Commissione europea” (bene, dico io…), “per il terremoto stiamo facendo tutto quello che possiamo” ( cioè?..),  “La ripetizione dei terremoti dimostra che c’è un qualche aspetto strutturale lì(ah, vuol dire che siamo i soliti italiani spreconi e incapaci che non sanno risolvere i loro problemi?), E siamo pienamente disponibili. Non parliamo di altre spese, ma è chiaro che la Commissione lo considera una questione per la flessibilità” ( chiaro no? Niente soldi, anzi LORO la flessibilità (de che?) ce l’hanno già data, adesso si aspettano che noi prepariamo una manovrina correttiva, come richiesto, da 3,4 miliardi!)

Giustamente, dopo aver confermato il governo del SI e avuto all’economia le persone “giuste”(vedi alla voce Padoan) che sanno cosa si deve fare, ora la Commissione batte cassa sapendo di sfondare porte già aperte. Infatti è di oggi la notizia che Moscovici torna alla carica esplicitando le già abbastanza chiare richieste: ” Lo scorso 17 gennaio la Commissione ha inviato una richiesta di chiarimenti, da fornire entro il primo febbraio prossimo, sul mancato rispetto dell’obiettivo di deficit, chiedendo interventi pari allo 0,2% del pil. Ora Moscovici si aspetta “una risposta precisa a una lettera che era estremamente precisa”. Anche perché, e il commissario Ue ci ha tenuto a sottolinearlo, “l’Italia è il paese che ha maggiormente beneficiato della flessibilità”. “L’ha avuta per gli investimenti, le riforme, i rifugiati e il terremoto. È chiaro – ha aggiunto – che nelle spese che abbiamo già integrato per il terremoto ci sono elementi straordinari ed elementi strutturali, come le spese per migliorare la prevenzione, il consolidamento per rimediare ai danni”. QUI l’articolo. 

Quindi Moscovici conferma quello che avevamo già capito: l’Italia ha avuto tutto quello che doveva avere, (peccato che noi cittadini di tanta generosità non ci siamo accorti) ora prepari gli italiani alla stangata di 3,4 miliardi da noi richiesta nella letterina inviata al governo. Come? SO CA..I VOSTRI!!!

A tanta generosità dei buuuu-rocrati euristi risponde indignato addirittura il presidente del PD Orfini:

“Le parole di Moscovici sono sconcertanti”. Matteo Orfini ha duramente criticato la linea della Commissione europea. “Mentre stiamo ancora piangendo i morti della tragedia di Rigopiano, sentire coloro che dovrebbero rappresentare i valori di solidarietà su cui è nata l’Europa esprimersi con argomentazioni fredde, proprie delle burocrazie che da anni difendono gli interessi politici legati al feticcio dell’austerity, è inaccettabile e offensivo – presidente dell’assemblea nazionale del Pd – dopo questo ennesimo atto mi tocca ribadire che la lettera di Bruxelles è irricevibile”QUI l’articolo!

Peccato che i primi ad applicare TUTTE le regole dell’austerity siano stati proprio i politici italiani, in primis quelli del PD! Quindi non c’è via di scampo e sembra che abbiano poco da scegliere: prendere (il poco) tempo, sperando che il sistema dell’euro si sfaldi facendo saltare il banco insieme alle manovre e manovrine varie che ci aspettano ( ricapitalizzazione delle banche, aggiustamenti del deficit da 3,4 miliardi, manovrone lacrime e sangue di fine anno…), oppure andare alle elezioni e completare comunque la svendita del paese, ma perlomeno lavandosi la bocca con la cosiddetta legittimazione popolare attraverso il voto… E Renzi naturalmente è di nuovo pronto a garantire un futuro radioso al suo paese!

 

Da Obama a Trump: finirà l’era global-colonialista-progressista?

trump_and_obama-svg

Fra gli “esportatori di democrazia” americani, Obama risulta essere il più originale riuscendo ad impersonare nuovi slogan grazie alle sue caratteristiche innovative: il primo presidente di colore, con un nome musulmano – Barak Hussein Obama – in grado di diventare egli stesso il simbolo di più popoli e più culture! Il suo discorso di apertura lo fece il 4 giugno del 2009 all’università del Cairo – Bashar al Assad – dove invitò i musulmani a concepire gli Stati Uniti in un nuovo modo, spingendoli ad entrare a far parte dell’impero globale dove tutti i popoli e tutte le nazioni avrebbero dovuto convivere. Questa è la parte del suo discorso dove era chiaro il suo programma futuro: 

” Noi siamo formati da ogni cultura, usciti dai quattro angoli del mondo e siamo conquistati da un semplice concetto : E pluribus unum : « Da parecchi popoli, uno solo » “

QUI    il testo integrale. In questo discorso Obama si schiera dalla parte dei popoli musulmani affermando al contempo la volontà degli Stati Uniti di combattere il terrorismo. Obama fece anche un appello alla democrazia e al diritto del popoli di liberarsi dai regimi oppressivi, appello che molti lessero proprio come un esplicito invito alla rivolta nei confronti dell’ormai trentennale dittatura di Mubarak in Egitto, cosa che in effetti accadde nel 2011.

Si usò il termine di “primavera araba” per riferirsi a quella serie di proteste e agitazioni che portarono a drastici cambiamenti di regime in paesi quali l’Egitto, la Tunisia, la Libia, la Siria… E fu proprio in Egitto che Obama, facendo eco alle parole pronunciate al Cairo pochi anni prima, disse di appoggiare “una ordinata transizione verso un governo che sia in linea con le aspirazioni del popolo egiziano” . Oggi sappiamo che la destabilizzazione del vicino e del medio oriente causata dalle scelte di politica estera dell’amministrazione Obama è stata catastrofica anche per i paesi europei e non solo per motivi economici (basta pensare all’onda migratoria incontrollata accolta a braccia aperte dai nostri leader euristi)! Inoltre se l’intento di Obama era quello di riprendere il controllo di questi paesi in funzione anti-russa, certamente non è riuscito: dopo aver reso ingovernabile la Siria cercando in tutti i modi di far cadere il governo di Assad, arrivando addirittura ad armare i ribelli siriani, non è riuscito ad isolare-accerchiare Putin.

Quindi la tesi del “mondo unipolare a guida USA” sostenuta da Obama è di fatto caduta mentre fanno da contraltare le “nuove” intenzioni politiche dichiarate dal presidente Trump, che nel suo discorso d’insediamento del 20 gennaio ha detto: “c’è la cruciale convinzione che un paese esiste per servire i suoi cittadini. Ma per molti cittadini la realtà è diversa”. Famiglie in difficoltà, industrie abbandonate, scuole senza soldi, criminalità e bande: “Questa carneficina finisce qui e ora”.  A noi cittadini italiani ed europei dicono qualcosa queste affermazioni? La politica dell’unione europea di stampo globalista, palesemente contro le nazioni, – concetto definito obsoleto dalle nostre stesse istituzioni – non ha forse portato alle stesse tragiche conseguenze indicate come mali da Trump?

Ma continuiamo con il suo discorso: “Per molti anni abbiamo arricchito l’industria straniera a scapito di quella statunitense, abbiamo difeso i confini di altre nazioni e non i nostri. Da  oggi ci sarà una nuova visione: l’America viene prima. Ogni decisione sul commercio, sulle tasse, in materia di immigrazione, sugli esteri sarà presa a beneficio dei lavoratori americani e delle famiglie americane. Dobbiamo proteggere i nostri confini dalle devastazioni di altri paesi che distruggono i nostri prodotti, rubano le nostre aziende e distruggono il nostro lavoro. L’America tornerà a vincere, come mai prima. Ci riprenderemo i nostri posti di lavoro. Ci riprenderemo i nostri confini…” “Cercheremo l’amicizia con le nazioni del mondo, ma con la consapevolezza che è diritto di ogni nazione mettere i propri interessi davanti a tutto.” 

Di fronte a queste affermazioni chiediamoci: è un ritorno al protezionismo o all’affermazione della democrazia, intesa come diritto di autodeterminazione dei popoli resi ormai delle colonie dal sistema imperialistico globalizzato guidato dagli USA e in Europa dalla Germania? Credo che nelle intenzioni dello stesso Trump la parola America può essere tranquillamente cambiata con Italia, Grecia, Spagna,…o qualsiasi altra nazione e popolo del mondo! Solo riconoscendo la propria identità e la propria cultura i popoli potranno tornare a dialogare pacificamente con gli altri, senza mire espansionistiche volte alla cancellazione delle nazioni. Ed è proprio perché il mondo è di tutti che nessuno può pensare di farne il proprio orticello personale!

L’eurismo neoliberista è incompatibile con la civiltà!

2016_central_italy_earthquake

Si rimane senza parole di fronte al disastro e alla disperazione delle persone che sono da giorni senza elettricità e devono sopportare il freddo, la neve e il terremoto aspettando gli aiuti di uno Stato sempre più assente e lontano dalla realtà! Ma in l’emergenza non è iniziata in quel terribile 24 agosto 2016, così come non iniziò in Emilia Romagna il 20 maggio 2012 o a L’Aquila il 6 aprile 2009 o in una delle innumerevoli tragedie con cui la natura ci mette da sempre a dura prova. La tragedia è iniziata da quando le istituzioni nazionali ed europee hanno deciso di staccare la spina ad un sistema, che pur con tutti i suoi difetti, aveva garantito un benessere crescente alla nostra società, quello cioè delle democrazie costituzionali nate dopo la seconda guerra mondiale. Questo è il motivo per cui oltre ai soldi per affrontare l’emergenza non ci sono neanche quelli per affrontare l’ordinaria amministrazione: grazie al patto di stabilità i comuni non hanno soldi disponibili, ogni anno fioccano nuove emergenze e i fondi “europei” sono vincolati al rastrellamento, sul territorio, di ulteriori soldi pubblici da procurarsi mediante nuove tasse e/o tagli…servono cioè ad avere ancora MENO STATO! Questa è l’essenza del liberismo: liberarsi, appunto, dello Stato per limitarsi a dare al popolo giusto quello che gli serve per non ribellarsi. Ma cosa serve alla gente per non ribellarsi? Poco, sembra, visto che ci hanno già tolto quasi tutto! Il lavoro per i giovani è di fatto cancellato da leggi che li rendono precari a tempo indeterminato, la sanità viene velocemente privatizzata mettendo a carico dei cittadini visite o analisi un tempo a carico del SSN, la previdenza è una chimera per chi deve andare in pensione nei prossimi anni, mentre si prospettano salvifici fondi privati per i precari e sottoccupati senza alternative e speranza per il futuro.

Pensiamo solo ai soldi (di noi PRIVATI cittadini) raccolti per l’emergenza terremoto e attualmente non disponibili: è una storia che si ripete puntualmente da anni, prima con il terremoto dell’Aquila nel 2009, quando l’allora capo della protezione civile Bertolaso decise di affidare tali fondi ad una società finanziaria, l’Etimos, che formò un fondo di garanzia per garantire le banche che dovevano dare piccoli prestiti ai terremotati;  i terremotati invece di ricevere quei soldi DONATI per l’emergenza e la ricostruzione delle proprie VITE, dovevano rientrare nei criteri di solvibilità stabiliti dalle banche e restituire i prestiti con gli interessi! Anche con il terremoto dell’Emilia del 2012, nonostante i fondi raccolti con gli sms furono versati presso la Banca d’Italia, si dovette attendere che le regioni coinvolte, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, decidessero le modalità per la ripartizione e presentassero progetti per la ricostruzione. Oggi come allora i soldi inviati dagli italiani tramite sms ci sono, ma quando veramente servono non si possono toccare come potete leggere su la stampa.

Ma il problema sono davvero i soldi oppure è una questione di civiltà? Le politiche neoliberiste impongono ai governi una rigida mentalità contabile volta essenzialmente al controllo sociale, dove l’uomo deve essere de-costruito a modello della neo-società liberista, basata sui principi del mercato e del lavoro-merce. Uno sfruttamento senza ritegno è la proposta o meglio supposta politica che ci impongono i nostri governanti, in cambio, grazie anche al controllo totale dei mass-media, gettano negli occhi degli sprovveduti il fumo e la sabbia della democrazia cosmetica, abbellimenti appunto per mascherare una realtà ben diversa.

Ricordiamoci invece che in questo sistema l’euro è il manganello impietoso per imporre le regole, la BCE un vero e proprio organo politico al servizio dei paesi egemoni, la Commissione Europea l’organo esecutivo pronto a sanzionare e attivare le famigerate procedure d’infrazione: nonostante la terribile emergenza che l’Italia sta affrontando in questi giorni, sti signori hanno la faccia e lo stomaco per chiederci una correzione dei conti stimata in 3,4 miliardi!

Soldi che chiaramente verranno rapidamente trovati senza troppe dilazioni, al di là del solito teatrino che i nostri politici, garzoni di bottega al soldo del capitale finanziario, ci propinano ogni volta impersonando finte proteste e ottenendo alcunché. Non è lo stesso per chi vive l’emergenza sulla propria pelle, perché i soldi per la prevenzione e la tutela del territorio non ci sono, quelli per l’emergenza arrivano a babbo morto e ogni anno è peggio in un vortice distruttivo senza fine! Un modello di “inciviltà” imposto da autorità che distribuiscono rimproveri e minacciano sanzioni in funzione esclusiva di interessi esteri di paesi e istituzioni dominanti, che è incompatibile con la democrazia. Non si può parlare di aiuti o dire “non vi lasceremo soli” se le pseudo-istituzioni che fanno tali affermazioni accettano questo modello neoliberista che usa strumenti coercitivi (la moneta-euro e i mercati dei capitali) cancellando ogni principio d’umanità! In realtà tutto quello che all’apparenza è democratico (referendum, libere elezioni, informazione di qualsiasi forma o tipo, rete e social compresi) viaggiano da tempo su binari morti, che nulla possono e nulla decidono…Il cambiamento se ci sarà sembra provocato da tragiche rotture, fatte da persone portate alla disperazione e che non accettano più il falso buonismo della propaganda! Oppure, nonostante il governo ombra che si è formato sta già agendo in modo feroce, un cambio al vertice del sistema della governance mondiale, sperando perlomeno che un Trump non sia lì solo per distruggere, ma anche per rifondare un minimo di civiltà perduta…

Se negano il lavoro la sovranità a chi appartiene?

italia_tricolore_divisa_per_fasce_di_latitudine

Articolo 1 – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

La domanda sorge spontanea: dopo la bocciatura del Referendum sul Jobs act, la sovranità a chi appartiene? Se gli italiani nel referendum del 4 dicembre avevano chiesto una riaffermazione dei valori della Costituzione, primo fra tutti quello sul lavoro, ora è chiaro che tutti i segnali di natura politica e giuridica vanno in senso diametralmente opposto. Chi dà la legittimazione a governare non siamo certamente noi cittadini, ci sono ben altre istituzioni che lavorano con efficienza per scegliere e comandare al nostro posto. Basta vedere i risultati delle riforme di-strutturali per togliersi ogni dubbio, prima fra tutti quella sul lavoro che dimostra, dati sulla disoccupazione alla mano, che garantisce esclusivamente la precarizzazione e l’impoverimento collettivo, eppure per la maggioranza dei giudici della Consulta va bene così, il quesito sul Jobs act era scritto male mentre tale legge sarebbe sacrosanta e non in conflitto con la Costituzione sociale!

Come dicevo nel post precedente è lo stesso Istat, nella sezione Faq, domande frequenti sulla rivelazione sulle forze lavoro , a chiarire come viene fatta la rivelazione relativa alla disoccupazione:

5. Che significa essere occupato?

Nella nuova indagine, sono considerate occupate le persone con più di 15 anni che nella settimana a cui si riferisce l’intervista hanno svolto almeno un’ora di lavoro retribuita. E’ occupato anche chi ha lavorato almeno per un’ora presso la ditta di un familiare senza essere retribuito. E’ questo un criterio oggettivo che differenzia la nuova indagine rispetto alla precedente, dove valeva la condizione percepita e dichiarata dall’intervistato.

Ho volutamente evidenziato l’ultima frase del punto 5 per domandarvi: è veramente più OGGETTIVO considerare una persona OCCUPATA se ha lavorato almeno un’ora nella settimana dell’intervista rispetto al chiedere all’intervistato? Purtroppo conosco persone che svolgono lavori saltuari,ad ore o giorni tramite voucher o agenzie interinali, che non si sentono in alcun modo “occupate” e non certo per una loro OPINIONE SOGGETTIVA!!! Chi è stato licenziato e ha perso un LAVORO VERO grazie alla crisi infinita e istituzionalizzata, rischia semmai, proprio a causa di questo indegno sfruttamento a cui viene sottoposto, di arrendersi al “non-lavoro” escludendosi da qualsiasi statistica con il plauso del governo di turno. Infatti non rientrando più fra i disoccupati, i numeri della disoccupazione torneranno magicamentea scendere: se volete “divertirvi” con il gioco delle tre carte fatto con i dati su OCCUPATI-DISOCCUPATI-INATTIVI potete leggerli aggiornati QUI!

Ricordiamoci però che tali dati, quelli sull’occupazione-disoccupazione in continuo saliscendi, sono alterati pesantamente da quell’ora di piena occupazione in cui incapperebbero i fortunati cittadini! Inoltre ci sono altri indici che confermano la terribile realtà a cui ci stanno condannando, quelli cioè sulla DEFLAZIONE. Sempre l’Istat segnala che il 2016 si è chiuso con una variazione negativa sui prezzi al consumo del 0,1%, un dato così negativo non si vedeva in Italia dal 1959! Sappiamo che nel mese di Dicembre 2016 c’è stato un moderato aumento dei prezzi al consumo, che possiamo però attribuire a rincari che tutti abbiamo visto: benzina e materie prime. Invece non sono pervenuti aumenti dei SALARI, unico fattore che può agire direttamente sul potere d’acquisto dei lavoratori e risollevare i consumi portando ad una VERA CRESCITA DELL’ECONOMIA! In meno di 10 anni i consumi degli italiani sono calati di oltre 80 miliardi e questi dati sono ben chiari a chi ci governa, ma non fanno altro che calare come una mannaia ulteriori riforme deflattive che stanno portando velocemente alla fine della cosiddetta “classe media”:gli stipendi caleranno ulteriormente perché il fine delle riforme è precarizzare il lavoro e conseguentemente creare bolle sull’economia reale. Un esempio su tutti è il sistema bancario oberato di sofferenze, cioè di crediti inesigibili a causa dei fallimenti delle imprese e della perdita di reddito e di lavoro stabile da parte delle famiglie italiane. Il fatto che il governo getti 20 miliardi di aiuti pubblici nel sistema bancario senza sostenere al contempo i redditi delle famiglie garantendo il lavoro e l’occupazione, è totalmente inutile, come sarebbe inutile continuare a voler riempire una vasca aumentando il getto dell’acqua dei rubinetti senza però avere alcuna intenzione di mettere un tappo nello scarico! L’Italia, con l’euro e la sua cura deflattiva, oltre a salassare i cittadini e massacrare i servizi pubblici (scuola e sanità su tutti), altro non può fare, per quanto ne dicano i tanti tromboni di regime che vediamo comparire in televisione!

Contro l’Isis che verrà

paradise_lost_12

« Come mai sei caduto dal cielo,
astro mattutino, figlio dell’aurora?
Come mai sei atterrato,
tu che calpestavi le nazioni? »                                                                                                                                                       Is. 14,12

Calpestava le nazioni…violava la loro libertà, le schiacciava sotto il peso delle menzogne e dell’ingiustizia! Secondo alcuni esegeti della Bibbia era il re di Babilonia il “Lucifero” che Dio scacciò dal Paradiso a seguito della sua ribellione. Fu l’arcangelo Michele a sconfiggerlo facendolo precipitare verso la terra: il suo nome significa «Chi è come Dio?» e poiché nessuno è come l’Onnipotente, l’Arcangelo combatte tutti coloro che si innalzano con superbia, sfidando l’Altissimo! Questa breve disgressione biblica ci introduce all’argomento del post: quali sono le cause che stanno dietro i recenti attentati terroristici che con sempre più frequenza colpiscono i paesi europei (e non solo)?

Per prima cosa riflettiamo sul fatto che lo stato islamico è l’effetto, il sintomo, ma non la causa che porta al conflitto tra i popoli! Sconfiggerlo non rappresenterà la fine del terrorismo,  radicato su forti ingiustizie sociali che richiederebbero grandi investimenti sui diritti, unici e veri garanti della pace e del dialogo. Siamo lontanissimi da questo perché oltre alla fine degli Stati si può parlare della fine dei popoli: si mira a creare una base sociale degradata per far perdere alle ex-nazioni ogni forma d’identità e di possibile riscatto. La ricchezza e la diversità dei popoli infatti si può mantenere solo se è forte l’identità culturale che li caratterizza, perché è nel riconoscere le differenze che si può iniziare il dialogo e non certo nella nullificazione che mette tutti e tutto sullo stesso piano e cancella ogni etica e ideologia. Esempio in tal senso è il Belgio, che è anche uno dei paesi più colpiti dal terrorismo. Qui, per tenere insieme una società sempre più multiculturale, si è imposto il laicismo. Invece di promuovere la conoscenza reciproca delle culture, hanno – ad esempio – rinominato le vacanze scolastiche di Natale come “vacanze d’Inverno”, o  la festa di tutti i santi è diventata “congedo d’Autunno” e le vacanze di Pasqua sono  “le vacanze primaverili”. In realtà questa pseudo-tolleranza invece di integrare e accogliere è servita solo a creare quartieri-ghetti dove i musulmani sono la maggioranza e dove ci sono veri e propri «centri di reclutamento per jihadisti». Chi di fatto è dis-integrato, cioè sfruttato e rifiutato, riversa la sua rabbia in ideologie estremiste. Perciò in Stati come il Belgio o la Francia, dove l’immigrazione è stata massiccia e l’integrazione non ha mai funzionato, possiamo forse già ora parlare di “guerra civile permanente”.  Leggi di Più: Belgio, perché proprio qui il terrorismo islamico | Tempi.it

Al mix esplosivo che porta alla violenza e favorisce i germi del terrorismo contribuiscono le politiche economiche euro-imposte che hanno come fine lo sfruttamento dei lavoratori-merce e la cancellazione dello stato sociale. Accogliere rifugiati in centri d’accoglienza lager o dare loro un welfare d’accoglienza momentaneo, – visto dai cittadini come parassitario – e destinato nel tempo ad inserire gli immigrati in meccanismi di lavoro volti allo sfruttamento che non danno prospettive di vita dignitose, a quali risultati potrà portare? La realtà è che non c’è LAVORO VERO neanche per i cittadini comunitari come certificano i dati allarmanti sulla disoccupazione. L’Italia ad esempio, dovrebbe avere un tasso di disoccupazione ufficiale attestato intorno al 11,6%, ma nasconde il vero effetto della precarizzazione selvaggia del lavoro dietro metodi di statistica usati dall’Istat alquanto discutibili: se andate nel sito Istat, nella sezione FAQ potete leggere che nelle indagini sull’occupazione viene considerato occupato chi nella settimana dell’intervista ha lavorato almeno un’ora! Ora pensate all’uso spropositato dei voucher che ha raggiunto livelli da record mondiale e provate a ricalcolare quell’11,6%( che già è un dato allarmante) considerando i tanti “occupati” a mezzo voucher per “almeno un’ora a settimana!!!”

I dati sull’efficacia delle riforme non finiscono qui come potete leggere sull’articolo del Sole 24 ore ore di cui riporto degli stralci sotto:

“Per trovare dati così brutti bisogna tornare indietro di un secolo, al triennio 1916-18, e in particolare al 1917, con la doppia strage della Grande Guerra da una parte e della pandemia di letale influenza Spagnola dall’altra. Secondo il demografo Gian Carlo Blangiardo, docente all’Università di Milano Bicocca, a fine 2015 sono ben 150mila gli italiani che mancano all’appello rispetto all’anno precedente.” – ” Innanzitutto c’è il crollo delle nascite, che già nel 2014 ci aveva fatto toccare il record negativo della peggior natalità dal 1861, anno dell’Unità d’Italia”- “… questo studente, una volta laureato, non trovando soddisfazioni professionali in Italia se ne scappa in Germania, Gran Bretagna o Stati Uniti, e con le sue competenze crea valore in quelle economie (versando in quegli Stati esteri i suoi contributi previdenziali). Ecco che i 100mila euro italiani serviti a formare quel professionista italiano che non trova lavoro nel nostro Paese volano oltreconfine. Forse per sempre.” – “Anche sul fronte immigrazione non c’è molto da sorridere. Il contributo netto dei movimenti migratori è in drastica caduta,… «Un fenomeno che solo nel recente passato è stato sino a dieci volte più rilevante – continua l’esperto – e che deve il suo ridimensionamento sia alla minore attrattività dell’Italia nel panorama della mobilità internazionale (escludendo doverosamente sbarchi e transiti), sia alla crescente “fuga” di nostri connazionali». ” – “«per trovare un’analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918». Alle due guerre mondiali, insomma. Se confermato, quello del 2015 sarebbe un triste primato in tempo di pace. Ma soprattutto, andrebbe spiegato a fondo.”

Vi ricordate forse di  QUELLO che parlava dei “più grandi successi dell’euro?”. Ebbene ormai anche l’Italia può tranquillamente vantarsi di essere diventata un successo: l’impoverimento a cui ci hanno sottoposto sta creando l’humus fertile a nuove e devastanti realtà! Non si può pretendere che la gente faccia figli dove il domani, prima garantito da un lavoro stabile e dignitoso, è lasciato alla mercé del mercato, che detta e impone regole disumanizzanti. Se la gente non vive tranquilla anche la salute diventa un problema, oltre al fatto che comprimendo la spesa pubblica la prevenzione e gli esami ad essa necessari sono ormai un lusso per i più. Spaventosa è  la comparazione che viene fatta fra la mortalità odierna – alla quale aggiungerei la distruzione della ricchezza, cioè del pil italiano, paragonabile solo a quella fatta dalle guerre – e i morti dovuti alle due guerre mondiali del secolo passato!  Tutto ciò lungi dall’essere un problema è in realtà  l’effetto voluto dalle riforme, volte in via prioritaria alla deflazione salariale: scaricare sui salari dei lavoratori la competitività significa in pratica precarizzare il lavoro, renderlo MERCE a basso costo al servizio del CAPITALE!

Funzionale a queste SAGGE politiche di privazione dei diritti sociali è l’arrivo massiccio di profughi, da utilizzare come forza lavoro a basso costo in competizione con le popolazioni europee. Si tratta appunto dei cosiddetti “migranti economici”, quelli che venivano “esclusi” dall’articolo sopracitato, che parlava invece di diminuzione dell’immigrazione qualificata. Possiamo immaginare che gli esseri umani che vengono spinti verso l’Europa siano prima accuratamente informati del “PARADISO” che li aspetta nei nostri Stati: a loro sarà stato presentato un sistema di accoglienza e di diritti che a noi viene velocemente tolto, considerato al più come privilegio che non possiamo permetterci (causa sprechi, debito, corruzione e amenità simili)! Come dicevamo sopra i paesi europei non hanno previsto nessuna politica d’accoglienza volta a realizzare un’integrazione reale o magari anche solo parziale. Del resto tali politiche sono impossibili nel modello economico neoliberista, che mira esclusivamente a tagliare lo stato sociale per portare tutti i cittadini all’impoverimento diffuso, grazie alla ricetta che favorisce l’alta disoccupazione funzionale al taglio dei salari! Per tutti noi, immigrati inclusi, c’è pronto un destino da lavoratori-merce e questo comporterà e comporta già ora una tensione crescente tra le popolazioni locali impoverite e i “nuovi”  lavoratori immigrati in cerca di una prospettiva di vita migliore, ma  destinati purtroppo a ricadere nello sfruttamento e nel rifiuto da cui sono scappati. La rabbia non può che salire in queste condizioni e spingere psicopatici depressi ad abbracciare prospettive integraliste e violente. Esse possono essere una conseguenza dell’odio cieco a cui ci costringono: poveri contro poveri chiusi in una gabbia d’ingiustizia senza prospettive di salvezza. Le organizzazioni terroristiche sanno bene che il “modello occidentale”, laddove non crea integrazione,  contribuisce ad alimentare l’odio e la disperazione e sfruttano chi è più facilmente manipolabile con slogan ed inni volti a spingere al reclutamento e alla vendetta. I governi occidentali sotto la stretta dell’austerità fiscale non hanno nessuna concreta possibilità di modificare l’assetto sociale d’accoglienza con politiche d’integrazione. Politiche peraltro che sarebbero comunque impossibili in questo contesto incontrollabile e senza filtri, che sembra mirare ad una parziale sostituzione razziale dei nostri popoli e a travasare il welfare modello Bangladesh in Europa! Se le cose stanno veramente così perseguiranno la strada dell’israelizzazione dei paesi europei, cioè si trasformerebbe l’Europa in una grande israele con un sistema militare volto a controllare una minoranza interna in modo restrittivo. Chiaramente questo non sarà la cura del terrorismo, ma garantirà la presenza dell’integralismo e uno stato di guerra  permanente senza vinti ne vincitori. L’unica nota positiva in questo contesto disperato è che stanno facendo le cose troppo velocemente per non commettere errori: schegge impazzite con interessi contrastanti governano le nostre vite e la mancanza di razionalità delle loro scelte potrebbe rapidamente far cadere il castello di carte traballante che è l’Unione Europea e le sue sempre più assurde e insostenibili politiche d’austerità. Speriamo quindi, contro l’affermazione del terrorismo, che esistano in Europa e in Italia forze politiche in grado di riaffermare con forza le Costituzioni democratiche del dopoguerra, uniche garanti dello stato sociale e della dignità umana, rimedi concreti ai mali dello sfruttamento e dell’ingiustizia.

2Corinzi 11:14-15

14 Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. 15 Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si travestono da servitori di giustizia; la loro fine sarà secondo le loro opere.

Ma i fuurrrbi finiranno in bocca al lupo?

gatto_e_volpe

Niente provoca più danno in uno Stato del fatto che i furbi passino per saggi.
(Francis Bacon)

Guardando in modo distaccato, cercando di non inca…volarsi o disgustarsi troppo, quasi si prova pena (in fondo è Natale) per un governo destinato al karakiri politico: hanno promosso chi più ha fallito (vedi alla voce Alfano e/o Boschi) e sinceramente non vorrei essere nei loro panni! Bisogna piuttosto ricordarsi le parole di Monti  – crudelmente sincero a causa della sua fede cieca e incrollabile  nel dio mercato – quando diceva che le istituzioni europee, come la Commissione europea o la BCE, erano state volutamente tenute  “al riparo del processo elettorale” per imporre le riforme contro l’interesse dei cittadini e a servizio esclusivo delle élite della finanza!

Quando tra gli imbecilli ed i furbi si stabilisce una alleanza, state bene attenti che il fascismo è alle porte.
(Leonardo Sciascia)

I governanti che si muovono all’interno di questo sistema non sono altro che figuranti, sacrificabili alla bisogna sull’altare dell’euro. Del resto spazi politici alternativi NON CI SONO ne possono esserci in un sistema dove il voto non conta niente! Ecco il motivo per cui si ripropone un remake-governativo dove ben che vada, anche si andasse davvero alle elezioni, questi figuri otterrebbero si e no un 20% dei voti  dai soliti EUROi dell’euro, che esistono e sono fra noi indipendentemente dall’evidenza fattuale dei disastri realizzati dai loro beniamini. Non si tratta quindi di scelte politiche dettate da esigenze democratiche quelle che garantiscono la continuità al “governo Monti IV”: hanno semplicemente cercato di mantenere la democrazia formale, quella fondata sull’apparenza, a totale discapito di quella sostanziale, fondata invece sui diritti (prima) garantiti dalla Costituzione. Peccato però che ormai non si salva più neanche la forma e iniziano ad aver paura che la farsa si trasformi in tragedia. Una tragedia politica che si è già concretizzata nell’esito del referendum. Ora è inevitabile che le scelte di totale asservimento e continuità con i precedenti governi clone porteranno ad ingigantirsi a dismisura il malcontento popolare!

Basti pensare alla questione banche e a quella più emergenziale di MPS! Ormai è quasi certo che il governo dovrà nazionalizzare MPS andando velocemente a garantire con soldi pubblici (via tagli e tasse) i 4 miliardi mancanti entro la fine dell’anno. Ma se i 4 miliardi dovessero non bastare, se servissero appunto cifre nell’ordine dei 10-15 miliardi per garantire il sistema bancario, allora l’Italia sarebbe costretta ad accettare i fondi ESM con la conseguenza inevitabile di farsi scrivere le prossime leggi finanziarie direttamente dalla troika. Da quel momento il cosiddetto “vincolo esterno”, cioè l’euro a cui l’Italia ha scelto di aderire andando contro i propri interessi e la propria costituzione, diventerebbe di fatto un “vincolo interno”, sostituirebbe quel minimo di democrazia residua che i figuranti al governo ancora hanno e che si giocano ogni volta che ci sono nell’aria le elezioni: bonus di 80 euro, rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, abolizione dell’IMU prima casa….Tutto si giocherà a muso duro e a carte scoperte, senza escamotage elettorali! Non che ci siano mai stati complotti per nascondere alcunché e non c’è stato solo Monti a spiegare come funziona il sistema dell’UE. Esemplare  è il cosiddetto “metodo Junker”, attuale ri-presidente dell’UE, che spiegava il LORO metodo di governo:

“Prendiamo una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per vedere che succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché la maggior parte della gente non capisce niente di cosa è stato deciso, andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno”.

Oggi anche se tanta gente ancora non capisce niente di quello che sta accadendo, grazie soprattutto alle mezze verità portatrici di enormi menzogne con cui ci ammaestrano i media, le proteste e le rivolte sono sempre più probabili: tolta ogni precauzione vanno avanti con i loro piani  mettendo un tappo alla pentola a pressione e aspettando l’inevitabile fine dell’euro. Il massimo dei danni possibili, fino all’ultimo senza scrupoli, con i soliti geni al governo che stavolta andranno a finire direttamente in bocca al lupo. Loro saranno il capro espiatorio, quelli che guidati dalla luce del Dio Euro e ben incollati alla lussuosa poltrona dove appoggiano comodamente il deretano non si accorgono che la nave sta già affondando! Ci sono poi i fuuuurrrbiii, quelli che sanno (e sapevano) quello che sta accadendo e pensano bene di prendere le distanze senza la minima ammissione di responsabilità! LORO rimarranno a garantire il sistema, rappresentano quella classe dirigente ben addestrata da usare alla bisogna. Ma usciranno indenni dagli esiti imprevedibili che ci prepara il prossimo futuro?

Siamo sicuri che ci sia qualcuno disposto a togliere il tappo per far defluire l’enorme pressione accumulata dalla gente sotto il peso delle menzogne e delle angherie a cui ci hanno sottoposto fino ad ora? Siamo sicuri che ci sia un partito o movimento disposto davvero ad andare alle elezioni per cambiare le cose e dare speranze concrete alla gente? Non credo! I figuranti attuali, soprattutto quelli che credono ciecamente in quello che fanno, al cosiddetto “più EUROpa”, sono il meglio (o il peggio) che offre il mercato. A loro il compito di prendersi in faccia il coperchio della pentola a pressione quando esploderà. A noi cittadini, passata la tempesta, non resterà che sperare in un ripristino della legalità costituzionale, aprendo bene gli occhi per non lasciarsi di nuovo ingannare dai soliti fuurrbi, quelli che non hanno mai colpe e (dicono) in buona fede cercano di “fare la cosa giusta” decidendo al nostro posto cosa è giusto o sbagliato per il futuro.

Mao Tse-tung in situazioni del genere avrebbe detto: “Grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole”. Aspettiamo fiduciosi lungo la riva del fiume…

L’Italia come la Grecia

hqdefault

Era il settembre 2011 quando Monti diceva su La7 nella trasmissione di Gad Lerner L’infedele: “Stiamo assistendo al grande successo dell’euro, e qual è la manifestazione più concreta del grande successo dell’euro? La Grecia“. Atene colava a picco e già si annusava la crisi per tutta l’eurozona, ma Monti era certo che l’esempio della Grecia fosse da seguire. Ecco spiegato il motivo: “Perché l’euro – aggiunse il professore – è stato creato per convincere la Germania che attraverso l’euro e i suoi vincoli la cultura della stabilità tedesca si sarebbe diffusa a tutti. Quale caso di scuola si sarebbe potuto immaginare migliore di una Grecia che è costretta a dare peso alla cultura della stabilità e sta trasformando se stessa?” Cit. tratte da Il Giornale! Per quelli che hanno lo stomaco forte e vogliono vedere in pratica che grande successo l’euro a guida tedesca ha realizzato in Grecia, cliccate su “il più grande successo dell’euro”.

Vi ricordate che a seguito di un referendum a cui i greci votarono in massa contro l’austerità, ricevettero invece pesanti commissariamenti dalla troika imposti dai diktat tedeschi?  Leggiamo i dati tratti da wikipedia: Il Ministero degli interni greco ha comunicato i dati definitivi con la vittoria dell’NO (OXI) con il 61,3% con 3.558.450 voti, mentre il fronte del SI ha ricevuto 2.245.537 voti con il 38,69; con una partecipazione al voto di 6.161.140 cittadini, pari al 62,5% degli aventi diritto. E il Renzi greco se ne uscì con queste dichiarazioni:

Subito dopo i leader politici hanno fatto le prime dichiarazioni dopo il voto, tra questi Alexīs Tsipras:

« I greci hanno fatto una scelta coraggiosa, che cambierà il dibattito in Europa. […] La Grecia da domani vuole sedersi di nuovo al tavolo delle trattative: vogliamo continuarle con un programma reale di riforme ma con giustizia sociale e dobbiamo “riarticolare” la questione del debito. »
(Alexīs Tsipras)

Sappiamo poi come è andata e purtroppo ora tocca a noi. L’Italia è un grande paese e certamente le conseguenze di un commissariamento così esplicito sarebbero imprevedibili. Però ho dubbi che si faranno molti scrupoli ad andare avanti!

Riassumendo il teatrino pro-EUROpa: abbiamo un PdR che dice che alle elezioni senza cambiare la legge elettorale non si può andare! Eppure proprio lui nel maggio 2015 firmò l’Italicum senza nulla profferire come potete leggere QUI!

La Consulta si esprimerà solo il 24 Gennaio e nel frattempo la memoria corta degli italiani, con le acque ben intorbidite dai soliti media pro-regime, avranno sistemato ben benino la questione elezioni anticipate. Ci andremo, certo, alle elezioni,ma non seguendo l’onda del voto referendario! Ciò accadrà piuttosto quando sto fantasma di governo, completata la svendita dell’Italia, verrà travolto dall’onda del malcontento popolare arrivato all’apice della sopportazione! Ora ai mercati interessa soprattutto che venga ratificata la soluzione “giusta” sulle banche italiane: ricevere aiuti di stato, via fondi ESM, su modello (esemplare nei risultati – vedi sopra) della Grecia. Per questo motivo Renzi ha detto: ” O governo di tutti o elezioni anticipate”! Visto che stanno per far commissariare l’Italia dalla Troika ( o da simili e assimilabili istituzioni) con conseguenti devastanti richieste di ulteriori e folli austerità, occorre spalmare la mer… ehm responsabilità politica di tale capolavoro patriottico su tutti i partiti. Pare (addirittura!) che neanche forza italia ci voglia stare, quindi Mattarella riproporrà un governo Renzi-bis con presidente del consiglio un ministro: se sarà Padoan la svendita al peggior offerente è garantita. Probabilmente però sceglieranno  una nullità politica, un non-ministro- non -presidente del consiglio, come se potessero davvero credere di salvare politicamente il PD e compagnia bella da ciò che stanno per fare!!! Renzi ha lasciato in eredità al PD solo macerie e agli italiani idem del loro paese. Qualsiasi fantasma o ectoplasma si presterà a garantire la continuità al governo attuale per portare avanti la cessione del sistema bancario italiano a danno di tutti i cittadini, poco importa. Alla stupidità non c’è mai fine, ma se ti danno martellate sui piedi è difficile che non ti svegli dal torpore che fino a ieri ti spingeva a credere alle assurdità che tali personaggi ti vendevano come oro! E dopo l’adesione ai fondi salva stati TUTTO sarà possibile! Ricordo che l’Italia ha versato dal governo Monti in poi oltre 60 miliardi di euro per ricapitalizzare le banche degli altri (quelle francesi e tedesche in primis) e oggi non può spendere 1 euro di soldi pubblici per sostenere un sistema bancario stremato dalla crisi: la gente perde lavoro, le imprese chiudono e non pagano più mutui o finanziamenti. Grazie all’austerità imposta dall’Europa e dall’euro abbiamo accumulato nel sistema bancario una montagna di sofferenze e ci chiedono, invece di farci uscire da sto sistema folle e recessivo, di accettare soldi vincolati ad ulteriori austerità. Pensate solo al fatto che le banche italiane NON hanno ricevuto aiuti pubblici (MPS a parte) mentre la sola Germania dal 2008 ha versato 290 miliardi di euro per sostenere il proprio sistema bancario. Per non parlare poi dei soldi che NOI ITALIANI, grazie a Monti e ai suoi degni successori (Letta e Renzi) abbiamo continuato a versare per le loro banche altrimenti fallite!

L’unica nota positiva è che si è ricominciato a parlare di uscita dall’euro e di possibili alleanze in tal senso: Lega e M5S potrebbero avere i numeri per un governo che punti a recuperare sovranità e indipendenza per l’Italia. Sul telegraph l’intervista a Claudio Borghi! Sono solo sogni visto che il M5S non ha mai manifestato la volontà di uscire dall’euro parlando so lo di un fantomatico referendum. Ci sarebbero però le”correnti” o roba simile: se Grillo dimostrasse di non essere il piano B del sistema (Cit. Alberto Bagnai) e decidesse di far pesare i suoi voti a favore del recupero di sovranità sarebbe un bel colpo per gli euristi. A loro piace vincere facile ma credo gli rimanga poco tempo prima dell’inevitabile fine dell’euro! La baracca politica malcostruita per sostenere “il più Europa” è crollata (o perlomeno è gravemente lesionata) sotto il voto del referendum costituzionale. Gli italiani possono sopportare tre governi e più al servizio del sistema finanziario, ma sembrano mal digerire un SI netto e a scatola chiusa, un salto  verso il buio di pseudocambiamenti mai definiti, che manifestano con fin troppa chiarezza la fretta di togliere di torno i fastidiosi residui della democrazia mantenuti  in vita dalla nostra costituzione. Sarebbe già tanto che a noi comuni cittadini  rimanesse in mano qualcosa per ricostruire le nostre vite, affidandole a persone che non hanno voltato le spalle al loro paese nel momento del bisogno.

…rientreranno dalla porta senza neanche bussare!

Adesso ricordiamoci che ESSI ciò che esce dalla porta lo fanno sempre rientrare…DALLA PORTA (e non mi riferisco a Renzi)!!!

porta

Il capo dello stato avrà come priorità quella di rassicurare l’Europa dell’Euro (che nulla centra con quella dei popoli), mettendo a capo di un governo del presidente una solita figura “di garanzia” affinché nulla cambi per i cittadini martoriati dalle Riforme DI-strutturali. Le divisioni delle opposizioni saranno l’ulteriore garanzia che nel caos la fregatura rimanga stabile come dicevamo QUI!

Sarà importantissimo il parere che la Consulta deve esprimere sull’Italicum, decisione che era stata rimandata proprio per attendere l’esito del referendum. Lo stesso Napolitano aveva invitato il governo ad apportare modifiche alla legge elettorale ed è opportuno ricordare che il documento  prodotto è stato firmato anche da esponenti della minoranza dem come Cuperlo!

Vedremo se le forze politiche che hanno deciso di affidarsi all’esito referendario adesso si adopereranno per abrogare definitivamente l’Italicum, con l’auspicato appoggio della Corte costituzionale! Questa potrebbe rappresentare una possibile unità nelle opposizioni e risultare l’unica forma di rispetto verso la Costituzione, di fatto cancellata da anni dalle norme sovranazionali liberiste!

In attesa che arrivino le 10 piaghe d’Egitto per punirci dell’avventata decisione di votare NO, meglio dunque osservare con attenzione le scontate decisioni che verranno prese a livello istituzionale per garantire la continuità del sistema.  Ricordiamoci che la “verità ci rende liberi” e ci permette di andare oltre la banalità delle menzogne che giornalmente ci rifilano. Guardarli mentre rientrano dalla porta, fargli sapere che “sappiamo” quali sono i nostri diritti e che cosa vogliamo per il nostro futuro, è la migliore arma che abbiamo per difendere la democrazia e spingere i partiti a fare i nostri interessi.

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

Racconti brevi di vita quotidiana ( spero allegri ed umoristici) aforismi pensieri idee di un allegro pessimista

Guai a prendersi troppo sul serio. Racconti allegri pensieri idee di un allegro pessimista

Pensieri di Lisa

Le emozioni mi strabordano

Il pensiero libero

Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo

Filimages

A quoi servent les images que l'on ne montre pas ?

chez le hérisson

appunti criptici di una sfinge in erba

blog 57

testi e fotografie dell'autore

sergioferraiolo

Uno sguardo sul mondo