Dallo Stato sovrano alle banche centrali indipendenti!

Ecco come è andata…

Criptovalute: Libertà e Controllo della Moneta

Post di Stefano sui bitcoin che è anche una riflessione sulla moneta in generale. Per me la moneta, in un’economia di mercato, è una merce come un’altra. Il suo valore lo decide appunto il mercato, cioè la richiesta di beni materiali o finanziari in quella determinata valuta. Per questo è importante che ogni stato abbia la sua moneta, perché ogni stato ha una sua economia tarata sulla sua produzione di beni e la moneta è come una divisa, deve calzare bene altrimenti sono guai. Guai che abbiamo sperimentato con l’euro, moneta /divisa unica che mette insieme stati diversi creando problemi enormi che si scaricano sul lavoro, sempre più precario e sottopagato! In pratica l’euro tutela solo i padroni, garantendo le rendite e comprimendo i salari. Ora la domanda è : il bitcoin CHI tutela? Stefano prova a dire la sua in questo post:->>

È da un po’ di anni che mi interesso di moneta e di come questa sia stata trasformata, da un sistema intelligentissimo di scambio e di miglioramento dell’economia e del benessere della gente, a un sistema di controllo e di esercizio di potere da parte di chi può controllare l’emissione della moneta stessa. Il problema principale della moneta è quello che, essendo costituita da entità senza valore, è riproducibile all’infinito o anche eliminabile del tutto, e quindi asseconda i comodi di chi presiede alla sua creazione o distruzione. La moneta rappresenterebbe il valore del lavoro necessario a produrre il bene o il servizio che viene scambiato, quando il sistema è etico e quando è etico il suo creatore. Quando, come accade sempre nel mondo attuale, il sistema e la creazione di moneta non sono etici, avvengono fenomeni in cui si arricchiscono soggetti che non hanno lavorato per guadagnare l’equivalente in moneta, ma solo speculato, e fenomeni in cui il possesso enorme di moneta, oltretutto non guadagnata col lavoro, crea egemoni in grado di condizionare e di sottomettere la gente comune a loro favore. Questa è la moderna riduzione in schiavitù. Poco importa se l’élite in questione sia costituita da banchieri, imprenditori privati, lobby o, addirittura, Stati interi, l’esercizio di compressione della libertà individuale è lo stesso. Un banchiere può decidere, ad esempio, di incamerare i risparmi privati dei suoi clienti per salvare dal fallimento la sua Banca, lo può fare! Nessuna legge glielo impedisce: nel momento in cui una persona deposita i suoi risparmi in Banca non è più veramente proprietario dei suoi soldi, ha solo una garanzia fiduciaria di poterne di nuovo venire in possesso. Un imprenditore o una lobby può, attraverso donazioni o corruzione, influire sulle decisioni politiche o sull’esito stesso delle elezioni, vanificando quindi tutto il sistema democratico. Uno Stato stesso, che di solito, purtroppo, non è etico, utilizza la sua facoltà sull’emissione e sulla natura stessa della moneta per esercitare il suo potere, spesso liberticida. Ne è conferma, ad esempio, il prelievo dai conti correnti del 6 per mille avvenuto il 9 luglio del 1992 in Italia. Ulteriore esempio è il blocco dei conti correnti dei camionisti canadesi che protestavano contro il green pass, avvenuto il 14 febbraio 2022. Essendo la moderna moneta basata sul nulla, la cosiddetta moneta “fiat”, è possibile per chi la controlla farne ciò che vuole, compreso toglierle del tutto il valore. Ma vi sembra giusto che un onesto lavoratore che ha prodotto, con la sua attività, un quantitativo di ricchezza che ha depositato in Banca per un uso futuro, venga depredato da chicchessia? Un furto, anche se commesso da uno Stato, resta un furto! Inoltre la continua emissione di moneta, poco controllata e non controbilanciata dalla crescita economica, crea inflazione e quindi svalutazione. Anche in questo caso l’onesto lavoratore di prima si trova depredato di parte della ricchezza accumulata.
Come far sì, quindi, che la ricchezza accumulata onestamente possa essere difesa da questo tipo di attacchi?
I contanti sono certamente molto più sicuri dei conti bancari, almeno la loro gestione è in mano ai proprietari, ma non prevengono né dall’inflazione né dalla possibilità che ha uno Stato di renderli privi di valore. Non dimentichiamo che, ad esempio, le vecchie Lire, per chi le avesse dimenticate in un cassetto, ora non valgono più nulla. Nulla ci garantisce che, in situazioni emergenziali o di guerra… o semplicemente per una svolta autoritaria di qualunque natura, i nostri risparmi sotto la mattonella, continuino ad avere il loro valore.
L’oro è sicuramente e da più tempo il mezzo universalmente riconosciuto di controvalore per qualsiasi bene economico. Mette al riparo dall’inflazione, infatti la curva di crescita del suo prezzo è sempre stata in ascesa. Molto più semplicemente si può affermare che la moneta si svaluta continuamente al contrario dell’oro che invece mantiene il suo valore nel tempo. Il problema dello scambio con l’oro, però, è intrinseco nella sua materialità: bisogna portarlo fisicamente nel luogo dello scambio, è difficilmente frazionabile, specie le monete d’oro, ed è facilmente oggetto di furto. È quindi utilissimo come mezzo di accumulo, ma meno per gli scambi. È comunque un buon mezzo per mantenere sia il valore che la libertà di usufruirne e che rende, quindi, meno ricattabili da qualunque potere esterno.
Dal 2009 esiste un nuovo valore scambiabile, in forma totalmente virtuale: il Bitcoin. Non voglio parlare delle altre criptovalute, non le considero neanche, visto che sono espressione degli stessi poteri dai quali sto cercando di difendermi, e che hanno infatti tutti i difetti delle altre monete “fiat” e non sono affatto anonime. Il Bitcoin è diverso, è stata la prima e, finora, unica criptovaluta veramente “cripto”. Mi sono ripromesso fin da ora di seguire dei corsi approfonditi e lo farò, ma intanto, per quanto ne ho capito, il Bitcoin dipende solamente dalla matematica e da Internet: la matematica è quella che è e non è possibile gestirla; Internet è diventata l’ossatura portante di tutta l’economia a livello mondiale… per cui credo che sia ormai irrinunciabile anche da parte di qualunque potere e non vedo possibile che chicchessia abbia mai interesse a chiudere Internet. È un po’ come ipotizzare che da ora in poi, all’improvviso, vengano vietate le automobili… o l’elettricità! Il fatto, poi, che il creatore o i creatori del Bitcoin siano sconosciuti mi fa pensare che si tratti di hacker e che per loro natura perseguano un certo tipo di libertà di tipo anarcoide, ma questa è solo una mia ipotesi.
Intanto è una valuta inesistente, d’accordo, ma è esattamente come tutte le altre monete fiat. È immateriale, ma come i numeri di qualunque conto corrente: quando una Banca ti concede un mutuo, il corrispettivo di quei soldi non è da nessuna parte, sono solo numeri, il 98% di tutti i soldi che girano sono numeri, solo il 2% sono contanti, i quali, a loro volta, sono dei pezzi di carta di infinitesimo valore. Se il Bitcoin è gestito SENZA INTERMEDIARI è assolutamente anonimo, come i contanti, ma è completamente indipendente da qualsiasi potere e quindi, anche e soprattutto, immune da qualsiasi tassazione. Non è possibile, inoltre, controllare il motivo per cui vengono spesi, è ovvio, quindi, che il loro uso può essere quello dei traffici illeciti, è vero, e allora? Se io pago un sicario per uccidere qualcuno e lo faccio in Euro, in Dollari, in Yuan, in Ethereum (criptovaluta) o in Bitcoin, che cambia? Il colpevole non è la moneta usata, ma chi l’ha usata male. Inoltre io sono assolutamente contrario al controllo del crimine attraverso il controllo della moneta, mi spiego: io credo che chiunque debba essere libero di comperare quello che vuole con il denaro onestamente guadagnato, compresa la droga, le prostitute… e qualunque altra cosa, semmai credo che uno Stato debba combattere il crimine in quanto tale e non attraverso questi mezzucci. Anche perché, con la scusa del controllo sul crimine, si possono controllare “troppo” i redditi e i movimenti dei cittadini: il controllo è una delle prerogative fondamentali per l’esercizio del potere.
I Bitcoin, quando saranno completamente estratti, intorno al 2140, saranno del numero massimo di 21 milioni e non uno di più, l’algoritmo matematico che li determina non permetterà di crearne ancora. Per ora ce ne sono in circolazione circa 20 milioni, Va da se che non sarà possibile inflazionarli, sono un bene scarso come l’oro, il loro valore manterrà nel tempo la stessa consistenza e di conseguenza cresceranno sempre rispetto a tutte le altre monete “fiat”.
Sono, ovviamente, frazionabili all’infinito e spendibili o acquistabili “online” attraverso qualsiasi dispositivo connesso ad Internet, basta avere le chiavi di accesso, segrete come delle normali password, ma soprattutto bisogna saperlo fare e farlo bene, e per questo seguirò dei corsi adatti. Il rischio è ovviamente quello di perdere le password o che le stesse vengano rubate da altri, ognuno dovrà, quindi, con cura meticolosa inventarsi qualche metodo perché ciò non avvenga. Non bisogna, poi, ASSOLUTAMENTE usare degli intermediari poiché lucrerebbero su ogni transazione, non potrebbero garantire l’anonimato, potrebbero essere non affidabili o, addirittura, agenti dei poteri di cui sopra. È impegnativo, lo so, non è comodo ed è molto più agevole lasciare gestire tutto da una Banca o dai consulenti finanziari, ma la libertà ha un prezzo e poi restituisce un valore inestimabile.
Per ora i Bitcoin hanno il grosso limite di non essere così facilmente accettati da tutti, è difficile infatti ancora poter sopravvivere spendendo solo Bitcoin, ma la platea dei commercianti che li accettano man mano si sta allargando, per ora sono un buon metodo per salvaguardare il risparmio e per fare spesa soprattutto online. Ma quello che più mi affascina del Bitcoin è proprio la libertà di poter disporre del proprio denaro in maniera assolutamente non influenzabile da nessun altro, non mi interessa l’aspetto lucrativo, anche se potrebbe esserci, io sono contrario da sempre alla speculazione poiché la considero una forma di parassitismo sociale.

Draghi: basta macelleria sociale, l’UE diventi vegetariana 😄

Quindi dopo anni di austerity volta alla compressione salariale e all’export, Draghi afferma che i salari sono troppo bassi!!!

Peccato che il lupo (Euro-peo) non diventerà mai agnello, quindi senza macelleria sociale l’UE morirà presto di inedia. Però la disinvoltura con cui si afferma che il massacro dei lavoratori europei adesso non è più sostenibile è davvero impressionante! Non hanno limiti ne mai ne avranno, riflettete su questo!

La fine della sinistra

Eccellente disamina storico – politica di Stefano. Aggiungo solo che oggi in Italia l’asinistra è soprattutto euro-peista, vota senza se e senza ma la signora Von Der Leyen (che è più a destra della peggiore destra) e fa tutto nell’interesse dell’Euro-pa e quindi non certo dell’Italia. Post di Stefano

La fine della sinistra

Generalmente chi è politicamente di sinistra ritiene, secondo me, che ad ognuno, in maniera non troppo dissimile, spetti una parte della ricchezza generale, in modo che chiunque possa vivere dignitosamente indipendentemente dalle proprie capacità, e che non vi siano troppe differenze di “casta”. Chi è di destra, invece e sempre secondo me, propone generalmente la distribuzione della ricchezza in base ad una sorta di meritocrazia, per cui le differenze di status sono ammesse e connaturate alle inevitabili differenze tra esseri umani. Parlo ovviamente di politiche etiche, non contaminate da ideologie razziste, sfruttamento dell’uomo sull’uomo e da parassitismo sociale.
Le estremizzazioni delle due ideologie hanno provocato, sopratutto nel secolo scorso, applicazioni deleterie con derive sociali aberranti, sfociate nei fascismi e comunismi tipo URSS.
Dagli anni novanta del 1900 ho assistito ad un progressivo annacquamento e appiattimento delle due dottrine verso il centro fino a diventare difficilmente distinguibili tra loro al punto che ora, per me come per la gente comune, non esistono più vere e proprie ideologie.
Esistono però degli atteggiamenti tipici di chi si “sente” di sinistra e di chi si “sente” di destra. Varie dottrine o sotto-ideologie vengono sposate dagli uni o dagli altri.
Tradizionalmente, la sinistra si associa a tutto ciò che è ritenuto progressista: ma, nel dimenticare che non necessariamente tutto ciò che scaturisce dal progresso tecnologico e dall’uso che se ne fa sia per forza positivo, ha abbracciato acriticamente posizioni estreme di dubbia eticità, arrivando a tutelare non solo tutte le tendenze sessuali, ma anche l’uso di farmaci inibitori della pubertà e il ricorso alla maternità surrogata. Si spende per l’uguaglianza tra i generi fino all’ammissione silente di una superiorità femminile, tutto questo, per me, finalizzato solo alla distruzione della famiglia tradizionale. Si batte per l’inclusione di ogni immigrato, come se fosse possibile far risiedere in un territorio limitato un numero illimitato di persone, ma soprattutto abbraccia un ecologismo senza se e senza ma, fino ad accettare la teoria, assurda secondo me, del cambiamento climatico di origine antropica.
A questo si è ridotto ormai ogni credo di sinistra. Le vecchie lotte come: le pari opportunità, i diritti dei lavoratori, i diritti sindacali, la libertà di avere una casa, quella di poter circolare liberamente, il diritto di non essere controllati su tutto, il diritto a non morire di fame… sono cadute in ultim’ordine. In pratica al credo della sinistra appartiene, ormai, secondo me, solo un gigantesco senso di colpa nel quale non è ammesso rivendicare alcuna dignità, libertà o sovranità… neanche sul proprio corpo fisico, come si è visto durante il periodo psico-pandemenziale! Insieme alla convinzione di essere quelli “buoni”, quelli “dalla parte giusta”.
Ma nel frattempo, la vera destra super estrema, quella che più propriamente ha il nome di Neo-Liberismo, è andata fuori da ogni etica e anche da ogni logica, poiché porterà il mondo alla distruzione. È la destra strisciante che a partire dal civile occidente domina sempre di più nel mondo per instaurare un nuovo medio evo, attraverso la riduzione della classe dominante a pochi individui che controlleranno la quasi totalità delle risorse e del potere, la soppressione della classe media e la riduzione a plebe senza ricchezze né diritti del 99,99% della popolazione. La parte più comica è che la fazione politica che più è funzionale a questa nuova ideologia è proprio l’attuale sinistra mondiale: la piramide Dem, il Deep State, in Italia degnamente rappresentata dal PD, che io mi sono permesso di rinominare PPDD (Partito Più Di Destra). Tanto che io credo fermamente che l’attuale fazione politica di sinistra, a livello mondiale, sia stata infiltrata e manovrata proprio dai neo-liberisti. Mentre la destra genuina ed etica, se ancora esiste, in questo mondo al contrario, ha assunto ora il ruolo di garantire i diritti fondamentali del popolo. Proprio perché chi si “sente” di destra e quindi è conservatore, non può condividere le assurde dottrine autolesioniste attuali della sinistra.

Dalle parole alle prese per il cul@

E si, quando parliamo di politica di una cosa non possiamo mai essere delusi, essi sono campioni di chiacchiere e in questo i nostri politici non sono secondi a nessuno. Bravi, come dice Travaglio in questo articolo i risultati saranno eccezionali!

Prese per il culo
di Marco Travaglio

Anzitutto le scuse ai lettori: ieri, diversamente da tutti gli altri giornali, abbiamo pensato che le guerre e i massacri di ucraini, russi e palestinesi fossero più importanti della finale olimpica di volley femminile e del terribile assalto del governo al compagno Malagò, che le brutte destracce (e, incidentalmente, anche una legge dello Stato) vorrebbero sostituire dopo appena 3 mandati e 11 anni al Coni. E poi massima solidarietà al cosiddetto ministro degli Esteri Tajani, che nella sua intervista quotidiana (ieri toccava al Corriere) ha risolto con due frasi ficcanti le due guerre, ma senza distogliere il terzo o quarto “occhio ‘molto attento’ alla situazione in Venezuela”. Ucraina: “la sosteniamo senza se e senza ma”. Infatti subito dopo c’è un ma: “ma non siamo in guerra con la Russia” e “le armi che abbiamo fornito non possono essere usate per attaccare la Russia sul suo territorio”. Il fatto che lui e Crosetto lo ripetano ogni giorno lascia intendere che Zelensky se ne freghi delle loro diffide, sempreché ne abbia avuto notizia, e usi le nostre armi per invadere pezzetti di Russia. Domanda: se no? Che succede se le usa? “A fine mese chiederemo chiarimenti al ministro Kuleba e valuteremo come agire”. Apperò. Da 30 mesi inviamo armi agli ucraini senza dire quali né tracciarle e ci meravigliamo se le usano. Quindi, gentile ministro, facciamo così: o smettiamo di inviarle, o smettiamo di chiedere di non usarle qui o lì, perché le due cose insieme sanno di presa per il culo.

Gaza: “la nostra linea è molto chiara”. Ah sì? “Chiediamo con forza a Israele di interrompere attacchi che portano a un numero altissimo di vittime civili, in contrasto col diritto internazionale… È l’ora del cessate il fuoco”. Ecco: dopo 10 mesi e 40 mila morti, è l’ora. Tajani lo diceva anche dopo 5 mila, 10 mila, 20 mila, 30 mila morti. E non se l’è filato nessuno: del resto Netanyahu sfancula pure Biden e Blinken, figurarsi Tajani. Domanda: se no? Che si fa se Bibi continua a massacrare civili e negoziatori? E se respinge la sua fantomatica “missione di controllo sulla costruzione dello Stato palestinese con l’Anp, non certo con Hamas”, che la Knesset ha già bocciato e nessuno sa su quali territori, visto che Bibi vuol tenersi gran parte di Gaza e continua a colonizzare la Cisgiordania, senza contare che l’Anp rappresenta un’esigua minoranza di palestinesi e a Gaza non mette piede dal 2006, quando i suoi furono sterminati da Hamas mentre massacravano quelli di Hamas in Cisgiordania? Quindi, gentile ministro, facciamo così: o il governo italiano riconosce lo Stato palestinese a Gaza e in Cisgiordania, ritira l’ambasciatore da Tel Aviv e sanziona Israele cominciando dalle armi fino alla tregua, oppure tace, perché ogni parola suona come una presa per il culo.

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Chi sono?

Stefano elenca gli slogan della propaganda. Ora chiaramente uno potrebbe identificarsi con alcuni di essi e non essere succube del sistema. Il problema intanto sorge quando qualcuno che ha visibilità si discosta da questi mantra: ESSI si rivoltando come un sol uomo e alzano le barricate mediatiche. Invece fra noi comuni cittadini il problema sorge se veniamo attaccati per le nostre idee dal contesto familiare e/o amicale. Nel piccolo o nel grande il sistema si struttura per garantire l’omologazione e limitare la libertà di pensiero. Ma vi lascio al post di Stefano.

Chi sono?

Politicamente corretti, sanno di sapere, stanno dalla parte giusta, loro sono i buoni, sono buonisti, sono gli inclusivisti, sono gli anti omofobisti, sono pro teoria genderisti, sono wok, sono antirazzisti, sono quelli delle porte aperte all’immigrazione infinita, sono gli antisovranisti, gli europeisti, i tifosi dell’euro, sono gli anti antisionisti, sono femministi, anti maschilisti, sono anti femminicidisti, ma non anti maschicidisti, sono americanisti, anti russisti, sono pro naziukrainisti, sono ecologisti, sono per la transizione green, sono i cambiamentisti climatici di origine antropica, ma sono anti scie chimicisti, solo quelli convinti che l’auto elettrica non inquini, sono vaccinisti, sono anti effetti collateralisti, sono i pro greenpassisti, sono anti contantisti, sono anti evasionisti fiscali, ma sono anti sovranisti monetari, sono quelli che gli alberi si possono abbattere, ma solo per lasciar spazio al 5G, sono quelli dell’identità digitale, del chip sottopelle, sono i transumanisti…
“Nel 2030 non avremo privacy, non avremo niente, ma saremo felici.”

Salvataggi?

Beh, personalmente ho nostalgia dei governi balneari, quelli per intenderci che cambiavano come cambia il vento ma che difficilmente riuscivano a imporre riforme contro i cittadini con la facilità di come hanno fatto i tecnici negli ultimi anni. Monti ebbe ad affermare che con l’UE le decisioni che contano (essenzialmente la modalità di gestire la spesa dello Stato a nei vari settori della società) sarebbero state messe al riparo del processo elettorale : i padroni avrebbero potuto decidere senza il fastidio delle elezioni e in pratica ciò si è realizzato in Italia imponendo i governi tecnici sotto il ricatto dello spread gestito da Bce e commissione UE!

Nel ventennio Mussolini chiamava le elezioni “Ludi cartacei”, un sistema per illudere il popolo di contare ancora qualcosa, oggi c’è chi inneggia alla stabilità di governo e all’imposizione di personaggi idealmente superiori e moralmente accettabili come se tali sistemi fossero in sé modelli ideali, buoni e giusti a prescindere dai risultati. Ma voi li avete visti i risultati di quei governi non eletti dal popolo? E ne avete forse nostalgia? Io sinceramente no

Durezza del vivere, un programma di governo (nuove frontiere) !

“Nell’Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità.” Da Berlino e Parigi ritorno alla realtàCorriere della Sera, 26 agosto 2003, p. 1

Non so se avete già avuto modo di leggere queste affermazioni di Tommaso Padoa Schioppa , ministro dell’economia del governo Prodi nel 2007, convinto europeista e sostenitore della moneta unica. Sono affermazioni agghiaccianti perché traducono in pratica quello che da lì a pochi anni (eravamo nel 2003), l’adozione dell’euro e governi ultra-liberisti di destra ed estrema destra, avrebbero permesso di realizzare nel nostro Paese. Perché per chi ancora non l’ha capito in Italia da decenni si sta lavorando ad una distruzione sistematica dello stato sociale, i cosiddetti diritti costituzionalmente garantiti, tanto odiati dalle élite industriali e finanziarie mondiali : abolizione dell’articolo 18, job act, Fornero, tagli lineari a scuola, sanità, … UN SOGNO CHE SI È REALIZZATO PER QUESTI PERSONAGGI, RIPORTARE L’INDIVIDUO (CIOÈ NOI PERSONE COMUNI) AD UN CONTATTO DIRETTO CON LA DUREZZA DEL VIVERE!

Padoa Schioppa diceva: “l’Europa si è fatta seguendo un metodo che si potrebbe definire col termine di dispotismo illuminato – procedura perfettamente legittima, ma ancorata al metodo democratico solo per l’esistenza della democrazia all’interno degli Stati, non da un processo democratico europeo. Si può dunque parlare di democrazia limitata.”

Bene, chi ha concepito l’UE con siffatte idee è portatore (in) sano di principi eversivi nei confronti di qualsivoglia democrazia, ESSI lo fanno per noi, per il nostro bene dobbiamo tornare ad essere schiavi.

Scelte politiche che hanno portato l’Italia ad avere una sovranità limitata- definite perfettamente legittime – al punto tale che non c’è alcun margine di manovra all’interno di un contesto dove le finanziarie vengono scritte sulla base di risorse e riforme imposte dall’esterno.

E quindi, che fare? Intanto dare il giusto peso alle parole, chiunque vada in tv a parlare di lotta all’evasione, tagli agli sprechi, reddito minimo garantito, ma anche “cambiamenti climatici e impatto antropico”, ecc. ecc. ecc. secondo voi sta continuando a realizzare il programma di governo del buon Padoa Schioppa o invece sta dalla nostra parte di semplici cittadini bisognosi di lavoro e tutele statali?

Oggi più che mai il nuovo fronte delle riforme anti-umane è globale, ci dicono che il Pianeta è in pericolo e quindi : 1) È necessario ridurre la natalità anche in Africa o Asia. 2) In Europa e America è invece necessario aumentare la mortalità via drastico abbassamento della qualità della vita e introduzione di pozioni magiche dagli effetti non meglio definiti. 3) Il Pianeta e le sue risorse limitate con tutte le strampalate ricette per salvarlo può diventare quindi una nuova e potentissima arma in mano ai turbo-capitalisti che governano il mondo. Per ESSI noi siamo solo mandrie da sfruttare o da mandare al macello, ma ESSI non sono affatto così complicati da nascondere le loro intenzioni dietro chissà quali complotti. Anzi è tutto alla luce del sole, i lacchè che parlano a loro nome o sono semplicemente stupidi, o sono sfacciatamente sinceri, comunque in entrambi i casi dicono con chiarezza che il problema siamo noi e bisogna continuare a togliere diritti per sostituirli con privilegi da dare ai loro padroni. Ormai siamo arrivati al punto che il diritto da togliere è l’esistenza stessa, noi siamo il problema è ESSI (per salvare il PIANETA certissimissimamente) vogliono avere in mano il bottone da schiacciare nel momento in cui non siamo più sfruttabili. Questo è purtroppo, noi torneremo contare qualcosa solo quando la menzogna verrà respinta con repulsione immediata appena ce la troveremo di fronte. E qualsiasi persona la incarni al momento, sia esso medico, scienziato o politico o magnate illuminato, essa ha sempre la stessa faccia e parla con un’unica voce, è davvero difficile non riconoscerla sotto la maschera se si vuole aprire gli occhi. Noi possiamo diventare nuclei di verità e la menzogna con cui ci hanno soggiogato tornerà ad essere solo un’ombra fuggevole destinata a scomparire nella nuova luce.

Petrarca, Italia mia

Italia mia, benché ’l parlar sia indarno

         a le piaghe mortali

         che nel bel corpo tuo sì spesse veggio,

         piacemi almen che’ miei sospir’ sian quali

5      spera ’l Tevero et l’Arno,

         e ’l Po, dove doglioso et grave or seggio.

         Rettor del cielo, io cheggio

         che la pietà che Ti condusse in terra

         Ti volga al Tuo dilecto almo paese.

10    Vedi, Segnor cortese,

         di che lievi cagion’ che crudel guerra;

         e i cor’, che ’ndura et serra

         Marte superbo et fero,

         apri Tu, Padre, e ’ntenerisci et snoda;

15    ivi fa’ che ’l Tuo vero,

         qual io mi sia, per la mia lingua s’oda.

Petrarca evidenzia la sua disapprovazione per la politica interna dei Signori italiani, in cui s’individua la prima causa della difficile situazione della nazione. Faccio mia la sua invocazione per evidenziare che oggi come ieri la politica è fatta di mercenari senza dignità alcuna pronti a svendere la nazione ad interessi esteri.

Il canto apre con un’invocazione all’Italia stessa (v. 1: “Italia mia”), simboleggiata dai tre principali fiumi della Penisola (il Tevere, l’Arno e il Po, vv. 5-6) e di cui si compiangono le ferite “mortali”. Segue addiritttura un’invocazione a Dio, affinché intervenga per migliorare la situazione della nazione “sacra”.

 Il piano del ragionamento del poeta è duplice: da un lato, ritornano le accuse di negliglenza, corruzione e disonore contro i prinicpi italiani; dall’altro riemerge l’idea della morte incombente – uno dei temi cardine di tutto il Canzoniere – che dovrebbe invitare i regnanti e prestare più attenzione alla loro vita dopo la morte e alla loro condotta terrena. Si tratta di un vero e proprio memento mori (esperessione latina che significa: “ricordati che devi morire”), che si collega sia alla polemica politica sia al ricordo della grandezza passata dell’Italia. Tutti problemi di ieri e di oggi, la condanna di un popolo e una terra destinata ad essere in mano a persone mediocri, eppure tale è la grandezza celebrata dal Petrarca per la nostra terra che a distanza di secoli ancora è viva la speranza di un riscatto.

Il congedo: la “pace” per la penisola (vv. 113-122)

Pace, essere esempio e messaggeri di pace, questa è la vera missione di ogni popolo in grado di realizzare già su questa terra un paradiso mai compiuto.

Conferenza sul clima – Franco Prodi

Con calma e chiarezza il professor Prodi esprime il suo parere – suffragrato da anni di studi scientifici e esperienza sul campo – sull’origine dei cambiamenti climatici in atto. Estremamente interessanti risultano le sue riflessioni sull’interazione fra scienza e politica, in particolare con i vertici della protezione civile: da decenni ogni investimento scientifico e tecnologico da lui pianificato e realizzato in varie regioni italiane, è stato puntualmente boicottato e ignorato; invece di vedere questi strumenti di previsione come integrati in un programma nazionale di protezione civile essi sono stati abbandonati quasi fossero essi stessi un problema, qualcosa che sarebbe stato meglio non fosse mai stato realizzato e infatti nessun organo di informazione ne parla (tanto meno gli “esperti” che vengono chiamati dai media mainstream)! Ma non aggiungo altro, chi fosse interessato è meglio che veda la conferenza e si faccia una sua idea in merito.

Siogiovanni

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