Dubitare per credere

 

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Sant’Agostino e il bambino

“Sant’Agostino stava scrivendo il suo trattato sulla Trinità e si sforzava di approfondire il grande mistero. Ad un tratto s’accorse che a breve distanza da lui v’era un bimbo, che con una conchiglia attingeva dal mare e la trasportava in una piccola buca, che aveva scavata nella sabbia.
Che fai bimbo? – domandò Sant’Agostino.
Voglio svuotare il mare e metterlo in questa buca, – rispose il bambino.
Ma non vedi che è impossibile? Il mare è così grande e la buca così piccola!
Vescovo Agostino, e come potrai tu, piccola creatura della terra, con la tua limitata intelligenza comprendere un mistero così alto, quale è quello della SS. Trinità? Detto ciò, il piccolo scomparve. Era un angelo del Cielo.”

La fede è un continuo confronto con il Mistero. La fede non è certezza , ma ricerca di senso. Quello del credente è infatti un cammino nella fede, una messa in discussione continua delle proprie certezze, una risposta mai banale alle domande sulla propria esistenza e sul senso del Tutto in cui siamo inseriti. Alla base della fede non c’è solo la fiducia illimitata in un Dio che pensiamo o sentiamo o vogliamo che esista perché espressione di un nostro bisogno e una nostra fragilità. La fiducia quando non ha riscontri puntuali viene tradita e decade nel nulla. Oltre alla fiducia è necessario un fondamento e questo è possibile solo trovando nella nostra intimità quell’ IDEA GRANDIOSA di Dio che è parte del nostro essere: Dio è quell’Essere così perfetto in cui l’Essenza e l’Esistenza coincidono! Pensare Dio, come diceva Sant’Anselmo, è pensarlo necessariamente come esistente! Ciò non è solo un astruso ragionamento filosofico, ma è un presupposto fondante la fede, un principio che va oltre la pura razionalità e si impone ad ogni uomo che sia in atteggiamento di ascolto. Sentire Dio come esistente non significa però definirlo, tanto meno conoscerlo. Non si può chiudere Dio in una scatola e dire: “Ecco, questo è (il mio) Dio!”. Il saccente e il bigotto non faranno altro che preconfezionare il loro Dio e proporlo nella sua logicità agli altri. In realtà qui non c’è alcuna differenza fra l’ateo e il cosiddetto credente, entrambi hanno le loro incrollabili e immutabili certezze e accolgono sprezzanti con scetticismo ogni critica e posizione diversa dalla loro.

Sant’Agostino affermava che “…si deve cercare Dio per trovarlo e trovarlo per cercarlo ancora!”, questo perché nel credente il dubbio è risorgente, si crede ogni giorno nel cammino della propria esistenza, non ci sono risposte ai misteri del male e della sofferenza, anzi quasi mai è possibile spiegarli! Non sappiamo il perché del vuoto infinito che ci pervade, ma al contempo non possiamo fare a meno di credere pervasi da quella luminosa idea che si impone all’animo umano con la sua grandezza! Quell’atomo di Verità che scorgiamo quando ci liberiamo dai pregiudizi è il motore che ci spinge a rinnovare la fede in un cammino arduo e tormentato. Concludo con una bellissima preghiera di Sant’Agostino…

Tardi ti ho amato,
bellezza così antica e così nuova,
tardi ti ho amato.
Tu eri dentro di me, e io fuori.
E là ti cercavo.
Deforme, mi gettavo
sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te
quelle creature che non esisterebbero
se non esistessero in te.
Mi hai chiamato,
e il tuo grido ha squarciato la mia sordità.
Hai mandato un baleno,
e il tuo splendore
ha dissipato la mia cecità.
Hai effuso il tuo profumo;
l’ho aspirato e ora anelo a te.
Ti ho gustato,
e ora ho fame e sete di te.
Mi hai toccato,
e ora ardo dal desiderio della tua pace.

(Confessioni 10.27.38)

 

 

 

 

 

Fragile

heart of glasses.jpg
Cuore di vetro!

 

La vita ti cammina addosso

e ti accorgi

di essere fragile come vetro.

L’esistenza

ti entra nella coscienza

ubriaca annebbiandoti

finché non senti

incrinare i sentimenti

la paura che controlli

il fingere di non sapere dove cammini

un abisso di nulla

oscurità

l’unica luce sono i tuoi occhi

non puoi vedere oltre

la luce dei tuoi occhi

e la coscienza di essere fragile.

* La poesia è già stata pubblicata all’interno del post Illusione permanente

Voglia di radici

albero
Poesie di Lorenzo

Venti possenti vengono

e vogliono guidarti

verso nebbie

senza radici;

là i miraggi

mi portano,

il cuore

si ammutolisce

e non ho dove posarmi.

Solo un pianto

sincero

offre spiragli,

così tenui

ma che un po’ riscaldano.

Oh amico albero

dalle forti radici,

aiutami,

rendimi stabile

e avvinto alla sorgente,

così che crescano

rami e frutti rigogliosi

e possa sorridere

e danzare felice

ad ogni soffio del vento.

Sapere che ci sei

mondo

Coscienza

implica sempre

sapere che ci sei.

Il sapere di una mancanza.

Il sentire una presenza.

Il guardarti in faccia

senza vederti

piangere.

Sole

sole.JPG
Poesie di Lorenzo

Quale forza

si emana dalla

tua maestosa corona.

Sei penetrato

nei miei pensieri

e seduci ogni residuo

di paura.

Desiderio di sole

vita

ma ecco sommessa

l’ombra della notte.

Dove sei verità…?

La conchiglia

conchiglia
Poesie di Lorenzo

Desolata conchiglia

abbandonata a fulgidi voli

ed al vento sovrano.

Chiuso in te l’orizzonte,

l’immenso

come voci sole e mai udite.

Entro queste mura immobili

ascolto le tue vane grida

come l’uccello colpito

nel volo di vita.

Sterminate corse

sulla nuda riva,

le eterne grida

delle onde,

la rete calata

e tante volte tornata,

le sperdute urla

di qualche voce lontana,

lo stormire di volatili

sospinti da una forza invincibile.

Un mondo senza Essere

onde.jpg

L’onirico sogno

produce

la miseria della vita.

Nel nostro essere ci sono sogni

pieni di amorevoli bisogni

illusioni senza doni

sono quello

che vogliamo sapere su di noi

in questo mondo

con sogni senza Essere.

Ma come trovare una dimora

in questo giorno senza fine,

senza appoggi, senza confine?

C’infrangiamo come onde

sull’esistenza dura e spietata,

non accettiamo

neanche l’inizio di ciò che siamo

sofferenza per causa dell’esperienza

di crescere in sé stessi.

Si rimarrebbe desolati e folgorati

dall’evidenza del nulla

dell’attualità in cui esistiamo ora

e a cui ci attacchiamo.

Faremmo di tutto per non perdere

il nostro caro nulla,

ma c’è altra soluzione?

Non ci resta che esistere

e continuare a fluire

come sabbia al vento.

Viso di una sera

folgore
Poesie di Lorenzo

D’improvviso

un viso candido.

Purezza

per me sei inafferrabile

e lanci bagliori

in mezzo a questa nebbia.

Dovremmo fermare il tempo

ed immortalare la folgore,

diventare lievi

come l’aria

per raggiungere le tue altezze.

Vestito dell’Amore

aiutaci a lasciare

queste catene,

illuminaci!

L’Amore per l’Invisibile

usignolo
Poesie di Lorenzo

Il canto dell’usignolo

il silenzio della vetta

o i colori dell’iride

e l’azzurro del tuo cielo

sono le ombre della tua voce

e della tua luce.

Quando potremo

ascoltare il tuo canto

o guarire della nostra cecità?

Già difficile

nel rumore dei giorni

accogliere i tuoi doni:

la fede, il rispetto

e l’Amore per l’Invisibile.

 

 

Campo Imperatore

campo_imperatore
Poesie di Lorenzo

Un fiore

uno stelo d’erba

accarezzato dal vento

appoggiato

e confuso in quest’immenso.

Vorrei essere così

un granello

di questo silenzio infinito,

dove il sibilo del vento,

il tepore del sole,

le sconfinate distese verdi

e le lontane cime maestose

si incontrano

in un canto soave.

 

* ricevo e pubblico le poesie di un amico, Lorenzo.

Siogiovanni

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