Agostino d’Ippona: dubitare per credere!

 

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Sant’Agostino e il bambino

Sant’Agostino morì ad Ippona il 28 Agosto 430. Ripubblico sotto un post che era stato ispirato dalle sue posizioni teologiche e dall’esperienza della sua conversione. Mi riferisco in particolare alla “razionalità della fede”: per Agostino la fede è un gradino della conoscenza, essa dona “i semi della verità” e quando si tratta di” verità supreme essa purifica il cuore e lo rende capace di accogliere e sostenere la luce della ragione”.

Dubitare per credere

“Sant’Agostino stava scrivendo il suo trattato sulla Trinità e si sforzava di approfondire il grande mistero. Ad un tratto s’accorse che a breve distanza da lui v’era un bimbo, che con una conchiglia attingeva dal mare e la trasportava in una piccola buca, che aveva scavata nella sabbia.
Che fai bimbo? – domandò Sant’Agostino.
Voglio svuotare il mare e metterlo in questa buca, – rispose il bambino.
Ma non vedi che è impossibile? Il mare è così grande e la buca così piccola!
Vescovo Agostino, e come potrai tu, piccola creatura della terra, con la tua limitata intelligenza comprendere un mistero così alto, quale è quello della SS. Trinità? Detto ciò, il piccolo scomparve. Era un angelo del Cielo.”

La fede è un continuo confronto con il Mistero. La fede non è certezza , ma ricerca di senso. Quello del credente è infatti un cammino nella fede, una messa in discussione continua delle proprie certezze, una risposta mai banale alle domande sulla propria esistenza e sul senso del Tutto in cui siamo inseriti. Alla base della fede non c’è solo la fiducia illimitata in un Dio che pensiamo o sentiamo o vogliamo che esista perché espressione di un nostro bisogno e una nostra fragilità. La fiducia quando non ha riscontri puntuali viene tradita e decade nel nulla. Oltre alla fiducia è necessario un fondamento e questo è possibile solo trovando nella nostra intimità quell’ IDEA GRANDIOSA di Dio che è parte del nostro essere: Dio è quell’Essere così perfetto in cui l’Essenza e l’Esistenza coincidono! Pensare Dio, come diceva Sant’Anselmo, è pensarlo necessariamente come esistente! Ciò non è solo un astruso ragionamento filosofico, ma è un presupposto fondante la fede, un principio che va oltre la pura razionalità e si impone ad ogni uomo che sia in atteggiamento di ascolto. Sentire Dio come esistente non significa però definirlo, tanto meno conoscerlo. Non si può chiudere Dio in una scatola e dire: “Ecco, questo è (il mio) Dio!”. Il saccente e il bigotto non faranno altro che preconfezionare il loro Dio e proporlo nella sua logicità agli altri. In realtà qui non c’è alcuna differenza fra l’ateo e il cosiddetto credente, entrambi hanno le loro incrollabili e immutabili certezze e accolgono sprezzanti con scetticismo ogni critica e posizione diversa dalla loro.

Sant’Agostino affermava che “…si deve cercare Dio per trovarlo e trovarlo per cercarlo ancora!”, questo perché nel credente il dubbio è risorgente, si crede ogni giorno nel cammino della propria esistenza, non ci sono risposte ai misteri del male e della sofferenza, anzi quasi mai è possibile spiegarli! Non sappiamo il perché del vuoto infinito che ci pervade, ma al contempo non possiamo fare a meno di credere pervasi da quella luminosa idea che si impone all’animo umano con la sua grandezza! Quell’atomo di Verità che scorgiamo quando ci liberiamo dai pregiudizi è il motore che ci spinge a rinnovare la fede in un cammino arduo e tormentato. Concludo con una bellissima preghiera di Sant’Agostino…

Tardi ti ho amato,
bellezza così antica e così nuova,
tardi ti ho amato.
Tu eri dentro di me, e io fuori.
E là ti cercavo.
Deforme, mi gettavo
sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te
quelle creature che non esisterebbero
se non esistessero in te.
Mi hai chiamato,
e il tuo grido ha squarciato la mia sordità.
Hai mandato un baleno,
e il tuo splendore
ha dissipato la mia cecità.
Hai effuso il tuo profumo;
l’ho aspirato e ora anelo a te.
Ti ho gustato,
e ora ho fame e sete di te.
Mi hai toccato,
e ora ardo dal desiderio della tua pace.

(Confessioni 10.27.38)

 

 

 

 

 

Un attimo

Campo di grano
Vincent van Gogh, Campo di grano con volo di corvi

La vita è un attimo

che sconfina nell’eternità!

Come potrebbe essere altrimenti?

E’ così densa

nel tempo sottile

che sfugge

e rifugge

corre come il vento

fra le mani.

Quella densità

che pesa

il cuore gonfio

di speranza

un altro giorno

se ne va

è la vita che passa

ma

ricominciare è un attimo!

 

 

Frammenti celesti

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Maestosa è la montagna,

imponente roccia

a volte fredda e spietata

nell’accogliere gli arditi viandanti.

Eppure ogni suono è più ricco in montagna,

purezza senza filtri

accesso diretto all’essere del Mondo.

Fatica e pericoli cerchiamo in montagna,

irte pendenze, abissi senza fondo.

E uniti al cielo che sfioriamo con un dito

pensiamo alle stelle da cui arrivammo,

frammenti celesti di un cuore divino.

Un passo inaccessibile

abbiamo valicato in montagna.

Mete impossibili per andare oltre

e tornare ad essere

ciò che siamo da sempre.

Voglia di radici

albero
Poesie di Lorenzo

Venti possenti vengono

e vogliono guidarti

verso nebbie

senza radici;

là i miraggi

mi portano,

il cuore

si ammutolisce

e non ho dove posarmi.

Solo un pianto

sincero

offre spiragli,

così tenui

ma che un po’ riscaldano.

Oh amico albero

dalle forti radici,

aiutami,

rendimi stabile

e avvinto alla sorgente,

così che crescano

rami e frutti rigogliosi

e possa sorridere

e danzare felice

ad ogni soffio del vento.

Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI.

La Guida

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Vorrei fuggire lontano,

dimenticare, riposare il mio Io

nel limbo oscuro del non-Essere,

inconsapevole della paura

compagna fedele

da tempo immemorabile.

Non ho mai saputo vivere

sopraffatto dalla violenza

dei miei stessi giudizi,

ed ora la paura mi schiaccia,

è un fardello troppo pesante

da sopportare,

scava nell’animo ferito,

inquieto, lontano da ogni certezza,

solcato da un fiume di sofferenza

cosi tanta che sembra non fare parte

della mia esperienza,

eppure so che mi appartiene

perché lascia le sue tracce nel dolore.

Non ho più argini nel cuore

trabocca, annego in ogni istante

eppure vivo…

riemerge sempre la speranza

forse c’è una fede innata,

una Guida, piccola luce

nel buio dell’Essere…

ma non posso più esprimermi

non so dire nulla di Lei

pensieri, parole, non so…

c’è solo il sentire il suo soffio,

la sua accettazione che mi tiene a galla

circondato dalla paura,

dal Mistero inesprimibile

della nostra vita.

E’ qui che devo stare

per sciogliere i nodi che mi stringono

le dolenti membra.

E’ qui che devo stare

accettare il reale

e ciò che sono

oltre l’apparenza,

perché è in questo che consiste

il nostro doloroso mistero.

Dualistici sono i sogni

veli opachi sulla vita

e ci piace ingannare noi stessi

fingendoci felici.

Ma è qui che devo stare

essere responsabile

di ciò che è Vero,

oltre le maschere e le finzioni

su cui costruiamo le nostre vite.

LO SPECCHIO DELL’ANIMA

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Luce e colore. Il mattino dopo il diluvio di William Turner 1843

Gli occhi della gente

raccontano storie

d’esperienze

vissute in profondità.

Nella loro luce

c’è la nostra anima,

nelle loro espressioni

c’è la vera immagine

del nostro essere.

Gli occhi della gente

comunicano gioie e dolori,

paure ed inquietudini,

grandi dolcezze ed odi profondi…

Sono come stelle antiche

nello spazio infinito

che inviano messaggi di luce

vecchi come l’universo.

Gli occhi della gente

parlano di vite passate,

riportano all’origine dell’esistenza,

c’immergono in profondità primordiali

in cui già eravamo all’inizio del tempo.

Gli occhi della gente

sono fari nella notte,

dimostrano che non siamo soli,

che qualcuno ci attende

alla fine del buio.

Punti luminosi

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Nell’ammasso infuocato

prima del Big Bang

in una stella primordiale che tutto raccoglieva

eravamo insieme

omogeneità d’essere

indifferenza nella luce.

Poi all’improvviso punti luminosi

si distinsero dal tutto

come esseri coscienti alla ricerca di sé stessi.

Esplosione primordiale che ci lanciò nel buio

dispersi in un oceano

sperando in una meta.

Ci siamo poi incontrati in una terra verde

dove la vita lotta per vincere la morte.

Come esseri divisi ora noi cerchiamo il Tutto

pensando a noi stessi come punti luminosi

individui solitari ma fratelli delle stelle.

Vaghiamo nella notte e a volte ci incontriamo

restando rapiti dall’amore di qualcuno

che forse già incontrammo nella stella primordiale

condividendo una luce che a tutti apparteneva.

Poesia già pubblicata  QUI.

…in ogni istante

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Sandra Capomagi

Vorrei averti accanto

in questo torpore in cui sono caduto

non so come, non so quando

Vorrei averti accanto

in questo stato

come soffocato

fra paesaggi rocciosi

ho deposto il mio amore

Vorrei averti accanto

in questa densa malinconia

Tu

un vento caldo e impetuoso

puoi farlo

far svanire le nubi

in un infinito orizzonte

di luce blu

i miei occhi che guardano i tuoi

limpidi

carezze lievi per sfiorarti…

avrei paura d’infrangere l’incanto

Vorrei averti accanto

tanto è il bisogno che mi stringe

da sempre avvolto

scintillante

d’argento e d’oro puro

è il mio intimo sentire

la tua dolce presenza

in ogni istante

accanto a me.

* Ringrazio l’artista Sandra Capomagi per avermi permesso d’inserire il suo splendido quadro come cover ideale della poesia….”in un infinito orizzonte di luce blu…”

Poesia già pubblicata QUI

Un fiore tra mille

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Questo fiore è nato

in un magico prato

nessuno l’ha mai visto,

nessuno l’ha guardato,

era un fiore tra mille

in quel magico prato.

Ma se tu guardandolo

hai visto l’essenziale,

avrai notato che è bello

che è un fiore speciale

ed è così che finalmente

sentirai bisbigliare dolcemente:

Tu fra mille mi hai trovato,

perché con il cuore mi hai guardato”.

Oggi hai imparato una verità fondamentale:

con i nostri occhi vediamo lontano

per cogliere soltanto i contorni delle cose,

ma per vedere veramente

dovremmo aprire le porte del cuore,

perché l’essenziale è nascosto

l’essenziale è l’Amore

che rende speciale ogni essere

e rende magico anche questo piccolo fiore.

Sole

sole.JPG
Poesie di Lorenzo

Quale forza

si emana dalla

tua maestosa corona.

Sei penetrato

nei miei pensieri

e seduci ogni residuo

di paura.

Desiderio di sole

vita

ma ecco sommessa

l’ombra della notte.

Dove sei verità…?

Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI!

Siogiovanni

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