
Mille colori balenano
in un cielo terso
di luce pura.
Mille colori sprigionano
i nostri volti raggianti
quando apriamo la porta
che nasconde il nostro animo
desideroso di tornare ad essere
uno spirito libero.

Mille colori balenano
in un cielo terso
di luce pura.
Mille colori sprigionano
i nostri volti raggianti
quando apriamo la porta
che nasconde il nostro animo
desideroso di tornare ad essere
uno spirito libero.

Desolata conchiglia
abbandonata a fulgidi voli
ed al vento sovrano.
Chiuso in te l’orizzonte,
l’immenso
come voci sole e mai udite.
Entro queste mura immobili
ascolto le tue vane grida
come l’uccello colpito
nel volo di vita.
Sterminate corse
sulla nuda riva,
le eterne grida
delle onde,
la rete calata
e tante volte tornata,
le sperdute urla
di qualche voce lontana,
lo stormire di volatili
sospinti da una forza invincibile.
E per completare l’omaggio a Gianni Rodari, pubblico sotto un cartellone sulla poesia “Battaglia in cielo” (vedi il post precedente CLICCA QUI ) che è stato realizzato dai bambini di una scuola primaria (classe prima).


Oggi battaglia grossa
tra una nuvola grigia
e una nuvola rossa,
tra una nuvola bianca
e una nuvola nera
battaglia tra l’inverno e la primavera.
A un colpo di tuono il vento
fugge sui campi sgomento.
Ma noi sappiamo già chi vincerà:
ce lo ha detto una rondine
arrivata iersera, e una primula d’oro appena fiorita:
“Vittoria, vince la vita,
vince la primavera!”.
*tratto da ” Gianni Rodari, Filastrocche lunghe e corte, editori Riuniti”
Gianni Rodari non è solo uno scrittore di libri e filastrocche per bambini. Lui sapeva scrivere per i bambini insegnando agli adulti! La fantasia e le immagini brillano nelle sue parole, rendono manifesti significati profondi, fanno vedere molte verità che la vita non nasconde, ma la menzogna complica e offusca. Un maestro che tutti dovremmo imparare a conoscere meglio e attraverso i suoi insegnamenti tornare un po’ bambini e chiudere il cerchio della vita con più consapevolezza.

Irrequieto sto aspettando
l’impossibile evento
che dia senso alla mia vita.
Tanto tempo è passato
calma piatta
senza un soffio di vento
che mi spinga lontano
verso lidi sconosciuti
per incontrare qualcuno
di cui ho bisogno
ogni istante di più
perché complemento di ciò che sono:
un essere incompleto
senza senso in sé stesso.
Non si può gettar via
il meglio della tua vita
rimanendo indifferenti
al tempo che ti sfugge
come sabbia in un pugno
destinata a cadere
in un deserto polveroso
dove tutto è uguale e desolante.
Se questo deve accadere
allora apriti mano
e un vento impetuoso
spinga la sabbia lontano
ogni granello rivenga
presto assorbito dal Tutto
e i ricordi passati
bruciati dal sole.
Altrimenti fai presto
non tardare più ad arrivare
stringi il mio pugno
in faccia al vento che soffia:
passeremo indenni
arriveremo lontano
impedendo alle nostre vite
di sfuggirci di mano.
Siamo esseri incompleti alla ricerca dell’Amore, un amore che dia senso al Tutto di cui siamo parte e che fermi il tempo che ci travolge dilaniandoci. Ho trovato in mia moglie la persona che sta percorrendo insieme a me la strada che ci è stata donata. Ma l’amore deve essere colmato dall’Amore, quel Tu originario che ha dato origine alla vita. Affinché nulla ci separi e il tempo si riassorba in un istante mettendo fine ad ogni dolore e irrequietezza: perché solo questo e nullaltro può essere l’unico senso di ogni storia umana.

D’improvviso
un viso candido.
Purezza
per me sei inafferrabile
e lanci bagliori
in mezzo a questa nebbia.
Dovremmo fermare il tempo
ed immortalare la folgore,
diventare lievi
come l’aria
per raggiungere le tue altezze.
Vestito dell’Amore
aiutaci a lasciare
queste catene,
illuminaci!
Poesia già pubblicata QUI. Per ringraziare Lorenzo della disponibilità nel farmi condividere le sue poesie ripubblico quelle che non avevano avuto la giusta visibilità essendo state pubblicate in un periodo in cui il blog aveva poche visualizzazioni. Spero di fare una cosa gradita anche ai vecchi e ai nuovi lettori del blog.

Ascoltavo e riascoltavo come un mantra questa canzone quando ero in ospedale ad accudire mia nonna gravemente malata. Erano i primi di maggio del 1998 e la prognosi era senza speranza: un vasto ictus emorragico. Eppure nonostante la gravità della situazione piano piano si riprese e riacquistò buona parte della sua lucidità accompagnandomi fino al mese di dicembre del 1998. E in questi ultimi mesi riuscì a farmi molti altri doni.
Far entrare in sé stessi la musica, le parole i sentimenti e le emozioni che essa comunica e come un ponte trasmetterne le vibrazioni a chi ti sta accanto e al mondo intero di cui facciamo parte. Lenire, curare, sollevare da tutte le malinconie… la cura è un dono, un dono che ognuno di noi vorrebbe avere per proteggere le persone che amiamo e dare un senso ad ogni non-senso, senza più paure ad oscurarci l’animo. Un dono che la musica, come l’arte in ogni sua forma, come la preghiera che nasce dal profondo, – tutte esperienze caratterizzate dalla purezza e dalla spontaneità – può aiutarci a ridare speranza alla nostra vita.
CLICCA QUI per ascoltare LA CURA
Franco Battiato
LA CURA
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, dai turbamenti che oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore, dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. E guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee (come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me ?
Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza, percorrendo assieme le vie che portano all’essenza.
Profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi, la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto. Conosco le leggi del mondo e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. Ti salverò da ogni malinconia, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te… io sì, che avrò cura di te.

Questa notte dovrò scrivere
una poesia senza parole.
Forse il necessario è stato già detto.
Forse è il momento
di far parlare il silenzio.
Spesso mi sono chiesto:
<< E se smettessimo di parlare?
E se guardandoci negli occhi
iniziassimo ad ascoltare?>>
Capiremmo molte cose,
le parole del silenzio
un ascolto rispettoso
un sussurro, un sentimento.
Quante volte invece ho urlato
per nascondere l’amore
che parlava silenzioso
per lenire ogni dolore.
Questa notte un vento fresco
ha messo a tacere le parole…
<< Lascia che i tuoi pensieri vengano con me >>
– sibilava dolcemente – << Lasciali andare…
li donerò a qualcuno che li vorrà ascoltare >>
Oggi nel mare
il mio silenzio è passato,
oggi nel deserto
il mio silenzio ha sussurrato
e anche dentro la tempesta
mai smetterà di parlare
finché non troverà qualcuno
che lo vorrà ascoltare.

Il canto dell’usignolo
il silenzio della vetta
o i colori dell’iride
e l’azzurro del tuo cielo
sono le ombre della tua voce
e della tua luce.
Quando potremo
ascoltare il tuo canto
o guarire della nostra cecità?
Già difficile
nel rumore dei giorni
accogliere i tuoi doni:
la fede, il rispetto
e l’Amore per l’Invisibile.
Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI
Per ringraziare la disponibilità del mio amico Lorenzo nel permettermi di pubblicare le sue poesie, con cadenza mensile le ripubblicherò per continuare a dargli la meritata visibilità.

Il respiro dell’esistenza, l’esistenza in ogni respiro… infondo non c’è altro che vita, l’alternativa non è conoscibile eppure il tempo sembra un abisso senza fine che possiamo rinchiudere in un istante! Non so se, come, quando ricominceremo a ricordare chi siamo e perché siamo qui ma il viaggio che l’umanità insieme alla creazione tutta sta percorrendo non è circolare, piuttosto è una spirale concentrica che si allontana e si avvicina al centro alternando evoluzioni esteriori con l’acquisizione di una maggiore consapevolezza interiore. In un tempo infinito – come quello dell’universo intero – la dimensione spazio-temporale umana scandita dal tempo delle stagioni e dettagliata dai giorni e dalle ore come una noiosa e prevedibile ripetizione, non può che scomparire. Ma forse, questo tempo fittizio destinato a sgretolarsi velocemente e a spargersi nell’infinito che c’è intorno, è già l’inizio del risveglio, un ritorno alle origini con una nuova consapevolezza, una realizzazione di quel Regno qui ed ora, nell’istante presente di ogni vita cosciente che non è più intrappolata nell’illusione.
Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !
Guai a prendersi troppo sul serio. Racconti allegri pensieri idee di un allegro pessimista
Le emozioni mi strabordano
Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo
A quoi servent les images que l'on ne montre pas ?
appunti criptici di una sfinge in erba
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