Accanto

Ho rotto quel legame
di dolore
l’ho perso
stringe ancora
ma l’ho perso!

Dove sei, dove sei andata?
Dove sei?

Le nostre vite
frammentate dal tempo
ci dividono
il cielo è una metafora
la terra un non luogo
dove mettere in scena
la vita.

Vacilliamo
sull’abisso
davanti all’infinito;
scintille al tramonto
assorbite dal Sole,
coscienze assopite
dall’inganno della morte
questa realtà
crea muri di niente.

Non siamo soli
c’è il vuoto intorno a noi.
Non siamo soli
ciechi nella luce.
Non siamo soli
nel sonno senza sogni
ci ritroveremo accanto.

Crescere

Il gusto dell’esperienza
estremo piacere di vita
nella giostra dell’eterno ritorno.
Beviamo assetati
ogni minima goccia
piacere, dolore, paura, gioia…

Esperire, morire, vivere
nel limbo in cui tutto è fermo
proviamo angoscia
luce opaca la coscienza!

Luce che non mi fa vedere oltre
un passo alla volta
mi spingo avanti,
un passo alla volta
dobbiamo crescere
nell’amore.

La buona notizia

La buona notizia
è che non abbiamo perduto
la libertà.

Non si può perdere
ciò che non hai mai avuto.
Elogi, parole sublimi
sulla libertà,
come il vento
ti attraversano
provi ad afferrarle
senza dare loro una forma
un’idea, una sostanza viva e pulsante.

Continueremo ad abbassare la testa
non abbiamo nulla
la strada è tracciata.
Permane una strana dissonanza
un principio, una luce,
pietra angolare di ogni esistenza,
ma lontana come l’orizzonte.

Bambini e bambole

Photo by Digital Buggu on Pexels.com

La mia bambina ha una bambola,
e la sua bambola ha tutto:
il letto, la carrozzina,
i mobili di cucina,
e chicchere, e posate, e scodelle,
e un armadio con i vestiti
sulle stampelle, in folla,
e un’automobile a molla
con la quale
passeggia per il corridoio
quando le scarpe le fanno male.
La mia bambina ha una bambola,
e la sua bambola ha tutto,
perfino altre bamboline
più piccoline,
anche loro con le loro scodelline,
chiccherine, posatine eccetera.
E questa è una storiella divertente
ma solo un poco, perché
ci sono bambole che hanno tutto e bambini che non hanno niente.

Filastrocca di Gianni Rodari, Bambini e bambole, Emme edizioni

Questo corpo

Questo corpo
è l’unica cosa che perderai
è l’unica cosa che non ti appartiene.

Ero lì, migliaia di anni fa
quella vita durò un attimo!

Coscienza
replicata all’infinito
come in uno specchio…

Invece che finire
si resta sospesi nel tempo
antico, il preludio è antico
ma coincide con il presente.

E ancora…

Questo corpo
è l’unica cosa che perderai
è l’unica cosa che non ti appartiene.

Chi sa vivere
non pensa al destino.

Siate il meglio

Photo by Pixabay on Pexels.com

Se non puoi essere un pino su un monte,

sii una saggina nella valle,

ma sii la migliore piccola saggina

sulla sponda del ruscello.

Se non puoi essere un albero,

sii un cespuglio.

Se non puoi essere una via maestra,

sii un sentiero.

Se non puoi essere il sole,

sii una stella.

Sii sempre il meglio

di ciò che sei.

Cerca di scoprire il disegno

che sei chiamato ad essere,

poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita.

liberamente tratto da Martin Luther King (dal libro In volo come farfalle 5 Elledici scuola)

Passato

Limite

frammenta, divide
allontana
cancella…

Coscienza
che non sa dove andare

vertigine sull’abisso

L’orizzonte è lontano
senza ombre
allungate
dal tempo

sbiadito
da un sole perenne
impossibile da guardare

Video “A mio figlio”

Purtroppo con questa versione di Word Press non posso inserire direttamente i video, ma potete vederlo cliccando direttamente al sul link attivo qui sotto. Il video si basa sulla lettera “A mio figlio” scritta da Stefano e che avevo pubblicato nel blog http://A mio figlio

Voce narrante: Dario Albertini
Musica e video: Luciano Sartini

Testo: Stefano Tonnarelli

Video “A mio figlio”

Immagini e parole sono davvero stupende, guardatelo!!!

Nessuno

L’abbiamo vissuto,

l’abbiamo vissuto quel tempo lontano

che ora rivivo in una foto

(e in una lacrima)!

Perché mi stringe il cuore non so dire.

Forse è come sabbia,

sfuggente,

la vita.

Ogni ricordo

è un fotogramma lontano

esistenza muta, senza suono.

Piango una tristezza infinita

tutto perde consistenza,

ogni grido sarà vano.

Non ci sono mai stato.

Nessuno se ne accorgerà.

Il pellerossa nel presepe

Il pellerossa con le piume in testa

e con l’ascia di guerra in pugno stretta,

com’è finito tra le statuine

del presepe, pastori e pecorine,

e l’asinello, e i maghi sul cammello,

e le stelle ben disposte,

e la vecchina delle caldarroste?

Non è il tuo posto, via, Toro Seduto:

torna presto di dove sei venuto.

Ma l’indiano non sente. O fa l’indiano.

Se lo lasciamo, dite, fa lo stesso?

O darà noia agli angeli di gesso?

Forse è venuto fin qua,

ha fatto tanto viaggio,

perché ha sentito il messaggio:

pace agli uomini di buona volontà.

Poesia di Gianni Rodari

Nessuno è escluso, dice il poeta, nessuno è escluso dalla gioia per la nascita del Salvatore! Il viaggio è lungo e pieno di insidie, ma tutti possono percorrerlo. La rabbia è in noi, fa parte del nostro essere. Per questo la vera pace non può che partire dal cuore. Perché l’amore è liberazione da ogni male, astio o sofferenza. L’amore è pace ed esaltazione, dolcezza e forza, bellezza e purezza assoluta.

Brilla una stella nella notte dei tempi, è nato il Salvatore: pace agli uomini di buona volontà!

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

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