Vitamina C e raffreddore

Siamo abituati a prendere con leggerezza farmaci considerati “innocui” come la tachipirina o gli antibiotici – che in realtà hanno controindicazioni e nello specifico dell’influenza dovrebbero essere spesso addirittura controndicati – ma guai a parlare di megadosi di vitamine: fanno MALE, non servono a NIENTE, ma il dottore non me lo ha DETTO….. Poi se si scopre che gli studi ci sono, anche recenti e pubblicati su riviste mediche prestigiose, ti accorgi cbe comunque nulla cambia nella profilassi per curare raffreddore e simil influenzali. Quindi non è questione scientifica, in medicina, come in economia, come in politica, tutto rimane come è sempre stato, la direzione da seguire è già stata decisa e ciò che esce dai binari rimane un incidente di percorso che difficilmente verrà seguito. Chi lo fa se ne assume il carico andando a piedi in un percorso appare inesplorato, ma a ben guardare ci si accorge di non essere da soli.

Dal canale telegram del dottor Gabriele Prinzi – – – – >https://t.me/dottgabrieleprinzi

#FEBBRE?
LA VITAMINA C BATTE #PARACETAMOLO 3 (GRAMMI) A 1
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La crescente richiesta delle Mamme di valutare l’effetto degli integratori alimentari su specifiche condizioni di salute usando uno “standard scientifico” ha spinto alla pubblicazione di parechi studi.
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Parecchio dimenticati.
Come quello che ha studiato l’effetto di “megadosi” di vitamina C nella prevenzione e nell’alleviamento dei sintomi del raffreddore e dell’influenza (in un gruppo sperimentale rispetto a un gruppo di controllo).
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Un totale di 252 studenti di età compresa tra 18 e 30 anni costituivano il gruppo sperimentale o di prova, mentre 463 studenti tra 18 e 32 anni costituivano il gruppo di controllo.
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Quelli nella “popolazione di controllo” con sintomi sono stati trattati con antidolorifici e decongestionanti.
Quelli nella popolazione di prova che hanno segnalato sintomi sono stati trattati con DOSI ORARIE di 1000 mg (1 GRAMMO) di vitamina C per le prime 6 ore e successivamente 1 GRAMMO 3 volte al giorno in seguito.
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Nel complesso, I SINTOMI DI INFLUENZA E RAFFREDDORE nel “gruppo sperimentale” TRATTATATI CON MEGADOSI DI VITAMINA C sono diminuiti dell’85% (OTTANTA-CINQUE-PERCENTO) rispetto al gruppo di controllo (che la vitamina C non l’hanno assunta).
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La conclusione?
La vitamina C in megadosi somministrate prima o dopo la comparsa dei sintomi del raffreddore e dell’influenza ha alleviato e prevenuto i sintomi dei giovani sottoposti al test rispetto al gruppo di controllo. 
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La morale di questa storia?
IL PARACETAMOLO HA MOLTEPLICI EFFETTI COLLATERALI.
Quando lo usi stai indebolendo il fegato e SE l’influenza è virale rende il virus più forte perchè riduce la febbre.
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Alla prossima influenza di tuo figlio/a valuterei le “megadosi” di VITAMINA C.
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Perchè la tua salute ( e la sua!) Vale ❤️


https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10543583/

#latuasalutevale #dottgabrieleprinzi #informareeguarire

Allenamento per tutti!

Condivido questo breve post per evidenziare ancora una volta come mantenere una buona massa muscolare sia tanto più importante quanto si va su con l’età! Questo perché sarà sempre più difficile recuperare muscolatura e quindi salute fisica ad essa collegata. Ma allenarsi non basta, l’alimentazione è fondamentale : proteine e grassi, soprattutto di origine animale!

Avevo già scritto sulla dieta low carb e ketogenica, quindi non mi soffermo in questo contesto ad elencarne i principi. Mi limito a dire che intanto è fondamentale mantenersi allenati e avere una buona integrazione proteica oltre che calorica. Vi lascio al post….

ALLENAMENTO IN PALESTRA PER I MENO GIOVANI

Internet è strapiena di siti ricchi di informazioni per chi volesse dedicarsi alla gloriosa disciplina del bodybuilding, ma chi avesse aspirazioni più modeste, un’età più avanzata e seguisse una dieta chegenica o low carb, potrà beneficiare di strategie di allenamento specifiche per queste condizioni.

Intanto occorre ricordare che la crescita di massa muscolare è dovuta ad uno stress (l’allenamento con i pesi) che deve essere progressivo (ovvero incrementare nel tempo) abbinato ad un surplus calorico e proteico, ed a sufficiente recupero. Allenarsi bene senza mangiare abbastanza porterà zero risultati, mangiare molto senza allenarsi abbastanza porterà… alle maniglie dell’amore!

La parte relativa all’alimentazione è ragionevolmente facile: mangiate 2 g di proteine per kg di peso corporeo al giorno (o anche un po’ di più), ed aumentate il totale dei grassi fini a che il peso non comincia lentamente a saliRe. Se sale troppo velocemente significa che avete esagerato e state ingrassando troppo, se non sale significa che dovete mangiare di più.

Per quello che riguarda l’allenamento, la strategia più redditizia se seguite una dieta chetogenica e/o non siete più giovanissimi è quella di abbassare il numero delle ripetizioni rispetto a quanto fatto abitualmente dai bodybuilders. Il classico allenamento basato su un range di ripetizioni da 8 a 15 porta perlopiù all’ipertrofia, ovvero l’ingrossamento delle fibre muscolari, di cui esistono almeno due diverse variazioni ma che rappresenta comunque una condizione effimera, visto che il volume muscolare tende rapidamente a ridursi una volta interrotto l’allenamento. Riducendo le ripetizioni si va invece a stimolare maggiormente l’iperplasia, ovvero l’aumento del numero delle fibre muscolari, un tipo di crescita più duratura e che può essere abbinata all’ipertrofia.

Il classico allenamento 5×5 di Bill Starr, Reg Park ed altri è un esempio di questa filosofia, anche se è sviluppato principalmente per l’aumento della forza.

Un programma ben più specifico per l’aumento di forza ma soprattutto massa muscolare è quello messo a punto da Author L. Rea, di cui allego un link per scaricare il suo libro gratuitamente da Scribd. Il libro è uno dei must da leggere per chiunque sia interessato all’allenamento con i pesi, offre importantissime nozioni di fisiologia ben spiegate, e rappresenta il miglior esempio di un programma di sovraccarico progressivo ad alta intensità.

https://www.scribd.com/document/452228758/Build-the-Perfect-Beast-Naturally-pdf

➡️Tratto da: Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia

http://t.me/italiaaustralia

Vitamina D, come integrarla!

Dal vcanale del dottor Gabriele Prinzi una serie di consigli medici per integrare questa importante vitamina alla base di innumerevoli processi fisiologici che sempre più studi confermano fondamentale per la nostra salute.

https://t.me/dottgabrieleprinzi

QUANDO LA VITAMINA D …
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… viene prescritta ogni 15 giorni …
… o una volta al mese …
… o una volta ogni “morte di Papa” (scusa Francè) …
… una stella di una galassia lontana si spegne.
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La forma di vitamina D inattiva che assumiamo tramite integrazione (#colecalciferolo) ha una emivita di circa 1 giorno; significa che assumendo 10.000 UI in un giorno, il giorno dopo ne abbiamo 5.000 UI disponibili, dopo 3 giorni 2.500, dopo 4, 1.250 e così via fino a totale consumo (vedi il grafico sotto).
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E’ una valutazione da fare, soprattutto quando le prescrizioni dipendono da un prelievo ematico: quando, esattamente, nel mese di assunzione, stai facendo quel prelievo?
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L’assunzione ad alto dosaggio mensile incrementa immediatamente il livello nel sangue, ma non la rende disponibile quotidianamente nei tessuti, dove serve maggiorMente.
E quotidianaMente.
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Dopo qualche giorno, la #vitamina D si azzera.
Ed i tuoi valori risultano costantemente bassi ….
Gli studi evidenziano che, appurata la carenza tramite esame del sangue, la stessa va integrata, tutti i giorni e non in super dosi settimanali o mensili.
Perchè l’assunzione PIU’ FISIOLOGICA è giornaliera.
Come il sole 😉
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In questa pagina insegniamo a pescare, a ragionare, a ricercare.
Se invece vuoi il pesce cotto e mangiato (o vuoi sapere le “dosi”) c’è sicuramente un’altra pagina/gruppo che ti accoglierà a braccia aperte.
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Perchè la tua “$alute” vale 😉

VITAMINA D3: FACCIAMO CHIAREZZA
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Mi permetto di fare un minimo di chiarezza, a cui seguono suggerimenti pratici.
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🌎INSUFFICIENZA – CARENZA di vitamina D A LIVELLO MONDIALE.
Non facendo più movimento fisico all’aria aperta, stando sempre chiusi a casa in ufficio in macchina senza esporci al sole, l’eccesso di uso di creme solari, il cambiamento delle abitudini alimentari con CIBI STERILI E PRIVI DI NUTRIENTI e l’uso eccessivo di farmaci (soprattutto #CASTROPROTETTORI E #STATINE) e la #disbiosi intestinale sono la causa di questa carenza mondiale.
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2) DIBATTITO INTERNAZIONALE su quali siano i livelli normali di vitamina D.
Alcuni suppongono che questa carenza mondiale sia dovuta a un errore del cosiddetto “valore normale”, Altri ancora pensano che la supplementazione di vitamina D sia una moda.
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Le linee guida italiane (SIOMMMS) esprimono questi valori:
(nmol/l)    (ng/ml) – Interpretazione
<25          <10         Grave carenza
25-50       10-20      Carenza
50-75       20-30      Insufficienza
75-375     30-100    Range ideale
>375       >150       Possibili effetti indesiderati/Intossicazione
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3) LA VITAMINA D È UN ORMONE e interviene su centinaia di processi, soprattutto a livello muscolare, osseo, del sistema immunitario.
Attiva il DNA ed è considerato un FATTORE EPIGENETICO.
La sua funzione la sua utilità nelle malattie “autoimmuni” è conosciuta da tantissimi anni, compresa la #rettocolite ulcerosa e il Morbo di #Crohn.
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Ci sono CENTINAIA di LAVORI SCIENTIFICI che dimostrano l’utilità della vitamina D nella maggioranza delle
– malattie autoimmuni (cerca PROTOCOLLO COIMBRA)
– nell’OSTEOPOROSI (ma DEVI TOGLIERE CALCIO E LATTICINI)
– nell’artrite reumatoide (ma devi rinunciare a glutine e latticini)
– nella #psoriasi (ma devi rinunciare a glutine e latticini)
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4) PERCHÉ C’È TANTA PAURA TRA CHI LA ASSUME E CHI LA PRESCRIVE?
La paura è legata a casi di intossicazione DA IPERCALCEMIA che si sono registrati a partire dagli anni ’40.
Una parte della Comunità scientifica riconosce quindi che NON È LA VITAMINA D ad essere tossica ma l’eccesso di CALCIO.
E’ L’ECCESSO DI CALCIO LA CAUSA DELLA “INTOSSICAZIONE” DA VITAMINA D3
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DETTO QUESTO:
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👍 CI SONO ESAMI DEL SANGUE NECESSARI per valutare la vitamina D e GLI ORMONI CHE DA ESSA SONO REGOLATI.
Questi esami sono 4: calcemia, vitamina d3, paratormone, osteocalcina.
Aggiungendo omocisteina, vit. B12 e folati vedi altri effetti della D e vedi indirettamente malassorbimento instestinale e la possibile mutazione del gene #MHTFR.
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Se non li HAI fatti tutti e 4 – almeno i primi 4 – qualunque valutazione sul tuo livello di vitamina D è incompleta, parziale, e rischia di fallire nel suo progetto terapeutico.
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👍 LA VITAMINA D VA PRESA GIORNALMENTE.
Questa splendida vitamina ha una emivita in circolo di 24 ore.
Cioè si dimezza ogni 24 ore.
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Le MEGADOSI prese una volta alla settimana, una volta ogni due settimane, una volta al mese, o “una volta ogni morte di Papa” (scusa Francesco…), sono inappropriate.
Ciò spiega perché a distanza di un anno di SOMMINISTRAZIONE FATTA A “CA…SO” , i tuoi valori sono stabili, e non si sono mossi di una virgola.
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👍 LA QUANTITÀ di vitamina D DA INTEGRARE dipende da tantissimi fattori.
Da Qual è il valore di partenza, dal valore degli “altri ESAMI”, dalle malattie che hai, dai problemi di malassorbimento, dai farmaci che prendi, dal fatto se sei normopeso o obeso eccetera.
Il che vuol dire, che in un post o via email – in assenza di questi dati – non potrò dare una risposta.
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👍 UNA sola forma di vitamina D? In commercio ne esistono ALMENO 5, due delle quali vengono date specificatamente a pazienti che hanno problemi renali e problemi epatici (DIDROGIL e ROCALTROL) e necessitano di prescrizione medica.
Nuovamente, torniamo all’abito che va cucito su misura…
👇🏻👇🏻👇🏻continua qui sotto👇🏻👇🏻👇🏻

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L’asino e il pozzo

Un giorno l’ASINO di un contadino cadde in un pozzo. L’animale pianse e ragliò duramente per ore mentre il contadino cercava di fare qualcosa a riguardo. Alla fine decise che l’asino era troppo vecchio e il pozzo era asciutto da molto tempo e aveva già bisogno di essere tappato, pertanto non valeva davvero la pena tirare fuori l’asino dal pozzo. Chiamò i suoi vicini, ognuno prese una pala e iniziarono a gettare terra nel pozzo. L’asino resosi conto di quello che stava succedendo si mise a piangere e ragliare orribilmente. A un certo punto con sorpresa di tutti l’asino smise di lamentarsi dopo alcune palate di terra. Il contadino guardò in fondo al pozzo e si stupì di ciò che vide… Con ogni palata di terra, l’asino stava facendo qualcosa di incredibile: batteva la terra con gli zoccoli e faceva un passo sopra la terra. Molto presto tutti videro con sorpresa l’asino arrivare fino alla bocca del pozzo, passare sopra il bordo e uscire trottando.

Esopo, VI sec. a. C.

Commento tratto dal web __

La vita ti getterà a terra, ogni tipo di terra… Il segreto per uscire dal pozzo è batterla e usarla per fare un passo in alto. Ogni nostro problema è un gradino verso l’alto. Possiamo uscire dai pozzi più profondi se non ci arrendiamo… Usa la terra che ti gettano per andare avanti. Ama di più, compatta la terra, perchè in questa vita bisogna essere una soluzione, non un problema. E lascia che i veri somari siano gli altri. 🤗

Comnento mio___

Non è facile trovare una soluzione ai problemi che ci sovrastano, a volte li subiamo e impariamo a conviverci. Per questo motivo quando tutto ci crolla addosso chi ha la forza di reagire ne può venire fuori. Quello che è certo è che bisogna contare solo su sé stessi, non sono mai gli altri la soluzione anche se possono essere importanti nel pozzo profondo della vita siamo soli. E il cielo azzurro che si intravede è davvero lontano ma pur sempre in grado di farci sperare in un nuovo inizio.

Filastrocca settembrina

Filastrocca settembrina
già l’autunno si avvicina,
già l’autunno per l’aria vola
fin sulla porta della scuola.

Sulla porta c’è il bidello,
che fischietta un ritornello,
poi con la faccia scura scura
prova la chiave nella serratura,
prova a suonare la campanella…


Bambino, prepara la cartella!

Gianni Rodari

Dalle parole alle prese per il cul@

E si, quando parliamo di politica di una cosa non possiamo mai essere delusi, essi sono campioni di chiacchiere e in questo i nostri politici non sono secondi a nessuno. Bravi, come dice Travaglio in questo articolo i risultati saranno eccezionali!

Prese per il culo
di Marco Travaglio

Anzitutto le scuse ai lettori: ieri, diversamente da tutti gli altri giornali, abbiamo pensato che le guerre e i massacri di ucraini, russi e palestinesi fossero più importanti della finale olimpica di volley femminile e del terribile assalto del governo al compagno Malagò, che le brutte destracce (e, incidentalmente, anche una legge dello Stato) vorrebbero sostituire dopo appena 3 mandati e 11 anni al Coni. E poi massima solidarietà al cosiddetto ministro degli Esteri Tajani, che nella sua intervista quotidiana (ieri toccava al Corriere) ha risolto con due frasi ficcanti le due guerre, ma senza distogliere il terzo o quarto “occhio ‘molto attento’ alla situazione in Venezuela”. Ucraina: “la sosteniamo senza se e senza ma”. Infatti subito dopo c’è un ma: “ma non siamo in guerra con la Russia” e “le armi che abbiamo fornito non possono essere usate per attaccare la Russia sul suo territorio”. Il fatto che lui e Crosetto lo ripetano ogni giorno lascia intendere che Zelensky se ne freghi delle loro diffide, sempreché ne abbia avuto notizia, e usi le nostre armi per invadere pezzetti di Russia. Domanda: se no? Che succede se le usa? “A fine mese chiederemo chiarimenti al ministro Kuleba e valuteremo come agire”. Apperò. Da 30 mesi inviamo armi agli ucraini senza dire quali né tracciarle e ci meravigliamo se le usano. Quindi, gentile ministro, facciamo così: o smettiamo di inviarle, o smettiamo di chiedere di non usarle qui o lì, perché le due cose insieme sanno di presa per il culo.

Gaza: “la nostra linea è molto chiara”. Ah sì? “Chiediamo con forza a Israele di interrompere attacchi che portano a un numero altissimo di vittime civili, in contrasto col diritto internazionale… È l’ora del cessate il fuoco”. Ecco: dopo 10 mesi e 40 mila morti, è l’ora. Tajani lo diceva anche dopo 5 mila, 10 mila, 20 mila, 30 mila morti. E non se l’è filato nessuno: del resto Netanyahu sfancula pure Biden e Blinken, figurarsi Tajani. Domanda: se no? Che si fa se Bibi continua a massacrare civili e negoziatori? E se respinge la sua fantomatica “missione di controllo sulla costruzione dello Stato palestinese con l’Anp, non certo con Hamas”, che la Knesset ha già bocciato e nessuno sa su quali territori, visto che Bibi vuol tenersi gran parte di Gaza e continua a colonizzare la Cisgiordania, senza contare che l’Anp rappresenta un’esigua minoranza di palestinesi e a Gaza non mette piede dal 2006, quando i suoi furono sterminati da Hamas mentre massacravano quelli di Hamas in Cisgiordania? Quindi, gentile ministro, facciamo così: o il governo italiano riconosce lo Stato palestinese a Gaza e in Cisgiordania, ritira l’ambasciatore da Tel Aviv e sanziona Israele cominciando dalle armi fino alla tregua, oppure tace, perché ogni parola suona come una presa per il culo.

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L’italiano e gli sfregi linguistici

Ormai neanche nei concorsi per diventare insegnante è richiesta la conoscenza approfondita dell’italiano. Infatti la prova scritta è un test a risposte multiple, detta anche computer based, che dovrebbe valutare metodologia didattica, psicopedagogia, inglese e informatica. Capito? Inglese e informatica, non certo la capacità di esporre in maniera esauriente e con competenza linguistica le tematiche legate alla scuola e all’insegnamento. Essere sgrammaticati o addirittura non saper mettere giù per iscritto un pensiero strutturato che vada oltre i messaggini su WhatsApp non è considerato um problema per i nostri legislatori, per insegnare nella scuola italiana e soprattutto “europea” sembrerebbe che siano altre le cose importanti. Ben venga quindi l’osservazione dell’accademia della crusca, che evidenzia (con ritardo, ma meglio tardi che mai) gli sfregi linguistici della propaganda. Ricordiamoci che “siamo ciò che parliamo”, nel senso che limitare il linguaggio serve a manipolare le menti.

🇮🇹 ACCADEMIA DELLA CRUSCA: CONTRO L’AUTORITARISMO LINGUISTICO E L’USO FORZATO DEL FEMMINILE E DEGLI ASTERISCHI

L’Accademia della Crusca si oppone all’imposizione dell’uso del femminile e degli asterischi nella lingua italiana, definendolo autoritarismo linguistico

Fonte: Sole24, via Brandi su X

L’Italiano è una lingua bellissima, ricca di storia, tradizione, madre della nostra cultura nelle più disparate declinazioni. Non Garibaldi, non Cavour, ma l’Italiano, soprattutto via RAI Radiotelevisione Italiana, “ha fatto” gli italiani.
Finalmente una voce autorevole si leva in difesa del nostro meraviglioso idioma, delle sue regole, della sua preziosa “DIVERSITÀ”.

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Perché non cantarci sopra?

Una bellissima esperienza raccontata dall’amico Stefano che vi consiglio di leggere.

Post di Stefano

Perché non cantarci sopra?

<<Secondo te è il caso di mettere la serata di ieri su Facebook?>>

Io ho risposto che forse era meglio di no, anche se da quel momento qualcosa ha cominciato a rimbalzare da un lato all’altro della mia mente.

Mia moglie ed io formiamo un duo di cantanti che si esibiscono in serate musicali di vario genere e, per farci un po’ di pubblicità, mettiamo foto e filmati delle nostre serate su FB. Poco tempo fa ci arriva una telefonata per chiederci se eravamo liberi una certa data per una serata, appunto, niente di strano, tranne che chi ci voleva era un istituto per anziani, una casa di riposo che voleva festeggiare l’estate con i suoi ospiti. Oltretutto si è dimostrata poi una bella festa e ben organizzata, in cui erano invitati anche i parenti degli ospiti: c’era un ricchissimo buffet, l’esibizione di un mago, un vero gelataio con il carretto di una volta, assistenti che aiutavano quelli con la mobilità più compromessa e la nostra musica. Dopo un primo momento di imbarazzo, soprattutto da parte mia, la festa è scivolata benissimo: ho visto anziani che sorridevano, altri che ballavano con i nipoti, qualcuno che ballava… sulla carrozzella, altri canticchiavano le canzoni che conoscevano, qualcuno ci faceva delle richieste musicali, qualcun altro si preoccupava di trovarci da mangiare o da bere, visto che eravamo impegnati a cantare, ho visto addirittura una signora in carrozzella che in occasione di una canzone si è messa a piangere, chissà quale ricordo le avrà destato? Insomma una bella festa in cui i dipendenti dell’istituto lavoravano diligentemente, ma divertendosi anche ed in cui anche tanti volontari, riconoscibili dalla scritta sulla maglietta, lavoravano per la riuscita della bella giornata, erano loro i veri eroi non certo noi due. Una signora apparentemente vecchissima e con una cifosi troppo evidente mi chiedeva qualcosa di… Vasco Rossi! Sembrava fuori luogo, ma solo fino a che sua nipote non ci ha confessato che la “vecchissima” ha solo 72 anni, la stessa età del cantautore e pochi più di me, ed andava a tutti i suoi concerti, fino a che non è rimasta bloccata da una malattia degenerativa.

Al termine della serata, quando anziani e parenti ci facevano i complimenti, ci siamo sentiti bene, abbiamo sentito di aver realizzato quello che è il nostro scopo di musicisti: regalare qualche ora di serenità a coloro che capita ci ascoltino. Ma stavolta ancora di più: in questa epoca in cui è vietato parlare di vecchiaia, di malattia e di morte, addirittura vergognoso confessare su Facebook che i propri fan sono degli anziani di una RSA,  beh, è una stortura, non sono d’accordo. Le condizioni dell’ultima frazione di vita sono parte della vita stessa, da viversi in modo completo e migliore possibile, non c’è nulla da vergognarsi, il cuore è sempre in grado di emozionarsi, la mente, se è ancora sveglia, può dispensare saggi consigli e magari ci si può divertire ancora, e quindi… perché non cantarci sopra?

La vita è un prestito

«Vitaque mancipio nulli datur, omnibus usu», «la vita non è data in proprietà a nessuno, ma in uso a tutti». La vita non ci appartiene. O forse ci appartiene solo in parte. Nessuno ha generato se stesso, ognuno ha ricevuto la vita da altri; per questo spesso si dice che la vita è un dono. E questo dono è di natura particolare: non è definitivo, ma provvisorio. Come si riceve in prestito un libro, un appezzamento di terra o un appartamento per le vacanze. Prima o poi occorre restituirlo. Prima o poi, dunque, dovremo rendere il bene più prezioso che abbiamo: la vita intera. Si tratta certamente di un debito singolare. In genere, quando si prende in prestito un libro dalla biblioteca, si conosce la data di scadenza. Conoscere il termine ultimo condiziona il tempo residuo a disposizione. Posso accelerare la lettura per completare l’opera o rinunciare ad essa, ma ogni giorno so esattamente quanto manca alla scadenza. La vita, invece, non ha un limite univoco: nessuno sa se diventerà vecchio o morirà giovane o in età matura; così, senza tale certezza è più faticoso e problematico organizzare efficacemente il tempo in funzione di una fine inevitabile, ma indefinita. Talvolta si sprecano le opportunità e talvolta si è presi da angoscia e disorientamento. Il fatto che la vita vada consegnata tassativamente, senza eccezioni, ci ricorda che è un bene diverso dagli altri. Ci si può anche dimenticare di restituire un libro, andando incontro alla sanzione della biblioteca o al biasimo di un amico; ma anche se ci dimenticassimo dell’impegno preso alla nascita, la vita verrebbe restituita comunque, indipendentemente dalla nostra memoria o dalla nostra volontà. Il problema per gli uomini è sempre legato alla restituzione. Quello che abbiamo non lo restituiamo facilmente, vogliamo tenerlo per noi, magari per un tempo illimitato. Si può restituire la vita ringraziando, come pensavano epicurei e stoici, godendo del tempo avuto a disposizione e mettendolo a frutto. C’è tuttavia una differenza tra restituire un abito di scena affittato per una recita e restituire la vita. Si indossa l’abito di scena, poi lo si cede, ma si rimane quelli di prima. Cosa rimane di noi dopo la restituzione della vita? C’è ancora differenza tra soggetto e oggetto? Secondo Lucrezio la restituzione è totale. Ci sarà ancora altra vita, quella della natura, ma non ci saremo più noi. Anima e corpo sarebbero quindi uniti senza distinzione, ma qui sorge il problema : chi è che ha ricevuto e soprattutto chi è il donatore?

In un rapporto dialogico e trascendente il dono ha il senso dell’amore. E l’amore è gratuità, dove il donatore dà tutto se stesso senza risparmio. Forse è qui che mon possiamo seguire Lucrezio nelle sue elucubrazioni. Chi genera vita non vuole indietro mai nient’altro che amore.

Riflessioni su “De rerum natura” , “La natura delle cose” di Tito Lucrezio Caro, il principale esponente dell’epicureismo romano del I sec. a.C.

Il vicino

images
Filastrocca tragicomica sulla sfi…ducia!

O notte tenebrosa,

o giornata tempestosa,

o mattina senza sole,

così mi sento, questo è il mio cuore.

Sono stato abbandonato

e mi ritrovo disperato

la mia amata se n’è andata

col mio vicino si è accoppiata.

Ho comprato allora un canarino

che cantava ogni mattino

rallegrandomi un tantino,

ma il gatto del vicino

lo ha mangiato poverino.

Sono solo e mi rattristo

di penar più non resisto

comprerò un cagnolino

che rallegri il mio mattino.

Un cagnolino poi ho comperato

ma un sol giorno lui è durato

è rimasto spiaccicato

sol la coda ho ritrovato

è crudele il mio destino

era l’auto del vicino.

Son rimasto desolato

triste, solo e abbandonato

ma non è il crudel destino

è quello str@nz@ del vicino!

* siamo tutti un po’ vicini…

Filastrocca già pubblicata QUI!

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

Racconti brevi di vita quotidiana ( spero allegri ed umoristici) aforismi pensieri idee di un allegro pessimista

Guai a prendersi troppo sul serio. Racconti allegri pensieri idee di un allegro pessimista

Pensieri di Lisa

Le emozioni mi strabordano

Il pensiero libero

Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo

Filimages

A quoi servent les images que l'on ne montre pas ?

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appunti criptici di una sfinge in erba

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