Schiavi (in) consapevoli

Come se non bastassero le dipendenze digitali! Eppure è un dato di fatto che siamo collaboratori (in) consapevoli di un sistema volto a cancellare il tempo e aumentare le limitazioni di libertà. La raccolta differenziata per esempio è un potente strumento di controllo sociale di successo: siamo passati dalle isole ecologiche alle isole sui balconi di casa! Ognuno dedica tempo, fatica e spesso addirittura passione e ossessione per qualcosa che è finalizzato più a togliere tempo che a migliorare il sistema di riciclo. Ma il post sotto lo spiega in maniera efficace e non aggiungo altro 👇

IL TUO TEMPO NON TI APPARTIENE PIÙ
TE LO HANNO PRESO CON METODO, SENZA FRETTA, UN FRAMMENTO ALLA VOLTA

È cominciata con la raccolta differenziata porta a porta, il “paziente zero” del sequestro. Prima passava il camion, raccoglieva tutto, e la selezione — quando avveniva — spettava agli impianti. Poi, attraverso un progressivo ribaltamento presentato come dovere civico, il lavoro è stato trasferito integralmente su di te: separare, lavare i contenitori, occupare spazio domestico per lo stoccaggio, rispettare calendari che non hai negoziato.

Dieci, quindici minuti al giorno moltiplicati per milioni di famiglie equivalgono a una massa di lavoro gratuito consegnata ogni mattina a un’industria multimiliardaria, la stessa che nel frattempo non ha mai smesso di aumentare le tariffe. Nel 2013 il passaggio dalla TARSU alla TARES ha comportato un aggravio medio di 64 euro a famiglia, con rincari fino al 25%. Da allora la progressione non si è mai arrestata: il gettito nazionale è passato da circa 6-7 miliardi agli inizi del decennio ai 9,97 miliardi del 2024, un record assoluto; la media per famiglia ha raggiunto i 340 euro annui nel 2025, con 95 capoluoghi su 110 in aumento.

Sistemi di robotica avanzata sarebbero già in grado di svolgere negli impianti la stessa selezione che tu esegui a casa. Ma il modello del lavoro gratuito esternalizzato al cittadino garantisce qualcosa che nessuna macchina può offrire: un controllo sociale ed economico consolidato, con zero costi di personale e zero responsabilità.

Poi è arrivata la cassa automatica. La narrazione era semplice — salti la fila, guadagni tempo — e tu hai accettato, perché l’alternativa sembrava scomoda. La realtà è che hai sostituito un lavoratore pagato senza ricevere in cambio alcun compenso: passi i codici, verifichi i pesi, risolvi gli errori del software, gestisci da solo quello che prima era gestito da qualcun altro.

Ogni punto vendita risparmia tra i 35.000 e i 42.000 euro l’anno per ogni addetto sostituito, con un risparmio netto di circa 120.000 euro per ogni blocco di quattro casse automatizzate. Nel frattempo, tra il 2021 e il 2025, il carrello della spesa alimentare è aumentato del 24% in termini cumulati — più di sette punti sopra l’inflazione generale nello stesso periodo — con picchi che nel solo 2023 hanno sfiorato il +10% medio annuo sui prodotti alimentari, mentre l’olio d’oliva raddoppiava di prezzo e la pasta superava il +35%. I prezzi non sono poi rientrati: si sono cristallizzati ai livelli massimi, come documentato dall’Antitrust, indipendentemente dall’andamento dei costi energetici. Il risparmio sul costo del lavoro ottenuto grazie a te non ha trovato la strada verso lo scaffale: ha trovato, invece, quella verso i margini.

E poi, tornato a casa dopo aver fatto l’operatore ecologico e il cassiere, hai fatto il segretario amministrativo. SPID, CIE, portali scolastici instabili, assenze da monitorare autonomamente perché “doveva vigilare lei”: le scuole hanno smantellato la segreteria fisica e trasferito sull’utente l’intero onere burocratico. Venti minuti a settimana per 26 milioni di famiglie significano una quantità di lavoro gratuito che la Pubblica Amministrazione incassa in silenzio, mentre la narrazione istituzionale chiama tutto questo semplificazione digitale. Quando qualcosa non funziona, la responsabilità ricade su di te.

Il meccanismo non cambia mai: esternalizzano il costo, ti trasferiscono il dovere morale di sostituirli, e quando il sistema fallisce la colpa è tua. Il tempo scompare. I bilanci migliorano. La tassa sui rifiuti raggiunge ogni anno un nuovo record. I prezzi non scendono. E tu continui, convinto di aver fatto la tua parte.

È la tecnocrazia, bellezza!

Alessandra Ghisla di tuteladirittosoggettivo.it

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Autore: opinioniweb - Roberto Nicolini

Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!

5 pensieri riguardo “Schiavi (in) consapevoli”

  1. Non metto in discussione la raccolta differenziata ma il metodo con cui si svolge e anche il post condiviso mi sembra evidenziare questo. Nel mio comune il sistema isole ecologiche funzionava benissimo e andava semplicemente introdotto l’ umido per il quale il porta a porta serve. Infatti le statistiche pubblicate dalla provincia a 5 anni dall’ introduzione del porta a porta erano praticamente identiche nelle percentuali di raccolta differenziata. In compenso i costi a carico dei cittadini sono quadruplicati

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    1. Esatto, prima del porta a porta nel mio comune e anche in altri limitrofi chi conferiva la carta nel centro raccolta del comune gli veniva pesata e a fine anno aveva addirittura uno sconto sulla tari che comunque era molto più bassa di adesso. Ora tutto privatizzato e sulle spalle dei cittadini sia economicamente sia materialmente

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Siogiovanni

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