Dal referendum alle elezioni: la sterilizzazione del voto?

cambiamento
Questo tempo è finito?

L’avevamo detto alla vigilia del referendum costituzionale che nonostante Il no ha già vinto, ma la rotta prosegue barra a dritta verso il disastro (CLICCA PER LEGGERE) , nulla sarebbe cambiato nell’azione politica del governo. Anche se un’eventuale vittoria del SI avrebbe definitivamente modificato l’ossatura stessa della carta costituzionale, vincolando in maniera più stringente, addirittura inderogabile, ogni atto legislativo di qualsivoglia governo italiano LEGGI QUI.

Ma quello che non accadde allora è ormai prossimo a realizzarsi. Sembra che la formazione di un esecutivo in grado di portare un cambiamento che sia realmente frutto della volontà popolare non abbia possibilità alcuna di concretizzarsi (GUARDA UN PO’ IL CASO!!!).

C’è chi crede addirittura che ci saranno nuove elezioni, o più probabilmente un governo del presidente, magari con un tecnico in puro stile montiano (un nome fra tutti Cottarelli) che potrebbe portare avanti indisturbato la solita agenda ultraliberista eterodiretta dall’Europa senza troppi problemi per nessuno. Del resto quali sarebbero le forze politiche che non lo appoggerebbero? Il movimento 5 stelle forse? Basta pensare quanto il loro programma-contratto sia assimilabile e adattabile a quello del partito più EUROpeista che sia mai stato concepito da mente umana, il PD: “reddito di cittadinanza” che fa eco al “sussidio di povertà”, pronto a trasformarsi alla bisogna in sussidio familiare o sostegno alle pensioni o a qualsivoglia altro campo del sociale. In fondo l’obolo serve se vuoi almeno momentaneamente sopire il dissenso e al contempo andare avanti nel solco già tracciato del “più Europa”. Dare quanto basta per sopire il dissenso, cambiare tutto per non cambiare nulla…Ma delle assonanze e similitudini fra il movimento e il PD ne avevamo già parlato QUI (clicca per leggere)!

Certo è difficile credere, vista la posizione ” rigida” del m5s, ad un governo dove Di Maio non sia premier, ma gli eventi e lo scongiurare le elezioni in nome delle solite emergenze nazionali potrebbero fare miracoli. Poi quando il delirio diventerà ulteriore macelleria sociale con la partecipazione straordinaria ma sostanziale del m5s, magari le gente tornerà a rivolgersi verso nuovi-vecchi ma affidabili partiti, quelli del ” non ce lo possiamo permettere”, i realisti con il c@l@ degli altri. Perché dopo le mazzate prese anche grazie al partito degli “onesti duri e puri” perfino il vomitevole paternalismo piddino (lo fanno per il nostro bene, da solo il popolo non è in grado di scegliere) ci sembrerà lenitivo. E il cerchio, ancora una volta, si chiuderà come una morsa senza vie di scampo su tutti noi.

Quindi accadrà davvero che il mantra Berlusconi NO si trasformi in un neo-Monti SI?!? Chiaramente è fantapolitica e ci stra-auguriamo tutti che mai e poi mai accadrà! E se mai dovesse accadere (PER PURO CASO!!!), nonostante la copertura fumogena mediatica a mescolare gli eventi prenderemo nota di dove, chi, come e quando arriveranno i numeri per sostenere un tale governo non facendo sconti a nessuno, Lega o Movimento o qualsiasi altra forza politica che sia!

Il problema vero però, dicevo nel titolo, non è tanto la continuità dei programmi di governo presenti (passati) e futuri, essa a me pare già assicurata dato che l’unico partito che ha mantenuto un minimo di credibilità nel puntare i piedi all’Europa è la Lega, attualmente neutralizzata da un lato dalla sua stessa coalizione, dall’altro dal m5s che pur proponendo “contratti” in puro stile berlusconiano, mette veti ad un’alleanza che includesse FI! Quando a mio parere il miglior modo per cancellare definitivamente Berlusconi sarebbe stato proprio allearsi con il centrodestra e fare muro insieme alla Lega su un programma “blindato” che recepisse le istanze di recupero di sovranità, sostegno al lavoro, cancellazione delle clausole di salvaguardia imposte dalla commissione europea, tutela dei risparmiatori e al contempo delle banche italiane… I voti di FI sarebbero stati ininfluenti, mentre il “contratto” sarebbe stato blindato da una solida maggioranza dei partiti che hanno preso più voti. Tutti temi però che evidentemente non interessano realmente.

Ma il peggior esito potrebbe essere chiudere definitivamente la porta ad una possibilità di cambiamento dal basso attraverso le elezioni. Salvini risponderà positivamente a Di Maio costringendo il presidente della Repubblica a indire rapidamente nuove elezioni? Vista la situazione di stallo, per evitare quanto detto sopra, cioè un funesto governo tecnico, la proposta di Di Maio è l’unica percorribile. Un governo di minoranza a guida centrodestra, del resto, che programma di cambiamento potrebbe mai realizzare? Dato che m5s e Lega hanno di fatto la maggioranza in Parlamento, una loro richiesta compatta di nuove elezioni non potrà che essere accettata dal Presidente della Repubblica. Eppure tra tutte le soluzioni questa a me sembra la meno probabile. Intanto le 48 ore esplorative date alla Casellati per tentare un accordo fra Lega e M5S sono moltiplicate per Fico che lascia ancora le porte aperte al PD in attesa che con comodo si completi l’autodistruzione del partito.

Presto vedremo chi e cosa escogiteranno per tirare avanti, sterilizzare una volta per tutte il processo elettorale fonte di tante preoccupazioni delle élite e arrivare così alle elezioni europee già fissate per la fine di maggio 2019 con le idee chiare sul da farsi: queste si che dovrebbero diventare prevalenti, prioritarie nel dettare l’agenda di ogni futuro governo nazionale. Diventare prioritarie, cioè di fatto “sostituire le elezioni nazionali” da mantenere solo per le poltrone della politica e in funzione “ludi cartacei” per chi ancora avrà voglia di votare. A patto che, nel frattempo, abbia ancora senso parlare di EUROpa!

Santa Caterina da Siena

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wikipedia -:St. Catherine of Siena painted by Plautilla Nelli

Il 29 aprile 1380 all’età di soli 33 anni moriva Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e d’Europa. Aveva gli stessi anni di Cristo, quel Cristo da cui il 1 d’Aprile 1375 aveva ricevuto le stimmate <<…vidi scendere in me cinque raggi sanguigni che s’indirizzavano alle mani, ai piedi ed al cuore… E tanto è il dolore che sensibilmente patisco in tutti e cinque i luoghi, ma specialmente attorno al cuore, che se il Signore non mi farà un nuovo miracolo, non mi par possibile che la vita del mio corpo possa stare con tanta doglia…>>. Una settimana dopo le stimmate si trasformarono in segni invisibili che invece di affliggerla fortificavano il suo corpo.

Santa Caterina è la prima donna assieme a Santa Teresa d’Avila ad essere dichiarata “Dottore della Chiesa Universale”, eppure essa era semianalfabeta, imparò a leggere da sola e sapeva scrivere poco.

Quando ero bambino mia nonna, una donna semplice che aveva fatto solo la terza elementare, aveva una preghiera mal scritta, piena di errori e quasi illeggibile, la “Santa Caterina” diceva lei, che recitava nei momenti difficili. Entrava in una specie di trance, recitava come una salmodia e poi diceva “andrà tutto bene” oppure “si è impuntata ma non ti preoccupare…”. Insomma riusciva a leggere il presente affacciandosi sull’attimo successivo, quello che siamo soliti definire futuro ma che in realtà è lì, davanti a noi avvolto dalle nebbie del tempo.

Quel non sapere, di mia nonna, di Santa Caterina, sostenuto da una fede pura e incrollabile che gli permetteva di vedere oltre… quanto vorrei che fosse ancora qui a sostenermi, io che sono così fragile, che ho una fede fatta di parole, aria, nulla più che un soffio di vento.

Ricordare Santa Caterina, questa fine teologa senza istruzione alcuna, ma anche una politica fervente pronta a difendere la causa della Giustizia in nome della Verità che gli stava davanti, mi fa sentire ancora la presenza “viva” di mia nonna Aquilina. Anche lei era decisa e determinata nel difendere e rassicurare chi gli stava accanto.

E la santa che tanto s’impegnò per portare la pace e assistere i poveri e gli ammalati, speriamo che possa aiutarci ancora oggi a colmare le ingiustizie che devastano il nostro martoriato mondo.

L’Amore per l’Invisibile

usignolo
Poesie di Lorenzo

Il canto dell’usignolo

il silenzio della vetta

o i colori dell’iride

e l’azzurro del tuo cielo

sono le ombre della tua voce

e della tua luce.

Quando potremo

ascoltare il tuo canto

o guarire della nostra cecità?

Già difficile

nel rumore dei giorni

accogliere i tuoi doni:

la fede, il rispetto

e l’Amore per l’Invisibile.

Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI

Per ringraziare la disponibilità del mio amico Lorenzo nel permettermi di pubblicare le sue poesie, con cadenza mensile le ripubblicherò per continuare a dargli la meritata visibilità.

 

Navigatori senza tempo

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Come foglie cadute dagli alberi

veleggiamo

sulle nebbie del tempo

nell’oblio della continuità

del nostro eterno essere,

appesantiti dalla polvere

raccolta sulle strade della vita

che mantiene

le impronte del nostro passato.

Chi conosce

l’uomo che le ha lasciate?

Sei tu

non pensare alla polvere

che ti soffoca,

soffiaci sopra con il cuore leggero

per tornare a sentire

il respiro dell’esistenza.

Poesia già pubblicata QUI

Il respiro dell’esistenza, l’esistenza in ogni respiro… infondo non c’è altro che vita, l’alternativa non è conoscibile eppure il tempo sembra un abisso senza fine che possiamo rinchiudere in un istante! Non so se, come, quando ricominceremo a ricordare chi siamo e perché siamo qui ma il viaggio che l’umanità insieme alla creazione tutta sta percorrendo non è circolare, piuttosto è una spirale concentrica che si allontana e si avvicina al centro alternando evoluzioni esteriori con l’acquisizione di una maggiore consapevolezza interiore. In un tempo infinito – come quello dell’universo intero – la dimensione spazio-temporale umana scandita dal tempo delle stagioni e dettagliata dai giorni e dalle ore come una noiosa e prevedibile ripetizione, non può che scomparire. Ma forse, questo tempo fittizio destinato a sgretolarsi velocemente e a spargersi nell’infinito che c’è intorno, è già l’inizio del risveglio, un ritorno alle origini con una nuova consapevolezza, una realizzazione di quel Regno qui ed ora, nell’istante presente di ogni vita cosciente che non è più intrappolata nell’illusione.

Bagliori nel buio

Buoi bagliori.png

Sopra un abisso

penso al dolore di essere soli,

abbandonati in un vuoto

che satura ogni speranza.

Desideri nascono

bagliori nel buio

per trovare un’uscita.

*Vorrei avere le ali

per andare in alto

sopra le nubi

in un cielo sereno

e guardare il nulla

senza paura di cadere

sorretto da certezze

che aiutano a volare.

Ti verrei a prendere

sopra un carro alato

per  solcare insieme

le barriere invisibili

che impediscono agli uomini

di vedere la luce

e un travaso d’amore

colmerà i nostri animi.

*versi tratti da Richard Bach “Nessun luogo è lontano”

 

 

Avanti e indietro: storia di un’involuzione interiore (ottava parte)

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Nella settima parte (che potete leggere CLICCANDO QUI), avevamo parlato della teoria dell’evoluzione contestando le modalità con cui era stata presentata in una trasmissione televisiva, un esempio di visione unilaterale della realtà così come spesso e volentieri ci viene mostrata dai media. Al vertice di questa pseudo realtà c’è sempre una bellissima narrazione e non ci sarebbe niente di male ad essere sognatori, se non fosse che in questo caso noi siamo i protagonisti di una storia scritta da altri per finalità non meglio precisate! A CHI credere e in COSA credere?  Difficile rispondere, nelle brevi riflessioni  che seguono non faccio che evidenziare gli slogan della narrazione odierna e ognuno potrà sperimentare su sé stesso quanta presa essi abbiano nel nostro pensare. Magari ci scopriremo lettori, riuscendo almeno in parte a vedere le cose con distacco, a capire dove finisce la narrazione e dove inizia la vita reale. A questo punto non ci resterà che chiudere il libro: nel mio caso l’in-voluzione interiore ha portato i suoi frutti! Guardarsi dentro porta a scoprire un’intimità che è Mistero a noi stessi! Il Mistero è la prima scoperta, ciò che apre alla speranza. Allo stesso tempo Esso lascia la porta aperta alla Verità, rende possibile il confronto con una realtà oggettiva oltre la narrazione posticcia in cui viviamo. Non so se ci saranno altre puntate di questa mia in-voluzione interiore, magari proverò a riordinare quanto già scritto cercando fra le righe ulteriori approfondimenti…

 

Come sarebbe impossibile per dei genitori pensare di gettare a mare un figlio perché “non ce lo possiamo permettere”, così i tanti cittadini delle nostre martoriate democrazie dovrebbero almeno farsi scrupolo di indagare, mettere in dubbio i tanti mantra sciamanici che ci propinano quotidianamente: è colpa della casta, la cricca, il debito pubblico, i dipendenti pubblici improduttivi, bisogna sanare le inefficienze, privatizzare quello che non funziona…. E’ un attacco costante allo Stato (e quindi a tutti noi che ne siamo parte), con la partecipazione ORDINARIA delle istituzioni nazionali e internazionali (nel nostro caso EUROpee): siamo nell’epoca dei tecnici, che di fatto fanno politica, spesso senza neanche la legittimazione del voto, bypassando qualsiasi norma costituzionale a favore della contabilità: il “diritto al lavoro” è sostituito dal “pareggio di bilancio” e dai necessari (per chi?) tagli alla spesa (posti di dipendenti pubblici inclusi)! Si potrebbe continuare a lungo  e ci sono persone che attraverso libri o blog sono riusciti a dare un quadro completo ed esauriente del perché e del percome ci stanno facendo questo, ma il problema di fondo resta comunque quello della “storia che si ripete”: nella lotta fra il bene e il male, che relativamente alla razza umana altro non è che storia di interessi contrapposti, nel medio-lungo periodo perdono tutti, o almeno c’è un’alta probabilità che tutto vada allo sfascio (vedi guerre mondiali recenti o l’attuale escalation sulla Siria) eppure è nella loro (nostra) natura l’autodistruzione e la rinascita, è inutile pensare che in fondo io non centro, noi non centriamo perché siamo diversi da quelli che ci manipolano e quindi bla, bla, bla… Se un’evoluzione dev’esserci essa si concretizza sempre e solo nella collettività, in quella coscienza collettiva che è formativa di una visione d’insieme, di un’epoca, un modo di vedere, un essere coscienti di…. Ci sono certamente incrinature nel sistema, aperture verso altro, oltre l’uniformità dei modi di vedere e pensare, ma molto distanti non possiamo andare finché a remare contro la corrente dell’attualità non ci imponiamo in massa. In questo quadro si inserisce anche il concetto scientifico di “evoluzione”, così come venne proposta nella trasmissione sopracitata: un adattamento all’ambiente attraverso la vittoria del più forte, cioè di chi è evolutivamente superiore. Non c’è morale e la giustizia diventa la pura constatazione che se la natura è matrigna, Dio e in ultima analisi lo stesso uomo, altro non sono che espressioni di essa, all’interno della storia umana il più forte impone il giusto adattamento all’ambiente a chi gli è sottomesso e il più forte è sempre chi riesce a manipolare-costruire una verità socialmente e umanamente accettabile alla collettività, un vero e proprio pensiero magico-religioso a cui ci adeguiamo, volenti o nolenti, perché è quasi impossibile remare contro la corrente della collettività!

Campo Imperatore

campo_imperatore
Poesie di Lorenzo

Un fiore

uno stelo d’erba

accarezzato dal vento

appoggiato

e confuso in quest’immenso.

Vorrei essere così

un granello

di questo silenzio infinito,

dove il sibilo del vento,

il tepore del sole,

le sconfinate distese verdi

e le lontane cime maestose

si incontrano

in un canto soave.

Qui il post originale

Liebster Award 2017 – Glorious Edition

Il 23 Gennaio 2018 ho ricevuto da Ivano Landi questo gradito e ambito premio. Ora mi accingo a onorare il suo invito, del resto era il minimo che potessi fare vista la S-tag-giata che gli ho rifilato qualche mese fa, da lui incassata e soprattutto scritta in modo magistrale. Intanto provo a riepilogare le regole degli award:

1) Ringraziare e rispondere alle 11 domande di chi ti ha premiato;
2) premiare 11 blogger meritevoli che non raggiungono i 200 followers;
3) comunicare la vincita agli altri bloggers premiati;
4) proporre ai premiati altre 11 domande.

Grazie è il minimo che posso dire ad Ivano, visto l’attenzione con cui segue “da sempre” il mio blog: ha la capacità e uno spirito critico che gli permette di giudicare in modo oggettivo i miei post anche quando mi capita di esprimere pareri su cui non è pienamente daccordo. A trovarli di lettori così! Ma è giunta l’ora di provare a rispondere alle sue 11 domande…
1) L’anno scorso ho chiesto di mettere in ordine di preferenza nove generi letterari. Ora ti chiedo di fare altrettanto con i seguenti nove medium espressivi che butto là in ordine sparso: romanzo, poesia, cinema, fumetto, fotografia, pittura, televisione, musica, illustrazione.

Le preferenze cambiano con l’età e soprattutto con i tempi, ma cercando di considerare in modo oggettivo il “tempo” e l’interesse che nella mia vita ho dedicato ai generi che citi provo a classificarli: 1) Fumetto, 2) Poesia, 3) Pittura, 4) Musica, 5) Cinema, 6) Romanzo, 7) Televisione, 8) Fotografia, 9) Illustrazione
2) Mi permetto di riciclare la domanda 6 perché a me è piaciuto troppo citare Lei. Spero faccia piacere anche a voi citare il vostro/a Lui/Lei. Se poi pure voi ci mettete le foto, facciamo una bella galleria di tipi ideali.
Dunque: Chi è il tuo ideale di donna/uomo (un nome di un personaggio riconoscibile da tutti, il tuo vicino/a di casa non vale)?

Considerando che ho iniziato a vivere intorno ai 25 anni, prima ero prevalentemente rinchiuso nella caverna di Platone, posso però indicare almeno una donna simbolo di cui mi ero invaghito nel periodo adolescenziale, Alessandra Martinez!

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Fantastico 7 – Alessandra Martinez e Lorella Cuccarini (1986)

Nonostante Lorella Cuccarini avesse un carattere più deciso che almeno per i miei ricordi metteva un po’ in secondo piano Alessandra Martinez, io trovavo quest’ultima indiscutibilmente più affascinante!
3) Se non avessi intrapreso la strada del blogging a quale altro hobby pensi avresti dedicato l’equivalente del tempo?

Riguardo al blogging è strano, perché non sono io a essermi dedicato al blogging, ma l’esatto contrario: sono diventato blogging a mia insaputa!?!? MA DUNQUE E COMUNQUE LO SONO? Bando alle ciancie, ritornando in tema: per anni ho collezionato fumetti e sognato di avere uno spazio adeguato per archiviarli a dovere. Non sono riuscito a realizzare questo progetto e ho sempre più trascurato questa passione, trasmettendola però ai miei figli .
4) Col senno di poi… hai scelto la strada giusta nel tuo percorso di istruzione scolastica (superiori, università, specializzazioni) o cambieresti qualcosa? (Nel caso mio, per esempio, tutto).

La scuola, soprattutto nel periodo adolescenziale, è stata per me un disastro. Finite le medie avevo scelto di fare un istituto tecnico, ma arrivato in secondo superiore passai invece alle scuole magistrali!!! C’era stata una svolta nella mia vita che per la prima volta mi permetteva di vedere con chiarezza la strada da seguire. Completate le superiori senza più patemi e con discreta soddisfazione mi sono iscritto all’università di filosofia. Nel frattempo ho iniziato a lavorare nella scuola prima come educatore comunale, poi come insegnante di scuola primaria. La laurea è venuta in cammino, fra un impegno e l’altro incontrati nella vita, completata più per passione che per esigenze lavorative.
5) Sei un/una amante della vita sedentaria? Un/una amante della vita nomade? Un sedentario/a costretto/a al nomadismo? O un/una nomade costretto/a alla vita sedentaria?

Il nomadismo l’ho scoperto relativamente di recente, dal 2009 quando ho iniziato a viaggiare in camper. Quel discorso di viaggiare per viaggiare senza stabilire una meta precisa lo condivido abbastanza. Non m’importa dove si va, l’importante è che quando sono “fuori”, vivendo alla giornata esco da schemi precostituiti che mi stanno veramente troppo stretti. Che cacchio di abiti ci fa indossare la società! Non è possibile resistere a lungo e quindi no, sedentario non lo sono mai stato, in particolare preferisco vivere all’aria aperta, dove lo sguardo si perde all’infinito e l’urbanizzazione è secondaria. La montagna è la mia meta privilegiata ma non solo.
6) Domanda strettamente legata alla precedente: Ti senti radicato alla tua terra d’origine o piuttosto un/una apolide?

Non particolarmente, è una cosa strana amo l’Italia e la città dove sono nato, Ancona. Ma allo stesso tempo detesto i campanilismi e posso vivere anche altrove! Ma la parola “apolide” è in questo contesto storico troppo global-political-correct, non credo di digerirla!
7) Sempre sulla stessa onda: Il mio amatissimo Rilke (il poeta) diceva che seppure di origine praghese e di cultura tedesca, la sua patria spirituale era la Russia. Tu ti riconosci una patria spirituale?

Con uno sguardo al passato direi Topolinia, sicuramente più e meglio (o più meglio) di Paperopoli!!! Ma ri-bando alle ciancie no, non credo di avere (ancora) trovato una patria spirituale!
8) Tendi ad amare di più: La natura? Le cose vecchie/antiche? Le cose moderne? Per la cronaca, si tratta di una divisione in tre tipi di essenze umane (naturale, classica, moderna) appartenente a una particolare scuola psicologica.

La natura mi affascina, anche se so che l’umano antropoforme entra in ogni filo d’erba: il bosco, la montagna, il mare…cosa rimane oggi di naturale? In cosa, l’uomo, lascia che la natura prenda il suo corso? Non credo che io/noi uomini moderni abbiamo mai avuto a che fare con la natura, fermo restando che noi stessi siamo natura!

Il moderno, l’antico,… concetti che hanno sempre l’uomo come riferimento e centro. Ma il tempo è davvero così importante, al punto da determinare un’essenza, un “tipo” di uomo? Nel presente si forma e trasforma il reale con il suo divenire che come il fluire della corrente in un fiume in piena sembra inarrestabile! Sembra, appunto, ma è davvero così? O piuttosto è il nostro voltarci AVANTI E INDIETRO che provoca l’illusione del tempo e il fascino dell’antico o del moderno? Io quindi, dunque, perciò,… SONO e sempre SARO’ un tipo di essenza umana natural-naturale, mi riconosco cioè natura perché nella natura si esprime ogni essenza.
9) Ora una domanda facile facile, su qualcosa che pare molto d’attualità: qual è il tuo decennio preferito (da te vissuto direttamente o anche solo per via indiretta)?

Talmente facile da essere forse la più difficile (per me): negli anni 70 ero un bambino e del mio essere bambino ricordo concretamente che la magia, la fantasia, la fede nell’incredibile erano realtà incrollabili! Io credevo e vedevo molte cose che oggi non sono più in grado di sentire e forse neanche concepire. Cosa cambia in noi nel mondo degli adulti? Si acquisisce consapevolezza o si perde la semplicità che ci rende trasparenti alla verità? So che alcune cose erano profondamente vere, eppure un abisso mi separa ora da loro! Quanta falsità, quante illusioni ci circondano!! Crescere non è solo un processo fisico, ma anche e soprattutto mentale: una mente che come una sovrastruttura, individuale e collettiva, sembra sovrascrivere quello che eravamo e che forse ancora siamo. Non che si possa davvero perdere sé stessi, ma quanto mistero, quanta fretta di crescere, nascondere, cancellare ciò che ci lega alle nostre origini!!!
10) Collezioni qualcosa (francobolli, farfalle, cartoline, ecc.)?

Mi sono accorto, parlando recentemente con amici, che le passioni/collezioni del passato ora hanno perso in me quel qualcosa che prima le rendeva importanti. Ho collezionato soprattutto fumetti di vari generi e tipo come dicevo sopra: Disney, su tutte la serie Zio Paperone di Carl Barks, in particolare i primi 12 numeri Mondadori compresi gli speciali. Ma anche supereroi Marvel e DC comics, varie ristampe soprattutto della Marvel Italia anni 90, qualcosa della Corno anni 70. Inoltre fra le serie Bonelli editore, su tutti Tex, ma ho apprezzato tantissimo anche Mister No e Nathan Never (stranamente non sopportavo Dylan Dog e ho praticamente regalato i primi numeri in qualche fiera di Lucca comics).
11) Hai o hai avuto una tua enciclopedia preferita?

Ho avuto diverse enciclopedie, ad esempio “Conoscere”, ma anche l’enciclopedia dei ragazzi Mondadori o alle superiori l’enciclopedia della scienza e della tecnica Mondadori che considero ancora oggi un pozzo di conoscenza insuperabile.

Fatta la faticosa scalata delle 11 risposte alle domande proposte da Ivano, mi accingo all’impervia e spericolata discesa delle mie 11 domande ai volenterosi lettori interessati.
1) Di fronte alle cosiddette “nuove generazioni digitali”, come consideri ancora l’utilizzo della “carta e penna” al posto dei PC o Tablet o Smartphone?
2) In particolare riferendosi alla scuola, credi che i ragazzi debbano abbandonare la carta a vantaggio dei nuovi strumenti digitali oppure la scuola deve rimanere un filtro, un’oasi di “tutela integrale” dove maneggiare una penna sulla carta si assurge quasi a privilegio di fronte all’irrompere del digitale?
3) Ritieni che l’alternanza scuola-lavoro sia un progresso in grado di preparare i ragazzi alla vita reale o invece sia un impoverimento che renderà le nuove generazioni meno consapevoli dei loro diritti?
4) Consideri l’attività sportiva e il movimento importanti?
5) Pensi che i ragazzi dovrebbero sempre frequentare uno sport?
6) Parlando di politica, quali sono i problemi prioritari che dovrebbe affrontare? a) L’abolizione dei privilegi, la lotta alla corruzione, i tagli alla spesa pubblica e al debito pubblico. b) Il ripristino delle tutele sociali, in particolare la stabilizzazione del lavoro con salari dignitosi, la ripresa di investimenti pubblici in ogni campo del sociale, la cancellazione di tutti i criteri contabili di controllo della spesa in quanto non compatibili con la civiltà della Costituzione.
7) Ha ancora senso parlare di tolemaici e copernicani nella nostra società? Se pensi di si a quale campo lo riferisci: scienza, religione, politica, economia…
8) Se alla domanda 7 hai risposto di si, da chi pensi sia attualmente governato il mondo, da tolemaici o copernicani?
9) Ti interessa leggere libri di saggistica? Se si, di quali argomenti: scientifici, storici, filosofici…

10) Relativamente ai romanzi quali generi preferisci?

11) Nel suo romanzo 1984 George Orwell afferma che: “L’ortodossia consiste nel non pensare, nel non aver bisogno di pensare. L’ortodossia è inconsapevolezza!” Qual è il tuo livello di ortodossia nei confronti dei vari problemi della vita?

Ora, più che nominare, lascio liberi di rispondere alle domande i primi 11 blogger che se la sentono di partecipare.

Un nulla percepibile

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Per quanto spinga il mio pensiero

nel futuro più lontano

nulla riesco a percepire

di ciò che cerco

e che dicono si chiami amore.

Ma forse qualcosa è cambiato

oggi è cambiato,

cambiato da tempo

è a dire il vero

il mio bisogno d’amore imperante

diventato ostinato

ricercato ogni istante

scandito in ogni battito

ma pur sempre lontano

in un futuro ove nulla percepisco

se non angoscia e vuoto totale

nella mancanza di coraggio

di cambiare.

Ancora una volta… in attesa del plenilunio di Primavera!

Scusate se questo mese per la seconda volta mi ripeto (del resto non sono ne mai sarò un Paganini!) con un post già pubblicato (l’11 aprile 2017), ma le riflessioni del passato mi sembrano ancora attuali e degne di approfondimento. In realtà ho apportato alcune modifiche e integrazioni e aggiungerò fin da subito una canzone di Branduardi che giustamente mi era stata segnalata nei commenti dall’amica blogger Perseide come potete vedere leggendo L’ARTICOLO ORIGINALE. Ecco dunque il link della canzone STATE BUONI SE POTETE ottimo preludio al post che segue…

iL 31 marzo ci sarà il plenilunio di primavera che come ogni anno, da millenni, fissa la data della Pasqua. Ci troviamo ancora per poco nel silenzio-deserto della Quaresima che terminerà il giovedì santo, proviamo quindi a riflettere sul senso della vita dell’uomo in attesa della risposta della Pasqua! Lo spunto ci arriva dal libro del Qoelet che inizia così:

“Vanità delle vanità, tutto è vanità. Che senso ha tutta la fatica dell’uomo sulla Terra?” (Qo 1, 2-3).

Primo appunto: la risposta (“…tutto è vanità”) è preceduta dalla domanda (“che senso ha la fatica dell’uomo…”). La domanda riguarda direttamente noi uomini, alla ricerca di un senso che giustifichi la fatica di vivere! Ma se la risposta del Qoelet è “tutto è vanità” non sembra esserci un bene sulla terra che dia un senso alla fatica di vivere. Il mondo e la natura – il Tutto – si muove ma al contempo resta uguale a se stesso, invece l’affannarsi dell’uomo (“il suo cuore non riposa nemmeno di notte”) è un girare su se stesso (Qo 2,29). Il mondo nuovo che continuamente ci affanniamo a costruire, i progressi della scienza e della tecnologia, tutto sfugge continuamente dalle nostre mani in un continuo fare e disfare.

Il problema centrale della vita dell’uomo è la morte: sempre ci sarà il limite della morte, l’occhio dell’uomo continuerà a non saziarsi di vedere e l’orecchio di ascoltare (Qo 1,8b) e alla ricerca dell’uomo continuerà a sfuggire il senso dell’insieme (Qo 3,11). La vanità umana è tale proprio perché urta contro il limite invalicabile della morte, che colpisce ogni uomo, ne annulla lo sforzo e gli sottrae tutte quelle realizzazioni che faticosamente si è costruito! Ogni sforzo è vanificato, ogni virtù decade, tutti gli uomini sono accomunati da tale misera sorte: “Dio agisce così perché l’uomo abbia timore di Lui “ (Qo 3,4). Qui il “timore di Dio” è correlato alla consapevolezza dei propri limiti, ma apre anche alla speranza religiosa, che si rivolge ad un Dio in grado di creare e donare la vita.

In questo gioco di dolore e speranza si inserisce la figura di Gesù che proprio in risposta alla morte come limite fa incredibilmente coincidere il “Crocifisso” con il “Risorto”, due facce di un Dio in grado di donare e portare in sé la scintilla di verità su cui si regge il mondo e la vita: l’Amore.

Nella morte in croce c’è una rivelazione totale del Padre da parte di Gesù. Totale perché quest’obbedienza alla volontà di Dio Padre raggiunge il culmine e rende trasparente a noi uomini il contenuto rivelato: l’essere Figlio è totale obbedienza tanto come l’essere Padre è totale ricezione e amore!! Identità di volere e di natura, piena libertà che si realizza nel motore trinitario, in un amore che costituisce la relazionalità personale, che quindi non è fine a sé stesso come il “motore immobile” aristotelico. Qui c’è anche la presenza di un evento originario che assume su di sé il peccato di tutti gli uomini (la morte) per trasformarlo in un riscatto d’amore gratuito e totale.

Un principio che si impone andando oltre ogni fede e opinione umana, oltre l’affannarsi per fare e disfare, oltre la falsità e l’odio, la paura e il dolore…

Riferimenti bibliografici e approfondimenti: Rinaldo Fabris e collaboratori, Introduzione generale alla Bibbia, ELLEDICI

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