
Domani
concederà il vento
alla foglia di vivere?
Sospiri d’eternità.
Hai sfidato la notte
in una lotta di pensieri.
Una domanda alla luna
che domina il vento
resterà senza risposta.
Solo un sorriso…

Domani
concederà il vento
alla foglia di vivere?
Sospiri d’eternità.
Hai sfidato la notte
in una lotta di pensieri.
Una domanda alla luna
che domina il vento
resterà senza risposta.
Solo un sorriso…
Il tempo è polvere, strati su strati formano le sue dune cangianti e ingannevoli. Soffoca e appesantisce nell’intimità, crea dei solchi, come rughe dell’anima!
Ma come esploratori dell’infinito basta un soffio per alleggerire e spazzare via la nebbia dell’oblio proprio come Navigatori senza tempo…

Cerchiamo, cerchiamo,
in questa valle oscura
dove sia l’inizio
che anima il mondo,
quali siano le vette
che sovrastano le nubi.
Il coraggio di essere umili
di fronte alla montagna
e sulla cima una croce fatta di luce,
bagliori di verità davanti agli occhi
degli abitatori della valle.
Un cammino fatto di rinunce
come petali che si staccano dal centro
e il dolore sembra riportarci alla terra
a noi che appartenemmo alle stelle.
Ma basta uno spiraglio
affinché la luce torni a viaggiare
oltre l’oscurità,
oltre la corazza
fatta d’orgoglio e di illusioni,
in un’espansione senza limiti…
Perché niente può spegnere
il fuoco sacro che ci pervade
e sbocceranno miriadi di fiori,
e nasceranno bellissime farfalle,
per succhiare il nettare della vita
alla sua fonte.

Ascolta
la voce del silenzio…
Nessun suono è così intenso
come quello che nasce
nell’animo illuminato dall’amore
capace di volare
nelle infinite note
della propria solitudine
dove c’è un solo sentire
traboccante
la musica della divinità.
* luce e tenebre si equivalgono nella vita di ognuno con continui inciampi e ricadute. Ma è nel passaggio – faticoso e graduale – dalle tenebre alla luce che il singolo, specchio dell’umanità intera, può portare saggezza e bene nel mondo se avrà imparato a viverli profondamente nel proprio cuore…

Vento
quale mira nasconde
il tuo soffio di vita?
Quale mente lucida
ti spinge verso terre acri?
Gioia di passeri in cielo,
letizia di fiori sbocciati,
sollievo di rami
velati da un’ombra di stanchezza.
Spazzi via quel velo
che ci avvolgeva in sonno acerbo.
Volgo lo sguardo in cielo
e una nube nera
si allontana sospinta
per poi calare quieta
come la sera.

Quanta stanchezza
in quel volto di paura.
Vano timore di vecchiaia
e sulla riva, al sole, alla luna
ascolto immobile
l’eterno moto delle onde.
Vorrei vibrarmi
in un volo limpido
ma la rugosa catena
mi tiene in questa
oscura prigionia.

Natura:
paesaggi scolpiti emergono dal cuore della terra,
abissi marini permeati d’azzurro,
cieli illuminati dal sole nascente,
notti fascinose con chiari di luna,
sterminate distese di bianco abbagliante
che ricopre le terre di posti lontani,
verde cupo smeraldo, con sprazzi di luce
al di sotto di foreste inesplorate dall’uomo.

Universo:
ammassi di stelle deposti lontano,
strisciate di bianco che solcano il cielo
di notte visibili anche ad occhio nudo,
pianeti maestosi, sconosciute galassie,
civiltà che forse mai incontreremo,
stelle comete vagabonde del cielo
che seguono percorsi stabiliti da sempre.

Visibile ed invisibile s’intrecciano:
fili ingarbugliati difficili da sciogliere
che rendono la vita un inesplicabile mistero.
Abbiamo visto tanto e ancor altro vedremo,
finché il gomitolo del tempo
non arriverà alla fine,
rendendo cosciente
ciò che sembra deposto nel nulla.

Nella mite brezza
dell’aurora,
nella sovrana luna
cinta da un gioco stellare,
nel vertice del monte
ove s’inquadra una frivole vita,
nella rosa
assetata di sole
in ogni incanto
trovo la tua nuda speranza
pietà.
M’hai ferito
e non ho altro che la tua visione:
nelle mani prodigio dell’uomo,
nell’impotenza di ringraziare,
nelle silenziose sofferenze,
nel sogno d’eterna giovinezza.

Filosofia
significa cercare tremanti
la Verità delle cose
al di là delle illusioni
che costituiscono certezze
oltre il divenire, apparenza invalicabile
ma anche ingiustizia di ideali vivi.
Presente attuale della coscienza
mia coscienza d’individuo unico, irripetibile,
nel dubbio e nella certezza.
Ciò che cerco mi costituisce già adesso,
oltre il tempo nell’immutabile divinità:
Padre di ogni Io,
Madre nel bisogno,
Figlio che è fratello di ogni essere
nel dolore e nella mancanza
speranza irrinunciabile che sia Amore.
Come potrei parlare di Te se non ti conoscessi?
Nei recessi più profondi del mio essere
ho sentito la tua voce valicare il nulla
per far coincidere ogni istante nell’Eternità.
Hai placato il vento che soffiava sui miei anni,
che alzava la polvere davanti agli occhi
e lasciava i ricordi alle spalle
come foglie secche ormai cadute.
Ancora miriadi di strade dovrò percorrere
per arrivare di nuovo a Te,
per colmare la mia infinità alla ricerca di Dio.

Un sole caldo, luminoso, sereno,
d’improvviso questa mattina
è scomparso oscurato dalle nubi.
Un vento impetuoso,
tempesta terribile, uragano immane,
ha iniziato a spazzare,
distruggere ogni cosa sul suo cammino.
Nulla può resistere alla sua forza:
né alberi, né palazzi, né montagne eterne:
lo stesso oceano sembra straripare
incombendo sul tutto.
Ma il deserto non è ancora:
una luce fioca, all’apparenza un nulla…
Continua a devastare impietosa
la tempesta,
per giorni e notti senza fine.
Ma una luce fioca, all’apparenza un nulla
è ancora accesa, nella sua infinita umiltà
di fronte all’oscena catastrofe.
Eppure nell’impotenza estrema,
senza imporsi,
è ancora lì , ad indicarci una meta nel buio.
Mistero inesplicabile,
forza inesauribile
ma minima incombenza
di fronte al Nulla che avanza.
La tempesta è finita,
le nubi sono diradate
è incredibilmente riapparso il sole
caldo, luminoso, sereno.
Una cosa è certa:
senza quella luce, all’apparenza fioca,
nulla sarebbe più.
Si tratta di un’esperienza interiore, una ricerca per arrivare a Dio o chi per Lui voglia Essere e imporsi, senza che siamo noi a chiuderlo in una scatola, preconfezionando saccenti il proprio Dio ideale! Rinunciare alla propria natura, andare oltre, prevaricare i propri limiti sembra essere costitutivo del nostro essere uomini, perlomeno nel contesto attuale del pensiero occidentale! Ne parlavo con Ivano nei commenti di un suo splendido articolo INCANTESIMI CINEMUSICALI 8: ORGANIC E PROPHECIES. Grazie a lui mi sono ricordato di questa vecchia poesia dove sperimentavo una PRESENZA nella MANCANZA ASSOLUTA di Dio, un Dio che abbiamo cancellato dalle coscienze pur essendo sempre presente nel vocabolario e nelle parole dei nostri rappresentanti politici o religiosi. Parole – appunto – niente altro che parole vuote, in totale continuità col sistema degradato e degradante istituito dal dominio tecnocratico!
La filosofia moderna nel mettere in discussione Dio-l’Essere-l’Eterno ha assolutizzato il divenire. Lo strumento di fronte al quale ogni speranza crolla è la tecnica, che illumina ogni mistero e ci porta di fronte al baratro del nulla. Se infatti grazie alla tecnica non c’è niente che l’uomo non possa o non sappia indagare e/o dominare, allora non rimane alcuno spazio per Dio. Tanto più avanzeremo verso il paradiso della tecnica tanto più la vita perderà il suo senso più profondo perdendo il contatto con la Terra e con la creazione. Ma tutto ciò lo potete leggere e capire al meglio nell’articolo di Ivano cliccando sul link sopra.
Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !
Guai a prendersi troppo sul serio. Racconti allegri pensieri idee di un allegro pessimista
Le emozioni mi strabordano
Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo
A quoi servent les images que l'on ne montre pas ?
appunti criptici di una sfinge in erba
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